Ridere - ridere - ridere

Successo: ti stiamo cercando. Sei tu il nostro grande amore?

Inutile stare a girarci attorno, tutti stiamo cercando da più o meno tempo questo grande amore che chiamiamo… SUCCESSO. Lo cerchiamo quasi come si cerca il grande amore della propria vita. Non so tu, ma in certi momenti a me appariva come l’ambizione a raggiungere qualcosa di indeterminato, ma comunque bello. Sai, succede di perdere la testa per il successo. Di fare stramberie. Quando non vere e proprie stupidate.

Non so a te, ma a me  succedeva un po’ quello che diceva in una recente intervista un illustre personaggio di grande cultura e scienza dall’alto dei suoi meravigliosi 97 anni: “La maggior parte  delle persone non sa dove va, ma ci sta andando di corsa”.

Perché cerchiamo il successo? Perché pensiamo di non averlo. Sembra evidente, eppure non consideriamo per nulla il fatto di averlo già. Mi son visto a volte inquieto corridore in una maratona che non sapevo dove avrebbe avuto fine. Lo so, è situazione di tanti e infatti mi sono sempre sentito in buona compagnia. Quella di inconsapevoli ricercatori di un successo tanto intrigante quanto vago: il più delle volte un grande amore senza né volto né nome.

Allora diciamolo apertamente: anche tu come me e tanti altri siamo ammaliati dal successo, inebriati dal suo profumo. In apnea solo al suo pensiero, sconquassati da tachicardie improvvise, sbattuti da sobbalzi ormonali non sempre controllabili.  E sia, nulla di grave. Anche nella tua testa il successo è il punto di arrivo al quale pensi? Con un po’ di ossessione, magari? Condita da qualche piccolo nervosismo quotidiano?

E bada, poco importa come tu lo intenda il successo. Forse lo chiami ricchezza, ottima salute, indipendenza economica, performances sessuali, affari brillanti, fama, affermazione professionale, serenità famigliare, titoli e riconoscimenti. O come riassunto di tutto: ogni cosa che ai tuoi occhi rappresenta la felicità. Può avere tanti nomi e tanti volti il successo.

Sicuro. Ma forse è necessario introdurre un punto di vista diverso affinché il successo sia visto meno come stressante conquista di qualcosa che non abbiamo e più come un nuovo modo di essere che si fa strada dentro di noi. Prospettiva questa spesso trascurata, quando non ignorata, che tuttavia ha il grande vantaggio di “umanizzare” il successo.
Ripeto, comunque tu lo intenda, tu, come me, come tutti, cerchi il successo. Perché esso è insito nella nostra natura, fatta per l’espansione verso la pienezza di quello che siamo. Vogliamo cose belle. Le desideriamo. Le vogliamo raggiungere. Spasimi e tensioni nella conquista, sforzi e “sacrifici” per qualcosa che continua a stuzzicarci l’appetito.

E invece il più delle volte non ci riusciamo. Tendiamo la mano verso il frutto che non vuol saperne di diventare nostro. La nostra amata non ci degna neppure di un bacio, il nostro adorato è poco interessato al nostro letto. Sembrerebbe la storia di un innamoramento a senso unico e forse lo è. Parrebbe una cotta da sballo… destinata purtroppo spesso alla frustrazione del non essere corrisposti. Con delusione, quando non avvilimento, e parolacce. Lesioni emotive e calci nello stomaco alla nostra autostima.

Magari fossimo spiritosi al punto da ridere di noi stessi e dire semplicemente “Oh, rabbia” come il simpatico orsetto Winny the Pooh. No, per noi è una questione seria. Molto seria. La conquista del successo è per noi una questione di vita o di morte. Oltre che di prestigio famigliare e sociale. Essere uomini e donne di successo ha un fascino troppo grande per rinunciarvi o arrendersi!

E infatti, a parer mio, non è questione di rinunciarvi. Neanche morto mi arrenderò. Però c’è qualcosa d’altro che bisogna aggiungere e che si scopre crescendo: il successo non è la conquista di cose da avere ma uno stato mentale nel quale essere. Sono stato talmente sorpreso da questa illuminazione che riflessione dopo riflessione mi si è tracciata davanti una strada. Una percorso tanto inatteso quanto meravigliosamente efficace. Ora so da dove partire per intendere correttamente il successo. E me lo sono scritto in un libro, per me e per gli altri.

Ah, quanto mi piace la prospettiva del filosofo Ralph Waldo Emerson: Ridere spesso e di gusto; ottenere il rispetto delle persone intelligenti e l’affetto dei bambini; prestare orecchio alle lodi dei critici sinceri e sopportare il tradimento dei falsi amici; apprezzare la bellezza; scorgere negli altri gli aspetti positivi; lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola curata o del riscatto di una condizione sociale; sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito. Ecco, questo è avere successo”.

Sì, adesso anch’io trovo che questo sia avere successo! Sto smettendo di inseguire cose da avere e lavoro per l’affermazione di nuovi modi di essere. Il primo e più importante di questi mi pare l’amore. Sì, lui è la mia passione. Lui sia il percorso che ci innalza al Successo supremo, all’Amor che move il sol e l’altre stelle.
Dove tutto è limpido bene. Dove tutto è Abbondanza. Gioia e pienezza di sentirci uniti e felici nel Tutto. A prescindere.

Il mio motto lo conosci. Vivi Amando.

Un abbraccio. Grande.

Mauro

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Se riesci a non perdere la testa…

I grandi scrittori sanno trovare le parole per parlare al cuore. E le sanno disporre in modo tale che quando tu le incontri, esse ti stavano aspettando. Perché anche quando non ci pensi, la vita dentro di te ha qualcosa da dirti.

Ho trovato questa pagina di Rudyard Kipling e ho sentito la sua forza spirituale. Racconta la verità di ogni crescita. Aiuta ad avere pazienza. Indica una via sincera per la conquista della propria umanità.

“Se riesci a non perdere la testa quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa;

Se riesci ad avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te, ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare;

Se riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare, essendo calunniato a non rispondere con calunnie, o essendo odiato a non abbandonarti all’odio, pur non mostrandoti troppo buono né parlando troppo da saggio;

Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;

Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine;

Se riesci, incontrando il Successo e la Sconfitta, a trattare questi due impostori allo stesso modo;

Se riesci a sopportare di sentire le verità che hai detto distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi, o vedere le cose per le quali hai dato la vita distrutte e umiliarti e ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

Se riesci a fare un solo fagotto delle tue vittorie e rischiarle in un solo colpo a testa o croce, e perdere e ricominciare da dove iniziasti senza mai dire una parola sul quello che hai perduto;

Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più e a resistere quando ormai in te non c’è più niente tranne la tua Volontà che ripete “resisti”;

Se riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onestà o a passeggiare con i re senza perdere il tuo senso comune;

Se tanto amici che nemici non possono ferirti;

Se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo;

Se riesci a colmare l’inesorabile minuto con un momento di 60 secondi tua è la Terra e tutto ciò che è in essa.

E quel che più conta, sarai un Uomo “figlio mio”.

 

 

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slide (2)

… e conoscerai l’Universo e gli Dei. L’oracolo di Delfi.

E ora ti porto nel mistero affascinante dell’Oracolo di Delfi. Là si conosceva la verità che libera e innalza. Questa:

“Ti avverto, chiunque tu sia!

Oh tu che desideri sondare gli arcani della Natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi non potrai trovarlo nemmeno fuori.

Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie?

In Te si trova occulto il Tesoro degli Dei!

Oh, Uomo, conoci te stesso

e conoscerai l’Universo e gli Dei.

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Qui trovi la descrizione dei temi trattati:

A Lumezzane:

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Conosci te stesso


E qui, il ciclo di Salò:

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Conosci te stesso

Continua la serie delle riflessioni sull’Amore.

ULTIMO ARTICOLO

“Il Successo che l’Amore ti regala:

Quarta Parte”.

Lo Trovi con un clik: QUI

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005

Credi che sarà felice quest’Anno Nuovo?

Nel periodo di Natale e dopo il capodanno si vivono momenti unici nell’anno. Perché le persone hanno qualcosa che non hanno in altri momenti. O forse sì, ma nei giorni della luce nuova e del nuovo gennaio si esprime di più e meglio lo stato d’animo della speranza. Sentimento umano che accomuna nella fiducia che tutto andrà meglio.

E si assistono a siparietti inediti e simpatici tra le bancarelle o si rivivono scene lette in qualche libro molti anni prima. Comunque sia, è istruttivo per ogni mente aperta ascoltare le persone che comunicano le loro speranze. Le speranze racchiuse nel loro cuore, fatte di parole che portano a riflessione. Parole attraversate spesso dal desiderio di un po’ calore nel gelo di pensieri infreddoliti dalla sfiducia.

Su un banchetto fatto di cavalletti e assi ricoperte di un panno rosso vivo, erano disposti attraversati ad arte da strenne dorate decine di calendari di ogni dimensione e prezzo. Un signore già brizzolato con cappello e sciarpa e dalla voce squillante richiamava l’attenzione dei passanti:
“Calendari, calendari per il nuovo anno.  Lunari e calendari nuovi”. Mi sono ricordato di un dialogo avvenuto in circostanze simili parecchi anni fa tra un venditore e un passante. Accadde più o meno questo:

Vend. : Non ha bisogno, signore, di un calendario?
Pass. : Sono i calendari per l’anno nuovo?
Vend. :  Sì, signore.
Pass. : Lei crede che sarà felice quest’anno nuovo?
Vend. : O, caro signore, sì, certo.
Pass. : Come quest’anno passato?
Vend. : Di più. Molto di più.
Pass. : Come quello prima allora?
Vend. : Di più anche di quello, certamente.
Pass. : Ma come qual altro? Non le piacerebbe che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi ultimi ultimi?
Vend. : Per la carità, non ne parliamo neppure. Non vorrei proprio.
Pass. : Posso chiederle quanti  anni nuovi sono passati da quando vende calendari?
Vend.:  Non saprei dirle di preciso, ma penso che saranno più o meno vent’anni.
Pass. : A quale di questi vent’anni vorrebbe che somigliasse l’anno venturo?
Vend. : Io? Non saprei.
Pass. : Non si ricorda di nessun anno in particolare, che le  sembri essere stato felice?
Vend. : Se vuole che sia sincero, no.
Pass. : Eppure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Vend. : Ah, beh sì, questo si sa.
Pass. : Voglio farle una domanda: non tornerebbe lei a vivere questi ultimi vent’anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando tutto dalla nascita?
Vend. : Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse farlo.
Pass. : Ma anche se avesse a rifare la vita che ha fatto, né più né meno con tutti i piaceri e i dispiaceri che ha avuto?
Vend. : No, no, questo non lo vorrei proprio.
Pass. : Non capisco. E che altra vita vorrebbe rifare allora? La vita che ho fatta io o quella di un ricco o di chi altro? O non crede che sia io che un ricco e chiunque altro risponderebbe proprio come lei? E che nessuno vorrebbe tornare indietro a fare la stessa vita che ha fatto?
Vend. : Lo credo proprio.
Pass. : Neanche lei tornerebbe indietro a questa condizione, non potendo naturalmente fare in altro modo?
Vend. : No, caro signore. No davvero, non tornerei proprio indietro.
Pass. : Ma allora che vita vorrebbe lei?
Vend. Vorrei una vita così come Dio me la mandasse, senza altre condizioni.
Pass. : Dunque una vita a caso, senza sapere niente in anticipo, così come non si sa niente dell’anno nuovo?
Vend. : Appunto.
Pass. : E quel che vorrei anch’io  se potessi rivivere. E così tutti.
Però da questo capisco che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno ritiene che fino ad ora sia stato più o di maggior peso il male che gli è toccato che il bene: con la condizione di riavere la vita di prima con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere.
Quella vita che diciamo essere una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce. Non la vita passata, ma quella futura.
Ma con il nuovo anno, il caso incomincerà a trattar bene lei e me e tutti gli altri, e comincerà per tutti una vita felice. Non è vero?
Vend. : Speriamo.
Pass. : Allora mi mostri il calendario più bello che ha.
Vend. : Eccolo, caro signore. Questo costa settanta euro.
Pass. : Ecco a lei i settanta euro.
Vend. : Grazie infinite e a rivederla. Calendari, calendari nuovi. Calendari per il Nuovo Anno.

Avrai riconosciuto qui, pur con qualche adattamento, quel racconto di Giacomo Leopardi che abbiamo letto da ragazzi a scuola. Forse allora pensavamo che fosse un’altra pagina di un pessimismo che ci piaceva poco. Oggi possiamo vederci qualche insegnamento utile alla nostra crescita. Alla crescita della nostra consapevolezza riguardo alla Vita.

Due uomini e un calendario. Un nuovo anno. Domande. Tu risponderesti allo stesso modo?

Domande sulla vita. E come sempre un vortice di emozioni tra passato e futuro. Tra quel che non si vuole più e quel che si spera. Tra una storia da non ripetere e un nuovo scenario di felicità sperata. Illusione? Dipende da te. Tutto dipende da te. Davanti a questo dialogo dovrai fare le tue scelte.
Io mi sono posto tre serie di domande… pratiche. Le pongo a te, fiducioso che possano esserti di aiuto.

1. Cosa credi del tuo passato? Pensi che non sia stata bella la tua vita fino ad ora? Più male che bene? In ogni caso da non rivivere? Le risposte che darai saranno importanti per la tua crescita. La rabbia ti frenerà, il perdono ti porterà in alto. In ogni caso, sappi che è stata la TUA vita. Ringrazia tutti gli anni che hai vissuto. Amali per quel che ti hanno dato.

2. Cosa ti aspetti dal futuro? Continui ad avere la speranza vaga e confusa che le cose andranno meglio? Stesso film degli anni precedenti a raccontarti illusioni? Ricorda che crescerai se il futuro non sarà la riedizione camuffata del già accaduto e sceglierai l’assunzione della responsabilità sui tuoi atteggiamenti mentali, adesso. Sii consapevole che il futuro non esiste. Comunque non ancora. Scegli il presente.

3. Da dove pensi di cominciare? Da dove vuoi far iniziare il nuovo corso della tua vita? Hai una pluralità di scelte naturalmente, ma scegliere quella prioritaria ti renderà più agevole l’avvio. E il seguito del cammino. Perché non cominci da te? Riparti da te: mi pare una buona idea.

E per il calendario puoi spendere quanto vuoi. Uno bello fa effetto.

Io ne ho scelto uno con un giorno solo.

Mi piace ricordarmi che esiste solo il Presente.

Un abbraccio.

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slide (6)

Che bello che ci sei anche tu!

Ti  è mai capitato di sentirti contento semplicemente guardando le montagne innevate. Di essere attraversato per un attimo da un sussulto di inspiegabile entusiasmo per quel che vedi e senti? E di ritrovarti a sorridere pensando alla gioia di quella volta che ti sei  rotolato nella neve? Certamente sì, e pure più volte. Che bello provare ancora emozioni semplici e piacevoli davanti a qualcosa che ci stupisce!

Mentre in auto percorrevo la valle che dalla città porta al mio paese natale, richiamavo nella memoria le parole di una canzone famosa che lasciava in me sentimenti di piacevole voglia di vivere. Di vivere adesso.

Ero invitato ad una conferenza nella quale avrei parlato dei sogni. Non quelli notturni, spesso frammentari e intriganti, ma quelli pensati in piena lucidità. l sorridenti sogni che trasformano l’esistenza in arcobaleno. Avrei intrattenuto le persone invitandole a risvegliare il proprio sogno, quello per il quale viviamo, quello nel fondo degli occhi che illumina di vita i giorni. E quel mio pomeriggio era rischiarato dai bagliori di neve che giocavano tra le montagne, compiaciute testimoni dell’abbraccio che il cielo blu estendeva sulla valle.

Era da tempo che non provavo un sussulto di ammirazione così intenso per la neve che imbiancava alberi e rocce. Ho ringraziato l’inverno per questo dono.  Sì, una gran bella stagione! Una benedizione, come tante ne sono elargite in questo mondo meraviglioso.

Mentre non cessavo di guardare l’incanto che mi circondava, i luoghi amici mi richiamavano scene di gioco della mia infanzia vissuta nel rumore e nel traffico, quando la parola “crisi” era ignota e tutto scorreva. Ora pare si sia fermi. Si parla di momenti di cambiamento, fasi di passaggio, periodi di transizione: chi sa dice che ci sono sempre stati, chi analizza studia i molti settori investiti e prospetta . C’è anche chi semplicemente aspetta.

E a leggere, pare che nessun ambito sia stato risparmiato: non solo crisi finanziaria, si osserva, ma profondamente, e soprattutto, culturale. Crisi varie e molteplici a braccetto nella danza di scenari bui: la crisi dei valori e quella della famiglia, la crisi di fede e quella esistenziale. Una lista che sembrerebbe lunga.

Pensavo tra me che di sicuro ci sarà una soluzione per ogni cosa perché niente è salutare come pensare che anche questo passerà. E se anche nessun settore fosse stato risparmiato dal flagello, come è fantastico sapere e sentire che non c’è mai una crisi della meraviglia. Che bello sorprendersi a gioire per un pupazzo di neve che ha per naso una carota! Come ancora si capisce di essere vivi quando si sussulta per lo spettacolo fiabesco della galaverna sulle piante! Stupendo mondo della natura! Meravigliosa eco dell’animo umano che fa vibrare l’armonia cosmica!

Poi parcheggio l’auto, scendo e percorro con lo sguardo tutto intorno le case e le fabbriche. Di ieri e di oggi. Quelle che raccontano storia e quelle che annunciano pagine nuove di leggenda. Non c’è più il rumore di quando ero bambino, ma  sento l’eco dei palpiti dei cuori di chi mi passa accanto. Sono gli uomini e le donne che di questo mondo sono quanto ci sia di più meraviglioso. Mi soffermo a vederli passare: sento quanta ricchezza di pensieri ed emozioni percorre gli sguardi assorti. E vi scorgo i sorrisi sereni di chi trova sempre una ragione per un gesto di cordialità e per regalare una battuta di buon umore.

Mi aspettano a parlare del sogno. Di quello che dà luce agli occhi. Un’ultima boccata di neve che ha iniziato a scendere ancora nella valle e un sorridente pensiero agli uomini e alle donne che gioiranno a contare i fiocchi che si posano sulle mani.

Sì, penso tra me che sono in un mondo meraviglioso.

Con uomini e donne meravigliosi.

Che bello essere qui. Adesso.

E che bello che ci sei anche tu!

Un abbraccio.

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slide (7)

Nati per amare… l’Amore.

Ah, sì. Deve essere proprio così.

Deve essere scritto nei nostri cromosomi l’anelito irrefrenabile verso l’Amore. Verso il desiderio di amare l’Amore più di ogni altra cosa al mondo. Possibile? Per me ormai è una certezza che vorrei fosse allegra e consolante compagna di tanti. Di tutti.

Quando ho sentito anni fa un giovane dire che lui amava l’Amore più di ogni altra cosa la mondo, ho capito che era così anche per me. Di più, con un poco di attenzione e di riflessione ho scoperto che vale lo stesso per tutti gli esseri di questo terra. Incluso te! Ed è una verità… matematica. Di quelle cioè in cui  1+1 fa 2.  Vorrei aiutarti affinché anche tu sia innamorato dell’Amore, quello che move il sol e l’altre stelle, come diceva Dante. E, aggiungo io, che muove ciascuno di noi verso se stesso.

Chi mi conosce e mi legge, sa che fin da ragazzo ho sempre avuto il pallino della filosofia. Ci scherzavo a volte dicendo che “la filosofia è quella cosa con la quale o senza la quale… tutto resta tale e quale”. E mi facevo delle belle risate quando da quel birbante di Voltaire leggevo quella sua trovata di gustosissima ironia: “Quando colui che ascolta non capisce colui che parla e colui che parla non sa cosa sta dicendo: questa è la filosofia”. In realtà, lui, filosofo, non ce l’aveva con la filosofia, solo prendeva in giro i ciarlatani del suo tempo e metteva in guardia dai discorsi complicati e dai paroloni sbrodolati senza sostanza. Oggi, diremmo, coloro che parlano senza che la bocca sia connessa al cervello.

Quante risate mi sono fatto leggendo il Candido di Voltaire: libretto sull’ottimismo che mette di buon umore fin dalle prime pagine e dispone l’animo a ridere di se stessi e delle vicende umana. Ironia intelligente che ci alleggerisce di ogni seriosità e ci fa crescere piacevolmente nel distacco sereno. Davvero ci sono parole e insegnamenti che vanno oltre i secoli e hanno qualcosa da insegnare ad ogni epoca.

Mi stava simpatico Voltaire e mi divertivano da matti i suoi paradossi, ma ho creduto ad Aristotele che parlando della filosofia dice che “tutte le altre scienze saranno più necessarie di questa, ma superiore a questa nessuna. Sì, ho scommesso sull’inutilità della filosofia scegliendo la sua eccellenza.
E la scommessa è diventata passione quando ho letto, sempre da Aristotele questo proclama: La attività di Dio, che per beatitudine eccelle, è l’attività contemplativa; quindi anche tra le attività umane quella che è più congeniale a questa sarà quella che è più capace di rendere felici… per quanto, dunque, si estende la speculazione, di tanto si estende anche la felicità.

Sì, davvero, leggendo, riflettendo e contemplando si impara molto a conoscere l’uomo, le sue domande, la sua ricerca del bene e della felicità. Questo mi ha aiutato a capire meglio anche me stesso, a comunicare agli altri le mie conoscenze e ha rafforzato il mio desiderio di aiutare tutti a vivere una vita migliore. Penso che ciascuno di noi abbia qualcosa con cui contribuire a migliorare la qualità della vita degli altri. E se ognuno di noi raccontasse la sua storia arricchirebbe il mondo di nuovi punti di vista e nuove emozioni. Tutti abbiamo contemplato qualcosa che farebbe bene a tutti conoscere. Anche tu. Credi a quel che senti di grande e meraviglioso che palpita nel tuo cuore di uomo o di donna. Credi al Filosofo che c’è in te. Accogli l’Amore che si offre a te per condurti a te.

L’amore per l’Amore spinge al desiderio di scrivere e comunicare a tutti quanto è bello amare. E quanto è utile! Ah, se tutti riuscissimo a fare dell’amore la carta vincente per risolvere ogni problema! Ho sognato per anni di raccontare come l’amore sia la soluzione più efficace a tutto ciò che accade ogni giorno. Una soluzione facile. E, wow!, una soluzione gratuita. Ma soprattutto divertente e che dipende solo da noi stessi. Da me, da te. Semplicemente e serenamente.
Ogni problema risolto con l’amore ti fa stare divinamente.

Ho sempre desiderato poter vedere come opera l’Amore. E so che ogni vero apprendimento avviene non insegnando nulla che non sia già dentro di noi.  Ci serve solo qualcuno che ci aiuti a ricordare.
Per diventare un filosofo divertito e allegro mi ci sono voluti, certo, anni di crescita personale per assimilare i contenuti di tanti pensatori. Centinaia di libri letti, ore e ore di meditazione, di riflessione, numerosi “errori” e fatiche quotidiane, esercizi e tanta tanta pazienza con me stesso. Ci è voluto tempo per capire che le soluzioni ai problemi sono già tutte dentro di noi. Ho cercato lontano per anni quel tesoro su cui sono sempre stato seduto sopra.

Abbiamo un grande beneficio se qualcuno ci indica in che modo possiamo evitare perdite di tempo, fatica e frustrazione e andare sul sentiero sicuri dell’Amore. Sono più che mai convinto che tutti meritiamo infatti di vivere la vita che vogliamo. E il prima possibile per giunta, evitando di buttar via soldi e tempo. E ci possiamo arrivare credendo a quanto sia facile vivere meglio. Semplicemente in un percorso di consapevolezza. Serena e fiduciosa.

Ciascuno ci arriva in tempi e modi diversi, ma questo poco importa. Che tu sia uomo o donna, giovane o adulto, felice o depresso,  ti serve solo la convinzione che amando l’Amore si dipana la matassa confusa in cui si è aggrovigliata nel tempo la tua vita. Ora puoi dare una boccata di ossigeno alla tua esistenza scoprendo come puoi star bene semplicemente amando. E quanto sia facile! Quanto economico! E quanto meravigliosamente bello!

Non so a punto tu sia del tuo cammino: mi auguro che tu sia quanto meno ben risoluto a camminare. Questa è la condizione di base perché l’immobilismo è l’agonia dell’anima che non crede più alla proprie risorse. So per esperienza quanto duri siano i momenti di bonaccia e ti capisco se senti addosso lo sconforto di essere fermo. Si arriva a preferire addirittura la tempesta. Almeno si sta andando da qualche parte. Potrà non essere né consolante né piacevole, ma da qualche parte si deve pur iniziare a muoversi: la saggezza dice che ogni grande viaggio comincia con un piccolo passo.  Poi c’è un percorso-scoperta per ciascuno, che passa attraverso fasi e momenti diversi: quando pulsa dentro il desiderio di non rassegnarsi alle pozzanghere e si pensa ad una sorgente vera, allora è sorta l’alba.

La mia è sorta quando  mi sono accorto che C’è abbondanza per tutti. Incluso me (e anche te). E ho aperto gli occhi sul  mondo con una riflessione che mi ha dato fiducia e ottimismo. È sta forse la prima verità che ha avvolto la mia vita di saggezza vera. Certamente di una nuova visione del mondo. Degli altri. Di me stesso.

Poi ho fatto un passo ulteriore e un nuovo dono ha arricchito la mia consapevolezza. Una verità liberatoria, potente e dolcissima al contempo mi ha dato nuova fiducia. Ho finalmente capito che Tutto Dipende da Me. Un sollievo. Sia benedetto il Cielo. Basta lamenti, basta colpe, basta rancori, rabbia e ogni lerciume emozionale. Ho visto la bella limpidezza della mia responsabilità. Sì, amico mia, amica cara, accogli questo balsamo dell’anima: Tutto dipende da te. Esulta! Inizia una pagina nuova della tua vita con questa suprema verità.
Per me questo è stato anche un messaggio d’amore che può servire alla crescita di ogni uomo e donna di questa terra, a vivere il meglio possibile in questo mondo meraviglioso. Ad amare questo mondo splendido riflesso dell’Amore universale.

E poi è arrivato un tuffo nell’Amore. Niente di più salutare! Niente di più avvincente! Qualcosa che ti avvolge nella melodia cosmica della gioia suprema. Quella di essere immortali figli dell’Amore.
Che bella quest’altra magnifica verità: Ama, e fai quello che vuoi! Una verità piena di carica emotiva e di travolgente dinamismo. Oltre che di esaltazione entusiastica per la Vita. Direi quasi un amplesso spirituale! Di quelli da wow a cinque stelle! Di quelli che invitano a lasciarsi andare con serenità ai propri pensieri ricordando le parole del grande Albert: “l’immaginazione è tutto: è l’anteprima delle delizie che la vita ci riserva”.

Ecco! Allora chiudi gli occhi e vediti mentre esci sorridente sul terrazzo e ammiri dall’alto lo splendido rosaio variopinto che fa da contorno alla fontana  vivace, all’ingresso della tua villa in collina. Sorridi felice agli zampilli e, mentre la cameriera ti serve la colazione nelle porcellane fucsia, contempli il cielo cristallino e ti lasci avvolgere dal sole già alto. Che bel giorno!
I leggeri rumori in basso ti ricordano che i tuoi carissimi domestici  stanno preparando il giardino per il ricevimento del pomeriggio. Godi già al pensiero che passerai la giornata serena a divertirti con la tua famiglia e con tante persone care. Che bella l’armonia dell’amore! Ci saranno musica, cibi e bevande per ogni gusto, allegria a sazietà. E poi la sera ricca di nuovi e piacevoli incontri, conversazioni, emozioni… Parlerai delle  iniziative della tua Fondazione per la crescita del mondo nell’amore. Attorno a te sorrisi e approvazione, garbo e belle maniere, armonia e serenità…

Stai pensando al paradiso? Quello è molto di più.

Questo invece, o altro ancora,  è qualcosa di accessibile già adesso. Possiamo già ora immaginarci la vita che vogliamo, come piace a noi.

Facciamolo.

Un abbraccio sempre grande.

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Amore e cambiamento. Adesso

Sai una cosa? L’Amore ci dà il benvenuto sulla strada del cambiamento! Del mio, del tuo. Dell’intera umanità.

È il benvenuto nella cerchia di chi si distingue per le sue scelte. Scegliere l’Amore ci rende subito migliori. Dentro.
Immagina infatti come ti sentiresti se ogni tua parola, gesto, azione fosse il riflesso dell’amore che anima la tua vita. Splendidamente, vero? Saresti una persona affascinante! Magnetica! E in un permanente benessere con te stesso e con gli altri. L’Amore può fare questo perché esso è la nostra essenza! È la travolgente forza che attraversa ogni nostra cellula. Purtroppo lo abbiamo dimenticato.

Ti sei mai chiesto come cambierebbe la tua vita (se tu così vuoi, naturalmente) dopo un percorso di crescita che ti indicasse in che modo far diventare l’amore la splendida forza che ti innalza ad una vita piena di soddisfazioni? Suppongo di sì. Anch’io. E ho scommesso sull’Amore: tutto in maniera molto semplice, addirittura facile. Perché nell’amore non ci sono difficoltà, ma solo piaceri intensi e spirituali (e che per altro, fanno molto bene anche al corpo). Molteplici e sempre nuovi. Perché proveniamo dall’Amore, in esso ci espandiamo, con l’Amore universale ci fondiamo!

Per me aver voglia di cambiamento significa trovare davvero qualcosa di nuovo, magari la porta che non ti aspettavi. O meglio, che non ricordavi più che ci fosse. La porta che si offre a te come risposta alle tue domande, ma che ti lascia intatta la libertà di decidere  se entrare.

Quando parlo di cambiamento, penso a un movimento che avviene dentro di me, e che mi coinvolge interamente. Un movimento che innova i miei pensieri, mi rende appagato in emozioni creative e cristalline, mi diffonde benessere ad ogni cellula ed esultare nel sorriso accogliente e generoso. Sì, cambiamento è avere risposte. Risposte convincenti, ma sempre aperte a nuovi orizzonti. Io voglio quel cambiamento in cui la mia ricerca per trovare mi faccia trovare solo una nuova possibilità di cercare creativamente ancora. Serenamente.

Voglio un cambiamento che mi porti freschezza. Che mi faccia imparare cose profonde e vere. Che mi faccia imparare sempre perché, come diceva Henry Ford, “chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia venti o ottant’anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane”. Sì, questo voglio: giovinezza. La voglio attraverso un cammino quotidiano e sereno tra i perché che mi stanno a cuore. Quelli che interessano più la Vita nella sostanza che le piccole e ordinarie vicende quotidiane.

Non pensi che sia davvero bello aprire le braccia ad un cambiamento che ti parli di come puoi espanderti in una vita pienamente tua? Sì, vigorosamente tua. Dolcemente tua. Non piacerebbe anche a te una vita arricchita di un punto di vista originale e straordinario? Che ti aprisse gli occhi ad una nuova dimensione del tuo essere? Per me è davvero questo il cambiamento che va in profondità, oltre le chiacchiere, oltre provvisorie e precarie euforie di un giorno. Io voglio cambiare diventando me stesso nell’Amore. Sì, un cambiamento che mi espanda nell’Amore e mi racconti storie di vera novità. Che mi sveli la mia dignità. La mia grandezza.

E tu, amico mio, amica cara, cosa diresti se il tuo cambiamento iniziasse
1) spiegandoti perché ogni strada che porta al vero successo parte dall’Amore.

e continuasse
2) descrivendoti in che modo l’amore per te stesso diventa la prima soluzione ai tuoi problemi (proprio tutti).

e si prendesse il tempo
3) di mostrarti con dolcezza come è accaduto che hai perso il tuo swing aiutandoti a ritrovalo semplicemente amandoti da subito.

e ti guidasse
4) a dare un ultimo e definitivo sguardo indietro al tuo passato per poi farti immergere solo nell’Amore. Per sempre.

e ti sorprendesse
5) svelandoti il segreto di come fare dell’amore l’elisir di lunga vita e plasmare così già oggi la tua eternità.

e ti lasciasse stupefatto
6) dandoti le conoscenze e gli strumenti per aiutarti a far entrare il piacere nella tua vita e farti amare il divertimento.

e ti facesse esultare
7) insegnandoti a fare finalmente il tuffo nella tua felicità. Sì, a farlo e basta?

Non trovi che sarebbe meraviglioso?
Un cambiamento così non è un sogno. L’Amore lo rende possibile. Anzi, l’Amore è l’anima di ogni cambiamento.

E allora, una sola strada:  Ama, e fai quello che vuoi.

Un abbraccio. Grande.

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Santi e defunti: oltre la commemorazione, noi.

     Santi e Defunti! A braccetto nell’inaugurazione di un nuovo mese. Nel paesaggio autunnale di pioggia e di foglie a terra l’ombra della tristezza sembra cadere su questo mese dei crisantemi. Malinconie e nostalgie con i loro frutti amari. Ce lo portiamo dietro da tempo questo retaggio di cupezza, come un mantello che avvolge, scuro e avaro di infelicità.

     Come invece non notare che novembre è un mese di colori unici, di tonalità infinite di verde, di sfumature inimitabili di giallo? Per non dire del rosso delle viti. Ne guardavo estasiato un filare e mi domandavo perché un mese dovesse essere… triste. Gli uomini possono essere tristi, i mesi sono solo proiezioni dei sentimenti di chi li vive. Un retaggio, come tanti. Un torto da perdonare tra i tanti altri inflitti alla gioia di vivere.

     Ma un mese che inizia con la solennità di Ognissanti e prosegue con la visita ai cimiteri porta il peso della commemorazione. E, come dice la parola, della preghiera, della memoria, del passato. Non so se questo comporti una crescita nella consapevolezza della nostra presenza nel mondo.Forse sì, ma di cosa ci porta a coscienza? Che siamo polvere e in polvere ritorneremo? Che siamo nati per soffrire? Che in questa valle di lacrime siamo di passaggio verso un eden di felicità futura? Non si dimentichi di aggiungere però che si tratta di una beatitudine raggiungibile solo con la condizionale.

     Capisco la storia com’è andata , comprendo meno la sopravvivenza di tradizioni che  non rendono allegri. Se il calendario liturgico avesse invitato a celebrare i Santi a maggio e a commemorare i defunti a fine luglio, novembre sarebbe stato probabilmente un mese radioso, tanto luminoso e festante che nessuna foglia a terra o nebbia invadente avrebbe finto di dettare legge agli umori degli umani.

     Ma la regola degli occhi è nota e Anaïs Nin ce l’ha ricordata: “Non vediamo le cose come sono, ma vediamo le cose come siamo”.

     E noi siamo spesso commemorativi! Per educazione sociale e religiosa, naturalmente. Famigliare, anche. Più inclini alla commemorazione di sventure che di giorni belli, ci attardiamo con pensiero ed emozione più su fatti lontani che su momenti di magia attuali. E anche quando un evento è stata una vittoria militare, si piangono perlopiù e commemorano i morti, i caduti di una guerra conosciuta ormai solo nei libri di storia. E la sagra della tristezza novembrina potrebbe continuare.

    Sono molto ignorante per dire se la moda recente di Halloween porti luce alla nostra coscienza di uomini sul mistero di chi se n’è andato e della condizione dell’oltretomba. Se si esorcizzi la   paura con zucche e lumini o se con un dolcetto e uno scherzetto si renda solo  vivace la serata di bambini contenti di un abbigliamento stravagante, non so. Come tante altre cose del resto ignoro di questo nostro correre nei giorni.

    Santi e Defunti! Qualcuno dice di aver conosciuto una lunga fila di questi ultimi. Nessuno invece dei primi. Si capisce: la morte è empirica, la santità è riconosciuta e proclamata con criterio diverso, religioso. Della morte viene rilasciato un regolare certificato. Per l’accertamento della santità ci vogliono decenni. E nell’élite di questi titolati si entra in pochi. Già molto arrivare ad essere un beato. Quando non è un privilegio immenso il solo fatto che la propria pratica sia presa in una qualche considerazione.

    Io amo novembre. Amo la sua attualità. Lo amo come mese dalla gioia colorata ed essenziale.  Di quella che emoziona senza rumore. Nella libertà di scegliere chi  o cosa commemorare, ciascuno può fare dei mesi che passano il tempo della memoria o quello delle scelte. Tutti noi abbiamo volti che appartengono alla memoria. Abbiamo un passato.  Nelle nostre città e nei nostri paesi ci sono i cimiteri. I cipressi. I cippi. Sono attualità anche ad aprile e a settembre. L’attualità della vita è però solo dentro di noi. Emerge serena quando non si guarda più indietro.

    Novembre porta  questo nome, perché un tempo era il nono mese del calendario romano. Novembre è nome che indica una semplice successione. Null’altro che l’orientamento neutro di questo gruppo di trenta giorni verso la fine di un anno.  A scuola ci dicevano che era il mese in cui gli alberi si spogliano completamente delle loro chiome e si preparavano al riposo invernale. 

     Lo respiravamo del resto che era il cuore dell’autunno.   Sentivamo dire dagli adulti  che le giornate erano corte. Piovose.  Pare evidente che continui ad essere così anche in questi giorni. Come se avesse ragione chi riteneva che non ci sia mai niente di nuovo sotto il sole.

    E invece, sì. Sotto il sole ci sono novità infinite. Anche quando ostinatamente ci aggrappiamo alla ripetizione di cliché e stereotipi dei nostri giorni andati, noi siamo novità perenne. E inarrestabile. Vorrei quasi dire che siamo novità nostro malgrado. Lo siamo quale scia creativa che ci avvolge nella magia di un Universo danzante sul tempo e sulle stagioni. Eternamente giovane. Mi piace riflettere sulla bellezza del mondo a novembre. Sulla nostra bellezza, a novembre.

    Come tutto nella vita, è questione di scegliere a cosa credere. A novembre mi piace credere a una bellissima possibilità.

    Quella di passeggiare per un cimitero in un mattino di sole e vedere solo armonia e unità. Parlare di memoria e ricordi sorridendo al giorno nuovo, salutandolo con l’amore nel cuore. E vedere  ogni cosa parlarci di noi.

   Parlarci della nostra santità.

   Ora.

   A prescindere.

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