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Se riesci a non perdere la testa…

I grandi scrittori sanno trovare le parole per parlare al cuore. E le sanno disporre in modo tale che quando tu le incontri, esse ti stavano aspettando. Perché anche quando non ci pensi, la vita dentro di te ha qualcosa da dirti.

Ho trovato questa pagina di Rudyard Kipling e ho sentito la sua forza spirituale. Racconta la verità di ogni crescita. Aiuta ad avere pazienza. Indica una via sincera per la conquista della propria umanità.

“Se riesci a non perdere la testa quando tutti intorno a te la perdono e ti mettono sotto accusa;

Se riesci ad avere fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te, ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare;

Se riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare, essendo calunniato a non rispondere con calunnie, o essendo odiato a non abbandonarti all’odio, pur non mostrandoti troppo buono né parlando troppo da saggio;

Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni;

Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine;

Se riesci, incontrando il Successo e la Sconfitta, a trattare questi due impostori allo stesso modo;

Se riesci a sopportare di sentire le verità che hai detto distorte da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi, o vedere le cose per le quali hai dato la vita distrutte e umiliarti e ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;

Se riesci a fare un solo fagotto delle tue vittorie e rischiarle in un solo colpo a testa o croce, e perdere e ricominciare da dove iniziasti senza mai dire una parola sul quello che hai perduto;

Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più e a resistere quando ormai in te non c’è più niente tranne la tua Volontà che ripete “resisti”;

Se riesci a parlare con la canaglia senza perdere la tua onestà o a passeggiare con i re senza perdere il tuo senso comune;

Se tanto amici che nemici non possono ferirti;

Se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo;

Se riesci a colmare l’inesorabile minuto con un momento di 60 secondi tua è la Terra e tutto ciò che è in essa.

E quel che più conta, sarai un Uomo “figlio mio”.

 

 

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028 - Copia

Sai come liberarti dalle zecche?

Sì, dalle zecche che al mattino cercano di succhiarti la bellezza del giorno.

Sai, a volte basta niente a farci compiere un passo importante nella nostra crescita. Magari liberandoci dalle zecche. Non so se ti è mai capitato di imparare qualcosa di nuovo nel posto e nel momento dove mai te lo saresti aspettato, ma è un esperienza che fa riflettere.

Fa riflettere il fatto che ogni istante delle nostre giornate può portarci un messaggio. Direttamente dalla Vita che mai si arrende di chiamarci alla nostra espansione. Basta essere accoglienti e ricettivi a ciò che nutre la nostra anima, null’altro. Cosa in fondo molto semplice.

Stavo da un quarto d’ora vagando per casa, distratto e inconcludente, scioccamente pensieroso sulla zecca che avevo notato sulla testa di Ares (il mio terranova), quando la mia attenzione vien presa da un libro aperto sul tavolino vicino al frigorifero. Che strano! Cosa ci faceva lì? Mi chino e leggo.

“Nessuno di noi si è alzato con la sola forza del proprio polso.

Ce l’abbiamo fatta perché qualcuno si è chinato ad aiutarci”.

Poche semplici righe a margine di una fotografia molto simpatica raffigurante due mani sorridenti. Ma quanta verità!

Erano le parole di Thurgood Marshall e sentivo che mi stavano parlando al cuore. Mi stavano dicendo che quella mattina mi ero alzato e ancora non avevo compiuto l’azione più bella che potessi fare. Quella mattina mi ero alzato e mi ero scordato di ringraziare. Di esprimere gratitudine a tutti coloro che negli anni si erano chinati verso di me.

Allora ho mandato un pensiero riconoscente ad ogni volto sorridente che nel corso degli anni mi ha aiutato a farcela. Sai, soprattutto in quei periodi in cui piove forte e tu non hai tanta voglia di sorridere.

Poi ho guardato il mio polso e gli raccomandato di essere sempre ben disposto a chinarsi. Ad essere forte e generoso per aiutare qualcuno ogni volta che può.

Che bello che la Vita non permetta che ti preoccupi di una zecca!

Che bello ritrovarsi sereni semplicemente per aver ringraziato!

Sì, davvero la gratitudine è un grande antiparassitario. Efficace. Ecologico.

Namaste

 

 

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005

Credi che sarà felice quest’Anno Nuovo?

Nel periodo di Natale e dopo il capodanno si vivono momenti unici nell’anno. Perché le persone hanno qualcosa che non hanno in altri momenti. O forse sì, ma nei giorni della luce nuova e del nuovo gennaio si esprime di più e meglio lo stato d’animo della speranza. Sentimento umano che accomuna nella fiducia che tutto andrà meglio.

E si assistono a siparietti inediti e simpatici tra le bancarelle o si rivivono scene lette in qualche libro molti anni prima. Comunque sia, è istruttivo per ogni mente aperta ascoltare le persone che comunicano le loro speranze. Le speranze racchiuse nel loro cuore, fatte di parole che portano a riflessione. Parole attraversate spesso dal desiderio di un po’ calore nel gelo di pensieri infreddoliti dalla sfiducia.

Su un banchetto fatto di cavalletti e assi ricoperte di un panno rosso vivo, erano disposti attraversati ad arte da strenne dorate decine di calendari di ogni dimensione e prezzo. Un signore già brizzolato con cappello e sciarpa e dalla voce squillante richiamava l’attenzione dei passanti:
“Calendari, calendari per il nuovo anno.  Lunari e calendari nuovi”. Mi sono ricordato di un dialogo avvenuto in circostanze simili parecchi anni fa tra un venditore e un passante. Accadde più o meno questo:

Vend. : Non ha bisogno, signore, di un calendario?
Pass. : Sono i calendari per l’anno nuovo?
Vend. :  Sì, signore.
Pass. : Lei crede che sarà felice quest’anno nuovo?
Vend. : O, caro signore, sì, certo.
Pass. : Come quest’anno passato?
Vend. : Di più. Molto di più.
Pass. : Come quello prima allora?
Vend. : Di più anche di quello, certamente.
Pass. : Ma come qual altro? Non le piacerebbe che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi ultimi ultimi?
Vend. : Per la carità, non ne parliamo neppure. Non vorrei proprio.
Pass. : Posso chiederle quanti  anni nuovi sono passati da quando vende calendari?
Vend.:  Non saprei dirle di preciso, ma penso che saranno più o meno vent’anni.
Pass. : A quale di questi vent’anni vorrebbe che somigliasse l’anno venturo?
Vend. : Io? Non saprei.
Pass. : Non si ricorda di nessun anno in particolare, che le  sembri essere stato felice?
Vend. : Se vuole che sia sincero, no.
Pass. : Eppure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Vend. : Ah, beh sì, questo si sa.
Pass. : Voglio farle una domanda: non tornerebbe lei a vivere questi ultimi vent’anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando tutto dalla nascita?
Vend. : Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse farlo.
Pass. : Ma anche se avesse a rifare la vita che ha fatto, né più né meno con tutti i piaceri e i dispiaceri che ha avuto?
Vend. : No, no, questo non lo vorrei proprio.
Pass. : Non capisco. E che altra vita vorrebbe rifare allora? La vita che ho fatta io o quella di un ricco o di chi altro? O non crede che sia io che un ricco e chiunque altro risponderebbe proprio come lei? E che nessuno vorrebbe tornare indietro a fare la stessa vita che ha fatto?
Vend. : Lo credo proprio.
Pass. : Neanche lei tornerebbe indietro a questa condizione, non potendo naturalmente fare in altro modo?
Vend. : No, caro signore. No davvero, non tornerei proprio indietro.
Pass. : Ma allora che vita vorrebbe lei?
Vend. Vorrei una vita così come Dio me la mandasse, senza altre condizioni.
Pass. : Dunque una vita a caso, senza sapere niente in anticipo, così come non si sa niente dell’anno nuovo?
Vend. : Appunto.
Pass. : E quel che vorrei anch’io  se potessi rivivere. E così tutti.
Però da questo capisco che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno ritiene che fino ad ora sia stato più o di maggior peso il male che gli è toccato che il bene: con la condizione di riavere la vita di prima con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere.
Quella vita che diciamo essere una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce. Non la vita passata, ma quella futura.
Ma con il nuovo anno, il caso incomincerà a trattar bene lei e me e tutti gli altri, e comincerà per tutti una vita felice. Non è vero?
Vend. : Speriamo.
Pass. : Allora mi mostri il calendario più bello che ha.
Vend. : Eccolo, caro signore. Questo costa settanta euro.
Pass. : Ecco a lei i settanta euro.
Vend. : Grazie infinite e a rivederla. Calendari, calendari nuovi. Calendari per il Nuovo Anno.

Avrai riconosciuto qui, pur con qualche adattamento, quel racconto di Giacomo Leopardi che abbiamo letto da ragazzi a scuola. Forse allora pensavamo che fosse un’altra pagina di un pessimismo che ci piaceva poco. Oggi possiamo vederci qualche insegnamento utile alla nostra crescita. Alla crescita della nostra consapevolezza riguardo alla Vita.

Due uomini e un calendario. Un nuovo anno. Domande. Tu risponderesti allo stesso modo?

Domande sulla vita. E come sempre un vortice di emozioni tra passato e futuro. Tra quel che non si vuole più e quel che si spera. Tra una storia da non ripetere e un nuovo scenario di felicità sperata. Illusione? Dipende da te. Tutto dipende da te. Davanti a questo dialogo dovrai fare le tue scelte.
Io mi sono posto tre serie di domande… pratiche. Le pongo a te, fiducioso che possano esserti di aiuto.

1. Cosa credi del tuo passato? Pensi che non sia stata bella la tua vita fino ad ora? Più male che bene? In ogni caso da non rivivere? Le risposte che darai saranno importanti per la tua crescita. La rabbia ti frenerà, il perdono ti porterà in alto. In ogni caso, sappi che è stata la TUA vita. Ringrazia tutti gli anni che hai vissuto. Amali per quel che ti hanno dato.

2. Cosa ti aspetti dal futuro? Continui ad avere la speranza vaga e confusa che le cose andranno meglio? Stesso film degli anni precedenti a raccontarti illusioni? Ricorda che crescerai se il futuro non sarà la riedizione camuffata del già accaduto e sceglierai l’assunzione della responsabilità sui tuoi atteggiamenti mentali, adesso. Sii consapevole che il futuro non esiste. Comunque non ancora. Scegli il presente.

3. Da dove pensi di cominciare? Da dove vuoi far iniziare il nuovo corso della tua vita? Hai una pluralità di scelte naturalmente, ma scegliere quella prioritaria ti renderà più agevole l’avvio. E il seguito del cammino. Perché non cominci da te? Riparti da te: mi pare una buona idea.

E per il calendario puoi spendere quanto vuoi. Uno bello fa effetto.

Io ne ho scelto uno con un giorno solo.

Mi piace ricordarmi che esiste solo il Presente.

Un abbraccio.

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Natale: una data, un simbolo? Una luce nuova nel cuore.

Ci sono tradizioni che appartengono ai nostri sentimenti. Sono nel ritmo del respiro delle nostre anime. Sono le abitudini che ripetiamo nel ciclo annuale delle stagioni e che ci fanno arrivare a dicembre quando la fine di un anno che se ne va si accompagna alla novità dei regali che ci sorridono. Ma il regalo più atteso non giunge quasi mai. Non cambiamo dentro. Restiamo chi siamo stati.

Capita anche a te di sentire che un nuovo Natale è un’abitudine diversa dalle altre? Senti anche tu come me che non è questione di essere “più buoni” ma di “diventare se stessi”? Sì, finalmente l’uomo o la donna che vogliamo essere.

Non è tanto importate che tu sia religioso o meno, credente in qualcosa o in Qualcuno di cui senti la presenza nella tua vita. Conta poco, a me pare, un’etichetta di appartenenza. In questi giorni non si festeggia un bambino che nasce. Si celebra l’Umanità che si illumina.

Non è importante una data in sé. Conta ciò che rappresenta. In ogni caso, il 25 dicembre non è il compleanno di Gesù di Nazareth che è nato sempre e sempre vive. Il Natale è una festa di luce che travalica ogni religione. È la celebrazione che accoglie il solstizio d’inverno: esultano gli animi al giorno che vince la notte. La luce inizia la sua risalita e rende il buio meno lungo.
Chi credeva nel Cristo di Dio vide che il bambinello della mangiatoia di Betlemme era la luce del mondo, quella che eleva alla gioia della verità. Si celebrava il Parola fatta carne e il nuovo corso dell’Umanità: il 25 dicembre divenne la data della Festa della Luce. Che si rallegrino gli occhi con l’Albero o con il Presepe o con altri addobbi di fiori e frutti, questo giorno è come un canto. Sì, quello dell’Umanità che si apre alla luce. La luce degli astri. E quella negli occhi. E quella della mente e del cuore che accolgono la novità.

Quella luce che trasformò nell’intimo il Sig. Scrooge! In una notte. Notte di cambiamento. Intimo e profondo.
È toccante questo racconto di Charles Dickens! Se già non lo conosci, ti riporto qui  rapidamente una sintesi di questo Canto di Natale che mi è piaciuta. Il protagonista è il Sig. Scrooge, un ricco e avaro finanziere di Londra, tirchio al punto da non spendere nulla nemmeno per sé. Egli rimprovera Dio stesso per aver creato il riposo domenicale che intralcia il commercio e il guadagno: per lui il Natale è una perdita di tempo.

…Quest’uomo è talmente infastidito dalle festività che costringe il suo umile impiegato, al quale dà uno stipendio da fame, a presentarsi al lavoro anche il giorno prima di Natale. Per strada risponde male a tutti coloro che gli fanno gli auguri, incluso l’affettuoso nipote  che invano lo prega di pranzare con la sua famiglia. Sembra proprio che l’unica compagnia che conti per Scrooge sia quella della sua cassaforte. E infatti per questo suo accanito interessamento ai soldi è una persona poco amata da tutti i cittadini.

Ma accade qualcosa di imprevisto. La sera della vigilia di Natale, mentre sta rincasando, gli sembra di intravedere specchiato nel battiporta del portone il volto del suo defunto socio in affari, Jacob Marley, morto sette anni prima. Una visione che lo turba profondamente.
Rinchiusosi nella sua vecchia casa, comincia a percepire dei rumori strani: ora quello di un carro funebre che si trascina invisibile sulle scale avvolte nel buio, ora un rumore di catene nella cantina, infine vede oscillare da sola una campanella collegata alla deserta camera antistante, trascinando tutte le altre della casa in un suono assordante e spaventoso.

A questo punto si apre una porta, e compare il fantasma di Marley! Una visione tremenda, tanto più terrificante in quanto, scoperte le bende per mostrare il volto, cade la mascella dal viso. Intorno alla vita, una catena forgiata di lucchetti, timbri, assegni, e tutto quel materiale che, secondo l’ammissione di Marley, lo ha distolto dal fare del bene agli altri accumulando denaro tutto per sé: il rimpianto per aver vissuto chiuso nel proprio egoismo lontano dalle persone che amava e che lo amavano costituisce la sua pena eterna, una dannazione che lo costringe a vagare per il mondo senza potere vedere la luce divina.
Il solo sollievo è ammonire Scrooge, perché la catena che si sta forgiando è ben più lunga e pesante della sua. Se andrà avanti così, anche lui subirà la stessa sorte: Marley gli annuncia allora la visita imminente di tre spiriti: uno che incarna i Natali passati, un altro quello presente e l’ultimo il Natale futuro.

1. Un fantasma circondato da una corona di luce che si sprigiona dal capo, facendolo assomigliare a una candela e con in mano un cappello in forma di spegnitoio, lo riporta indietro nel passato a rivisitare la propria infanzia dimenticata: in una scena è bambino sui banchi di scuola, mandato a studiare in collegio dal padre, che lo ha voluto allontanare dalla famiglia: era solo, triste, senza amici, studia in un’aula buia. In un’altra scena, qualche tempo più tardi arriva la sua sorellina, tornata per riportarlo a casa, dopo avere convinto il padre a riprenderlo in famiglia.
È un momento felice, un abbraccio tra i due, stretti da un affetto immenso, con il giovane Scrooge che salta di gioia: è il momento in cui le ruvide labbra del vecchio Scrooge abbozzano un sorriso. Qualche anno dopo è ammesso a fare l’apprendista contabile presso l’anziano e benevolo Sig. Fezziwig.

Anche qui è Natale, ma Fezziwig fa chiudere l’ufficio prima del tempo e invita i ragazzi a seguirlo a casa sua dove fa una festa sontuosa: nelle piccole follie natalizie dell’allegra compagnia cadono le differenze di classe, si canta e gioca tutti quanti, bambini, giovani e anziani. Fezziwig e la moglie sono degli anfitrioni imbattibili, scherzano e fanno i pagliacci.
Durante il ballo Scrooge conosce Belle, quella che diventerà la sua ragazza. Le promette di sposarla: ma solo qualche anno dopo, già ricco, teme di mantenere la promessa perché lei è povera e non gli porterebbe dote. Lei lo lascia andare distrutta, ma da quel giorno Scrooge resterà solo e il suo cuore diventerà sempre più arido. Scrooge grida davanti alla visione di se stesso in preda all’egoismo, sa che sta commettendo l’errore fatale della sua vita e implora l’ombra del giovane Ebenezer di non lasciarla, di correrle dietro, ma invano: il suo alter ego non lo può udire.

Il passato non si può cambiare. Scrooge è disperato, implora il fantasma di non tormentarlo. Molto più tardi, Scrooge assiste a una cena di Natale: riconosce la sua ex ragazza ormai sposata da anni, con tanti figli, povera ma felice. Fa un sarcastico commento su Scrooge al marito. È appena arrivata la notizia che Marley è abbandonato sul letto di morte, neanche il suo amico è lì per confortarlo. Preso dal rimorso, Scrooge schiaccia il copricapo sulla testa del fantasma fino a farlo scomparire: ma la luce chiusa nel cappello inonda tutto il pavimento come un diluvio terrorizzando il vecchio.

2. Il fantasma del Natale Attuale. Scrooge si trova improvvisamente nella sua camera da letto e dorme fino alla notte seguente.
Dopo essersi destato, incontra il secondo spirito, quello del Natale Presente, che appare come un uomo di dimensioni enormi. Questo spettro conduce Scrooge dalla famiglia del suo dipendente Bob Cratchit che sta consumando la cena di Natale: sono tutti felici anche il piccolo e storpio Tiny Tim sebbene vivano in condizioni misere.
Il fantasma mostra a Scrooge altre persone che passano il Natale: un gruppo di minatori che intonano un canto di Natale attorno a un focolare, due guardiani di un faro che brindando e cantando sempre attorno a un fuoco si scambiano un Buon Natale e dei marinai su un bastimento in mezzo all’oceano che si scambiano gli auguri e che dedicano un pensiero ai loro cari. Scrooge è molto stupito da ciò che ha appena visto.
Infine Scrooge e lo spettro sono nella casa di Fred, nipote di Scrooge, che sta passando il Natale in allegria con i suoi amici. Fred deride suo zio perché egli insinua che il Natale sia una fesseria. Lo spettro a questo punto si congeda e Scrooge si ritrova ancora nella sua stanza da letto.

3. Il terzo spirito, quello del Natale Futuro, si presenta come una figura altissima, avvolta da un nero mantello e un cappuccio da cui nulla traspare se non una mano che sporge da una manica. Invano Scrooge chiede che parli, la figura è silenziosa, e lo guida solo con un dito.
Siamo ancora a Londra, e Scrooge assiste a diverse scene il cui argomento è la morte di un vecchio tirchio, deriso da tutti. Due banchieri della city parlano del suo prossimo funerale: mentre uno afferma di andarvi per puro dovere, l’altro, schernendo la tirchieria del defunto, è interessato soltanto a rifarsi a sue spese con la cena gratis del funerale. Un povero padre che era debitore al vecchio non nasconde alla famiglia il sollievo per la sua morte perché a chiunque saranno trasferiti i debiti, il futuro creditore sarà sempre più buono di lui. In un negozio di rigattiere, i servi del defunto si dividono tutto quello che hanno potuto rubare in casa sua, incluse le tende del baldacchino che ne proteggevano il corpo e la camicia sottratta dal suo abito funebre: l’ammontare totale è venduto al rigattiere tra le risate di tutti.

Intanto un profondo dolore ha colpito la famiglia del suo dipendente Bob Cratchit: Tiny Tim è morto di stenti. È lutto profondo, dolore immenso.
Scrooge vorrebbe sapere chi è il vecchio tanto odiato da tutti, ma quando il fantasma lo porta davanti al capezzale non osa scoprire il lenzuolo che ne ricopre interamente la salma. Scrooge vede che la sua casa è stata venduta, e pure la sua ditta, vorrebbe entrare, ma il fantasma indica invece un’altra direzione: Scrooge entra nel cimitero, dove la mano dello spettro indica una lapide con scritto Ebenezer Scrooge. Il pentimento è completo, il messaggio è andato fino in fondo al cuore di Scrooge.

Ed ecco il cambiamento. Scrooge si ritrova nel suo letto e scopre che è mattina presto, il Natale ha fatto il suo ingresso, glielo conferma un ragazzo che passa sotto la sua finestra. Forte della lezione ricevuta manda il ragazzo a comprare il più grosso tacchino in vendita al negozio lì vicino e premiandolo con una corona glielo fa portare a casa di Bob Cratchit quindi, sbarbato e ripulito, esce per strada salutando tutti con affabilità e trova la forza di presentarsi a casa di suo nipote che lo aveva invitato per Natale: accolto con calore, passa il più bel Natale della sua vita. Passava per le strade e gridava sorridente: “Buon Natale! Sono cambiato”! E ripeteva ad ognuno: “Sono cambiato! Buon Natale”.

La mattina dopo nel suo ufficio aspetta l’arrivo del suo dipendente Bob Cratchit che si presenta in ritardo e ancora ignaro del cambiamento del suo datore di lavoro, in un primo momento lo prende per pazzo ma Scrooge lo tratta da quel momento da amico, gli dà un notevole aumento di stipendio e le vacanze tanto meritate scusandosi con lui. Si prende cura della sua famiglia e soprattutto di Tiny Tim, che guarisce. Con i Cratchit si instaura un profondo legame di amicizia.
Da allora Scrooge diventa una persona molto amata, e trova finalmente la pace dell’anima...

Né tu, né io siamo probabilmente aridi come il Sig. Scrooge. Non ho la visita di fantasmi che mi inquietano, ma sono grato a tutto ciò che mi racconta che posso cambiare. Che posso cambiare ancora. Che posso cambiare sempre. E che tutto può accadere in una notte. Voglio sentire che il passato se ne va senza rimorsi e senza rimpianti, che il futuro non mi inquieta né mi spaventa.
Voglio che questo giorno di luce segni un nuovo passo nell’amore. Nell’Amore quello grande. Lo desidero per me e lo auguro di tutto cuore anche a te.

Buon Natale! Sono cambiato!

E che possiamo dire insieme con gioia: ci ha cambiato l’Amore!

Un abbraccio grande. Luminoso.

Mauro.

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slide (6)

Che bello che ci sei anche tu!

Ti  è mai capitato di sentirti contento semplicemente guardando le montagne innevate. Di essere attraversato per un attimo da un sussulto di inspiegabile entusiasmo per quel che vedi e senti? E di ritrovarti a sorridere pensando alla gioia di quella volta che ti sei  rotolato nella neve? Certamente sì, e pure più volte. Che bello provare ancora emozioni semplici e piacevoli davanti a qualcosa che ci stupisce!

Mentre in auto percorrevo la valle che dalla città porta al mio paese natale, richiamavo nella memoria le parole di una canzone famosa che lasciava in me sentimenti di piacevole voglia di vivere. Di vivere adesso.

Ero invitato ad una conferenza nella quale avrei parlato dei sogni. Non quelli notturni, spesso frammentari e intriganti, ma quelli pensati in piena lucidità. l sorridenti sogni che trasformano l’esistenza in arcobaleno. Avrei intrattenuto le persone invitandole a risvegliare il proprio sogno, quello per il quale viviamo, quello nel fondo degli occhi che illumina di vita i giorni. E quel mio pomeriggio era rischiarato dai bagliori di neve che giocavano tra le montagne, compiaciute testimoni dell’abbraccio che il cielo blu estendeva sulla valle.

Era da tempo che non provavo un sussulto di ammirazione così intenso per la neve che imbiancava alberi e rocce. Ho ringraziato l’inverno per questo dono.  Sì, una gran bella stagione! Una benedizione, come tante ne sono elargite in questo mondo meraviglioso.

Mentre non cessavo di guardare l’incanto che mi circondava, i luoghi amici mi richiamavano scene di gioco della mia infanzia vissuta nel rumore e nel traffico, quando la parola “crisi” era ignota e tutto scorreva. Ora pare si sia fermi. Si parla di momenti di cambiamento, fasi di passaggio, periodi di transizione: chi sa dice che ci sono sempre stati, chi analizza studia i molti settori investiti e prospetta . C’è anche chi semplicemente aspetta.

E a leggere, pare che nessun ambito sia stato risparmiato: non solo crisi finanziaria, si osserva, ma profondamente, e soprattutto, culturale. Crisi varie e molteplici a braccetto nella danza di scenari bui: la crisi dei valori e quella della famiglia, la crisi di fede e quella esistenziale. Una lista che sembrerebbe lunga.

Pensavo tra me che di sicuro ci sarà una soluzione per ogni cosa perché niente è salutare come pensare che anche questo passerà. E se anche nessun settore fosse stato risparmiato dal flagello, come è fantastico sapere e sentire che non c’è mai una crisi della meraviglia. Che bello sorprendersi a gioire per un pupazzo di neve che ha per naso una carota! Come ancora si capisce di essere vivi quando si sussulta per lo spettacolo fiabesco della galaverna sulle piante! Stupendo mondo della natura! Meravigliosa eco dell’animo umano che fa vibrare l’armonia cosmica!

Poi parcheggio l’auto, scendo e percorro con lo sguardo tutto intorno le case e le fabbriche. Di ieri e di oggi. Quelle che raccontano storia e quelle che annunciano pagine nuove di leggenda. Non c’è più il rumore di quando ero bambino, ma  sento l’eco dei palpiti dei cuori di chi mi passa accanto. Sono gli uomini e le donne che di questo mondo sono quanto ci sia di più meraviglioso. Mi soffermo a vederli passare: sento quanta ricchezza di pensieri ed emozioni percorre gli sguardi assorti. E vi scorgo i sorrisi sereni di chi trova sempre una ragione per un gesto di cordialità e per regalare una battuta di buon umore.

Mi aspettano a parlare del sogno. Di quello che dà luce agli occhi. Un’ultima boccata di neve che ha iniziato a scendere ancora nella valle e un sorridente pensiero agli uomini e alle donne che gioiranno a contare i fiocchi che si posano sulle mani.

Sì, penso tra me che sono in un mondo meraviglioso.

Con uomini e donne meravigliosi.

Che bello essere qui. Adesso.

E che bello che ci sei anche tu!

Un abbraccio.

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slide (7)

Nati per amare… l’Amore.

Oh, sì. Deve essere proprio così.

Deve essere scritto nei nostri cromosomi l’anelito irrefrenabile verso l’Amore. Verso il desiderio di amare l’Amore più di ogni altra cosa al mondo. Possibile? Per me ormai è una certezza che vorrei fosse allegra e consolante compagna di tanti. Di tutti.

Quando ho sentito anni fa un giovane dire che lui amava l’Amore più di ogni altra cosa la mondo, ho capito che era così anche per me. Di più, con un poco di attenzione e di riflessione ho scoperto che vale lo stesso per tutti gli esseri di questo terra. Incluso te! Ed è una verità… matematica. Di quelle cioè in cui  1+1 fa 2.  Vorrei aiutarti affinché anche tu sia innamorato dell’Amore, quello che move il sol e l’altre stelle, come diceva Dante. E, aggiungo io, che muove ciascuno di noi verso se stesso.

Chi mi conosce e mi legge, sa che fin da ragazzo ho sempre avuto il pallino della filosofia. Ci scherzavo a volte dicendo che “la filosofia è quella cosa con la quale o senza la quale… tutto resta tale e quale”. E mi facevo delle belle risate quando da quel birbante di Voltaire leggevo quella sua trovata di gustosissima ironia: “Quando colui che ascolta non capisce colui che parla e colui che parla non sa cosa sta dicendo: questa è la filosofia”. In realtà, lui, filosofo, non ce l’aveva con la filosofia, solo prendeva in giro i ciarlatani del suo tempo e metteva in guardia dai discorsi complicati e dai paroloni sbrodolati senza sostanza. Oggi, diremmo, coloro che parlano senza che la bocca sia connessa al cervello.

Quante risate mi sono fatto leggendo il Candido di Voltaire: libretto sull’ottimismo che mette di buon umore fin dalle prime pagine e dispone l’animo a ridere di se stessi e delle vicende umana. Ironia intelligente che ci alleggerisce di ogni seriosità e ci fa crescere piacevolmente nel distacco sereno. Davvero ci sono parole e insegnamenti che vanno oltre i secoli e hanno qualcosa da insegnare ad ogni epoca.

Mi stava simpatico Voltaire e mi divertivano da matti i suoi paradossi, ma ho creduto ad Aristotele che parlando della filosofia dice che “tutte le altre scienze saranno più necessarie di questa, ma superiore a questa nessuna. Sì, ho scommesso sull’inutilità della filosofia scegliendo la sua eccellenza.
E la scommessa è diventata passione quando ho letto, sempre da Aristotele questo proclama: La attività di Dio, che per beatitudine eccelle, è l’attività contemplativa; quindi anche tra le attività umane quella che è più congeniale a questa sarà quella che è più capace di rendere felici… per quanto, dunque, si estende la speculazione, di tanto si estende anche la felicità.

Sì, davvero, leggendo, riflettendo e contemplando si impara molto a conoscere l’uomo, le sue domande, la sua ricerca del bene e della felicità. Questo mi ha aiutato a capire meglio anche me stesso, a comunicare agli altri le mie conoscenze e ha rafforzato il mio desiderio di aiutare tutti a vivere una vita migliore. Penso che ciascuno di noi abbia qualcosa con cui contribuire a migliorare la qualità della vita degli altri. E se ognuno di noi raccontasse la sua storia arricchirebbe il mondo di nuovi punti di vista e nuove emozioni. Tutti abbiamo contemplato qualcosa che farebbe bene a tutti conoscere. Anche tu. Credi a quel che senti di grande e meraviglioso che palpita nel tuo cuore di uomo o di donna. Credi al Filosofo che c’è in te. Accogli l’Amore che si offre a te per condurti a te.

L’amore per l’Amore spinge al desiderio di scrivere e comunicare a tutti quanto è bello amare. E quanto è utile! Ah, se tutti riuscissimo a fare dell’amore la carta vincente per risolvere ogni problema! Ho sognato per anni di raccontare come l’amore sia la soluzione più efficace a tutto ciò che accade ogni giorno. Una soluzione facile. E, wow!, una soluzione gratuita. Ma soprattutto divertente e che dipende solo da noi stessi. Da me, da te. Semplicemente e serenamente.
Ogni problema risolto con l’amore ti fa stare divinamente.

Ho sempre desiderato poter vedere come opera l’Amore. E so che ogni vero apprendimento avviene non insegnando nulla che non sia già dentro di noi.  Ci serve solo qualcuno che ci aiuti a ricordare.
Per diventare un filosofo divertito e allegro mi ci sono voluti, certo, anni di crescita personale per assimilare i contenuti di tanti pensatori. Centinaia di libri letti, ore e ore di meditazione, di riflessione, numerosi “errori” e fatiche quotidiane, esercizi e tanta tanta pazienza con me stesso. Ci è voluto tempo per capire che le soluzioni ai problemi sono già tutte dentro di noi. Ho cercato lontano per anni quel tesoro su cui sono sempre stato seduto sopra.

Abbiamo un grande beneficio se qualcuno ci indica in che modo possiamo evitare perdite di tempo, fatica e frustrazione e andare sul sentiero sicuri dell’Amore. Sono più che mai convinto che tutti meritiamo infatti di vivere la vita che vogliamo. E il prima possibile per giunta, evitando di buttar via soldi e tempo. E ci possiamo arrivare credendo a quanto sia facile vivere meglio. Semplicemente in un percorso di consapevolezza. Serena e fiduciosa.

Ciascuno ci arriva in tempi e modi diversi, ma questo poco importa. Che tu sia uomo o donna, giovane o adulto, felice o depresso,  ti serve solo la convinzione che amando l’Amore si dipana la matassa confusa in cui si è aggrovigliata nel tempo la tua vita. Ora puoi dare una boccata di ossigeno alla tua esistenza scoprendo come puoi star bene semplicemente amando. E quanto sia facile! Quanto economico! E quanto meravigliosamente bello!

Non so a punto tu sia del tuo cammino: mi auguro che tu sia quanto meno ben risoluto a camminare. Questa è la condizione di base perché l’immobilismo è l’agonia dell’anima che non crede più alla proprie risorse. So per esperienza quanto duri siano i momenti di bonaccia e ti capisco se senti addosso lo sconforto di essere fermo. Si arriva a preferire addirittura la tempesta. Almeno si sta andando da qualche parte. Potrà non essere né consolante né piacevole, ma da qualche parte si deve pur iniziare a muoversi: la saggezza dice che ogni grande viaggio comincia con un piccolo passo.  Poi c’è un percorso-scoperta per ciascuno, che passa attraverso fasi e momenti diversi: quando pulsa dentro il desiderio di non rassegnarsi alle pozzanghere e si pensa ad una sorgente vera, allora è sorta l’alba.

La mia è sorta quando  mi sono accorto che c’è abbondanza per tutti. Incluso me (e anche te). E ho aperto gli occhi sul  mondo con una riflessione che mi ha dato fiducia e ottimismo. È sta forse la prima verità che ha avvolto la mia vita di saggezza vera. Certamente di una nuova visione del mondo. Degli altri. Di me stesso.

Poi ho fatto un passo ulteriore e un nuovo dono ha arricchito la mia consapevolezza. Una verità liberatoria, potente e dolcissima al contempo mi ha dato nuova fiducia. Ho finalmente capito che Tutto Dipende da Me. Un sollievo. Sia benedetto il Cielo. Basta lamenti, basta colpe, basta rancori, rabbia e ogni lerciume emozionale. Ho visto la bella limpidezza della mia responsabilità. Sì, amico mia, amica cara, accogli questo balsamo dell’anima: Tutto dipende da te. Esulta! Inizia una pagina nuova della tua vita con questa suprema verità.
Per me questo è stato anche un messaggio d’amore che può servire alla crescita di ogni uomo e donna di questa terra, a vivere il meglio possibile in questo mondo meraviglioso. Ad amare questo mondo splendido riflesso dell’Amore universale.

E poi è arrivato un tuffo nell’Amore. Niente di più salutare! Niente di più avvincente! Qualcosa che ti avvolge nella melodia cosmica della gioia suprema. Quella di essere immortali figli dell’Amore.
Che bella quest’altra magnifica verità: Ama, e fai quello che vuoi! Una verità piena di carica emotiva e di travolgente dinamismo. Oltre che di esaltazione entusiastica per la Vita. Direi quasi un amplesso spirituale! Di quelli da wow a cinque stelle! Di quelli che invitano a lasciarsi andare con serenità ai propri pensieri ricordando le parole del grande Albert: “l’immaginazione è tutto: è l’anteprima delle delizie che la vita ci riserva”.

Ecco! Allora chiudi gli occhi e vediti mentre esci sorridente sul terrazzo e ammiri dall’alto lo splendido rosaio variopinto che fa da contorno alla fontana  vivace, all’ingresso della tua villa in collina. Sorridi felice agli zampilli e, mentre la cameriera ti serve la colazione nelle porcellane fucsia, contempli il cielo cristallino e ti lasci avvolgere dal sole già alto. Che bel giorno!
I leggeri rumori in basso ti ricordano che i tuoi carissimi domestici  stanno preparando il giardino per il ricevimento del pomeriggio. Godi già al pensiero che passerai la giornata serena a divertirti con la tua famiglia e con tante persone care. Che bella l’armonia dell’amore! Ci saranno musica, cibi e bevande per ogni gusto, allegria a sazietà. E poi la sera ricca di nuovi e piacevoli incontri, conversazioni, emozioni… Parlerai delle  iniziative della tua Fondazione per la crescita del mondo nell’amore. Attorno a te sorrisi e approvazione, garbo e belle maniere, armonia e serenità…

Stai pensando al paradiso? Quello è molto di più.

Questo invece, o altro ancora,  è qualcosa di accessibile già adesso. Possiamo già ora immaginarci la vita che vogliamo, come piace a noi.

Facciamolo.

Un abbraccio sempre grande.

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Amore e cambiamento. Adesso

Sai una cosa? L’Amore ci dà il benvenuto sulla strada del cambiamento! Del mio, del tuo. Dell’intera umanità.

È il benvenuto nella cerchia di chi si distingue per le sue scelte. Scegliere l’Amore ci rende subito migliori. Dentro.
Immagina infatti come ti sentiresti se ogni tua parola, gesto, azione fosse il riflesso dell’amore che anima la tua vita. Splendidamente, vero? Saresti una persona affascinante! Magnetica! E in un permanente benessere con te stesso e con gli altri. L’Amore può fare questo perché esso è la nostra essenza! È la travolgente forza che attraversa ogni nostra cellula. Purtroppo lo abbiamo dimenticato.

Ti sei mai chiesto come cambierebbe la tua vita (se tu così vuoi, naturalmente) dopo un percorso di crescita che ti indicasse in che modo far diventare l’amore la splendida forza che ti innalza ad una vita piena di soddisfazioni? Suppongo di sì. Anch’io. E ho scommesso sull’Amore: tutto in maniera molto semplice, addirittura facile. Perché nell’amore non ci sono difficoltà, ma solo piaceri intensi e spirituali (e che per altro, fanno molto bene anche al corpo). Molteplici e sempre nuovi. Perché proveniamo dall’Amore, in esso ci espandiamo, con l’Amore universale ci fondiamo!

Per me aver voglia di cambiamento significa trovare davvero qualcosa di nuovo, magari la porta che non ti aspettavi. O meglio, che non ricordavi più che ci fosse. La porta che si offre a te come risposta alle tue domande, ma che ti lascia intatta la libertà di decidere  se entrare.

Quando parlo di cambiamento, penso a un movimento che avviene dentro di me, e che mi coinvolge interamente. Un movimento che innova i miei pensieri, mi rende appagato in emozioni creative e cristalline, mi diffonde benessere ad ogni cellula ed esultare nel sorriso accogliente e generoso. Sì, cambiamento è avere risposte. Risposte convincenti, ma sempre aperte a nuovi orizzonti. Io voglio quel cambiamento in cui la mia ricerca per trovare mi faccia trovare solo una nuova possibilità di cercare creativamente ancora. Serenamente.

Voglio un cambiamento che mi porti freschezza. Che mi faccia imparare cose profonde e vere. Che mi faccia imparare sempre perché, come diceva Henry Ford, “chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia venti o ottant’anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane”. Sì, questo voglio: giovinezza. La voglio attraverso un cammino quotidiano e sereno tra i perché che mi stanno a cuore. Quelli che interessano più la Vita nella sostanza che le piccole e ordinarie vicende quotidiane.

Non pensi che sia davvero bello aprire le braccia ad un cambiamento che ti parli di come puoi espanderti in una vita pienamente tua? Sì, vigorosamente tua. Dolcemente tua. Non piacerebbe anche a te una vita arricchita di un punto di vista originale e straordinario? Che ti aprisse gli occhi ad una nuova dimensione del tuo essere? Per me è davvero questo il cambiamento che va in profondità, oltre le chiacchiere, oltre provvisorie e precarie euforie di un giorno. Io voglio cambiare diventando me stesso nell’Amore. Sì, un cambiamento che mi espanda nell’Amore e mi racconti storie di vera novità. Che mi sveli la mia dignità. La mia grandezza.

E tu, amico mio, amica cara, cosa diresti se il tuo cambiamento iniziasse
1) spiegandoti perché ogni strada che porta al vero successo parte dall’Amore.

e continuasse
2) descrivendoti in che modo l’amore per te stesso diventa la prima soluzione ai tuoi problemi (proprio tutti).

e si prendesse il tempo
3) di mostrarti con dolcezza come è accaduto che hai perso il tuo swing aiutandoti a ritrovalo semplicemente amandoti da subito.

e ti guidasse
4) a dare un ultimo e definitivo sguardo indietro al tuo passato per poi farti immergere solo nell’Amore. Per sempre.

e ti sorprendesse
5) svelandoti il segreto di come fare dell’amore l’elisir di lunga vita e plasmare così già oggi la tua eternità.

e ti lasciasse stupefatto
6) dandoti le conoscenze e gli strumenti per aiutarti a far entrare il piacere nella tua vita e farti amare il divertimento.

e ti facesse esultare
7) insegnandoti a fare finalmente il tuffo nella tua felicità. Sì, a farlo e basta?

Non trovi che sarebbe meraviglioso?
Un cambiamento così non è un sogno. L’Amore lo rende possibile. Anzi, l’Amore è l’anima di ogni cambiamento.

E allora, una sola strada:  Ama, e fai quello che vuoi.

Un abbraccio. Grande.

Comincia ora il tuo cambiamento cliccando qui.

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Ama, e fai quello che vuoi. Sempre.

Dicevamo della sinfonia del successo. Capire, ascoltare. Sì, davvero due verbi fondamentali per l’eccellenza. Quella dello spirito, innanzitutto. Perché è da lì che viene ogni avere. E da lì la gioia di godere poi di ogni avere, secondo l’importanza che ciascuno gli  attribuisce.

E mentre questa sinfonia si compone, la vedo ampliarsi. La vedo espandersi in una melodia inaspettata. E inaspettatamente piacevole e utile a tanti lettori. Un amico mi ha consigliato di farne un e-book dove suonare a piacimento ogni nota che riguardi il successo: sarà un aiuto per le persone a comprenderne il più possibile la natura e il significato.

Farò così.  Sarà possibile in tal modo scrivere del successo con un’estensione e una ricchezza di dettagli che negli articoli non è possibile fare. Descriverò e approfondirò gli altri otto verbi di questa sinfonia. Pentagramma e penna, allora. E via ad esplorare suoni e ritmi. Lo scopo è che tutti possano cantare e ballare la propria storia con gli occhi umidi di emozione.

E a proposito di occhi che brillano, sai quella canzone che dice “Io non so parlar d’amore… L’emozione non ha voce…
Ecco, quella. Ti coinvolge, vero? Succede anche a te? Ti pervade di bellissime sensazioni difficili da comunicare a parole.
Mi piace da matti quella canzone e mi ha fatto nascere l’idea che invece tutti dobbiamo saper parlare d’amore. E dare voce alle nostre emozioni. Perché parlare d’amore è bello.

E pensa che mi avevano detto che l’amore è solo un bel sentimento e basta.

Mi avevano detto che sì certo l’amore è una gran cosa, ma la vita è lotta dura dove vincono solo i cattivi.

E sai, mi avevano detto anche che l’amore serve a poco perché non è pratico.

Sai cosa ti dico? Si sbagliavano.

Sì che si sbagliavano perché l’amore è una potenza. Tanto potente che il grande sant’Agostino poté dire niente meno che “Ama, e fai quello che vuoi”. Fin da ragazzo sono rimasto affascinato da questo paradosso. L’ho sempre sentito vero. Ho pensato che non sarei morto senza che avesse riguardato anche me.

Me e tutti coloro che non si accontentano dell’amore come di un sentimento un po’ sdolcinato, materno o adolescenziale, certo carino, ma fuori dalla realtà. No, l’amore di cui innamorarsi che spalanca le porte alla volontà di ogni cosa bella è qualcosa di più. Sì, perché stiamo parlando dell’Amor che move il sol e l’altre stelle! Per dirla con Dante, che aveva sì vagato per la selva oscura lontano dalla pienezza della vita, ma indicò pure una strada sulla quale brilla la luce eterna dell’Amore.

Com’è toccante questa possibilità di dare espansione alla felicità della volontà attraverso l’amore! C’è qualcosa che si desidera di più del poter dar corpo al proprio desiderio di vita? No, sicuro. Ma ci siamo sempre scontrati contro la porta chiusa della paura. Desiderio e frustrazione a rincorrersi negli anni, abbagliati dalla credenza che “l’erba voglio non cresce neppure nel giardino del re”. Già, non cresce, perché è già talmente altra, rigogliosa e bella che ce né per tutti. E per sempre. Perché nessuno ci aveva mai detto che c’è abbondanza per tutti. Inclusi anche te e me.

Più volte ho desiderato che  Ama, e fai quello che vuoi diventasse qualcosa di più di un motto affascinante e magnetico. Che diventasse una guida. Sì, proprio un libro-guida verso il compimento di sé nell’amore. E che l’amore facesse saltare il chiavistello alla porta della paura per lasciare entrare tutti quanti lo volessero nel giardino della libertà.

Per dirla con l’indimenticabile De André, sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso! E il mio sogno era di scrivere un guida che parlasse dell’amore.

Sì dell’amore come forza. Come Energia universale. Ma mi stava a cuore che si potesse parlare dell’Amore come soluzione. Come la Soluzione.

Da quando frequento il web vedo è ricchissimo di ogni informazione… Tante notizie sono davvero eccellenti. Internet ti dà tanto, sicuro. Ma gli mancava ancora qualcosa. Qualcosa di diverso. Qualcosa di unico. Originale.

Mi ci è voluto del tempo, ma poi ho visto che mancava nel web una guida sull’Amore!

C’era bisogno di qualcosa che alzasse la bandiera di “Ama, e fai quello che vuoi”. Il bisogno di leggere qualcosa che aprisse una porta fino ad ora insospettata. Qualcosa che  spiegasse come e perché seminando amore raccogli quel che desideri più di ogni altra cosa: fare quello che vuoi!

Una parola forte e autorevole come l’invito deciso Ama, e fai quello che vuoi doveva essere il nuovo ed originale grande percorso nel web. Una gran quantità di informazioni sull’Amore come mai si era visto in internet. E alla quantità doveva essere naturalmente abbinata qualità e praticità.

Vedevo riflettersi nei miei occhi un avvolgente abbraccio amoroso e finalmente sentire emozioni a cascata. E capire finalmente perché ogni strada che porta al vero successo parte dall’Amore. Capire finalmente in che modo l’amore per se stessi diventa la prima soluzione ai propri problemi (proprio tutti).

Volevo scorrere pagine che mi appagassero nel mio desiderio di vivere a lungo. Volevo conoscere il punto di vista dell’Amore a questo riguardo. Sì, avere una prospettiva su come fare dell’amore l’elisir di lunga vita e come plasmare oggi la tua eternità.

E poi ancora sapere come far entrare con l’amore il piacere nella propria vita. In fondo, comprendere come il tuffo nella propria felicità è facile: è questione di farlo e basta.

Quasi non credevo ai miei occhi! Il vessillo è alzato: “Ama, e fai quello che vuoi”  è una bandiera che sventola da oggi per tutti coloro che hanno un sogno e che vedono la libertà donata dall’amore. È iniziato il New Deal del web! Sì, un nuovo grande corso. Quello dell’Amore come Soluzione. Nessuno ci aveva pensato prima. È un giorno di grande festa.

“Ama, e fai quello che vuoi” adesso è un libro. Una guida. E per tanti è già una soluzione efficace. Fuochi d’artificio allora per la celebrazione dell’Amore. Avere una guida è sempre una risorsa sulla strada della propria vita. Si può credere o meno ai miracoli. Si può scegliere a cosa credere. Si può decidere di seminare amore… E fare poi quello che si vuole.

Si può fare, si può fare… si può amare e godere del nuovo corso della propria vita.

Si può fare, si può fare… si può amare e credere che cambiare è bello.

Si può fare, si può fare... si può amare e perdonare, si può crescere e volare.

Sì! Ama, e fai quello che vuoi.

Da oggi sai qualcosa di più sull’Amore.

Semplicemente.

Eccola qui. Per te.

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Ridere - ridere - ridere

Successo: ti stiamo cercando. Sei tu il nostro grande amore?

Inutile stare a girarci attorno, tutti stiamo cercando da più o meno tempo questo grande amore che chiamiamo… SUCCESSO. Lo cerchiamo quasi come si cerca il grande amore della propria vita. Non so tu, ma in certi momenti a me appariva come l’ambizione a raggiungere qualcosa di indeterminato, ma comunque bello. Sai, succede di perdere la testa per il successo. Di fare stramberie. Quando non vere e proprie stupidate.

Non so a te, ma a me  succedeva un po’ quello che diceva in una recente intervista un illustre personaggio di grande cultura e scienza dall’alto dei suoi meravigliosi 97 anni: “La maggior parte  delle persone non sa dove va, ma ci sta andando di corsa”.

Perché cerchiamo il successo? Perché pensiamo di non averlo. Sembra evidente, eppure non consideriamo per nulla il fatto di averlo già. Mi son visto a volte inquieto corridore in una maratona che non sapevo dove avrebbe avuto fine. Lo so, è situazione di tanti e infatti mi sono sempre sentito in buona compagnia. Quella di inconsapevoli ricercatori di un successo tanto intrigante quanto vago: il più delle volte un grande amore senza né volto né nome.

Allora diciamolo apertamente: anche tu come me e tanti altri siamo ammaliati dal successo, inebriati dal suo profumo. In apnea solo al suo pensiero, sconquassati da tachicardie improvvise, sbattuti da sobbalzi ormonali non sempre controllabili.  E sia, nulla di grave. Anche nella tua testa il successo è il punto di arrivo al quale pensi? Con un po’ di ossessione, magari? Condita da qualche piccolo nervosismo quotidiano?

E bada, poco importa come tu lo intenda il successo. Forse lo chiami ricchezza, ottima salute, indipendenza economica, performances sessuali, affari brillanti, fama, affermazione professionale, serenità famigliare, titoli e riconoscimenti. O come riassunto di tutto: ogni cosa che ai tuoi occhi rappresenta la felicità. Può avere tanti nomi e tanti volti il successo.

Sicuro. Ma forse è necessario introdurre un punto di vista diverso affinché il successo sia visto meno come stressante conquista di qualcosa che non abbiamo e più come un nuovo modo di essere che si fa strada dentro di noi. Prospettiva questa spesso trascurata, quando non ignorata, che tuttavia ha il grande vantaggio di “umanizzare” il successo.
Ripeto, comunque tu lo intenda, tu, come me, come tutti, cerchi il successo. Perché esso è insito nella nostra natura, fatta per l’espansione verso la pienezza di quello che siamo. Vogliamo cose belle. Le desideriamo. Le vogliamo raggiungere. Spasimi e tensioni nella conquista, sforzi e “sacrifici” per qualcosa che continua a stuzzicarci l’appetito.

E invece il più delle volte non ci riusciamo. Tendiamo la mano verso il frutto che non vuol saperne di diventare nostro. La nostra amata non ci degna neppure di un bacio, il nostro adorato è poco interessato al nostro letto. Sembrerebbe la storia di un innamoramento a senso unico e forse lo è. Parrebbe una cotta da sballo… destinata purtroppo spesso alla frustrazione del non essere corrisposti. Con delusione, quando non avvilimento, e parolacce. Lesioni emotive e calci nello stomaco alla nostra autostima.

Magari fossimo spiritosi al punto da ridere di noi stessi e dire semplicemente “Oh, rabbia” come il simpatico orsetto Winny the Pooh. No, per noi è una questione seria. Molto seria. La conquista del successo è per noi una questione di vita o di morte. Oltre che di prestigio famigliare e sociale. Essere uomini e donne di successo ha un fascino troppo grande per rinunciarvi o arrendersi!

E infatti, a parer mio, non è questione di rinunciarvi. Neanche morto mi arrenderò. Però c’è qualcosa d’altro che bisogna aggiungere e che si scopre crescendo: il successo non è la conquista di cose da avere ma uno stato mentale nel quale essere. Sono stato talmente sorpreso da questa illuminazione che riflessione dopo riflessione mi si è tracciata davanti una strada. Una percorso tanto inatteso quanto meravigliosamente efficace. Ora so da dove partire per intendere correttamente il successo. E me lo sono scritto in un libro, per me e per gli altri.

Ah, quanto mi piace la prospettiva del filosofo Ralph Waldo Emerson: Ridere spesso e di gusto; ottenere il rispetto delle persone intelligenti e l’affetto dei bambini; prestare orecchio alle lodi dei critici sinceri e sopportare il tradimento dei falsi amici; apprezzare la bellezza; scorgere negli altri gli aspetti positivi; lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola curata o del riscatto di una condizione sociale; sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito. Ecco, questo è avere successo”.

Sì, adesso anch’io trovo che questo sia avere successo! Sto smettendo di inseguire cose da avere e lavoro per l’affermazione di nuovi modi di essere. Il primo e più importante di questi mi pare l’amore. Sì, lui è la mia passione. Lui sia il percorso che ci innalza al Successo supremo, all’Amor che move il sol e l’altre stelle.
Dove tutto è limpido bene. Dove tutto è Abbondanza. Gioia e pienezza di sentirci uniti e felici nel Tutto. A prescindere.

Il mio motto lo conosci. Vivi Amando.

Un abbraccio. Grande.

Mauro

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