Evoluzione
Evoluzione

Evoluzione

      Parola ricca di significato, suono piacevole, concetto che ti prende. Sembra si vada affermando nelle coscienze. E-voluzione si sostituisce a Ri-voluzione dalla quale differisce profondamente e appartiene al lessico di un momento in cui i Risvegli si vanno moltiplicando. Ben inteso, convive con una forte In-voluzione in diversi ambiti, ma l’Evoluzione ha qualcosa di inatteso, che non ci si sarebbe aspettati o comunque non di queste consolanti proporzioni. Ancora sotterranea e senza una configurazione sociale riconosciuta, questa esperienza sta riguardando parecchie persone. Senza avere riscontri numerici, è mia percezione che potrebbe esserci un Resto, passato nel crogiuolo dell’Evoluzione. Chi ci sarà in questo mosaico di anime che sorridono alla morte? Nessuna consolante certezza, solo fiducia incrollabile nella natura umana per amore della quale si può dare la vita, sperando contro ogni speranza.  

     Evolvere, dunque. Parola che richiama lo svolgimento di qualcosa di arrotolato: quindi uno sviluppo, un movimento ordinato ad un fine. Termine collaudato, viene utilizzato in diversi ambiti, che vanno dall’ostetricia alla ginnastica e all’equitazione: ed è persino lessico militare. Ne fanno uso i vulcanologi, i sociologi, i linguisti e gli statistici, ma noi lo conosciamo però principalmente  per il suo uso scientifico, nel momento in cui si è cercato di spiegare proprio in termini di evoluzione i fenomeni cosmologici, chimici, biologici e antropologici. Così possiamo prenderlo anche noi, pensando all’Evoluzione come ad ogni processo di trasformazione, graduale e continuo, per cui una data realtà passa da uno stato all’altro – quest’ultimo inteso generalmente come più perfezionato – attraverso cambiamenti successivi. E da quando Darwin scrisse L’origine della specie, Evoluzione è diventato un’espressione che ha valicato il confine delle scienze biologiche: qui indica la storia delle forme viventi e le teorie sull’origine della vita e sui processi che hanno prodotto gli organismi attuali. Secondo la più nota di queste teorie, come appunto  l’evoluzionismo, sulla Terra sono apparsi dapprima organismi semplici, dai quali sono poi derivati quelli più complessi. Scardinando ogni fissismo, Evoluzione si contrappone tanto a permanenza che a rivoluzione.

       Attualità

       La cosa ci interessa e ci riguarda considerando la nostra quotidianità. Il tentativo di rendere permanente un’emergenza fallirà. Volere una rivoluzione digitale innaturale pure.  E mentre tuttavia si apprende che le specie in quanto tali non sono considerate immutabili, bensì in via di continua trasformazione e differenziazione per l’azione di fattori strutturali o casuali, interni o esterni, si intuisce l’estrema attualità di questo fenomeno… evolutivo. Da quando si è cominciato a familiarizzare con il concetto di selezione naturale si contempla una possibilità concreta e travolgente:  l’insieme delle specie viventi è a sua volta soggetto a processi di diversificazione (che determinano la comparsa di nuove specie) e di estinzione. Diversificazione, estinzione: processi di profonda trasformazione culturale nei quali siamo immersi fino al collo e che sembrano invece essere tanto estranei alla consapevolezza di milioni di persone, inavvertitamente prese da uno scorrimento temporale indefinito. Non sembra più solo una questione dei Pochi che ab immemorabili  dominano i Tanti, secondo l’analisi che ho condotto nel libro Eu-dàimon. La felicità nell’anno di grazia 2020. L’abilità dei Pochi è ormai raffinata al punto che molti dei Tanti seguono con docilità le guide della mistificazione che tramano la loro fine piuttosto che considerare le parole di chi, fratelli nella Tantitudine, sono riusciti ad intuire e sospettare la sciagura ordita a loro cruento danno. Accecate e stordite da promesse e paure, nessuna parola diversa sembra far breccia in menti attratte dalle suadenti ben poste narrazioni televisive.  

     Pur continuando a restare in quel 10% di italiani che non smettono di essere incalliti ottimisti, le tragiche e reiterate scene di sonnambulismo sociale diffuso mi scuotono  e non ho potuto sottrarmi agli impulsi della memoria che mi riportava alla mente e al cuore quel racconto che tanto ha nutrito la mia immaginazione negli anni. Ho letto e riletto nel tempo quel racconto di Enea sulla fine di Troia e, dispiaciuto della vittoria dei consiglieri fraudolenti, ho sentito pietà per il vecchio Laocoonte sopraffatto dall’abile bugiardo Sinone, grandissimo manipolatore, degno ispiratore dei dolosi bugiardi dello schermo.

    Quel giorno a Troia

     Struggente mi è sempre parsa la figura di Cassandra. Che destino! Il momento tragico di uno scontro che rappresenterà un modello imperituro: da un lato un’apparente e verosimile evidenza accolta ingenuamente e, dall’altro, una lettura audace, sfidante la chiara semplicità dei fatti, capace di mostrare un retroscena agghiacciante. La maggioranza vince – si dice – ma resta non di meno che ignorare Cassandra è costato un prezzo terribile e, ieri come oggi, risultato fatale a molti. Quanti come lei sospettano e avvertono, sommariamente e forse avventatamente, vengono definiti “profeti di sventura”: in realtà offrono solo a loro spese un punto di vista minoritario, oltre che impopolare, sugli eventi. Non hanno alcun vantaggio personale, nessun conflitto di interessi, nessuna vanità carri eristica: cercano come possono di esprimere un insopprimibile amore per la verità o, quanto meno, quella che ai loro occhi viene nascosta o camuffata. Davvero ebbe ragione chi disse che “la mente opera come un paracadute: funziona solo se si apre”. E ignorare ed etichettare spregevolmente la possibilità di un pericoloso inganno in atto da due anni (ma orchestrato da tempo) potrebbe anche aprire scenari che solo irresponsabilmente si possono fingere non, con una qualche ragione, realistici.

     Quanto insegna la storia! Non gioverà al saggio Laocoonte aver avuto ragione e che poi si sia maledetta la stoltezza della credulità: malgrado l’appassionato invito ad allargare la mente ad una triste eventualità, la ragione fu obnubilata e la cecità non lasciò scampo a quanti si rallegravano per il dono del cavallo di legno. Perché mai dubitare di un lavoro così ben fatto? Solo una mente contorta avrebbe potuto vedervi qualcosa di insano. Meglio di ogni filosofo dopo di lui, Laocoonte applicò la radicale spregiudicatezza di chi sottilmente vede. Dentro e oltre la nebbia dell’inganno. Osò a caro prezzo la responsabilità di mettere in guardia i fratelli dall’ipnosi degli illusionisti, capaci di tramortire la verità sotto la seducente apparenza. E così con tutte le sue forze si rivolse ai Troiani per scongiurare la scelta che decretava il loro massacro:

            Poveri cittadini, cos’è questa pazzia?

            Credete partito il nemico? Potete immaginare un regalo

            dei Greci senza un trucco? Così conoscete Ulisse?

            O appostati dentro questo legno si nascondono Achei,

            o la macchina è fabbricata contro le nostre mura

            per spiare le case e incombere sulla nostra città,

            o cela qualche altro raggiro: non fidatevi del cavallo, Troiani!

            Comunque, i Greci io li temo anche se portano doni!

       Malgrado scagli la sua lancia contro il cavallo stigmatizzandone l’inganno, tutto era ben architettato perché Troia cadesse nel funesto raggiro. Ecco apparire un tale, Sinone di nome, nelle vesti del mentitore spudorato che con maestria ben studiata recita la parte dell’anchorman ben istruito: un abile e suadente discorso persuade alla scelta tragica. Come ci riesce? Con la promessa allettante e con la paura:  trattandosi di offerta votiva alla divinità, se il cavallo fosse stato introdotto in città l’avrebbe resa inespugnabile. Al contrario, distruggere quel cavallo avrebbe arrecato pesanti sventure! Sappiamo com’è andata e anche i dettagli di quella carneficina notturna.

     Oggi in Italia

     Se ci fermiamo alla scena della spianata di Troia, abbiamo un copione che si ripete. Assedio all’Italia negli anni con tentativi vari di sfondarne le mura sociali ed economiche. Le divinità finanziarie interne ed esterne a giocare sulle sorti di una Nazione in balia dei capricci di chi preparava il terreno per accelerare i tempi della capitolazione. Un esempio mondiale? Colpire la patria della cultura e del diritto per dare un segnale inequivocabile? Gli Italiani vanno piegati!  Solo con l’inganno si potevano tuttavia violare le mura. Un virus per intimidire, un’emergenza infinita per destabilizzare, un vaccino per la salvezza, la fumosa ripresa inneggiata su un indebitamento infinito! Lo schema è noto: creazione del problema, lasciar dilagare e alimentare il disagio, fornire e far accettare la soluzione già preparata. Un finestra dopo l’altra, in sei passaggi, et voilà la magia: ciò che era impensabile è diventato legale! Personaggi scaltri e di lignaggio massonico posti come eroici salvatori ad orchestrare il colpo finale e affossare per sempre l’Italia. Come allora non mancano i Laooconte, coscienza critica che sanno intelligentemente sospettare e che vedono la pazzia in cui si sta precipitando: possibile anch’or oggi non vedere gli infiniti segni che questa sceneggiata è un’assurdità, sostenute da complicità e corruzioni capillari? Come non essere neppure sfiorati dalla possibilità che questi figuri non siano amici del Sovrano e che nelle loro parole vi sia raggiro? Possibile non aver letto nulla sugli enormi conflitti di interesse in gioco sulla salute di milioni di persone, disorientate, perse e persino derise nelle contraddittoria e, a tratti, spudorata messinscena dell’emergenza sanitaria infinita?  Come se risuonassero oggi le parole ormai millenarie di Laocoonte: “Poveri cittadini Italiani, cos’è questa pazzia? Credete partito il nemico Crisi? Potete immaginare un regalo da questo Governo senza un trucco? Così conoscete chi vi governa? O appostati dentro questo siero si nascondono i Potenti, o il lasciapassare è fabbricato contro noi stessi, per spiare le case e incombere sulla nostra città, o nasconde qualche altro raggiro: non fidatevi del veleno, Italiani! Comunque, questi massoni io li temo anche se portano doni!

     Saranno i mesi a venire a raccontare l’epilogo di questo momento di stordimento collettivo al quale sembra tuttavia sfuggire un buon gruppo di persone che, malgrado in bombardamento mediatico a senso unico, non ha smesso di porsi domande. Forse alcune saranno appena balbettate, ma vivaddio, ci sono segnali di Risvegli continui, di Esseri umani che si interrogano su come sono trattati, sulle ragioni di assurdità sanitarie e legislative, sullo stress da dominio pesantemente indotto per ficcare le resistenze. Bisogna certo saperlo scorgere questo processo di trasformazione in atto: graduale, si può solo auspicare che sia continuo per tante persone che passano da uno stato quasi passivo di asservimento ad uno di diversa energia. Può non avvenire in modo lineare in un contesto molto contorto di informazioni ed emozioni, ma di Evoluzione si tratta quando il percorso o il balzo portano a qualcosa che sa di miglioramento. Anche raggiunto attraverso cambiamenti successivi, pensare a se stessi come persone depositarie di diritti inalienabili sanciti dalla Legge Naturale è un atto di sovranità sulla propria vita. Anche quando solo un barlume di lucidità avvolge la coscienza della certezza che non esiste libertà autorizzata, che perciò possa essere a piacimento revocata da un avvelenato umano decreto, si ha un sussulto interiore compiacimento che riavvicina alla propria umanità.

     Non saprei tratteggiare con precisione il profilo di una persona evoluta che può essere di grande varietà e ricchezza, impreziosito dalla storia personale quando non si è ceduto al potere delle circostanze né ci si è rasseganti alla loro ineludibile irreversibilità. Credere che “niente di splendido fu mai realizzato se non da coloro i quali osarono credere che dentro di loro qualcosa era superiore alle circostanze” è la testimonianza di un cuore che ancora pulsa desiderio di una vita autentica, nell’autodeterminazione alla realizzazione di sé, esercitando liberamente il proprio ingegno. Fino all’ultimo respiro, felicità: unico fine che abbia un senso vero per l’esistenza umana. Posso provare a balbettare qualche frammento di pensiero, caso mai fosse utile a come far desiderare la bellezza di aspirare ad evolvere. Nella direzione più importante, per diventare innanzitutto se stessi. Individuo, tra possibili altri, cinque elementi, senza un ordine d’importanza.

     Crisi di Civiltà

     Sì, per quanto economia e sanità giochino la loro parte, siamo davanti ad una crisi di civiltà. Non rivengo su quanto ho già scritto a più riprese, semplicemente richiamo qui alla consapevolezza che i segnali sembrano indicare un accelerazione vertiginosa dei passi verso una convivenza strutturalmente e permanentemente algoritmica, digitalizzata e elettromagnetica. Il fatto è che questo sforzo immane di imposizione di uno standard comportamentale mondiale si scontra con una qualche resistenza, probabilmente inaspettata in queste proporzioni. Una minoranza di irriducibili apoti è all’appuntamento contemplando una possibilità: che il tipo di civiltà dell’invisibile gabbia d’acciaio in cui i Pochi trattengono da sempre i Tanti imploda in questo momento storico sotto l’onda di un risveglio spirituale e sapienziale. Sembra tuttavia molto in vantaggio il piano  di ammodernamento di un’Umanità ormai obsoleta.

    Comunque vada, che la millenaria civiltà dei Pochi e dei Tanti si radicalizzi nella forma estrema e definitiva del nuovo Moloch denominato Internet delle Cose o che il tentativo abortisca portando al paradigma della Civiltà dell’Umanità Felice, siamo ad una Evoluzione epocale. Potrà essere utile certo chiedersi quali premesse ci hanno portato a questo oggi e anche quale sia il tasso di disumanità si stia respirando in questa forzatura globalizzante, in contrasto profondo con l’anelito ad una vita in cui ogni essere possa esercitare liberamente il proprio ingegno. Evoluzione significa qui un tentativo di comprendere il mondo da un punto di vista metatelevisivo, da Essere umani misura di tutta le cose, consci che bisogna ridisegnare la mappa dei significati, formulando domande taciute: Cosa conta davvero? Chi decide della vita delle persone? Chi controlla le informazioni, la loro autenticità, le notizie da nascondere? In uno scenario di dilagante incertezza e pessimismo, saturi di scienza e di tecnologia milioni (miliardi?) di Esseri umani barcollano nella loro impotenza: un passaggio evolutivo a cui sopravvivrà  solo la potenza dirompente del Sogno. Nessun Internet of Things offuscherà la mente a chi si pone domande sulla natura di questo Occhio. Per vedere sempre e tutto ha bisogno di energia e oggi  l’Impronta ecologica, ovvero l’indicatore con cui si valuta il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle, ci dice che il dispendio energetico è immenso. Quale sostenibilità chiacchierata? Una persona evoluta capisce che tutto sembra ormai dipendere dai programmatori e dalla diffusione esponenziale della capacità computazionale. Mari e oceani sono attraversati ormai da miglia di chilometri di cavi da 30/40 cm di diametro in cui scorrono informazioni dal volume incalcolabile: dov’è in server centrale? Chi ne è proprietario? Chi lo gestisce? Secondo quali ordini? La civiltà dei sensori potrebbe essere un passaggio irreversibile, ma anni di cinematografia hanno preparato il terreno e a piccole dosi e c’è certamente chi plaude a questa innovazione. Potrà essere sicuramente la fine dell’Essere umano come persona dotata di diritti. E, cremati i corpi dei caduti nel processo di ammodernamento, un nuovo ordine si reggerà sui Numeri. Ma potrebbe anche andare diversamente. Al bivio decisivo farà la differenza la Vita!

     Umiltà

     Una qualità decisamente poco di moda ma che può essere un segno distintivo della persona evoluta, assolutamente a prescindere dai natali, dal titolo di studio e dalla loggia massonica di appartenenza. Nella stagione in cui l’opinione di chi non ha un seguito televisivo sembra essere scarsa qualità, l’umiltà evidenzia la persona di valore che non asseconda pomposamente la narrazione dei più ma faticosamente cerca di elaborarne una propria. Malgrado possa persino essere considerata senza vergogna alcuna persino una virtù (per la spiritualità cristiana è così), non di rado ancora si considera l’umiltà il marcatore di una condizione modesta, solitamente contrapposta ad uno status nobile. Au contraire, una bella evoluzione è abbandonare la spocchia da saccenti che accompagna arroganza e supponenza e considerasi sempre in stato di apprendimento. Penso che non sia primariamente una questione di orgoglio né di sicurezza di sé modalità questa che può essere accettata qual segno di convinzione della bontà e della sostenibilità del proprio punto di vista. No, l’umiltà si contrappone al narcisismo. Al delirio di onnipotenza di chi, politici o scienziati pensano di poter essere arbitri della vita di milioni di persone. E, per altro, non  sentirsi neppure troppo in dovere di motivare i propri diktat. E sbaglia, a mio parere, chi pensa che una persona che coltiva l’umiltà come atteggiamento intellettuale di prudenza e di saggezza lo faccia per debolezza, non accettando lo stile imperante del conflitto di personalità, spesso di marca ormonale. In una relazionalità evoluta quel sentimento che il dizionario ti dice essere un atteggiamento riverente e sottomesso, oltrepassa di molto la modestia e la riservatezza, pur doti apprezzabili, e, persino, quei comportamenti improntati alla consapevolezza dei propri limiti. Usciti da questa melma di gridata ostentazione degli ego, voluminosi e ad alto dosaggio di testosterone, sarà un piacere vedere quanta consapevolezza è maturata in persone che, per la qualità della loro presenza e la signorilità del loro porsi, impartiscono lezioni di intelligenza emotiva a scienziati e venerabili maestri.

    La via Etica

    Evoluzione in nome dell’Uomo! Evoluzione di uomini e donne che si riconquistano a se stessi, fuori dalle ombre delle nere mani che cercano di avvolgerli nel loro nulla. Comunque vada, sarà stata un’esperienza unica vivere il sussulto della coscienza in pace con sé stessa per non aver tradito il proprio sentire e aver sbugiardato la paura. Quale meravigliosa pace dell’animo essere rimasti in piedi e sentire che non si è infiacchito lo slancio verso il Bene, ancora certa e conforto senza eguali! Potrà forse apparire poca cosa, ma quando il senso etico fa mantenere viva la tensione verso il proprio impegno diventare una persona migliore, è come se nessuna legge iniqua o nessuna insensato obbligo possa strapparti l’impareggiabile consolazione nelle parole della Filosofia: È necessario che tu apprenda ogni cosa, sia il cuore non tremante della ben rotonda verità sia le opinioni dei mortali, cui non si può concedere vera fiducia. Resta ottimista che è evoluto o sta evolvendo, anche nella tragicità di un’attualità inquietante con una prospettiva tirannica perché una superiore visione spirituale sorregge i suoi giorni. E non è detto che non veda quell’alba che ancora deve sorgere, anche se, in ogni caso, poiché considera la libertà un diritto umano fondamentale e lo vive con la responsabilità di favorire anche quella degli altri, chi ha uno scopo di tal valore preferisce morire in piedi piuttosto che vivere in ginocchio e in schiavitù.

     La sconfitta della Medicina

     Alla Salute! Ho già scritto di come i medici di Hitler siano da considerare migliori di molti di quelli attuali. E nel libro ho spiegato anche le ragioni. E in quel momento non era ancora esplosa la questione dei sieri genici a tecnologia mRNA. Sicuramente nel mondo della scienza medica si assisterà ad un terremoto per un fenomeno evolutivo di cui si intravvedono alcune premesse, come gli enormi conflitti di interessi connessi con il miliardario business della malattia. La persona che sta evolvendo nel suo risveglio a se stessa esce dal racconto narcotico della medicina che salva le vite umane. Con il tempo, emergerà quello che già conosce in molti reparti ospedalieri e potrebbe essere terribile scoprire ciò di cui qualcuno acutamente già sospetta da mesi. È possibile ipotizzare che abbia fatto più morti e invalidi la medicina che non il virus? Nelle procure giacciono migliaia di denunce e in qualche tribunale si è cominciato a dibattere: chi vivrà vedrà. Ippocrate è una ventola nella tomba, ma non ci si deve stupire: corrompere i medici è uno degli investimenti principali delle multinazionali del farmaco. Da anni è noto che le case farmaceutiche spendono cifre esorbitanti nel marketing, molto più che per la ricerca. Da decenni è noto che basta inventare una malattia e così creare la domanda: con abilità i guru della comunicazione montano campagne pubblicitarie imponenti facendo passare per patologico un normale disagio della vita. Molti teleutenti che si lasciano intrattenere in adorazione davanti al tabernacolo al plasma non sanno quanto siano influenzati a recarsi in farmacia. Ti capita di avere qualche disattenzione e dimenticanza? Ecco c’è già pronta la soluzione farmacologica per te! C’è un farmaco per tutto: per disturbi premestruali, per deficit di attenzione in adulti e bambini, come pure per iperattività e ansia sociale. Ci stiamo avviando verso il grande obiettivo di avere un farmaco per le persone sane! In verità, dietro il concetto perverso di paziente asintomatico c’è un lavoro di marketing molto sottile: si insinua l’idea che non esista un soggetto in salute. Una persona sana è una persona che semplicemente non sa di essere malata. E molti già ci credono. L’evoluzione farà da spartiacque  e non sarà un’azione chirurgica! Quando ho provato a descrivere i tratti di un’Umanità evoluta ho pensato a quando si scoprirà a quanti medici della salute delle persone non interessa assolutamente nulla, a partire dagli accademici cui viene affidato il compito di scrivere i prontuari e fissare i parametri. Non a caso esiste un mercato dei medici, risorsa fondamentale per le case farmaceutiche la cui preoccupazione fondamentale è vendere malattia e far contenti gli investitori di Wall Street, spietatamente attenti ai tabulati degli analisti.   

Certo, nell’enorme confusione, in parte creata ad arte, in parte causata da qualche previsione da palesi incompetenti, è evoluto a parer mio chi non abbocca al racconto televisivo e capisce che la questione sanitaria è un diversivo perché da anni è latente la catastrofe economica. Chi sa di finanza e di speculazione ha detto che “le vere armi di distruzione di massa sono i Derivati”. E qui ancora si involve senza chiedersi dove sia finita da due anni l’influenza stagionale che teneva a letto milioni di Italiani, che nel 1968 fu acutissima, che nel 2015 aveva saturato ovunque le sale di terapia intensiva e che nell’inverno 2016-2017 contava 300 decessi al giorno. Non sappiamo se la miccia sia già innescata, ma a chi dibatte su norme come l’obbligo dell’uso delle mascherine all’aperto perché lo dice la Cabina di regia conviene attrezzarsi oppure l’emicrania esistenziale potrebbe essere davvero forte. Parole profetiche quelle del filosofo che pagò con la vita l’essere minoranza:Se questa scienza che grandi vantaggi porterà all’uomo, non servirà all’uomo per comprendere se stesso, finirà con il rigirarsi contro l’uomo (Giordano Bruno).

     Fiducia!

     Sì, questa straordinaria forza interiore sorregge chi si avventura sui sentieri dell’Evoluzione e può mantenere viva la speranza alla fine di questo secondo faticoso anno. “Se permetteremo al Bene, al nostro dàimon, quello identico per tutti e che ciascuno porta dentro, di esprimersi appieno resteremo sorpresi dalla sua capacità di portarci ad un livello superiore di comprensione del senso del nostro essere nel mondo. Impareremmo probabilmente  a guardare alla Felicità come al benessere complessivo, a quella buona sorte ispirata dalla sapienza su ciò che conta e vale di più, misurato sul fine e non sui mezzi. Perciò la coltivazione delle Virtù ci farà sperimentare che, per quanto utili e importanti, i beni materiali, il denaro, gli onori e persino il piacere, negli eccessi animaleschi, sono inappaganti. La Felicità invece è il fine. Lo sia per tutti, in un abbraccio che stringa in armoniosa pace i Tanti e i Pochi di ogni tempo, di ieri e di oggi.

     Ritenere che anche questo 2021 sia da salutare come un Anno di grazia affonda la sua motivazione nel fatto che esso si è imposto come una provocazione rude e improvvisa e, per quanto vigliacca, capace di suscitare in molti un rigurgito, un sussulto di Umanità. Molte sono state, e variegate, le risposte agli stimoli e altrettanto numerose e complesse saranno le conseguenze che affioreranno alla coscienza. Il tempo dirà poi di quale visione di sé e del mondo saranno espressione i nuovi comportamenti a cui si assisterà. Ancora molto enigmatici i tratti della speciazione avviata, per usare un modo interessante di descrivere i fenomeni storici: neanche la cartomanzia e la veggenza più raffinate osano esporsi. La nuova moda di proporsi come guru della futurologia potrebbe funzionare solo se si avesse lo stesso carisma di Nostradamus le cui profezie mai sono mancate di stupire. A noi ora basta solo individuare il bisogno di stare nella contingenza e capirla alla luce della necessità di andare Oltre essa per osare entrare Dentro una novità inedita, per esplorane la possibilità stessa di essere pensata.

    Riportare al loro giusto rapporto Politica ed Economia, dopo averle ricomprese in significati ripuliti da secolare depravazione non è ancora il passo decisivo. Il primato liberatorio della Felicità sarà attuato nella meravigliosa acquisizione di quel senso meta politico e meta economico che si chiama vivere  nel moralmente bello e in esso gioire. Il vero inizio è una Estetica dell’Etica per la quale abbiamo avuto grandi maestri: “Ogni grande cosa può avere solo un grande inizio. Il suo inizio è sempre la cosa più grande. Tale è la filosofia dei Greci “ (M. Heidegger) (Da Eu-dàimon. La felicità nell’anno di grazia 2020, pp 164-165).

    Voglia il Cielo farci essere un piccolo frammento di questo Grande inizio.

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