Ridere - ridere - ridere

Successo: ti stiamo cercando. Sei tu il nostro grande amore?

Inutile stare a girarci attorno, tutti stiamo cercando da più o meno tempo questo grande amore che chiamiamo… SUCCESSO. Lo cerchiamo quasi come si cerca il grande amore della propria vita. Non so tu, ma in certi momenti a me appariva come l’ambizione a raggiungere qualcosa di indeterminato, ma comunque bello. Sai, succede di perdere la testa per il successo. Di fare stramberie. Quando non vere e proprie stupidate.

Non so a te, ma a me  succedeva un po’ quello che diceva in una recente intervista un illustre personaggio di grande cultura e scienza dall’alto dei suoi meravigliosi 97 anni: “La maggior parte  delle persone non sa dove va, ma ci sta andando di corsa”.

Perché cerchiamo il successo? Perché pensiamo di non averlo. Sembra evidente, eppure non consideriamo per nulla il fatto di averlo già. Mi son visto a volte inquieto corridore in una maratona che non sapevo dove avrebbe avuto fine. Lo so, è situazione di tanti e infatti mi sono sempre sentito in buona compagnia. Quella di inconsapevoli ricercatori di un successo tanto intrigante quanto vago: il più delle volte un grande amore senza né volto né nome.

Allora diciamolo apertamente: anche tu come me e tanti altri siamo ammaliati dal successo, inebriati dal suo profumo. In apnea solo al suo pensiero, sconquassati da tachicardie improvvise, sbattuti da sobbalzi ormonali non sempre controllabili.  E sia, nulla di grave. Anche nella tua testa il successo è il punto di arrivo al quale pensi? Con un po’ di ossessione, magari? Condita da qualche piccolo nervosismo quotidiano?

E bada, poco importa come tu lo intenda il successo. Forse lo chiami ricchezza, ottima salute, indipendenza economica, performances sessuali, affari brillanti, fama, affermazione professionale, serenità famigliare, titoli e riconoscimenti. O come riassunto di tutto: ogni cosa che ai tuoi occhi rappresenta la felicità. Può avere tanti nomi e tanti volti il successo.

Sicuro. Ma forse è necessario introdurre un punto di vista diverso affinché il successo sia visto meno come stressante conquista di qualcosa che non abbiamo e più come un nuovo modo di essere che si fa strada dentro di noi. Prospettiva questa spesso trascurata, quando non ignorata, che tuttavia ha il grande vantaggio di “umanizzare” il successo.
Ripeto, comunque tu lo intenda, tu, come me, come tutti, cerchi il successo. Perché esso è insito nella nostra natura, fatta per l’espansione verso la pienezza di quello che siamo. Vogliamo cose belle. Le desideriamo. Le vogliamo raggiungere. Spasimi e tensioni nella conquista, sforzi e “sacrifici” per qualcosa che continua a stuzzicarci l’appetito.

E invece il più delle volte non ci riusciamo. Tendiamo la mano verso il frutto che non vuol saperne di diventare nostro. La nostra amata non ci degna neppure di un bacio, il nostro adorato è poco interessato al nostro letto. Sembrerebbe la storia di un innamoramento a senso unico e forse lo è. Parrebbe una cotta da sballo… destinata purtroppo spesso alla frustrazione del non essere corrisposti. Con delusione, quando non avvilimento, e parolacce. Lesioni emotive e calci nello stomaco alla nostra autostima.

Magari fossimo spiritosi al punto da ridere di noi stessi e dire semplicemente “Oh, rabbia” come il simpatico orsetto Winny the Pooh. No, per noi è una questione seria. Molto seria. La conquista del successo è per noi una questione di vita o di morte. Oltre che di prestigio famigliare e sociale. Essere uomini e donne di successo ha un fascino troppo grande per rinunciarvi o arrendersi!

E infatti, a parer mio, non è questione di rinunciarvi. Neanche morto mi arrenderò. Però c’è qualcosa d’altro che bisogna aggiungere e che si scopre crescendo: il successo non è la conquista di cose da avere ma uno stato mentale nel quale essere. Sono stato talmente sorpreso da questa illuminazione che riflessione dopo riflessione mi si è tracciata davanti una strada. Una percorso tanto inatteso quanto meravigliosamente efficace. Ora so da dove partire per intendere correttamente il successo. E me lo sono scritto in un libro, per me e per gli altri.

Ah, quanto mi piace la prospettiva del filosofo Ralph Waldo Emerson: Ridere spesso e di gusto; ottenere il rispetto delle persone intelligenti e l’affetto dei bambini; prestare orecchio alle lodi dei critici sinceri e sopportare il tradimento dei falsi amici; apprezzare la bellezza; scorgere negli altri gli aspetti positivi; lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola curata o del riscatto di una condizione sociale; sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito. Ecco, questo è avere successo”.

Sì, adesso anch’io trovo che questo sia avere successo! Sto smettendo di inseguire cose da avere e lavoro per l’affermazione di nuovi modi di essere. Il primo e più importante di questi mi pare l’amore. Sì, lui è la mia passione. Lui sia il percorso che ci innalza al Successo supremo, all’Amor che move il sol e l’altre stelle.
Dove tutto è limpido bene. Dove tutto è Abbondanza. Gioia e pienezza di sentirci uniti e felici nel Tutto. A prescindere.

Il mio motto lo conosci. Vivi Amando.

Un abbraccio. Grande.

Mauro

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Dal ghiaccio alla sapienza

Ghiaccio… Sapienza. Balzo di Umanità.
Sì, quanta strada è stata fatta! Dall’era glaciale alla sapienza…Dalla forza travolgente dei ghiacci al pensiero filosofico.

Magia del ghiaccio. Quando guardo il ghiaccio sento la potenza della natura.

Sono rimasto ammirato davanti a mani di bambino che porgevano ghiaccio e contemplavo la straordinaria aggregazione dei cristalli. Tanti, diversi e ma con una loro unità.

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Mani. Emozioni.

Da Te a Me e da Me a Te.
Mani, armonia del ponte che ci unisce.

Movimento di avvicinamento fatto di pensieri e di parole. Dette e ascoltate.
Poi sono gli occhi i primi a stabilire il contatto.
Ma normalmente son quasi sempre le mani che segnano il primo contatto… fisico. Il momento dell’incontro.

Ci si tocca. Ci si sente. Evento.
Da Me a Te e da Te a Me.

Si dovrebbe tessere l’elogio delle mani, ben oltre le molte funzioni che ci permettono, i servizi che ci elargiscono. Sì, per esse si innalzi l’elogio spassionato alla loro qualità di organo relazionale donatore di eccellenti emozioni.
Mani, carezze. Mani, abbracci. Accoglienza e dono. Apertura. Preghiera.

Ma come tacere anche altri significati, meno nobili certo, ma pur sempre parte della variegata costellazione umana? Mani cariche di disprezzo e insanguinate di follia. Mani affaticate dall’indifferenza, figlie irriconoscibili dell’Essere che tutto crea.

Alzatevi, mani!
Unitevi ad altre e siate ponte di celebrazione della vita. Siate arco che avvolge di luce. Passaggio. Benedizione.
Sì, anche lavoro. In armonia con il cuore e la mente voi siete arte. Creatrici del bello che illumina il mondo. Luce divina che plasma l’argilla.

E ancora, mani amplesso.
Diceva Gibran che quando la mano di un uomo tocca la mano di una donna, entrambi toccano il cuore dell’eternità.
Davvero è così.

Da Noi a Voi e da Voi a Noi.
Emozione dell’Unità.

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Todo y Nada

Nada y Todo

Al Tutto, attraversando la Notte oscura del Niente!

 

Da uno dei più grandi poeti spagnoli, il più sconvolgente e profondo percorso

di Crescita Personale che mai sia stato proposto.

Possibile a tutti. Una scelta di pochi.

Nada y Todo

 

 

 

Per giungere a gustare il TUTTO,

               non cercare il gusto in NIENTE.

 

Per giungere al possesso del TUTTO,

               non voler possedere NIENTE.

 

Per giungere ad essere TUTTO,

               non voler essere NIENTE.

 

Per giungere alla conoscenza del TUTTO,

               non cercare di sapere qualche cosa in NIENTE.

 

Per venire a ciò che ORA NON GODI,

               devi passare per dove non godi.

 

Per giungere a ciò che NON SAI,

               devi passare per dove non sai.

 

Per giungere al possesso di ciò che NON HAI,

               devi passare per dove ora niente hai.

 

Per giungere a ciò che NON SEI,

                devi passare per dove ora non sei

(Juan de la Cruz)

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023

8 marzo. Sempre

     Donna, se’  tanto grande e tanto vali.

     Sì.

     Nessuna festa potrebbe bastare per Te, donna di ieri e di oggi. Donna di sempre.

     Nessun giorno di marzo o dell’anno basterebbe all’oblio dei torti subiti!

     Se Tu non fossi Amore che scorda.

     Come niente di ciò che era sei apparsa. Nulla nell’Universo è come Te.

     Il passato vigliacco non ti ha tolto la grandezza divina della Tua origine. Dal Tuo pianto antico è venuto un cielo più umano. Il battito d’ali che avvolge i Tuoi silenzi.

     Tu sei danza, sei musica.

     Sei volo.

     Tu puoi ogni cosa Tu voglia. Tu sei magia.   

     Tra sguardi e sospiri generi la vita. Da sempre.

     Sei passione che innalza. Sei emozione che ama.

     Fare festa per Te è ascoltare la tua storia e sorridere a te che racconti il tempo.

     Sarò in festa con Te, donna grande e meravigliosa.

    Ti dirò il mio amore di Uomo. Gioirò per i nuovi colori che dai al mondo,

    Esulterò con te, Donna che sei palpito di Eternità.

    Sì, tu sei danza. Sei musica.

    Sei volo.

    Sei Donna.

Questo 8 marzo. A ogni donna.

Mauro

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slide (3)

I Biglietti dell’Armonia

 

C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria.

Anzi di antico.

Nell’aria ci sono i Biglietti dell’Armonia.

E presto saranno anche nelle tue mani.

 

Ti ho scritto una lettera.

 

Saluto l’armonia in te.

Ti giunga il mio sorriso, ovunque tu sia!

A te donna stupenda,  per te uomo meraviglioso!

Nessuna distanza è abbastanza grande da separare chi è amato dallo stesso cielo, chi respira nell’abbraccio dell’universo amico.

Questi biglietti sono in viaggio da  tanto tempo. Oggi sono sbocciati silenziosi e adesso sono  nelle tue mani: sono stati chiamati all’esistenza da pensieri d’amore.

Sono semplici parole, scritte sorridendo per far sorridere te che le leggi: mi auguro che attraversino i tuoi occhi e tu possa vedere quanta bellezza c’è in te e attorno a te. Leggili spesso.

Arrivino alla tua mente ed essa diventi un mare sconfinato di pensieri luminosi, onde di energia creativa che ti restituiscono a te. Leggili ovunque. Fanne dono a chi ami.

Facciano palpitare il tuo cuore di emozioni intense, nuove, di quella gioia straripante che forse non ricordavi più da tempo. Il tuo sguardo sia ormai un bagliore di serenità.

Siano energia per il tuo corpo ! E lasciati andare al tuo desiderio di danzare nella musica senza tempo dell’amore.

Guarda ! Li vedi i primi colori dell’alba ?

Sta sorgendo nella tua vita il sole dell’armonia.

Ogni frammento di paura si disperde: ti innalzi fiera vincitrice, coraggioso vincitore, su ogni tuo timore di ieri.

Niente e nessuno potranno ormai farti del male… Perché sei nel Tutto, sei nella Bellezza, sei nell’Armonia dell’Universo: ora puoi qualunque cosa.

Osa crederlo !

Ti abbraccio

www.bidiarmonia.com

www.abbondanzapertutti.com

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slide (5)

Padroni dell’oggi.

Oggi. Oggi. Oggi.

Padroni. Padroni. Padroni.

Fa tesoro di tutto il tempo che hai.

Sarai meno schiavo del domani,

se ti sarai reso padrone dell’ oggi

Seneca

Non c’è molto da aggiungere.

Il concetto è uno solo: Essere padroni dell’oggi.

Perché in tal modo si è meno schiavi del domani.

Chiarissimo. Grande lucidità nelle parole del filosofo.

Quello che però Seneca non spiega è come far tesoro di tutto il tempo che si ha.

Sai come fare?

Io, sì.

Lo svelerò presto anche a te nel mio prossimo ebook.

 

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HPIM1544

Le celesti praterie di Manitù

      Ares amava i prati. Gli piaceva entrare e anche correre. Nell’erba si sentiva bene, anche quando erano solo fazzoletti di terra.

      Ora Ares ha a disposizione per le sue corse le celesti praterie di Manitù.

      Adesso è con il Grande Spirito. Quello che gli indiani d’America chiamavano Gitchi Manitou. Colui che insegna come vivere, lavorare, dove andare e cosa mangiare. Egli è vicino perché da Lui proviene tutto ciò che c’è. Il suo paradiso è fatto di celesti e immense praterie. Dove tutto è bellezza e libertà.

      Corri, Ares! Negli spazi infiniti senza tempo. Goditi gli eterni giorni di gioia con il Grande Spirito. Nulla ti manca, perché sei dove tutto è vita.

Ho pianto mentre scendeva la sera nei suoi occhi. Ho pianto mentre perdeva di forza l’ultimo abbraccio. Un distacco, una partenza. Nessuna parola è capace di spiegare quel che nel silenzio si è consumato nei cuori.

Aveva intuito giusto il poeta.  Che profonde queste considerazioni di Tagore!

“Spesso mi chiedo ove siano nascosti
i confini del riconoscimento
fra l’uomo e la bestia, il cui cuore
non ha il dono della parola.
In quale paradiso primevo,
in un remoto mattino di creazione,
correva il semplice sentiero
che legava i loro cuori?
Le tracce dei loro passi
non sono mai state cancellate,
sebbene la loro parentela
sia da molto tempo scordata.
Ma all’improvviso l’oscura memoria
si desta in una musica senza parole,
e la bestia guarda in viso l’uomo
con una tenera fiducia,
e l’uomo la guarda negli occhi
con divertito affetto.
Sembra quasi che i due amici
s’incontrino mascherati,
e attraverso il travestimento
vagamente si riconoscano”.

Cosa sia accaduto in quelle due ore ancora mi sfugge nella sua portata profonda.

Ma forse non importa capire. Ares e io ci siamo riconosciuti e questo basta.

Ho imparato che il segreto della vita non è stare dalla parte della conoscenza, ma del mistero.

In quelle due ore con lui ho avuto il regalo più bello che si possa ricevere.

L’emozione di intuire che la vita mi guardava e mi tendeva le braccia.

Ares ha chiuso gli occhi a questo mondo e adesso è nelle braccia del Wakan Tanka, quello Spirito che è Grande perché nel silenzio del suo abbraccio è creatore di unione. Dell’emozione divina dell’incontro.

Morendo, il mio cane Ares ha generato attorno a sé  un momento indimenticabile di grande spiritualità. Una fine. Un inizio.

Praterie d’amore.

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