LUM-Formazione 2012.
Non possiamo pretendere che le cose cambino
se continuiamo a fare le stesse cose.
(A. Einstein)
LUM Formazione 2012 è un Corso di Formazione a finalità sociale aperto a tutti.
A Lumezzane. In 20 Lezioni di due ore.
Presso l’Auditorium della Residenza “Le Rondini”.
Per una Formazione al centro dello Sviluppo.
Scegliere il Presente e Agire:
La forza dell’Innovazione dei Pensieri.
Dal 10 febbraio.
Ecco le 20 Strategie per l’Innovazione
10 febbraio
1. Come affrontare efficacemente i cambiamenti.
Adesso.
17 febbraio
2. Come migliorare la propria comunicazione.
Oggi.
24 febbraio
3. In che modo gestire lo stress del tempo.
Ogni giorno.
2 marzo
4. Come instaurare relazioni positive.
E mantenerle.
9 marzo
5. Come trovare forti motivazioni.
Che durano.
16 marzo
6. Come scegliere tra la competizione
e la collaborazione. Ora.
23 marzo
7. In che modo creare un lavoro di squadra.
E star bene.
30 marzo
8. Come fare della fiducia una strategia generale.
E vincente.
6 aprile
9. Come avere un atteggiamento mentale aperto.
E utile.
13 aprile
10. Come analizzare le proprie credenze.
Per cambiarle.
20 aprile
11. Come trarre forza da una visione e da una missione.
Ora.
27 aprile
12. In che modo diventare leaders responsabili.
Per gli altri.
4 maggio
13. Come operare scelte e perseguirle con tenacia.
Iniziare.
11 maggio
14. In che modo scegliere le proprie risorse.
Per crescere.
18 maggio
15. In che modo valorizzare le proprie passioni.
Da subito.
25 maggio
16. Come aprirsi a soluzioni nuove.
Dimenticando i problemi.
1 giugno
17. Come gestire il passato e il futuro.
Pensando al presente.
8 giugno
18. In che modo sviluppare un’idea.
E creare un progetto.
15 giugno
19. Come innovare i pensieri.
E farne un’abitudine.
22 giugno
20. Come investire nella propria autostima.
Senza esitazione.
… ed essere felici di aver cambiato qualcosa!
Per la partecipazione al corso è richiesto
il contributo per serata di € 5
“A Lumezzane abbiamo smesso di avvilirci sui problemi,
contorcendoci a esaminare difficoltà su difficoltà.
Abbiamo provato a concentrarci sulle soluzioni.
Le abbiamo trovate”
Parecchi attendevano questa iniziativa.
Farla conoscere è un buon servizio.
QUI la Locandina:
QUI la Brochure:
Oppure invita a visitare il sito
www.mauroturrini.it
Il progetto “LUM Formazione 2012″ indica nella Formazione e nello Sviluppo personale la strategia vincente per ogni innovazione. Un possibile percorso efficace per nuovo vigore culturale e formativo non solo a Lumezzane.
Il Progetto porta quattro importanti benefici:
1. Affronta l’attuale situazione lumezzanese con approccio positivo e propositivo offrendo ai cittadini un servizio che risponde a bisogni formativi concreti. Per il miglioramento della qualità della vita dei singoli e della comunità.
2. Si rivolge a tutti, comprese aree di grandi potenzialità spesso bloccate da insufficiente offerta di indicazioni formative pratiche. Il Progetto mira alla crescita della consapevolezza dei valori cardine di ogni civile convivenza, quali la promozione della persona nell’espressione creativa della sua libertà .
3. “LUM Formazione 2012″ è un progetto pensato per andare oltre la normale fruizione e la soddisfazione immediata: esso si pone nella logica dell’investimento a breve, ma anche a lungo termine. Ossia quello che assicura risultati più stabili e duraturi.
4. La formazione personale valorizza e porta ed espressione potenzialità spesso inimmaginabili: è sorgente di iniziative culturali e formative (e forse anche imprenditoriali) che potranno arricchire il benessere della comunità lumezzanese rendendo protagoniste le nuove generazioni.
Il Progetto è un fiducioso passo nella cultura della formazione e dell’informazione: la lungimiranza di un servizio può fare la differenza per anni!
Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana.
Egregio Sig. Presidente,
scrivo a Lei oggi con la speranza di fare qualcosa di buono e di utile per il mio Paese. Mi rivolgo a Lei da cittadino italiano fiducioso che questo momento delicato della nostra storia porti ad una crescita di civiltà. Perché è proprio questa ad essere entrata da tempo in una crisi che le tante parole non possono nascondere. Quel che l’Italia sta vivendo da mesi va molto oltre la difficoltà economica che riguarda il nostro come numerosi altri Stati. L’Italia è in una crisi di civiltà. Sì, ripetutamente trafitta da incivili silenzi.
Non è certo un cambio di governo che può spaventare o destare stupore. Le legislature non concluse sono innumerevoli, i litigi tra personalità politiche ci sono sempre stati e mai hanno fatto onore ai protagonisti; anche Camere e Governi di basso profilo con parlamentari e ministri umanamente e professionalmente non all’altezza non sono una novità. E quanto ai governi tecnici, si sa, essi sono imposti dal semplice buon senso nelle situazioni di emergenza per allontanarsi, almeno momentaneamente, dallo squallido esempio offerto da troppi rappresentanti del popolo italiano.
Questa volta si sta verificando qualcosa di inedito nella nostra storia. Siamo alla resa dei conti: i silenzi dovranno essere rotti perché arrivino ai cittadini le risposte che sole saneranno la cancrena nella quale il Paese si dibatte. Impotenti, milioni di persone assistono da mesi all’accanimento di una crisi economica e finanziaria di cui capiscono solo in parte la natura e la portata. Sono numerosi i cittadini che come me non sanno infatti cosa sia lo Spread Btp-Bund né il Credit-defoult-swap e, meno ancora, sanno attribuire valore alle cifre che accompagnano queste sigle, ma l’ignoranza di aspetti così tecnici mia e di tanti cittadini non allontana il sospetto che qualcosa di grave ci venga nascosto. Da decenni.
Tutto o quasi nel mondo politico e finanziario, da mesi a questa parte, racconta di preoccupazioni e paure. E anche, certo, di qualche incuranza irrispettosa nei confronti dei cittadini. Da più parti e a più riprese si invocava l’urgenza di un cambio di guardia e la parola “fretta” ha scandito l’inquietudine per una lotta impari contro il tempo. I Suoi interventi, Sig. Presidente, hanno sovente ammesso la difficoltà grave del momento: le Sue parole non hanno mai mancato però di ottimismo affinché prevalesse negli animi la rassicurante speranza di un esito felice. Nessun analista oggi si espone sui tempi e sulle modalità del risanamento, ma quando la parola “recessione” inizia a circolare con prepotenza qualcosa di vero si intravede già.
Il ricorso a salvatori quasi plenipotenziari è una strategia che non mancherà di dare frutti: affidarsi a personalità autorevoli è già un conforto e l’arrivo delle prime buone notizie è forse solo questione di tempo. Lo speriamo tutti. Ma sospettiamo anche che, non appena tornerà un poco di serenità e le soluzioni immediate avranno allontanato le paure del temuto tracollo, si tornerà ai vecchi silenzi. Vecchi e incivili.
Nel nostro inno nazionale cantiamo di esser pronti a stringerci a coorte e di esser pronti alla morte. E di rispondere “sì” all’Italia che chiama! Ora, Sig. Presidente, per diventare un sol corpo pronto ad un impegno forte e concreto per il bene del Paese i cittadini devono capire che cosa è accaduto. Che cosa sta conseguentemente accadendo. Ma l’impressione è che nessuno dica loro l’intera verità di questa vicenda e che dietro la parola “crisi” si nascondano dei silenzi imbarazzanti. Come me, sono in tanti a intuire che siamo in una crisi di civiltà e da essa se ne uscirà solo grazie alla consapevolezza che una comunità nazionale è molto di più del suo prodotto interno lordo. E che il bene comune, amato e voluto, è la legge suprema di ogni convivenza. Il lungo e volgare spregio ad una virtù politica tanto antica è adesso lampante.
Dispiace che continui il fuorviante abbaglio delle misure da prendere per salvare l’Italia. Certo, con l’acqua alla gola, il pensiero della sopravvivenza è il primo ad affermarsi. Quante volte si è sentito parlare di manovre correttive! Di interventi immediati e urgenti! Il risultato si commenta tristemente da solo. Terapie sbagliate per un male dolorosamente alimentato. Perché questa volta finalmente non si fanno precedere le cifre e i conti da una spiegazione chiara e convincente sull’inciviltà finanziaria che ha saccheggiato l’Italia?
Il Paese adesso, Sig. Presidente, ha bisogno di capire. Perché capendo sarà in grado di diventare creativo nel collaborare alla ricerca e all’attuazione delle soluzioni, seppellendo ogni scure ideologica e senza attardarsi a recriminare su inettitudini del passato. Tutto serve ora tranne distribuire colpe e accuse: atteggiamento questo infruttuoso, anche se l’esasperazione e l’indignazione di molti cittadini nei confronti di numerosi politici di ogni fronte hanno più di una motivazione.
Ora è necessario che, in un linguaggio semplice e comprensibile a tutti, si spieghi finalmente cos’è il debito pubblico. Sì, in modo molto chiaro ed elementare venga detto soprattutto cosa significa che questo debito è “pubblico”. È intuitivo che sentirsi pesantemente indebitati e insolventi non rafforza nei propositi di una positiva inversione di tendenza. Diventa perciò fondamentale per la coscienza civica dell’Italia sapere perché è stato contratto questo debito. Nessuna manovra finanziaria incontrerà successo se prescinde da questo dovere di comunicare ai cittadini le ragioni di una bancarotta. Fa piacere sentire in questi giorni auspicare concordemente che le misure da adottare siano di rigore e al contempo a favore della crescita. Nell’equità.
Difficile per il comune buon senso non essere d’accordo con tanta saggezza, anche se stringe il cuore il pensiero di anni di sprechi e sperperi, di stagnazione e di… iniquità. Meglio tardi che mai, si suole dire, e anche quando i buoi hanno lasciato la stalla, chiuderla può almeno evitare che le ventate di sciacallaggio portino via anche il fieno. Con pazienza si potrà mettersi in cammino alla ricerca dei bovini andati, sempre che non siano già stati macellati, e, malgrado la fatica del recupero, la lezione sarà servita. Il pareggio di bilancio è quel che si attua istintivamente nelle famiglie quando si sa che non si può spendere a lungo più di quel che si guadagna. Indebitarsi per investimento ci può stare, fa parte dello sviluppo. Il credito è una risorsa per migliorare le proprie condizioni, banchettare invece con il denaro pubblico per decenni aggravando un debito dalle cifre impronunciabili non è principio insegnato in alcuna scuola di economia.
Sig. Presidente, incarichi qualcuno di spiegare alla Nazione perché è stato contratto dunque questo debito. Saperlo servirà a questo punto a trovare le vie più adatte per saldarlo. E servirà però anche sapere chi ha contratto questo debito. Gli anonimati inducono a sospetti che invece una parola chiara e autorevole spazza via, lasciando spazio a nuove energie riparatrici: dei danni resteranno certo le cicatrici, ma senza infezione agli organi vitali, l’intera comunità nazionale saprà essere indulgente verso chi non aveva acuto il senso del primato etico e politico del bene comune.
La risposta di civiltà che però più di ogni altra è necessario dare agli italiani è: chi è il creditore? Forse più di uno, ma la sostanza non cambia. Un debito va onorato ed è imperativo conoscere a chi è stato chiesto in prestito denaro e a chi va ora restituito. Par di capire che il debitore è pubblico, mentre il creditore è privato. Data la cifra esorbitante, i privati che hanno erogato questo credito agli italiani devono disporre di fortune incalcolabili e non dovrebbe esser difficile far conoscere l’identità di chi ora reclama a diritto la restituzione di capitale e interessi.
Io non so, Sig. Presidente, a quale istituzione dello Stato spetti il compito di dare al Paese queste risposte. Se sia compito del Governo o della Magistratura contabile, del Ministero del Tesoro o della Banca d’Italia. Ho scritto a Lei nella sua qualità di garante della Costituzione e simbolo dell’unità nazionale, consapevole che la Sua autorevolezza è un prezioso servizio al Paese in un momento dove è alla prova la civiltà democratica. Non si tratta più solo di una questione finanziaria. Per quanto grave sia quel che accade ai mercati, in questi giorni si impone un tema che va oltre la crisi economica, oltre l’infelice quadro politico, molto oltre il governo tecnico e quel che esso farà. Si tratta della sovranità del popolo italiano.
Fondo monetario internazionale o Banca centrale europea, Banca d’Italia o altre banche, soggetti occulti o palesi che muovono capitali possono naturalmente aver cura dei propri interessi, ma non possono essere arbitri dei destini dei popoli. Si sente parlare di potentati finanziari, di speculazione dei mercati e di poteri forti. Non so quali siano i criteri in base ai quali si misura la forza di un potere, ma quel che mi pare certo è che nel nostro Paese l’unico potere veramente forte deve essere il popolo italiano. Niente e nessuno in questo Paese può essere più forte del popolo italiano. Adesso più che mai.
Quel che accade è monito severo a ricordare a tutte le istituzioni dello Stato che qualunque cosa facciano e ovunque si trovino ad operare esse agiscono in nome del popolo italiano. Il servizio alla comunità nazionale passa per la suprema virtù civica dell’ossequio al bene comune. Qualunque interesse di parte può essere legittimo se non danneggia il perseguimento degli interessi della collettività e del suo bene.
Termina un anno di celebrazioni e festeggiamenti. Termina come non era immaginabile. Si conclude con una resa dei conti, dolorosa e ancor piena di incognite, che segna la storia del nostro Paese. Comunque vadano le cose nelle prossime settimane e pur augurando successo a tutte le iniziative che portino ad allontanare timori e inquietudini, quel che accade non lascerà più nulla come prima.
Il Paese attende la fine degli incivili silenzi.
Grazie, Sig. Presidente, per l’attenzione e per quanto potrà fare affinché i cittadini abbiano le risposte che restituiranno loro la sovranità sul proprio destino.
Con viva cordialità,
Mauro Turrini
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la Lettera al Presidente della Repubblica
Biancaneve! Una lezione di vita.
Provate a fischettar, la la la la la la la….
Un semplice motivo sempre allegri vi terrà.
Ah, che belli alcuni cartoni animati! Personaggi e storie, musiche e vicende che avvolgono piccoli e grandi nei misteri della vita. Una boccata di ossigeno in giornate spesso appesantite dall’incapacità di comunicare. Non so a te, ma a me certi cartoni animati sono entrati dentro. Oggi provo ancora gratitudine per gli insegnamenti ricevuti.
A pensarci bene, cos’altro sono i nostri fastidi e le nostre insofferenze se non il disagio di non saper prendere la vita per il verso giusto. Certo, non si dovrebbe andare a scuola per imparare a vivere. No, proprio no, per Bacco! Siamo a questo mondo per vivere la vita, anche se tutto pare facciamo per trascinarci stancamente nei giorni tra un nervosismo e l’altro.
Spazientiti e attanagliati dalla fretta, dimentichiamo che è chi impiega male il proprio tempo che si lamenta di non averne mai abbastanza. E ci affaccendiamo in cose, tante cose con stati d’animo così poco piacevoli e fruttuosi da fare delle nostre giornate dei veri monumenti alla fatica.
Possiamo però porre fine a questo scempio e… provare a fischiettar! Sì, zufolare piacevolmente e divertirsi a farlo. Una soluzione geniale che viene direttamente da Biancaneve! Non è straordinario? Le risposte ai propri bisogni a portata di cartone animato, senza bisogno di guru, luminari e sapienti. La bella principessa offre un modo efficace e simpatico per rendere le ore del giorno un’emozione da condividere.
Ti ricordi la canzoncina?
Provate a fischiettar, …. vedrete che il lavoro più leggero vi sarà.
Provate a canticchiar, …. un semplice motivo sempre allegri vi terrà.
Cantando prenderò la scopa e dopo un po’ invece di spazzar di ballar con lei mi sembrerà.
Se voi cantate e fischiettate il tempo volerà.
Provate a fischiettar…
Beh, che dire? Una lezione di vita. E di quelle intelligenti e potenti per giunta!
Riassumiamola così:
1. Condizione basilare affinché un’azione sia efficace è la felicità. Prendi di mira quindi l’allegria come stato d’animo che ti assicura il successo.
2. La felicità che ti garantisce il successo non la si ottiene con le cose, ma fischiettando e cantando. Sì, semplicemente così. Non servono leggi finanziarie, stanziamenti a tanti zeri o elaborati progetti. Men che meno se questi espedienti sono accompagnati da musi lunghi, rancori, falsità e disarmonie varie.
3. Musica e danza ti portano nella lunghezza d’onda della vita. Perché la vita è armonia, gioco e piacere. Forse anche a te hanno detto diversamente. Ti hanno parlato quasi sempre di sofferenze, di colpe, di problemi, di difficoltà e di altre cose tristi? Lo so, anche a me. Tutti fanno quel che possono, ma la svista qui è stata notevole. Proviamo a fischiettare anche su questo e saremo più sereni e ben preparati quando qualche regina poco centrata cercherà ancora di spaventarci.
4. Il buon umore crea la realtà dentro di te. La sola che conta davvero. E in uno stato d’animo positivo, anche la più apparentemente banale delle attività ti innalzerà all’emozione della danza. Quella nel tuo cuore.
5. E il tempo? Il tuo preziosissimo tempo? Solo un meraviglioso volo di gabbiani che ti attraversa gli occhi felici di sentire la vita.
È il momento della leggerezza. Adesso sai la strada. Se ti pare una buona scelta, percorrila.
A qualcuno forse non piacerà che tu fischietti in tempo di crisi. In momenti difficili come questo, il comportamento giusto è quello da persone preoccupate, tristi per il presente nero, inquiete per un futuro nebuloso. Tutto condito di ben fondato pessimismo.
Puoi scegliere se farti spaventare o provare a fischiettar!
In ogni caso, ogni cosa bella per te!
Mauro
Yoga della Risata. In Love!
Ah sì, davvero Yoga della risata è un’esperienza d’amore! Una scelta d’amore. Parola di filosofo.
Dobbiamo però aprire le porte ad una filosofia un po’ diversa da quella tradizionale la quale ha scritto sul riso cose certo intelligenti, ma poco divertenti. Senza divertirsi a scriverle.
E, a dirla tutta, considerazioni che mi sono parse talvolta persino aride e astiose. Risata incompresa? Non so, ma di sicuro poco divertita… hahahahahahahaha.
Con Yoga della risata cambia radicalmente la prospettiva, perché la risata diventa qui un’esperienza d’amore. E bisogna avere il coraggio di dirlo forte, senza patemi e con la serenità della testa e quella del cuore: ridere innalza l’umanità. Si è scritto di risata e superiorità, riso e incongruenza, teoria del sollievo e via discorrendo, presi nella ricerca sulla natura dell’umorismo. Si pensava che fosse l’unica fonte. Sbagliato.
Nessuno è stato sfiorato dall’idea che ridere possa essere anche un atto d’amore. Una scelta d’amore. Con Yoga della risata siamo finalmente ad una svolta. Un’evoluzione attesa e liberatoria, possibile solo quando si è finalmente “liberato” il riso dalle barzellette, dalle commedie, dai clown. L’umorismo è una sorgente bella e interessante, ma limitata. Spesso di grande ricchezza culturale ancorché a pagamento.
Da ingenui pensare solo al candore della risata? Forse. Nessuno certo è tanto naïf da non sapere che vi sono anche risate malefiche, sardoniche, diaboliche. Vi è una risata isterica. Una risata detta anche malvagia. Le abbiamo viste nei film e nei fumetti, dove il cattivo di turno schernisce i presenti o il destino ridendo nervosamente con il disprezzo dipinto sul viso. E ne abbiamo avuto abbastanza e adesso consegniamo i loro urli sgraziati al regno delle ombre. Insieme al perfido riso della strega di Biancaneve.
Perché in Yoga della risata noi ci occupiamo delle risate di luce! Quelle che illuminano di gioia i volti abbandonati alla spontaneità del proprio essere. Quando vedo gli sguardi divertiti di tante persone che scelgono di ridere, celebro esultante la mia gioia di aver conosciuto Yoga della risata. E voglia il cielo coprire di ogni benedizione il dr. Madan Kataria per il suo impegno per la pace! La risata è un valore universale e ridere senza motivo è una via maestra, naturale, benefica e gratuita, di pace e di condivisione tra i popoli.
Parliamo della risata con il cuore! Parliamone visceralmente. Sì, finalmente. Spostiamo il punto di vista della riflessione dalla teoria alla fisiologia. Meno astrazione e migliore osservazione delle dinamiche della risata in chi ha il coraggio di ridere senza motivo. Di ridere per il piacere di farlo. Di ridere per scelta, come Yoga della risata insegna.
Per molto tempo pensatori e studiosi hanno considerato la risata con qualche sospetto. E qualche paura. Non che manchino aforismi curiosi e di sottile acume, tuttavia chi si è occupato del riso lo ha fatto in modo poco ridanciano e con uno stile tanto austero quasi da… piangere. Insomma, come semplicemente ad ammettere che ridere è un fatto. Curioso, in verità. Ma, via, un’anomalia sopportabile da tenere sotto controllo. Tanto più che per molte persone ridere è una condizione ancora rara. È triste sentirsi quasi bisognosi di un’autorizzazione per farlo.
Con Yoga della risata, non si ride con moderazione, come qualcuno ha raccomandato che sia bene. Con Yoga della Risata si innalza il vessillo della libertà di ridere a proprio piacimento. Sì, Freud aveva compreso che “il riso serve a procurare piacere” e il suo studio è perspicace. Sono certo che in tanti hanno detto cose sensate sul riso: dai filosofi greci fino ai cabarettisti moderni diverse sono state le considerazioni. Diversi gli apprezzamenti. Sempre identico però, mi è parso, il punto di partenza: l’umorismo.
Con l’avvento dello Yoga della risata si sta scrivendo un capitolo originale destinato a lasciare un segno nuovo nella vita di tante persone. Totalmente nuovo perché capace di grandi cambiamenti. Da tempo si è intuito che “il riso ha in sé qualcosa di rivoluzionario” (Aleksandr Herzen): mantenerlo dipendente dall’umorismo è stato però una strategia per tenerlo controllato. Ma gli argini si sono ormai rotti e Jorge de Burgos è stato travolto dalla sua cecità.
Sorge una nuova alba. La risata poggia su una nuova filosofia. Quella della scelta. Quella del coraggio. Nella sua evoluzione, l’umanità è arrivata ad un nuovo stadio con la manifestazione dell’homo ridens. Il trionfo della libertà sulla paura e sulla schiavitù. “Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo” (Giacomo Leopardi).
Yoga della risata è una rivoluzione copernicana! Al centro ci sta ormai il sole della scelta.
Scriverò presto qualche approfondimento sul coraggio di ridere e sulla risata come scelta d’amore.
Il buon umore? Sceglilo. E esagera!
Ti dirò una cosa che vado capendo sempre meglio. Ora ne sono convinto.
Il buon umore è una scelta.
Potrai dire che è una scelta difficile. Tanto difficile che in alcuni casi ti sembrerà persino impossibile da fare tanto le situazioni sono pesanti. Pensavo anch’io come te che le ragioni del nostro buon umore andassero cercate attorno a noi.
Abbaglio beffardo e fuorviante che ci ha reso ostaggi delle circostanze! Di più, perfino rassegnati alla nostra sorte senza vie d’uscita.
Sono d’accordo con te che viviamo immersi nelle circostanze. Quanto meno questa è la più diffusa rappresentazione del mondo di cui anche noi siamo attori. Non voglio incolpare coloro che ce lo hanno fatto credere perché siamo cresciuti ed è tempo di assumerci le nostre responsabilità sul quel che crediamo o meno del mondo. E allora assumiamocele pienamente e avremo fatto un primo decisivo passo avanti.
Nuova rotta allora, amici. Facciamo vela spiegata verso la nostra responsabilità. E lì avremo subito il primo barlume di consapevolezza riguardo alla vera natura delle circostanze. Ossia, che esse non sono altro che le ombre appiccicaticce della nostra indecisione.
Indecisione, al singolare. Sì perché in fondo quelle esitazioni quotidiane che ci stressano sono ramificazioni della madre di tutte le indecisioni. Noi non abbiamo mai scelto in modo consapevole la Vita.
Non ti sembri troppo perentoria la mia affermazione. Di solito sono più sfumato, ma qui so di toccare una questione cruciale, quella delle scelte. Quella delle nostre scelte. Quella che riguarda la decisione di come vogliamo vivere.
Sai, in passato, quando qualcuno mi domandava come stavo, rispondevo: “Non male”. Mi pareva sensato non esagerare, ma non è ho tirato grandi soddisfazioni. Poi ho affinato il linguaggio e ho cominciato a rispondere: “Benissimo”. Sì, avevo intuito, ancorché confusamente, che conviene esagerare. Si sta meglio.
Da qualche tempo ho fatto un ulteriore passo in avanti. Ora quando mi domandano come sto, rispondo: “Impossibile star meglio”! Adesso sì che mi piace.
Devo questa conquista a Pépé. Un signore francese che non ho conosciuto, ma che benedico nel cuore per quel che mi ha insegnato. E con lui ringrazio dal profondo dell’anima l’anonimo amico che ha raccontato la sua storia.
La storia di Pépé: impossibile star meglio!
VIVERE, AMARE, RIDERE
Sai che è già passato un anno?
Abbiamo fatto un pezzo di strada insieme su questo blog.
Avevamo un sogno.
Volevamo Vivere Amando.
La bella notizia è…
… che ci stiamo riuscendo.
E andremo oltre.
VIVERE, AMARE … e RIDERE!
Sono diventato Teacher di Yoga della Risata e ho grandi sorprese per te!
QUI TROVERAI TUTTO
SU
YOGA DELLA RISATA
La tua primavera. Sboccia!
Diceva Aristotele che una rondine non fa primavera.
Però se ti attraversa gli occhi senti l’emozione che sta nascendo qualcosa di nuovo dentro di te. Che sta arrivando. Che si apre una nuova stagione nella tua vita.
Allora è tempo di
POTARE
CONCIMARE.
e ASPETTARE
Ho scritto un nuovo articolo sulla tua, la mia, la nostra primavera.
Lo trovi cliccando sul titolo:
Primavera! Come crearla dentro di te.
Propongo di fare la cosa più semplice.
La più originale e utile.
Fidarsi della Vita.
Clicca qui per leggerlo
Sei danza. Sei volo. Sei Donna.
Perché l’8 marzo sia un abbraccio!
Quello tra Donne e Uomini che credono in un mondo divino.
Per celebrare questo giorno ho scritto un articolo che ho titolato
Donna, se’ tanto grande e tanto vali!
con una poesia della poetessa Mariastefania Facchinetti
Clicca qui per leggerlo
… e conoscerai l’Universo e gli Dei.
E ora ti porto nel mistero affascinante dell’Oracolo di Delfi. Là si conosceva la verità che libera e innalza. Questa:
“Ti avverto, chiunque tu sia!
Oh tu che desideri sondare gli arcani della Natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi non potrai trovarlo nemmeno fuori.
Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie?
In Te si trova occulto il Tesoro degli Dei!
Oh, Uomo, conoci te stesso
e conoscerai l’Universo e gli Dei.
Qui trovi la descrizione dei temi trattati:
A Lumezzane:
(clicca sull’immagine per ingrandirla)
E qui, il ciclo di Salò:
(clicca sull’immagine per tutti di dettagli)










