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La Scuola di Domani

      I’ve a dream! La Scuola di domani. E il sogno mi risuona dentro accompagnato da una voce antica e  sempre nuova: Conosci te stesso.

     E tutto il resto accadrà. Nel flusso cosmico dell’Armonia e della Felicità.

     Voglio vedere bambini e ragazzi che vanno a scuola felici. Che passano con insegnanti e amici ore meravigliose di vita. E tornano a casa pieni di gioia per quel che hanno appreso. Per le emozioni belle che hanno vissuto.  Pieni di amore per la vita e il suo mistero!

     E non parliamo più di Scuola. Nemmeno di Istruzione. Accogliamo finalmente con le lacrime di gioia la nuova era dell’Autoeducazione! L’Alba di un Nuovo Umanesimo.

     Oggi siamo ormai coscienti che una delle cause (forse la prima) della multiforme povertà in cui versa gran parte dell’Umanità è dovuta alla mancanza di consapevolezza che le Persone hanno di se stesse riguardo al loro  Valore e alla loro Dignità.  Ogni impegno educativo nell’era di un Nuovo Umanesimo avrà lo scopo di servire ogni Essere Umano nel suo viaggio verso la completa realizzazione di sé. Risvegliando le coscienze circa la natura della propria origine secondo la volontà della mano creatrice gridata dal poeta: “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” (Dante).

      Nel segno della continuità, anche il Nuovo Umanesimo ha la convinzione che “La prima speranza di ogni nazione è riposta nella corretta educazione della sua gioventù (Erasmo). La correttezza della educazione avrà tuttavia ora ispirazione dal paradigma stabilito dal monito antico: “Conosci te stesso“. Esso trasformerà la Scuola e l’Istruzione di oggi in una culla di civiltà dove prioritario e inalienabile sarà il servizio totale e incondizionato alla conoscenza di se stessi, nelle modalità proprie di ogni età.

      Allora voglio che il sogno diventi presto realtà! Ho messo a punto alcune Linee Generali di un Progetto volto a creare le condizioni di una vita armoniosa e felice dai primi vagiti fino al ritorno all’Unità nel Tutto. Elementi, suggestioni e indicazioni raccolti in 10 punti affinché si sprigioni tutta la capacità creativa di un cambiamento ormai inevitabile.

  1. Il metodo base sarà improntato al principio dell’Autoeducazione. Affinché poi il percorso scolastico possa essere vissuto come esperienza armoniosa e piacevole in ogni sua fase, i programmi didattici saranno ispirati dall’altro monito di Delfi: “Nulla di eccessivo“. L’apprendimento dei contenuti sarà quindi quanto più possibile personalizzato, proposto tenendo in gran conto i sistemi percettivi e rappresentazionali di ciascuno. Le neuroscienze forniranno i dati sul funzionamento del cervello umano in modo da orientare e guidare l’efficacia e la facilità dell’apprendimento in ogni sua fase evolutiva. E in questo diventerà assiomatica l’attenzione allo sviluppo dell’intelligenza emotiva.
  2. Il ruolo degli insegnanti sarà quello nobile ed eccelso di praticare l’arte maieutica.  Verrà loro socialmente riconosciuto il valore assoluto di essere adulti e professionisti competenti ed entusiasti, consapevoli del loro servizio di facilitatori di processi: mediatori, mentori perspicaci e saggi  che “sanno benissimo quanto i turbamenti emotivi interferiscano con la vita mentale. Quando sono ansiosi, adirati o depressi gli studenti non imparano; chi si trova in questi stati d’animo non assorbe informazioni né è in grado di applicarle proficuamente” (D. Goleman). Sarà perciò costante la sensibilità e l’attenzione verso i tre ambiti fondamentali che presiedono e accompagnano l’esperienza scolastica: percezione, emozione e comunicazione.
  3. L’apprendimento dei contenuti avverrà quindi in modo efficace e piacevole quando preliminarmente e contestualmente sarà stata creata una situazione a “prevalenza di sentimenti di entusiasmo, fervore e fiducia in se stessi… che hanno l’effetto di una motivazione positiva ai fini della realizzazione dei propri obiettivi” (D. Goleman). Le materie di studio verranno quindi proposte in modo da suscitare soddisfazione e appagamento per tutti i soggetti coinvolti, affinché  le nuove conoscenze comportino una crescita tanto a livello intellettuale che emotivo.
  4.   Il ruolo e il servizio di facilitatori  e mediatori offerto dagli insegnanti prevederà che gli obiettivi personali, proporzionati alle capacità cognitive e espressive di ogni età, abbiamo ad attingere al sogno, alla visione e alla missione di ogni individuo, in modo che ciascuno possa essere assecondato nello sviluppo del proprio talento e della propria passione per il bene comune. In questa veste gli insegnanti sono gli accompagnatori qualificati da una professionalità riconosciuta come Valore fondante di una Comunità. Eccellenze a servizio dell’eccellenza.
  5. Il Nuovo Umanesimo è tale perché  ha come assunto fondamentale il cambio di paradigma: dall’Egoismo all’Altruismo. Questo passaggio comporterà che in ogni luogo educativo si coltivi quell’abilità sociale fondamentale che è l’empatia. I rapporti interpersonali avranno una cura speciale e essa consisterà primariamente nell’imparare a saper ascoltare e a porre domande, a non giudicare, ad essere sicuri di sé, a gestire efficacemente le emozioni e a imparare l’arte della collaborazione. Nella “Scuola” di domani  si dovrà apprendere l’abilità a risolvere i conflitti e a negoziare i compromessi: tale competenza, oltre ad essere altamente preventiva del disagio scolastico, svolgerà un supporto di grande efficacia agli interventi di carattere psicoterapeutico. La coltivazione della collaborazione aprirà la via alla consapevolezza che l’armonia e la felicità sono stati di coscienza personale a forte impatto sociale positivo.
  6. Secondo il principio che “Nihil est in intellectu quod prius non fuerit in sensu“, (Tutto quello che arriva all’intelletto passa prima dai sensi) l’apprendimento si servirà e sarà veicolato quanto possibile dell’approccio scientifico-sperimentale, avvalendosi degli apporti che le nuove tecnologie offrono per una migliore esplorazione del mondo naturale. Lo studio della natura e il contatto con essa  resterà un riferimento costante e imprescindibile quale sorgente di perenne e inesauribile meraviglia e per la coltivazione dell’equilibrio psicofisico ottimale.
  7. Il grande patrimonio culturale di cui è ricca la storia dell’umanità sarà luogo di apprendimento permanente, attingendo ad ogni ambito artistico (letterario, filosofico, musicale, architettonico, pittorico, scientifico, ecc) nella modalità della curiosità e della gratitudine per la potenza e la bellezza creatrice del pensiero umano. Si farà questo in maniera che l’acquisizione di nuove conoscenze sia un’esperienza di godimento intellettuale oltre che generativa di nuova creatività espressiva personale, facendo sì che diventi un’abitudine l’atteggiamento mentale della ricerca.  C’è motivo di credere che il supporto dato da avanzate tecniche di apprendimento (tra le numerose possibili, l’applicazione delle mappe concettuali; i metodi di lettura veloce, di acquisizione rapida di lingue straniere, di educazione finanziaria, ecc.) permetterà sviluppi di conoscenze e consapevolezze al momento neppure immaginabili. La volontà di cambiamento passerà attraverso la convinzione che “L’istruzione è l’arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo” (N. Mandela).
  8. Ogni luogo educativo avrà l’affascinante compito di migliorare la qualità della vita di tutti i protagonisti che la vivranno quotidianamente, ad ogni età, e in ogni ordine e grado. E questo perché, indipendentemente dalle personali convinzioni filosofiche o religiose, ci sarà spazio per il silenzio e la meditazione, elementi cardine per lo sviluppo della creatività e per l’insorgere delle intuizioni (cfr. il famoso Be alone di Nikola Tesla). Parimenti, anche la consapevolezza e la pratica della corretta respirazione permetteranno di controllare lo stress e di prevenirlo con il rilassamento, affinché possa esprimersi al meglio il potere creativo del pensiero. La focalizzazione di tutti i soggetti protagonisti della “Scuola” del Nuovo Umanesimo sull’essere autoconsapevoli, aperti, perspicaci, sicuri di sé, personalmente responsabili, capaci di decisioni autonome e di gestire i propri sentimenti spalanca le porte al piacere dell’apprendimento di gruppo, senza conflitti o sapendoli risolvere positivamente.
  9. In una visione  d’apprendimento secondo il metodo dell’Autoeducazione, dove si cura con particolare zelo l’alfabetizzazione emozionale, non c’è bisogno di voti perché la vita stessa è l’esame finale. Non esiste il concetto di bocciatura, perché non si formulano giudizi di valore. I rapporti sono dettati dalla reciproca volontà di migliorare le proprie competenze e ciò avviene eliminando l’atteggiamento distruttivo del rimprovero, sostituito efficacemente da feedback ben dati e ben ricevuti, ossia sui comportamenti e non sulla persona. Il ruolo di facilitatore e moderatore comporta la responsabilità di una buona comunicazione, consapevole ed efficace, costantemente ispirata dalla fiducia e dalla bontà, volta alla creazione di relazioni fondate sul rispetto di tutti e la valorizzazione di chiunque. Nello spirito della collaborazione creativa.
  10. Una mens sana in corpore sano chiederà alla “Scuola” di essere luogo di coltivazione del senso genuinamente sportivo, tanto da un punto di vista teorico che pratico, sapendo che “lo sport può essere per ogni persona una possibile fonte di miglioramento interiore” (P. De Coubertin).  Con o senza agonismo, il senso ludico e il divertimento condiviso offriranno risposte e soluzioni efficaci a criticità educative, devianze e marginalizzazioni di varia natura. La crescita della cultura dell’Eticità e dell’Altruismo sarà al contempo causa ed effetto di nuove sinergie e di innovative dinamiche aggregative intra ed extra scolastiche. La piena accoglienza poi del paradigma sociale della disabilità  aprirà a creative soluzioni per un culto genuino del Valore e della Dignità di ogni Essere Umano.

Per me, il peggio sembra essere una scuola che funzioni con i metodi della paura, della forza e della autorità artificiale. Tale trattamento distrugge i nobili sentimenti, la sincerità e la fiducia degli alunni e produce un soggetto sottomesso” (A. Einstein).

 

Meraviglia!

         Crociera. Progetto. Per me sono straordinarie parole pontenzianti. Sì, Meraviglia uno! E meraviglia due.        

         Tra i miei sogni c’è una Crociera. E anche dar corpo ad un Progetto che nella mia testa ha già un nome bomba. Quando sarà il momento, tutte e due saranno una bella emozione.

         Tutti e due questi sogni sono stati e sono ancora l’occasione per me di nuove consapevolezze.

         Un giorno, passando da Livorno ho visto una nave da crociera che si imponeva ai miei occhi per la sua enormità. Mi sembrava grande quella che avevo visto anni prima a Genova, ma questa aveva le dimensioni di una portaerei. Fino ad allora i transatlantici li avevo visti solo sulle riviste, nelle immagini della pubblicità o nei film.

         Sapevo del Great Eastern, lungo 211 metri con le sue 20.000 tonnellate e delle sue disavventure alle metà del 1800. Ora so che da poco è in acqua la nave da crociera più grande del mondo. La Harmony of the Seas, questo il nome, è stata varata nel cantiere navale di Saint-Nazair, nella Francia occidentale, e l’allestimento sarà completato nei prossimi mesi. La nave avrà un peso 227.000 tonnellate e una lunghezza di 362 metri: potrà ospitare 6.360 passeggeri e 2.100 membri dell’equipaggio. Alla costruzione, cominciata nel settembre del 2013, lavorano 2.500 persone. Per il completamento saranno necessari 90.000 metri quadri di tappeti e 500.000 litri di vernice.

         Incantato davanti alle immagini di questo colosso dei mari, al cui confronto il Titanic era solo un grande vascello, ho lasciato andare la mia immaginazione. Ed ecco, d’un tratto, mi vedo lì. Mi sorprendo a osservare con stupore infantile quell’immenso e affascinante mostro marino galleggiare sulla superficie dell’acqua:  sembra non esserci vita da nessuna parte lì intorno; tutto è silenzio. Non occorre dirmi che gran parte della nave è anche sott’acqua, fuori dalla visuale.

        So e vedo che la nave è larga e pesante come un grattacielo di decine di piani.  Sono certo che ci sono migliaia di uomini e donne pronti a eseguire i loro precisi compiti istantaneamente.

        Vado dentro: sono sicuro che ogni compartimento è provvisto di responsabili capaci, addestrati e specializzati che si sono dimostrati competenti a farsi carico di questo meraviglioso meccanismo.

       Per un attimo percepisco che, malgrado sembri apparentemente ignaro di qualsiasi altra cosa, quel bellissimo cetaceo d’acciaio ha occhi che vedono ogni cosa lì intorno nel raggio di miglia e nulla sfugge alla sua attenta visione ottenuta con la più moderna ed efficace tecnologia.

      Non mi fermo, spingo la mia immaginazione dentro ogni comparto, passando dai ponti alle cabine, dalla sala macchina ai luoghi di incontro, dalle beauty farm al casinò, da prua a poppa… fino all’attimo in cui si fa luce una domanda prepotente: ma come c’è arrivata lì la Harmony of the Seas? Come è stata portata all’esistenza nel posto iniziale? Cosa ha reso possibile tanta creativa meraviglia?

        Volevo andare a fondo alla mia curiosità e ho intuito che potevo sapere tutto questo se fossi stato un osservatore attento. Sapete allora cosa ho fatto? Un’altra botta di galoppante immaginazione: ho iniziato a seguire le grandi lastre d’acciaio attraverso le fonderie, osservare le migliaia di uomini impiegati alla loro produzione.

        E poi andare ancora indietro e vedere il materiale che proviene dalle miniere, guardare il minerale caricato su grandi chiatte o sugli autocarri. L’ho visto fondere nella mia mente ed essere appropriatamente trattato e preparato all’uso che gli spettava passando tutti i controlli richiesti.

       Ho preso gusto al mio gioco e sono andato ancora indietro. Sapete chi ho visto?  Gli ingegneri e gli architetti che progettano la nave. E poi ho lasciato che il pensiero mi portasse ulteriormente indietro per capire perché hanno progettato la più grande imbarcazione di tutti i tempi.

       In quella sorta di risalita potei constatare che ero arrivato così indietro che quella mastodontica nave era diventata qualcosa di intangibile. Non esisteva più: era solo un pensiero nel cervello dell’ingegnere capo.

       Finito? No. Da dove è arrivato l’ordine di progettare la nave?

       Probabilmente dall’Armatore che ha eseguito la delibera di un Consiglio di Amministrazione. Non è escluso però che l’idea di realizzare questa nave enorme fosse presa in considerazione molto prima e la Compagnia armatrice abbia dovuto pensare al finanziamento necessario a pagare i costi di una simile impresa.

        La decisione sarà certamente avvenuta dopo molte discussioni e contrasti: tante idee e pareri a confronto tra più persone.

       Ciascuna intenta a pensare alla Harmony of the Seas.  

        Silenziosamente avevo visto che la mia linea di ragionamento iniziata con la nave da crociera  era finita con un’idea di uomini e donne che hanno dato vita a quella meraviglia. Il pensiero umano è in ultima analisi il responsabile di questa e molte altre cose, di cui raramente siamo consapevoli.

        Non c’era che un passo per un’ulteriore piccola riflessione che metteva in luce il fatto più importante in tutto ciò: se nessuno avesse scoperto la legge per la quale questo tremendo ammasso di ferro e acciaio può galleggiare sull’acqua, invece che andare sul fondo, la nave da crociera  non sarebbe proprio potuta esistere. Questa legge dice che “Il peso specifico di qualunque sostanza è il peso di qualunque volume di essa, confrontato con un’uguale volume d’acqua”. La scoperta di questa legge rivoluzionò ogni tipo di viaggio sull’oceano, commercio e guerra e rese possibile l’esistenza di navi da guerra, portaerei e navi da crociera. Tonnellate d’acciaio che galleggiano sull’acqua! Straordinaria legge!

      E così è di un Progetto che sommi in sé saggezza, originalità e ogni bene. Una legge la rende possibile. Il pensiero lavora alla costruzione della mia opera

      Nella mente lo disegno come un incontro tra Me e le Persone che saranno i soggetti che condivideranno il mio sogno. Una sola visione. Una missione chiara. Obiettivi scelti e amati.

       So che ci vorrà un Metodo a rendere uniti questi due Sistemi. Mi dicevo che un Progetto volto al miglioramento della qualità della vita di tanti bambini e ragazzi  è sempre espressione della relazione tra Te e gli Altri, tra Te pioniere e le Persone che, nelle varie forme di collaborazione da esse svolte, danno valore al Progetto.

       E perché questa relazione non sia affidata al caso, con il rischio che tanto impegno naufraghi, serve avvalersi di un metodo efficace al raggiungimento dello scopo.

       Mi sono posto davanti allo specchio magico della mia anima e ho sentenziato: Inside – out! Tu devi essere il polo positivo in relazione permanente con le persone che ti affiancheranno; hai anche la responsabilità di  trovare le dinamiche utili alla causa attraverso una strategia che porti a risultati misurabili. Tutto parte da Te: sii consapevole che la messa in opera del Progetto è affidata alle Azioni che attingono forza nella strategia scelta in vista degli obiettivi prefissati.

       Si può guardare un Progetto e fare lo stesso percorso a ritroso come quello compiuto per la nave da crociera. E passo dopo passo risalire al pensiero che l’ha generata abbinato alla legge che rende possibile la sua attuazione.

       Se non si conosce la legge le perso specifico, stanno a galla solo navi di legno. Come si fa a far galleggiare altrimenti tonnellate d’acciaio?

       Così, se non si conosce la legge che dice che “Due cose non possono esistere nello stesso posto allo stesso momento” il rischio è di limitarsi a fare Progetti di legno.

        Sono convinto che è stata la legge che guidato tutti i grandi uomini e donne di ieri e di oggi. Se hai un sogno non ci sarà posto per l’incubo; se hai un visione non potrà esserci accanto il buio; se è presente una missione, se ne andrà qualunque confusione.

        E si può andare avanti. Se hai in mente una chiara sequenza di step non ci sarà posto per l’improvvisazione; se hai una grande fiducia che ce la farai non troverà alloggio da te lo sconforto per qualche negatività. Disponendo di un atteggiamento mentale proattivo e di un carattere etico, i conflitti saranno risolti secondo nuovi paradigmi  ne andranno. E si può continuare così suo ogni aspetto. Prova, ti assicuro che è un gioco divertente oltre che utile.

       Sì, non ci pensiamo, ma tutto è regolato da leggi. Senza quelle non stanno a galla né le navi né i progetti. Ben inteso, sto parlando di Navi d’acciaio e di Progetti wonderful .

      Meraviglia, dicevo.

Primavera

       Ė primavera! Fuori di sicuro. E dentro di te?

       A volte è sufficiente vedere il sole accecante e sentire il suo torpore sulla pelle che già basta al buon umore. A volte no, perché si è figli prudenti del proverbio antico che dice che una rondine non fa primavera. Vero. Aristotele non è mai banale. Però una rondine che arriva annuncia che ci siamo quasi. Per il buon umore non c’è da strafare: ci sono mille occasioni e motivi per averlo. L’equinozio di primavera comunque viene: é un evento astronomico retto da una legge collaudata. Di grande valore simbolico per di più. Sì, e hai già capito che si tratta di rinascita.

      Rinascita! Quella della natura è la più appariscente. Dopo il silenzio del letargo invernale torna la voce di tutto ciò che ha vita. Dalla quiete al movimento. Dal freddo ai gradevoli raggi caldi di fine marzo. Risveglio! Ovunque. Oserei dire, tanto generale e vario che anche i sassi sembrano dar cenno di qualche novità. Mi piace l’idea che non ci sia nulla di fermo in questo Universo divino. E tu sei in movimento o stagni ancora nel letargo?

       Ė un ciclo che conosciamo bene quello stagionale dall’inverno alla primavera, ma è   piacevole esserne ancora sorpresi. Non essere stanchi di rinascere! Mai. Fa un gran bene alla salute. Ed è così eccitante sentire la vita che ti scorre dentro, luminosa e impetuosa nella sua voglia di innalzarti!

       Non si più stare a guardare da spettatori! No, proprio. Osservare invece sì, da studenti sempre meravigliati e affascinati dal mistero che si svela. Ascolta e ti verrà tracciata la mappa della tua crescita. Niente di più semplice, chiaro ed entusiasmante.

       A primavera si pota, si concima. Si aspetta. Metafora grandiosa del divenire di ogni uomo e donna che camminano nella vita. Nessun anno è mai uguale al precedente, nessun gelo è  forte abbastanza da uccidere. Anche quando pare che sia così, nessuna morte vince mai definitivamente il prodigioso duello con la Vita. Nulla ferma la rinascita del Tutto nelle sue parti. Una parte può restare indietro, assopita nel passato, ma non sarà mai persa. Il presente è il palcoscenico degli eventi. E’ la logica della trasformazione: nulla si crea, nulla si distrugge insegnava il grande chimico. Sì, perché la Vita è energia la cui legge suprema è l’Amore.

      A primavera si pota, si concima e si aspetta. Queste operazioni possono essere fatte anche prima del 21 marzo naturalmente, ma meglio se si cavalca la prima onda del risveglio. Per quanto sia azione di cesoie e seghe, la rimozione di rami secchi o esuberanti è benefica per quel che ne verrà poi. Concimare è offrire un nutrimento adeguato a fiori e frutti di ogni genere e specie.

      E poi aspettare. Lo sai, il miracolo verrà.

      Lo vedi l’insegnamento?

Potare, concimare e aspettare

Poche chiacchiere e percorso limpido. Nessun artificio per una mappa doc tracciata per il tuo compimento. Indicazioni per la tua fioritura. Per la maturazione dei tuoi frutti.

1. POTARE. Tocca con intelligenza e tatto quei rami che in te sono secchi. Ringraziali per quel che ti hanno dato e toglili senza rimpianto. Scegli anche cosa togliere a vantaggio della forma, della bellezza. Dell’armonia dell’insieme. Decidi cosa vuoi, perché lo vuoi e come lo vuoi: puoi agisci. La potatura è arte. La si impara con pazienza. Non di rado con più di una lacrima. Sarà il primo banco di prova della tua lucidità: resta fiducioso e ne sarai ripagato oltre ogni dire.

      2. CONCIMARE. Non trattenere il tuo grido di affamato: hai bisogno di nutrimento. Te ne servirà un quantità appropriata alla tua fame di vita. Ma cura anche una scelta di qualità: non meriti porcherie. Al contrario, seleziona pensieri positivi e creativi, stati d’animo fatti di fiducia e ottimismo, azioni decise e convinte. Il resto verrà da sé. Alimenta la tua fame di assoluto cogliendo al volo la gioia dell’oggi. Ho già mostrato più volte che è un punto di vista interessante. Oltre che utile ed efficace, naturalmente.

      3. E ADESSO ASPETTA. Suprema attività, l’attesa. Sono pochi quelli che la esercitano, una rarità i maestri che la insegnano. Eppure essa è la testimonianza della fiducia incrollabile nel risultato. Chi sa attendere ha la chiave di ogni realizzazione personale. Perché sa nel suo cuore che il fiore già c’è. Che il frutto è già maturo. Che la Vita gli ha già elargito tutto.

      La senti la TUA primavera? Ho visto una rondine attraversare i tuoi occhi.

      Abbi fiducia: ti aspettano grandi cose.

      Con Te. Un abbraccio sempre grande,

      Mauro

8 marzo. Sempre

     Donna, se’  tanto grande e tanto vali.

     Sì.

     Nessuna festa potrebbe bastare per Te, donna di ieri e di oggi. Donna di sempre.

     Nessun giorno di marzo o dell’anno basterebbe all’oblio dei torti subiti!

     Se Tu non fossi Amore che scorda.

     Come niente di ciò che era sei apparsa. Nulla nell’Universo è come Te.

     Il passato vigliacco non ti ha tolto la grandezza divina della Tua origine. Dal Tuo pianto antico è venuto un cielo più umano. Il battito d’ali che avvolge i Tuoi silenzi.

     Tu sei danza, sei musica.

     Sei volo.

     Tu puoi ogni cosa Tu voglia. Tu sei magia.   

     Tra sguardi e sospiri generi la vita. Da sempre.

     Sei passione che innalza. Sei emozione che ama.

     Fare festa per Te è ascoltare la tua storia e sorridere a te che racconti il tempo.

     Sarò in festa con Te, donna grande e meravigliosa.

    Ti dirò il mio amore di Uomo. Gioirò per i nuovi colori che dai al mondo,

    Esulterò con te, Donna che sei palpito di Eternità.

    Sì, tu sei danza. Sei musica.

    Sei volo.

    Sei Donna.

    

      Questo 8 marzo. A ogni donna.

      Mauro

Ti svelo un segreto.

         Mi piacciono i segreti. Mi piace quando me li svelano.

         Ti è mai capitato di rimanere sorpreso da qualcuno che ti dice di avere un segreto da svelarti?
Proprio a te, magari. Eccitante! Sento attraversarmi un senso di euforia. Sai quando avverti crescere la curiosità di sapere qualcosa di nuovo? E’ una sensazione bella, vero?

         E nel momento che ne ho poi appreso uno che mi ha entusiasmato, sento quanto è emozionante condividerlo. Non si è mai veramente felici se non quando alla tua gioia inviti qualcuno. Ed essa si moltiplica, si espande, contagia. E tu ti senti spinto dall’amore che provi per gli altri a comunicare quel segreto che cambierà qualcosa nella loro percezione del mondo. Come è cambiata la tua. Come sei cambiato tu.

        Cos’è un segreto? Qualcosa di tenuto appartato, separato. Qualcosa di diverso insomma, da non confondere con ciò che è ordinario. Sì, è così. Il segreto è un argomento di natura riservata, all’inizio conosciuto solo da qualcuno. E magari rigorosamente precluso ad altri. Per ragioni varie, non sempre nobili. Ci sono segreti di stato, segreti militari, segreti di Fatima e anche i segreti di Pulcinella. E poi ci sono anche agenti segreti, documenti top segret, amori segreti. Le segrete invece non sono le donne riservate bensì le prigioni sotterranee.

        Per me il segreto è una verità che qualcuno che mi vuol bene mi confida affinché io possa crescere. Una verità che mi fa passare subito al mio livello superiore di consapevolezza. E poi a quello Superiore, alto alto, dove la conoscenza di se stessi e della propria natura spirituale fa entrare nell’Olimpo degli dei.

       Spesso i segreti si confidano prima di separasi. Prima di dirsi addio. Un ultimo regalo all’amato, bello come un bacio, affinché anche lontani viva la stessa gioia di essersi incontrati. Il segreto comunicato è un cammino nuovo che si apre. La comprensione della Vita non sarà più la stessa. Il sole sarà più caldo. Il cielo più luminoso. Il sorriso come un silenzioso accogliente abbraccio.

      Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore.

     L’essenziale è invisibile agli occhi”.

     L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.

      Ho ringraziato tante volte la volpe di Antoine de Saint-Exupéry per quel suo commovente addio
al piccolo principe. Quel segreto mi ha reso felice. Anche adesso.

      In questo segreto ho trovato ciò che me lo ha reso compagno fedele. Perché ha esteso e potenziato tre campi in cui la vita si dispiega.

        1. Quello della conoscenza. Ho appreso una verità. Grande e spirituale. Adesso so che il cuore è un organo della vista.
Vede bene perché vede oltre. Ora benedico i miei occhi consapevole che essi non vedono tutto.

        2. Quello dell’emozione. Mi sono arricchito del segreto che mi fa sentire parte dell’invisibile. Il cuore si addestra a vibrare con l’essenziale. Una bella abitudine! Si sta bene. Ci si sente a casa.

        3. Quello dell’azione. A vedere con il cuore si impara ogni giorno. Scegliendolo come atteggiamento nelle relazioni con le persone che si incontrano. Esercitandosi a scorgere l’invisibile nel loro sguardo. A percepire che l’essenziale che è in loro è lo stesso che dimora in noi. L’Amore.

        Svelalo anche Tu a qualcuno questo segreto. Farà bene a Te.

        Vi sentirete a Casa in Due.

        Un abbraccio grande.

        Mauro

Credi che sarà felice quest’Anno Nuovo?

          Nel periodo di Natale e  di Capodanno si vivono momenti unici nell’anno. Perché le persone hanno qualcosa che non hanno in altri momenti. O forse sì, ma nei giorni della luce nuova e del nuovo gennaio si esprime di più e meglio lo stato d’animo della speranza. Sentimento umano che accomuna nella fiducia che tutto andrà meglio.

          E si assistono a siparietti inediti e simpatici tra le bancarelle o si rivivono scene lette in qualche libro molti anni prima. Comunque sia, è istruttivo per ogni mente aperta ascoltare le persone che comunicano le loro speranze. Le speranze racchiuse nel loro cuore, fatte di parole che portano a riflessione. Parole attraversate spesso dal desiderio di un po’ calore nel gelo di pensieri infreddoliti dalla sfiducia.

          Su un banchetto fatto di cavalletti e assi ricoperte di un panno rosso vivo, erano disposti attraversati ad arte da strenne dorate decine di calendari di ogni dimensione e prezzo. Un signore già brizzolato con cappello e sciarpa e dalla voce squillante richiamava l’attenzione dei passanti:

          “Calendari, calendari per il nuovo anno.  Lunari e calendari nuovi”. Mi sono ricordato di un dialogo avvenuto in circostanze simili parecchi anni fa tra un venditore e un passante. Accadde più o meno questo:

Vend. : Non ha bisogno, signore, di un calendario?
Pass. : Sono i calendari per l’anno nuovo?
Vend. :  Sì, signore.
Pass. : Lei crede che sarà felice quest’anno nuovo?
Vend. : O, caro signore, sì, certo.
Pass. : Come quest’anno passato?
Vend. : Di più. Molto di più.
Pass. : Come quello prima allora?
Vend. : Di più anche di quello, certamente.
Pass. : Ma come qual altro? Non le piacerebbe che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi ultimi ultimi?
Vend. : Per la carità, non ne parliamo neppure. Non vorrei proprio.
Pass. : Posso chiederle quanti  anni nuovi sono passati da quando vende calendari?
Vend.:  Non saprei dirle di preciso, ma penso che saranno più o meno vent’anni.
Pass. : A quale di questi vent’anni vorrebbe che somigliasse l’anno venturo?
Vend. : Io? Non saprei.
Pass. : Non si ricorda di nessun anno in particolare, che le  sembri essere stato felice?
Vend. : Se vuole che sia sincero, no.
Pass. : Eppure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Vend. : Ah, beh sì, questo si sa.
Pass. : Voglio farle una domanda: non tornerebbe lei a vivere questi ultimi vent’anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando tutto dalla nascita?
Vend. : Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse farlo.
Pass. : Ma anche se avesse a rifare la vita che ha fatto, né più né meno con tutti i piaceri e i dispiaceri che ha avuto?
Vend. : No, no, questo non lo vorrei proprio.
Pass. : Non capisco. E che altra vita vorrebbe rifare allora? La vita che ho fatta io o quella di un ricco o di chi altro? O non crede che sia io che un ricco e chiunque altro risponderebbe proprio come lei? E che nessuno vorrebbe tornare indietro a fare la stessa vita che ha fatto?
Vend. : Lo credo proprio.
Pass. : Neanche lei tornerebbe indietro a questa condizione, non potendo naturalmente fare in altro modo?
Vend. : No, caro signore. No davvero, non tornerei proprio indietro.
Pass. : Ma allora che vita vorrebbe lei?
Vend. Vorrei una vita così come Dio me la mandasse, senza altre condizioni.
Pass. : Dunque una vita a caso, senza sapere niente in anticipo, così come non si sa niente dell’anno nuovo?
Vend. : Appunto.
Pass. : E quel che vorrei anch’io  se potessi rivivere. E così tutti.
Però da questo capisco che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno ritiene che fino ad ora sia stato più o di maggior peso il male che gli è toccato che il bene: con la condizione di riavere la vita di prima con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere.
Quella vita che diciamo essere una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce. Non la vita passata, ma quella futura.
Ma con il nuovo anno, il caso incomincerà a trattar bene lei e me e tutti gli altri, e comincerà per tutti una vita felice. Non è vero?
Vend. : Speriamo.
Pass. : Allora mi mostri il calendario più bello che ha.
Vend. : Eccolo, caro signore. Questo costa settanta euro.
Pass. : Ecco a lei i settanta euro.
Vend. : Grazie infinite e a rivederla. Calendari, calendari nuovi. Calendari per il Nuovo Anno.

          Avrai riconosciuto qui, pur con qualche adattamento, quel racconto di Giacomo Leopardi che abbiamo letto da ragazzi a scuola. Forse allora pensavamo che fosse un’altra pagina di un pessimismo che ci piaceva poco. Oggi possiamo vederci qualche insegnamento utile alla nostra crescita. Alla crescita della nostra consapevolezza riguardo alla Vita.

          Due uomini e un calendario. Un nuovo anno. Domande. Tu risponderesti allo stesso modo?

          Domande sulla vita. E come sempre un vortice di emozioni tra passato e futuro. Tra quel che non si vuole più e quel che si spera. Tra una storia da non ripetere e un nuovo scenario di felicità sperata. Illusione? Dipende da te. Tutto dipende da te. Davanti a questo dialogo dovrai fare le tue scelte.
Io mi sono posto tre serie di domande… pratiche. Le pongo a te, fiducioso che possano esserti di aiuto.

          1. Cosa credi del tuo passato? Pensi che non sia stata bella la tua vita fino ad ora? Più male che bene? In ogni caso da non rivivere? Le risposte che darai saranno importanti per la tua crescita. La rabbia ti frenerà, il perdono ti porterà in alto. In ogni caso, sappi che è stata la TUA vita. Ringrazia tutti gli anni che hai vissuto. Amali per quel che ti hanno dato.

         2. Cosa ti aspetti dal futuro? Continui ad avere la speranza vaga e confusa che le cose andranno meglio? Stesso film degli anni precedenti a raccontarti illusioni? Ricorda che crescerai se il futuro non sarà la riedizione camuffata del già accaduto e sceglierai l’assunzione della responsabilità sui tuoi atteggiamenti mentali, adesso. Sii consapevole che il futuro non esiste. Comunque non ancora. Scegli il presente.

          3. Da dove pensi di cominciare? Da dove vuoi far iniziare il nuovo corso della tua vita? Hai una pluralità di scelte naturalmente, ma scegliere quella prioritaria ti renderà più agevole l’avvio. E il seguito del cammino. Perché non cominci da te? Riparti da te: mi pare una buona idea.

         E per il calendario puoi spendere quanto vuoi. Uno bello fa effetto.

         Io ne ho scelto uno con un giorno solo.

        Mi piace ricordarmi che esiste solo il Presente.

        Un abbraccio.

Scegli l’Armonia di un Mondo Migliore

        Scegli l’Armonia!

        Scegli un Mondo Migliore!  

        Considero la mia professione di Coach e di Educatore come l’offerta di un servizio di Benessere. Attraverso l’ascolto e la parola desidero che le persone che incontro entrino in un rapporto sempre più armonioso con se stesse.

         Imitando il grande Socrate, esercito l’arte della maieutica, ossia come un’ostetrica assisto i miei clienti nel loro personale cammino verso la graduale ed autonoma scoperta della verità, la loro  verità. Nella mia attività considero fondamentale ampliare le prospettive in modo da considerare i problemi come opportunità verso soluzioni nuove.

        Coltivando per quanto possibile ad ogni passo l’Armonia interiore, ovvero quella particolare abilità a controllare i pensieri e di determinare per noi stessi come ogni esperienza ha effetto su di noi.

        Scegli l’Armonia! Facciamolo insieme. Vedi, il trucco sta nel ritrovare il proprio swing… Anche Tu, come me, hai perso il tuo swing… Dobbiamo cercarlo. Ora è da qualche parte… nell’Armonia di tutto quello che c’è… di tutto quello che c’era… di tutto quello che sarà.

       Sai, lo swing è quel movimento che si esegue nel golf quando si colpisce la pallina per farla partire verso l’obiettivo. Facendola alzare. Sì, è venuto il tempo di rialzarsi. E i miei Biglietti dell’Armonia sono un abbraccio caldo di fiducia. Per dirti che se vuoi, puoi.

       Se anche tu sei come me, conosci di certo le giornate in salita. Quelle che sono cominciate male e che sembrano farsi più grigie ogni ora che passa. E noi, presi dal malessere che non sappiamo né spiegare né gestire, scivoliamo lentamente verso una tristezza che ci rende insopportabili. A noi stessi prima ancora che alle persone con cui condividiamo il nostro tempo. Lo sappiamo, non sono bei momenti, soprattutto perché sembra che non funzioni niente e che il mondo ci crolli addosso.

       Ma da qualche anno ormai non solo il mondo non mi crolla più addosso, sono io a sorreggerlo un pochino con l’energia che ho ritrovato in me. Sì, quel pomeriggio mi sono detto che dovevo uscire da questi buchi neri e trovare la via per giornate diverse. Dovevo ritrovare il mio swing! Quel giorno mi sedetti e ascoltai il mio cuore… mi parlava di Armonia. Sentii un desiderio forte a fare qualcosa di utile non solo per me ma anche per gli altri.

      Volevo che ogni attimo della mia giornata e delle giornate di ogni persona sulla terra fosse vivo, vivissimo, straripante di vita. Capivo che bisognava partire da quei piccoli momenti della nostra giornata dove ci sono situazioni in cui dobbiamo aspettare, poco o tanto. Quei pochi attimi di vuoto sono spesso un’esperienza devastante, perché la mente si sente quasi smarrita non avendo da seguire le gambe e sbrigare faccende o essere intenta alle occupazioni.

       A volte si ha  paura a non far niente anche per pochi minuti, per evitare di pensare. La conseguenza è la disarmonia in cui galleggiamo, un po’ inconsapevoli di come stiamo vivendo, un po’ narcotizzati dall’attivismo, che funge da rifugio e protezione all’invito giornaliero della vita al cambiamento.

     La parola Armonia mi affascinava. La sentivo vibrare dentro di me e pensai allora a quanto poteva essere utile avere a portata di mano alcune frasi semplici da guardare, in modo che l’occhio fornisse stimoli ai pensieri e questi andassero su immagini belle.

         I Biglietti dell’Armonia sarebbero stati uno strumento semplicissimo destinato a nutrire la vita di desideri, di possibilità, di stimoli. Utilizzabili ovunque, li immaginavo come una sorgente di positività cui attingere con estrema facilità in ogni luogo e in ogni momento della giornata. Nella fucina della mia mente avevo iniziato a vederli. Ne avevo l’immagine mentale sempre più nitida.

        Li vedevo nelle forme e nelle parole. Vedevo la gente sugli autobus e sulle metropolitane di ogni grande metropoli del pianeta leggere i miei Biglietti dell’Armonia. Mi pareva di vedere le mani delle persone, nelle sale d’attesa dei medici, in fila agli uffici postali, aspettando il treno o in qualunque altro momento inattivo, che leggevano emozionate quei biglietti.

       Ah sì, quel giorno lo ricorderò sempre! Ricordo che scrivevo di getto le idee che mi venivano. Stava crescendo la consapevolezza di me e di ciò che è davvero importante nelle nostre giornate. Mi vengono alla mente come fosse oggi quei principi che dovevano ispirare il mio progetto. Volevo fossero chiari perché dovevano essere la strada della mia Armonia… e, se vuoi, adesso della Tua.

Ecco per te questi sette lampi di consapevolezza:

1) Ogni persona sulla Terra merita la vita migliore, realizzando pienamente se stessa.

2) Se questo non accade sempre e per tutti, ciò è dovuto alla disarmonia con se stessi, con le altre persone, con l’Universo.

3) Non c’è però situazione esistenziale che non possa essere cambiata: chiunque può diventare quello che vuole essere.

4) Il cambiamento non è uno sforzo, ma un gioco, non una fatica ma un divertimento, non un impegno bensì una piacevole passeggiata tra i propri pensieri.

5) Ognuno può cambiare se stesso cambiando i propri pensieri, cambiando le sue convinzioni su ciò che crede o non crede possibile per sé.

6) La strada maestra è comunicare con se stessi dicendosi parole nuove, parole che creano una nuova fiducia, che spargono i semi di un nuovo luminoso destino.

7) Le parole lette alimentano fasci di infinite vibranti emozioni, che compongono il mosaico dell’armonia interiore: il resto è solo eterna traboccante bellezza.

  Ti farò una confidenza personale che mi imbarazza un po’. Mentre da un lato l’entusiasmo mi faceva volare con la freschezza di un bambino, dall’altro sentivo voci vecchie che mi volevano riportare con i piedi per terra. Mi dicevano che vivere l’Armonia  è difficile se non impossibile; che nessun biglietto al mondo avrebbe potuto cambiare la sofferenza delle persone; che il mondo è cattivo e bisogna rassegnarsi; che i problemi della gente non si risolvono con l’armonia ma con i soldi; che la facevo semplice, che ero un sognatore, che… che… che…

      Beh, sono contento che abbia vinto il bambino che è in me e che alla fine i Biglietti dell’Armonia siano diventati una Applicazione destinata ad ogni cellulare del mondo! Sì, essi sono solo un semplice strumento per portare ciascuno alla consapevolezza delle proprie infinite possibilità. E quindi alla piena e gioiosa realizzazione di sé.

       Insomma, cercavo di immaginare ogni realizzazione che permettesse di farne una varietà infinita di soluzioni per soddisfare qualunque circostanza. Farne un inno continuo all’Armonia. Volevo con tutte le mio forze che chi li avesse letti dovesse provare l’emozione che quelle parole generavano in lui e così dare avvio a ondate di pensieri e immagini mentali piacevoli. Oggi più che mai sono convinto che poco a poco serenità e armonia possono prendere il posto delle paure e delle preoccupazioni.

       Ho visto quanto semplice sia vedere aprirsi davanti ai propri occhi il cielo dell’Armonia.

       Sai che il Mondo Migliore è possibile.

Sognare il Mondo Migliore

 

I Biglietti dell’Armonia! Con Te, sempre.

In principio c’eri Tu.

E Tu sei il Cielo e la Terra.

 

     Dopo aver percorso una lunga strada, bussano oggi alla Tua porta i Biglietti dell’Armonia.
Per incoraggiare i Tuoi sogni.
Perché Tu non smetta di credere che è possibile essere la persona che desideri.
I Tuoi occhi attendevano queste parole ed esse ti hanno raggiunto.
Eccoli i Biglietti dell’Armonia. Per Te.

 

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Essi hanno un annuncio di speranza da fare al mondo

 

* Ogni persona sulla Terra merita la vita migliore, realizzando pienamente se stessa.

* Se questo non accade sempre e per tutti, ciò è dovuto alla disarmonia con se stessi, con le altre persone, con l’Universo, con il Creatore.

* La buona notizia è che però non c’è situazione esistenziale che non possa essere cambiata: chiunque può diventare la persona che vuole essere.

* Il cambiamento, poi, non è uno sforzo, ma un gioco; non una fatica, ma un divertimento; non un impegno, bensì una piacevole passeggiata tra i propri pensieri.

* Ognuno può cambiare se stesso cambiando i propri pensieri, cambiando le sue convinzioni su ciò che crede o non crede possibile per sé.

* La strada maestra è comunicare con se stessi e con gli altri dicendosi parole nuove, parole che creano una nuova fiducia, che spargono i semi di un nuovo luminoso destino.

* Le parole lette alimentano fasci di infinite vibranti emozioni, che compongono il mosaico dell’armonia interiore: il resto è solo eterna traboccante bellezza.

 

Un gesto della mano. Un’emozione nel cuore

 

     Un attimo a scorrere quella frase… e sei di nuovo in diretta con la Vita.
Con la Tua.

     Stai per andare in scena e sarà un fluire inarrestabile di emozioni.
Immagina la Tua mano che prende un biglietto. Le Tue dita lo aprono. Lo leggi. E in quelle parole la tua lunga ricerca, come la mia, come quella di tanti, potrebbe incontrare una bella sorpresa.

     Vedi, il trucco sta nel ritrovare il proprio swing
Anche Tu, come me, hai perso il tuo swing…
Dobbiamo andare cercarlo.
Ora è da qualche parte…. nell’Armonia di tutto quello che c’è…
di tutto quello che c’era…
di tutto quello che sarà.

     Lo sai, lo swing è quel movimento che si esegue nel golf quando si colpisce la pallina per farla partire verso l’obiettivo. Facendola alzare.
Sì, è venuto il tempo di rialzarsi. E i Biglietti dell’Armonia sono un abbraccio caldo di fiducia. Per dirti che se vuoi, puoi.

 

Voglia di Benessere. Adesso

 

     I Biglietti sono parole. Nei tempi lontani della loro origine le parole erano magie e, ancora oggi, la parola ha conservato molto del suo antico potere magico.
     Con le parole possiamo rendere felici gli altri. E noi stessi possiamo passare dalla disperazione alla gioia.
Le parole suscitano affetti e sono il mezzo più usato con il quale le persone si influenzano tra loro.
      Le parole di questi Biglietti dell’Armonia erano in un libro. Si parlava di crisi e si era felici di raccontare la sua fine. Si parlava di benessere e si diceva che era possibile crearlo. Innanzitutto dentro di noi.

 

Per buttare alle spalle ogni Tuo fallimento

 

     Se qualcosa nella Tua vita è andato storto. Assolviti da ogni colpa.
Oggi puoi scrivere una nuova pagina del Tuo benessere: basta pensare che il fallimento è solo un insegnamento utile al Tuo miglioramento. Nell’Armonia ti attende il prossimo passo. Il passato non conta più.
     Se nella Tua vita non tutto è andato come volevi, sappi che va bene così. Non intestardirti in rimorsi ormai inutili. Rilassati nella consapevolezza che i fallimenti non esistono. Hai la più grande delle giustificazioni: nessuno te lo aveva detto.
I Biglietti dell’Armonia offrono ad ogni persona sulla terra la possibilità di cambiare le sorti della propria esistenza. Io ho risposto: “Presente”!

 

Per alleviare tutte le Tue paure

 

    Non sei più solo. E la verità è che un biglietto dopo l’altro hai iniziato a innovare i tuoi pensieri. A provare nuove emozioni. A sentire che sei parte di un Universo che ti vuole bene. Fino ad ora forse non lo hai visto questo amore per te, ma ora ti appare luminoso.
     I Biglietti dell’Armonia sono il desiderio che Tu, io ed ogni persona sulla terra conosca l’armonia e viva felice. Tutto qui. Nella semplicità, essi sono la mano tesa al bisogno di realizzazione personale.
     Una piccola ma efficace spinta ad uscire da grandi insoddisfazioni.
Un botta ai cerchi di autolimitazione data da condizionamenti educativi e sociali.
Una ventata di sana comunicazione con se stessi. Non solo, ma con la ricchezza di nuovi argomenti e straordinarie emozioni.
     La Tua paura di cambiare si frantuma. E con essa le Tue vecchie credenza su Te stesso e sugli altri. Niente ti inquieta più. I vapori delle preoccupazioni si diradano e Tu ritrovi il sorriso della fiducia. Con l’Armonia hai vinto: “così ti nutrirai di morte che di uomini si nutre e con morte morta, si estinguerà il morire”.

 

Per confermare che non sbagli

 

     Molti dei tuoi sospetti sono confermati. Ma non è il caso di perderci altro tempo. Hai regione su molti aspetti di questo mondo ed difficile darti torto se hai manifestato rabbia e risentimento per tante situazioni che hai visto e sentito. E nessuno giudichi né Te né me se abbiamo inveito contro ingiustizie assurde e se la nostra collera ha avuto toni aspri. Allora eravamo vecchi.
     No, non ci siamo sbagliati, ma era solo il nostro punto di vista e adesso sappiamo che possiamo farci forti di altre visioni del mondo. Ora sappiamo che l’Armonia conviene.
     Sì, è la più grande soluzione contro l’invecchiamento.
Perché i Biglietti dell’Armonia sono una risposta.
Vuoi che sia la Tua risposta?

 

Per colpire i tuoi nemici

 

     Fai che queste parole diventino la tua spada di luce contro i tuoi nemici. Colpiscili… a vita. Senza pietà, fino a farli risorgere! Scopri in questi biglietti l’arma che annienta i nemici trasformandoli in persone armoniose. Ecco la tua più grande vittoria. Non ti serve infierire però. Ricorda che la magnanimità è il gesto che distingue la nobiltà dei sentimenti.
     Nessun risentimento appesantisca i tuoi occhi. Apriti generosamente al mondo, lasciando cadere ogni motivo di contesa. Stempera i conflitti ispirando le tue relazioni a principi di armoniosa collaborazione e non di competizione. E se di lotta si deve trattare, sia quella di un gioco dove nessuno perde.

 

     Nelle Tue mani hai adesso qualcosa di più prezioso dell’oro. Cosa più simpaticamente utile dei Biglietti dell’Armonia? Guardali e lasciali entrare dentro di Te:

     – sono semplici
     – invertono la tendenza alla negatività
     – sono accessibili a tutti
     – utilizzabili ovunque
     – a un prezzo che tutti possono permettersi
     – con un’ampia varietà di soluzioni.

     Allora, fai la tua scelta. Investi nell’Armonia.
Hai ora la tua grande risorsa: cura e prevenzione nelle parole.
Regala Armonia.
Falli conoscere.

Dove trovarli?

 

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     Troverai anche una mia Lettera ad accoglierti

      Goditi le emozioni di Armonia e raccontale ai tuoi amici e alle tue amiche.

      Sorprendili!

 

 

Cambiamento continuo

          1. Primo Passaggio.

          Se anche tu sei come me, davanti alla parola “cambiamento” hai un senso di insofferenza. Piccolo o grande che sia il fastidio che ti attraversa non resti comunque indifferente: sai che l’argomento ti riguarda, ma non hai ancora preso la familiarità del caso.

         Puoi sentire che ci sei già passato almeno una volta o che invece qualche aggiustamento nella tua vita diventa necessario proprio ora. Domani potrebbe essere tardi. E il mutamento di rotta, anche netto, non di rado è un fuori programma.

          Quale che sia la tua età, la tua situazione personale e professionale, la vita ti attende al varco per proporti una curva dove meno te l’aspetti. Non bastasse, non sai come ti apparirà: fortunato se essa è ampia, ben segnalata, visibile e soleggiata. Ma se fosse notte? Ci fosse nebbia, pioggia o neve? Ottimo se puoi contare sul supporto di qualcuno che ti vuole bene, ma se ti trovassi solo? E già stanco della strada fin lì percorsa? Capisci cosa intendo vero?

          Per quel che si sa dall’esperienza comune, almeno una curva importante nella tua vita non potrai evitarla. Di solito sono di più, in ogni caso non potrai ignorare questo cambio di direzione che a tutti prima o poi tocca ed è meglio che tu ne sia consapevole. La posta in gioco è altissima. La tua felicità.

          Cambiare significa passare da una condizione ad un’altra. E tra tutti gli ambiti in cui si dispiega l’esistenza, modificare il proprio atteggiamento mentale è l’opera più impegnativa. Non si tratta infatti di una nuova scelta professionale o famigliare e neppure di un alternativo impegno sociale. Qui si va a toccare il fondo: il tuo modo di vedere il mondo e di starci. E, soprattutto, la tua voglia di vita vera.

        Più ti convinci che la felicità è uno stato di coscienza che non dipende dal possesso di cose e che queste hanno importanza solo quando tu sei davvero signore della tua vita perché ne sei il protagonista, più stai bene.

        E a quel punto, il cambiamento è una tua scelta. Certo, non mancheranno situazioni che ti forzeranno inaspettatamente a cambiare rotta e alcune potranno essere fatti tragici, tuttavia sarai tu stesso il vigile timoniere sulla nave della tua esistenza.

         Considera che cambiare potrebbe anche piacerti, sai! Immagina che diventi una bella abitudine e fare così del cambiamento continuo un evento che arricchisce la tua vita di nuove emozioni. Un’esistenza che di curva in curva trova la sua linearità creativa di benessere quotidiano. Gustando la bella e consapevole sensazione che anche la felicità è una scelta.

        Nessuna ingenuità, però. Lo sai anche tu che il cambiamento ha spesso il viso truce della paura e farselo amico non avverrà senza una tua decisione. Diceva Einstein che la misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario. Il cambiamento, dunque, nella sua essenza profonda fa appello a una capacità.

        E ti dico la bella notizia. Questa capacità la puoi acquisire, coltivando la tua intelligenza. E il primo segno che hai cominciato con successo questa particolare coltura nel tuo orto spirituale sarà capire quando nella tua vita cambiare è, appunto, una necessità. Verità che ti diventerà chiara nella misura in cui avrai desiderio prorompente di novità e ad essa ti aprirai, abbattendo il muro della rassegnazione al giàvissuto.

        2. Secondo Passaggio.

       Non ti voglio nascondere niente e sappi perciò che oltre alla paura che si cela dentro le voci che ti assalgono, da dentro, e ti stordiscono, da fuori, dovrai misurarti con la sindrome del “dopo”.

        Un terribile morbo che ci affligge quasi tutti e avvilisce le anime e i corpi nel continuo procrastinare quel che invece grida la sua attualità. Se – come si cantava – la vita è adesso, fai la cosa intelligente e scegli di cambiare quando ne hai avvertito la necessità. Non un minuto più tardi. Moriamo a colpi di dopo, portati ad una lenta agonia e sbadigliando tra scorci di vita che nulla hanno più di gradevole da raccontare.

          Parla al presente e vedrai che cambiare sarà la sfida più bella che tu possa raccogliere. Le curve che la vita ti presenta affinché la tua strada porti alla felicità saranno null’altro che opportunità per vedere una direzione diversa, quella che neanche immaginavi.

         E ti accorgerai che quel che puoi perdere è solo l’attaccamento a ciò che ti implora di lasciarlo andare.

         Quando cresce la consapevolezza che il cambiamento continuo è solo la scelta di stare dalla parte della vita, la conseguenza è il senso di fiducia che trova il suo spazio, prima, e alberga poi stabilmente nella mente e nel cuore.

        Cominci un nuovo racconto, quello che parla davvero di te. Basteranno allora poche pagine per incontrarla, la felicità. Hai solo osato cambiare ed è accaduto qualcosa di straordinario. Quasi non ci credi neanche tu.

        Diceva il poeta Goethe che la magia è credere in noi stessi. Se riusciamo a farlo, allora possiamo far accadere qualunque cosa.

       Giurerei che è davvero così.