Passato, Presente e Futuro
Passato, Presente e Futuro

Passato, Presente e Futuro

     Sono le tre dimensioni del tempo di cui ci serviamo per dare un senso al nostro stare nello scorrere dell’esistenza e fare esperienza del vivere. Quella delle tre a cui diamo più importanza è la dimensione che condiziona pesantemente la nostra quotidianità. Conviene non snobbarlo, il modo di pensare il tempo, perché  sono in gioco stati mentali ed emotivi che possono renderci i giorni un vero inferno.

     In verità abbiamo ormai un’altra possibilità: oltre a questa successione temporale scontata, con la relatività generale la fisica sembra oggi essere certa che la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’ostinata illusione, per quanto persistente (A. Einstein). In pochi sono consapevoli che questo è un paradigma che cambia completamente la percezione del reale e il nostro muoverci in esso. Ho provato a mettermi in cammino per questa strada evolutiva e i primi passi mi mostrano che la fatica sarà ben ricompensata. Rinunciare ad un casellario in cui organizzare ricordi, azioni e speranze non avviene senza qualche esitazione, ma, via, non sappiamo forse che la fortuna aiuta gli audaci mentre il pigro si ostacola da solo? (Seneca).

    In attesa di riuscire a vedere il mondo in un eterno e meraviglioso Presente, accade che tolleriamo  con qualche pesantezza la transizione e continuiamo la nostra routine: a guardarci indietro, a dibatterci nel presente e a gettare uno sguardo spaesato in avanti. Precari pellegrini orfani di senso, in tanto incerto sbattere di ali esistenziali, progrediamo affannosamente in questa era conteggiata, da ben due millenni, secondo un parametro religioso: noi infatti siamo una delle numerose generazioni che scandiscono gli anni … dopo Cristo.  E, nel vortice pandemico, chi con Lui e chi senza di Lui, ci ritroviamo comunque ancora vivi. Un po’ provati, certo, ma non senza una qualche soddisfazione. Seppur in vesti fradice, come profughi sopravvissuti a quasi tre anni di spietata ipnosi massmediatica, non abbiamo tradito il nostro cuore. Incrociamo sovente per strada gli occhi mestamente avviliti di tante persone: ignari che i loro giorni scorrano scanditi ad arte da cattive notizie, si sentono quasi incapaci ormai di osare una qualche fiducia in un domani diverso.

Ha una qualche possibilità di guardare oltre il baratro chi è consapevole che la distinzione dei comportamenti  nella vita viene fatta dagli stati d’animo. Insieme alle convinzioni sono loro a guidare i nostri giudizi:  depressione, rabbia e ansia demoliscono ogni serenità e tarpano il volo di qualsivoglia anelito ad un seppur minimo cambiamento. Ci si può riconoscere oppure no, ma sembra questa la situazione che attanaglia la quotidianità di molti italiani. Già anni fa il CENSIS parlava di una società ansiosa macerata dalla sfiducia a causa del grande tradimento e della scomparsa del futuro: figuriamoci in che stato ci si può trovare oggi, dopo quei trenta mesi di martellante propaganda dedita a inculcare accondiscendenza a comportamenti eterodiretti! D’altro canto, quanti hanno affidato la propria vita alla televisione ora pagano il prezzo altissimo della dissonanza cognitiva. Non si voleva forse “educare” tutti ad entrare nel grande ovile dell’immunità di gregge?

Nel rispetto di tutti e seppur con dispiacere per dover assistere alla macellazione di esistenze nel tritacarne della credulità, ritengo si tratti di essere onesti con se stessi e ammettere che se la vita è fatta di scelte, ognuno deve fare le sue. Il “deve” non è una ingiunzione che, in ogni caso, nessuno è autorizzato a imporre ad altri: è una ineludibile necessità. Se non sei tu a scegliere, qualcuno lo farà per te e non certo nel tuo interesse. Puoi concedere qualche influenza al condizionamento educativo e sociale, ma ti resta comunque  un buon margine di autonomia, sempre che tu non abbia talmente “prese per buone le verità della televisione” da essere sprofondato in quella paradossale encefalite letargica, anticamera dei nuovi lager preparati da chi fa business su di te.

Si tratta dunque di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni perché ogni avvenire è sempre il futuro di un presente. E decidere come rapportarsi con il passato, con il presente e con il futuro è una scelta non si può delegare. Meglio non svendersi o ci ritroveremo in balia degli eventi, attesi al varco da quei Pochi in delirio di onnipotenza che progettano il grande business della nostra cremazione. Non ha forse detto quel ministro, della setta dei migliori nel governo del banchiere, che il pianeta è stato progettato per tre miliardi di persone? Come lo sa? Forse per una rivelazione riservata ad una stretta cerchia di conoscitori dell’arcano. Comunque sia,  nel caso tu ed io non fossimo fortunati nella selezione e facessimo parte del secondo gruppo, quello che resta fuori, che destino ci attende?

In un momento come quello che stiamo vivendo, in cui l’attualità è un ologramma che gli illusionisti sottopongono quotidianamente ai teleutenti e ai drogati del web, ciascuno è invitato a domande che forse fino a tre anni fa neppure lo sfioravano. È l’appuntamento con la vita che ci attende ad un incrocio in cui si diramano tre vie, ognuna delle quali indica tre diversi modi di scegliere come dispiegare i propri giorni: Sopravvivere, Vivere o Vivere bene. Condizioni diversissime tra loro, delle quali essere consapevoli in vista della scelta. Se sei per la sopravvivenza, non serve molto: basta continuare a passare i propri giorni in quella  invisibile gabbia d’acciaio in cui Pochi tengono i Tanti, narcotizzandoli e convincendoli che non devono aspirare ad altro perché questo è il loro destino di schiavi. Chi desidera questa condizione non ha altro da fare che perseverare nelle ombre della caverna lasciandosi intrattenere dal multiforme occhio televisivo. Come distaccarsi infatti dalle voci che ti insegnano come tu debba solo credere a quello che ti viene raccontato ed essere docile alla volontà del padrone e belare al suo comando?

Quanti scelgono di Vivere, hanno già lasciato le catene e si stanno incamminando risolutamente verso l’uscita dalla spelonca e non credono più alle ombre. Non sono ancora del tutto consapevoli della loro dignità, ma capiscono che sono state raccontate loro tante bugie e non torneranno mai più sui loro passi. Hanno bisogno di un sussulto di consapevolezza  per alzare la testa un altro poco e osare lascarsi bagnare dal sole, ma ormai hanno deciso di riappropriarsi della libertà di respirare senza autorizzazione e concessione di alcun potere.

Alla scuola dei filosofi precristiani, personalmente sono per il Vivere bene, qui e adesso. Perché si può e, soprattutto, perché è quel che maritiamo per diritto di nascita. Perché questa è la condizione felice che spetta indistintamente ad ogni persona, dal primo vagito fino all’estremo respiro. Non c’è da indugiare oltre, l’umanità ha già perso un sacco di tempo nella schiavitù, ipnotizzata dalle vigliacche menzogne di chi ha malvagie voragini patologiche nella propria intelligenza emotiva. In questi ultimi anni ci sono stati numerosi e sorprendenti risvegli in tante persone: hanno aperto mente e cuore ad una consapevolezza nuova sulla propria identità e l’Anno 2020 è stato un punto di non ritorno nel percorso dell’umanità sulla via della sua elevazione. L’oltraggio alla verità è stato tale e di tali proporzioni che la credibilità dei Pochi e dei loro accoliti corrotti è definitivamente perduta. Com’è possibile avviare e consolidare il percorso verso l’universale Vivere bene? Mi pare una buona via quella delle domande potenti che scandiscono l’evoluzione, unite all’atteggiamento proattivo di chi osserva, riflette, comprende e sa passare dalla protesta alla proposta.

    Ci sono tante possibilità, almeno quante sono le persone che considerano il Presente come l’unica dimensione temporale nella quale investire il proprio talento, qualunque esso sia. Dalla saggezza antica sappiamo che lo sbilanciamento nel passato è causa di depressione nel turbinio ossessivo di colpe, rimorsi e rimpianti; la proiezione nel futuro induce a stati ansiosi e ansiogeni per l’incertezza che insinua, mentre il presente è il luogo della pace. O così dovrebbe essere, quando non è vissuto nella frustrazione dei torti e degli inganni subiti, nello stress da carenza e limitazioni, nell’insicurezza per sé e i propri cari, nella stabile precarietà della rassegnazione. In questo caso abbiamo allora altro che pace! Siamo scrutati già all’alba dal viso truce di un maledetto presente rabbioso che non produce altro che aridità, disagi e dipendenze con pericolose derive pessimiste e disfattiste.

   Ci sono tuttavia anche alternative, centrate su convinzioni stimolanti come quella di volere lasciare il mondo un poco migliore di come lo si è avuto in eredità. Avventurarsi per questa via sembra essere ampiamente dissuasivo e persino sconsigliato, ma nessuno può domare i sognatori (P. Cohelo). E s’incamminano su questo sentiero coloro ai quali è rimasto entusiasmo per la Vita, sentono fervore per il compimento di qualcosa che porti beneficio ad altri e attingono, non sempre con piede sicuro, alla fiducia che ripongono nel proprio cuore quando pensa l’amore. E anche questa nobile impresa può realizzarsi con modalità tanto diverse quanto è vario l’estro e la creatività di ogni sguardo che crede alla perfezione della natura umana e alla felicità come unico fine cui tendere. Ho visto e vedo attorno a me persone di diversa età, cultura e condizione sociale sentirsi desiderose di essere parte della Nuova Primavera Italiana, con l’aspirazione a immettere nella propria vita lo spirito e i valori di quel Progetto Mondo Migliore così originale e bello. Io posso provare a raccontare qualcosa della mia volontà di contribuire a fare in modo che diventiamo sempre più consapevoli della nostra natura spirituale e della nostra unità con la Mente Universale che è la Sostanza di tutte le cose. E inerpicarsi per questo sentiero semplicemente … perché è bello farlo!

    Ci sono tanti modi per cercare di lasciare il mondo un poco migliore di come lo abbiamo trovato e ognuno trovi quella via in cui dà il meglio di sé: a parer mio, questo accade quando lasciamo scorrere il flusso armonioso della nostra anima ed essa prende forma in quelle opere che davvero sono un mattone nella comune costruzione di un meraviglioso Presente. Io ho trovato ispirazione in quel principio della filosofia che suona così: agere sequitur esse. Espressione che può venire tradotta liberamente così: quello che fai dipende da quello che sei, ovvero l’essere precede il fare. Persino il più radicale delle sostenitori del fare dovrà ammettere che anche l’azione più banale richiede prima che esista un soggetto operante. Ma non solo: che questo soggetto abbia l’abilità motoria e la competenza tecnica atte al compimento del fare inteso e voluto. In ogni caso, la consapevolezza passa attraverso le tre domande basilari ad ogni agire: Cosa sto facendo? Perché lo sto facendo? Come lo sto facendo?

E in questi tre anni, in cui ho percepito di trovarmi nel vortice di un cambiamento epocale, le mie risposte sono state: Sto osservando e riflettendo con quanta attenzione e serenità riesco. Lo faccio perché voglio capire e comprendere sempre più il mistero e la verità della Vita. Affronto questa sfida nel modo più serio, rigoroso e onesto che mi viene nel fare del mio meglio. E, a prolungare ciò in cui mi stavo impegnando già da anni, ho raccolto il risultato delle osservazioni e delle riflessioni maturate nei mesi folli della prigionia pandemica nel libro Eu-dàimon. La felicità nell’Anno di grazia 2020. Tanta era la spregiudicatezza che vi avevo riversato che non poteva che essere un libro per tutti e per nessuno.  Al momento lo hanno letto ancora poche persone, ma non smetterà di essere utile nel tempo. In ognuno dei capitoli volevo raccontare che Esseri meravigliosi siamo. Pagine che ci narrassero la storia dell’inizio della nostra Felicità proprio nell’Anno in cui tutto sembrava dannatamente triste! Lo annunciavo così: In queste pagine ti inoltrerai tra tante domande e giungerai ad alcune scoperte che ti sorprenderanno. Una è straordinariamente bella: dentro di Te vive il tuo dàimon del Bene! Una voce potentissima! Ecco: adesso abbiamo un motivo per esultare e uno scopo per non smettere di sognare perché è cominciata l’era della Felicità del mondo e Tu sei tra i primi a saperlo. E a conoscere come questo sarà possibile.

    Avevo raccolto in quelle 335 pagine le infinite ore si silenzio con me stesso e molte altre con uomini e donne dal cui comportamento avevo appreso cosa era luce e cosa ombra,  cosa miseria e cosa grandezza in cuori spaventati, percependo le contraddizioni di un’umana esistenza impoverita del suo essere per la felicità. Quel libro fu galeotto, doppiamente. Mi ricordò innanzitutto che da nove anni non pubblicavo più. E prima, ma indietro nel tempo, si era trattato di articoli scientifici e della tesi del dottorato di ricerca alla Sorbona. C’è abbondanza per tutti. Intervista al più grande industriale di Lumezzane uscì nel 2009, all’inizio della crisi. Sono dell’anno successivo la Lettera enciclica In Te Omnia Sunt – Tutto dipende da Te e l’e-book Ama e fai quello che vuoi. È del 2011 l’altro e-book dedicato alla bellissima esperienza dello Yoga della Risata. Da allora, a parte una Pubblicazione celebrativa di pregio nel 2013, ho scritto solo sul mio sito www.mauroturrini.it e su questa piattaforma social.

    Solitamente in una vita si incorre in un solo decisivo viaggio dell’eroe, che può essere anche assai lungo ma che rappresenta il vero svezzamento, il più o meno completo giungere alla soglia di se stessi in una nuova pelle. Non è detto che qualcuno risulti ripetente e la vita gli chieda un altro giro: un frangente in cui il tuo presente è il paziente convivere con la precarietà e il rinvio di un pezzo di te a tempi migliori. Se in quel momento non puoi esprimerti in quel che vuoi, puoi però fare in modo di apprendere dall’esperienza e accompagnarla con la dedizione, seppur non in ogni istante serena,  per una quotidianità ricca di insegnamenti.

    Così, senza quasi accorgerti, ti ritrovi sì con qualche cicatrice ma con una soddisfazione indescrivibile:  l’uomo virtuoso, inoltre vuole passare la vita con se stesso, giacché ciò gli fa piacere: infatti il ricordo delle azioni che ha compiuto gli è gradito, e le sue aspettative per il futuro sono buone e le buone aspettative sono piacevoli e la sua mente abbonda di oggetti da meditare. D’altro canto, i sentimenti di amicizia verso il prossimo, ed in base ai quali si riferiscono le amicizie, sembrano arrivare dai sentimenti che l’uomo ha verso se stesso (Aristotele).

    Se all’osservazione e alla riflessione si aggiungono la coltivazione di relazioni nutrienti, allora la penna sembra scorrere più fluida e lo sviluppo di nuove consapevolezze arricchisce di stimoli. Il dialogo interiore ha talvolta bisogno di lasciar spazio al solo ascolto. E prende forma così l’elaborazione di concetti importanti irrorati dal desiderio di contribuire, come si riesce, ad evolvere almeno un poco in una comprensione veramente spirituale dell’esistenza. Questo poi riesce meglio quando si mantiene negli occhi quel Mondo Migliore a cui aspirare e capace di sbugiardare ogni rassegnata accettazione della malvagia disumanità della tirannide dei Pochi. In un anno, il 2021, in cui si è visto spietatamente all’opera il disturbo psicopatico della personalità con metodica pianificazione, ho appreso quanto fosse vero l’insegnamento di Platone: Prima di pensare a cambiare il mondo, fare le rivoluzioni, meditare nuove costituzioni, stabilire un nuovo ordine, scendete prima di tutto nel vostro cuore, fatevi regnare l’ordine, l’armonia e la pace. Soltanto dopo, cercate delle anime che vi assomigliano e passate all’azione.

    Ci ho provato: a volte ci sono riuscito, altre volte no. Sono nati decine di scritti che raccontano qualcosa di mesi in cui solamente con uno sguardo oltre la quotidianità si poteva non venire inghiottiti nella voragine ipnotica dei seminatori di menzogne. Una prova impegnativa! Un crogiolo attraverso il quale bisognava forse passare per rafforzare la fiducia indomabile nella bellezza della Vita. In quei mesi andava accumulandosi materiale per i libri che si sarebbero succeduti quasi a raffica.

    Osservazione e riflessione avevano portato alla decisione di scrivere Io Voterò il Valore Umano. Per una Nuova Primavera Italiana: questo il titolo del libro con il quale volevo celebrare, a giugno 2022, i 7 anni del Progetto Mondo Migliore. Scrivevo nella presentazione: Cambiare Paradigma sociale ed economico o la distruzione dell’Italia sarà inevitabile! Scegliere il Valore Umano è affermare la fiducia che è possibile un Mondo Migliore con una sorta di Paradiso in Terra, qui e adesso. Nessuna utopia, solo un Programma concreto e innovativo tra moneta a credito, infrastrutture e servizi gratuiti, equilibrio tra costi e benefici, eliminazione della tassazione, diritto di dignità per ogni maggiorenne. Un ventata di libertà dalla menzogna e dall’ipocrisia all’alba del Nuovo Umanesimo.

    C’era tuttavia anche un argomento su cui meditavo e leggevo già da qualche tempo e sul quale sentivo la responsabilità di offrire un punto di vista non usuale né scontato per non farsi trovare impreparati all’instaurazione della civiltà algoritmica e videosorvegliata, nella morsa di un pianificato controllo. Pubblicai così Algoritmo ESG. Per una metamorfosi intelligente e felice del lavoro umano. uno sguardo filosofico e, almeno nell’intento, sapienziale sull’Intelligenza Artificiale e la Robotica. Senza allarmismi ma neppure senza ingenuità: molti non lo conoscono e ne ignorano persino l’esistenza, eppure l’Algoritmo è da tempo con noi.  Fa già parte della nostra vita. È silenziosamente meraviglioso in quella sua perfetta e matematica potenza. Affascinante! Gli ho parlato però con franchezza: voglio sentirlo un amico e non un padrone. Lo voglio umano, poeta e artista ma niente di artificiale. Qualcuno doveva dirglielo: il suo nobile compito è rendere bello il mondo e operare sempre affinché la Natura sia e resti il luogo dell’Umana felicità. Un tema fondamentale che richiede attenzione già adesso: i processi che hanno ormai accelerazioni esponenziali potrebbero stordire numerose persone impreparate e avviare un’inarrestabile involuzione. Non esagero affatto e sono molto serio in quel che ho scritto. Consapevole di aver considerato il paradigma della Sostenibilità Ambientale, Sociale e Organizzativa (ESG, appunto) da un versante che nessuno aveva ancora osato.

    Mi ero già dedicato a tracciare il profilo del Patriota Evoluto per il nuovo libro quando mi giunse inaspettata la richiesta di un instant book: era caduto inaspettatamente il Governo dei migliori (psicopatici?) ed erano state indette le elezioni politiche con data 24 settembre. Mi  misi all’opera per considerare con la dovuta accortezza la questione delle urne dato che serpeggiava la diffusa voglia di disertarle. E così venne il libretto Voto o non Voto? Pro e contro. Eravamo a pochi giorni dal decidere il nostro futuro e in quelle pagine ci ho messo tutto l’equilibrio e il rispetto possibile, ribadendo comunque decisa la mia scelta di essere per il Valore Umano! Lo presentai così: Possiamo far finta che il voto non ci riguardi? Possiamo, siamo liberi. Abbiamo avuto tali e tante delusioni da politici vigliacchi da provare nausea per le elezioni e disertare le urne sembra puro buon senso. Eppure questa volta la posta in gioco è altissima. In queste poche pagine anti-Sistema ci sono pro e contro per una scelta di cui ciascuno si dovrà assumere le sue responsabilità per le conseguenze. E, se si permette al banchiere di tornare in sella, potrebbero essere gravi. La vera soluzione è nel Progetto Mondo Migliore, ma si può al momento provare a passare per la mediazione con il meno peggio.

    Il verdetto delle urne era abbastanza scontato e non era certo tale da creare entusiasmo. Soprattutto continua ad apparire sconcertante la disinvoltura con cui si finge che niente sia accaduto in un Paese dove la nuova criminalità delle emergenze ha devastato coscienze, società ed economia. Non si potranno nascondere indefinitamente le scelleratezze di governati al soldo dell’affarismo finanziario e farmaceutico oltre a quello bellico! No, e nemmeno il male disseminato in trenta mesi di sofferenza malvagia dovrà risultare vittorioso. Molti sono rimasti sul campo ma altri hanno attraversato quei giorni con la fiducia incrollabile nel Bene, certi che non sarebbero stati la fine. No, le dense nebbie invernali della menzogna non avrebbero impedito prima o poi l’alba luminosa della Nuova Primavera Italiana.

Non hanno mai smesso di crederci i Patrioti evoluti che hanno provato a leggere gli eventi con il cuore oltre che con gli occhi. Hanno intravisto qualcosa dell’Essenziale e sentito che la via della Verità e della Felicità sono possibili, qui e adesso. Il tempo racconterà quanto è stato grande e profondo l’amore per il loro Paese. La loro Patria, l’Italia! Eccole, le poderose pagine del nuovo libro: Patrioti Evoluti. Nell’era dei criminali pandemici. Lancio qui un invito ad unirsi nello slancio d’amore per il proprio Paese sotto scacco della tirannide subdola delle divinità monetarie. Un’evoluzione nell’amore e nel coraggio, con la determinazione di chi è consapevole che è meglio morire in piedi che vivere in ginocchio. In alto ancor’oggi la fierezza proclamata dal poeta: O compagni sul letto di morte o fratelli su libero suol!

    Ecco l’impegno di sempre: sviluppare la consapevolezza di Chi siamo e desiderare di Vivere bene sia la nostra infaticabile aspirazione al bene e ciascuno faccia quanto può per mettere il proprio talento a beneficio di un Nuovo Umanesimo da celebrare come un abbraccio universale nel Presente. Ogni giorno sia quel tempo per provare a diventare persone migliori. Per un Mondo Migliore.

    Le mille copie della Lettera Enciclica In Te Omnia Sunt – Tutto dipende da Te pubblicata nel 2010 erano esaurite da tempo. La casa editrice aveva chiuso i battenti e io avevo messo il file sul mio sito rendendolo disponibile a chiunque desiderasse scaricarlo gratuitamente. Ad inizio 2022 mi si presentava l’opportunità di una ristampa. Il testo non aveva bisogno di alcun ritocco, restando valido in ogni paragrafo di quel breve percorso di consapevolezza che avevo proposto anni addietro. Una semplice ristampa quindi sarebbe bastata, ma avrebbe dovuto attendere qualche mese per tornare a parlare dell’Amore come eterna traboccante bellezza e in una nuova splendida veste grafica. Che si possa umilmente tornare a dire: Finalmente!  Un’enciclica di un Papa autentico che oscura ogni altra scialba figura. Dal sommo Padre dei Padri arriva al cuore la parola che Ti restituisce a Te stesso. Non più ordini, niente più dottrine per i figli dell’Universo amato. Puoi restare o puoi diventare. Puoi perderti o puoi ritrovarti. Puoi imprecare. Ma puoi anche amare. Tutto dipende da Te. In Te Omnia Sunt – Tutto dipende da te è tornata! Un nuova veste grafica per le sue parole di Vita.

    Nel mio dialogo interiore mi dicevo  che le esperienze vissute nel corso degli anni e che mi avevano arricchito di una qualche competenza potevano essere condivise e forse anche risultare utili. Aver individuato nella Felicità il fine a cui orientare le scelte personali e sociali rendeva inedito il punto di vista su molte realtà in cui far trionfare il primato supremo del Valore Umano. Così, pagina dopo pagina, hanno preso forma due testi che si avviano alla pubblicazione nei prossimi mesi: essi confidano di porsi come un contributo ad alimentare una mentalità da Mondo Migliore. Uno ha per titolo Pensare lo Sport e porta annesso un Progetto inedito di Autoeducazione Sportiva. L’altro si farà conoscere con il titolo audace di Dementia Felix. Un Progetto Umanitario Urgente. Sarà il tentativo di portare a riflettere sul fatto che esiste sempre un altro modo di vedere le cose. E di raccontarle. Fiducia e ottimismo: il cambiamento non è un’utopia bensì una scelta.

   Ho deciso di contribuire al cambiamento privilegiando in questa fase post emergenziale le pubblicazioni ai post e agli articoli. Il Libro travalica la stretta attualità e diventa una testimonianza più compiuta. Comporta un impegno maggiore, certo, ma sento che al momento è questa la via per contribuire meglio all’evoluzione dell’homo sapiens verso la Verità su se stesso. E a questo riguardo, mi cimenterò nei prossimi mesi in un’impresa che non ho mai osato prima, né quanto al metodo né quanto all’oggetto della mia osservazione e riflessione. Una volta in porto questo libro, prima della prossima estate ho in animo di celebrare un evento eccezionale, cent’anni dopo. Ma di cose accadute molto, molto prima.

   Manterrò fede ad una appuntamento settimanale, ogni lunedì sera alle ore 19. Sono stato invitato a intervenire al TG-COEMM nella rubrica Attualità. Lo farò in un modo inusuale secondo lo spirito di un giornalismo che si distingue: Un giornale che è fedele al suo scopo, si occupa non solo di come stanno le cose, ma di come dovrebbero essere (Joseph Pulitzer). Farò proprio così, cercando di rispondere di volta in volta alla domanda: Come dovrebbero essere … le cose? Voglio esplorare queste … cose, appunto. Poiché l’energia va dove va l’attenzione, farò in modo di essere sommamente attento alla Felicità! E usarla come paradigma nella considerazione di come dovrebbe essere la Politica, l’Economia, la Salute, l’Educazione e via via quegli aspetti che costituiscono la qualità della Vita. Dal punto di vista di un filosofo. Con qualche spregiudicatezza sì, ma che sempre onori l’intelligenza e la virtù.

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