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Successo: una sinfonia in 10 verbi. 2°: Ascoltare.

Ascolta, amico mio! Ascolta, amica cara!

Ascolta quel che ti è successo. Quel che è successo proprio a te. E stupisci. Non smettere di meravigliarti per quanto ti è accaduto.

Ascolta dentro lo scorrere delle emozioni che vengono da lontano. Avanzano portandoti il sorriso. Immagina i loro passi sicuri come quelli degli araldi che ti portano un annuncio. E allora tendi bene l’orecchio per essere attento ad ogni parola, ad ogni suono. Nulla possa tu perderti della notizia festosa che giunge. Un gran giorno!

Ti viene comunicato l’evento. Viene proclamato quell’esito favorevole che ti riguarda più di ogni altro. Ecco, quasi con solennità, il momento. Trombe, silenzio, lettura: “Udite, Udite”.
Ascolta, dunque. Attentamente. Sta per esserti raccontata la storia del tuo successo. Una storia grandiosa. Quella del tuo nome.

Sì, perché l’evento è che il tuo nome è stato pronunciato. C’è sempre stato, naturalmente, ed era scritto nell’infinita lista di bellezze di cui è scrigno l’Universo. Ma quel nome, il Tuo, è stato pronunciato. Come il mio e quello di ogni altro è stato… detto. Chiamato. Tu sei per sempre.

Prenditi del tempo e ascolta quel che ti è successo. Sì, con portamento da signore, con sguardo fiero e sorridente, con cuore aperto e accogliente: ascolta il tuo successo.

1. Il tuo successo è che Tu sei qui. Sei qui presente, come raggio della Presenza eterna. E come lei eterno. Perché nulla può essere fatto a chi è attraversato dalla Vita. Il tuo nome, il tuo volto, i tuoi occhi sono il tuo successo. Il cuore che palpita, la mente che pensa, le mani che agiscono sono il tuo successo.

2. Il tuo successo è che Tu sei già completo. Non sei un prodotto che manca di qualcosa e niente devi mendicare nel mondo. Siamo parte del Tutto e il meraviglioso risultato del Pensiero felice.

3. Il tuo successo è che Tu sei amato. Sì, nientemeno che dall’Amore, prima di tutto. E da chi come te  è parte della sinfonia dove tutto è Bene.

4. Il tuo successo è che Tu sei in espansione. Dinamica energia che si manifesta nella sue più belle espressioni. Sei qui per celebrare il tuo compimento, per riconoscere chi sei, per accogliere ogni abbraccio che l’Universo ti dona.

5. Il tuo successo è che Tu sei. Semplicemente.

Ascolta dunque il successo che sei e abbandona ogni affanno. Non è forse stato detto: “Per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate forse voi più di loro?  E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?“.

Il nostro successo va solo creduto. Ecco quella che mi sembra oggi un’evidenza che illumina i miei occhi. Sì, mi sembra di capire che innanzitutto il successo va ascoltato. Ascoltato come un racconto, una storia. La storia di chi siamo. La storia della nostra dignità.
Di più direi. L’ascolto del nostro cuore ci rivelerà che siamo un leggenda. Di quelle che commuovono per la ricchezza di emozioni che comunicano. Per la gioia che procura viverla e sentirla.

E tutto arriva grazie all’ascolto interiore. Dove parla l’Universo sulla frequenza del Tutto. E grazie all’ascolto con i cinque sensi, per gioire con tutti gli altri nomi pronunciati. Con le loro storie di successo. Possiamo chiamarlo il reciproco ascolto, nel quale ogni nome risuona con la sua frequenza per unirsi nella musica cosmica che tutto eleva e avvolge.

Ascoltare. Grande qualità! E l’ascolto attento ti premia con la gioia della consapevolezza. Quella del tuo successo. Già successo, appunto.
E l’insegnamento dell’ascolto è in invito semplice ed essenziale a vivere fiduciosi il presente. Da persone che il Successo l’hanno già.

Come fu scritto,  non affanniamoci dunque per il domani.

Namaste,

Mauro

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Successo: una sinfonia in 10 verbi. 1: Capire.

Mi sono accorto che usavo una parola senza saperne bene la sua origine. E neppure il suo significato. Non è la prima volta in verità che mi accade, ma non me la prendo più. Ho imparato l’indulgenza verso me stesso. Questo mi aiuta a mantenere viva la curiosità, che, a parer mio, è una porta spalancata sulle quotidiane opportunità della propria crescita personale.  Adesso so qualcosa in più sul successo.

So, per esempio, che successo non è nato come nome, o come si legge più elegantemente nel dizionario, come sostantivo maschile. No. Perché successo è il participio passato del verbo succedere! Il quale ha significati diversi e il primo è quello di venir dopo. Quindi succedere vuol dire prendere il posto lasciato vacante da altri, in una carica, in un titolo o in una proprietà di beni.

Ma succedere significa anche accadere, avvenire: può implicare una relazione di semplice posterità (se dico: non ricordo più ciò che successe poi) oppure indicare il puro e semplice verificarsi di un fatto (sono cose che succedono). Ho letto anche che anticamente era sinonimo di riuscire. Interessante.

Ora, successo preso come nome, così come di solito lo usiamo, significa un esito favorevole, una buona riuscita. Un’accoglienza favorevole da parte delle persone (come quando si dice… un film di successo). Insomma un avvenimento, un buon esito. E intrigante è però anche il fatto che il verbo succedere letteralmente voglia dire andar sotto.

Dopo aver cercato ed essermi premurato di aver capito bene, sono rimasto a guardare i risultati della mia piccola ricerca. Tutto certo molto interessante, ma più di tutto adesso so che successo è un participio… passato. Meraviglia delle meraviglie, il famigerato successo inseguito da uomini e donne come il mito da raggiungere nel futuro… è già avvenuto. Il successo è dietro di noi, non davanti. Fantastico, non trovi?

Quasi mi venivano le lacrime agli occhi dall’emozione. Da una parte per la sorpresa di così inattesa notizia e dall’altra per l’intuizione delle conseguenze che tutto questo può comportare. Sì, perché una cosa è inseguire ciò che si pensa debba avvenire; e altra cosa è accogliere ciò che è già avvenuto. Si sposta l’asse temporale della nostra focalizzazione. Dal futuro al presente.

Sì, al presente e non al passato come potrebbe apparire. Perché è nel presente che sei consapevole che l’esito favorevole per te c’è già stato. La tua buona riuscita è già accaduta.

A ben vedere se le cose stanno così veramente, questa è uno scoop di proporzioni notevoli. Una di quelle rivelazioni che possono davvero far girare la testa. Ma dalla gioia. Dalla inebriante gioia di vedere la propria vita in modo diverso. Probabilmente molto diverso. E sono felice di partecipare questa scoperta affinché possa essere utile ad altri.

Ricapitolando, l’essenziale – quello che come sappiamo è invisibile agli occhi -  è che si rivela davanti a noi un nuovo punto di vista. Come tanti, pensavo anch’io che il successo fosse qualcosa da raggiungere, davanti. Qualche volta, eternamente e infinitamente davanti. In realtà il tuo successo è già… successo.

Per dirla con l’etimologia alla mano, è già andato sotto. Dentro. È già in te da tempo immemorabile. Direi che il tuo successo è in te da quando esisti tu. Tu, il giorno della tua nascita sei stato un esito favorevole! Tu sei stato una buona riuscita. La migliore che si potesse immaginare.

Se così stanno le cose come le vedo, oggi si passa con decisione dal sistema Successo-centrico al sistema Tu-centrico. Ricordi quando ci veniva spiegato a scuola che prima l’umanità tutta credeva che il sole girasse attorno alla terra (sistema eliocentrico) e poi, contro la vecchia credenza si è affermata la verità che è la terra ad orbitare intorno al sole (sistema geocentrico). Oggi sai che Tu sei il Sole. Tu sei il Centro.

Tu sei già successo! Tu sei già accaduto. Tu sei l’avvenimento… già avvenuto.

Non hai da inseguire niente e nessuno. Nessun mito, chimera o miraggio di una condizione idilliaca che dovrà venire. Tu sei già idilliaco.

Di più, tu sei divino.

Il nostro successo è essere consapevoli di questa verità. Della nostra divinità.

Qui e adesso.

Nella gioia grande di un abbraccio,

Mauro

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Ridere - ridere - ridere

Successo: ti stiamo cercando. Sei tu il nostro grande amore?

Inutile stare a girarci attorno, tutti stiamo cercando da più o meno tempo questo grande amore che chiamiamo… SUCCESSO. Lo cerchiamo quasi come si cerca il grande amore della propria vita. Non so tu, ma in certi momenti a me appariva come l’ambizione a raggiungere qualcosa di indeterminato, ma comunque bello. Sai, succede di perdere la testa per il successo. Di fare stramberie. Quando non vere e proprie stupidate.

Non so a te, ma a me  succedeva un po’ quello che diceva in una recente intervista un illustre personaggio di grande cultura e scienza dall’alto dei suoi meravigliosi 97 anni: “La maggior parte  delle persone non sa dove va, ma ci sta andando di corsa”.

Perché cerchiamo il successo? Perché pensiamo di non averlo. Sembra evidente, eppure non consideriamo per nulla il fatto di averlo già. Mi son visto a volte inquieto corridore in una maratona che non sapevo dove avrebbe avuto fine. Lo so, è situazione di tanti e infatti mi sono sempre sentito in buona compagnia. Quella di inconsapevoli ricercatori di un successo tanto intrigante quanto vago: il più delle volte un grande amore senza né volto né nome.

Allora diciamolo apertamente: anche tu come me e tanti altri siamo ammaliati dal successo, inebriati dal suo profumo. In apnea solo al suo pensiero, sconquassati da tachicardie improvvise, sbattuti da sobbalzi ormonali non sempre controllabili.  E sia, nulla di grave. Anche nella tua testa il successo è il punto di arrivo al quale pensi? Con un po’ di ossessione, magari? Condita da qualche piccolo nervosismo quotidiano?

E bada, poco importa come tu lo intenda il successo. Forse lo chiami ricchezza, ottima salute, indipendenza economica, performances sessuali, affari brillanti, fama, affermazione professionale, serenità famigliare, titoli e riconoscimenti. O come riassunto di tutto: ogni cosa che ai tuoi occhi rappresenta la felicità. Può avere tanti nomi e tanti volti il successo.

Sicuro. Ma forse è necessario introdurre un punto di vista diverso affinché il successo sia visto meno come stressante conquista di qualcosa che non abbiamo e più come un nuovo modo di essere che si fa strada dentro di noi. Prospettiva questa spesso trascurata, quando non ignorata, che tuttavia ha il grande vantaggio di “umanizzare” il successo.
Ripeto, comunque tu lo intenda, tu, come me, come tutti, cerchi il successo. Perché esso è insito nella nostra natura, fatta per l’espansione verso la pienezza di quello che siamo. Vogliamo cose belle. Le desideriamo. Le vogliamo raggiungere. Spasimi e tensioni nella conquista, sforzi e “sacrifici” per qualcosa che continua a stuzzicarci l’appetito.

E invece il più delle volte non ci riusciamo. Tendiamo la mano verso il frutto che non vuol saperne di diventare nostro. La nostra amata non ci degna neppure di un bacio, il nostro adorato è poco interessato al nostro letto. Sembrerebbe la storia di un innamoramento a senso unico e forse lo è. Parrebbe una cotta da sballo… destinata purtroppo spesso alla frustrazione del non essere corrisposti. Con delusione, quando non avvilimento, e parolacce. Lesioni emotive e calci nello stomaco alla nostra autostima.

Magari fossimo spiritosi al punto da ridere di noi stessi e dire semplicemente “Oh, rabbia” come il simpatico orsetto Winny the Pooh. No, per noi è una questione seria. Molto seria. La conquista del successo è per noi una questione di vita o di morte. Oltre che di prestigio famigliare e sociale. Essere uomini e donne di successo ha un fascino troppo grande per rinunciarvi o arrendersi!

E infatti, a parer mio, non è questione di rinunciarvi. Neanche morto mi arrenderò. Però c’è qualcosa d’altro che bisogna aggiungere e che si scopre crescendo: il successo non è la conquista di cose da avere ma uno stato mentale nel quale essere. Sono stato talmente sorpreso da questa illuminazione che riflessione dopo riflessione mi si è tracciata davanti una strada. Una percorso tanto inatteso quanto meravigliosamente efficace. Ora so da dove partire per intendere correttamente il successo. E me lo sono scritto in un libro, per me e per gli altri.

Ah, quanto mi piace la prospettiva del filosofo Ralph Waldo Emerson: Ridere spesso e di gusto; ottenere il rispetto delle persone intelligenti e l’affetto dei bambini; prestare orecchio alle lodi dei critici sinceri e sopportare il tradimento dei falsi amici; apprezzare la bellezza; scorgere negli altri gli aspetti positivi; lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un’aiuola curata o del riscatto di una condizione sociale; sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito. Ecco, questo è avere successo”.

Sì, adesso anch’io trovo che questo sia avere successo! Sto smettendo di inseguire cose da avere e lavoro per l’affermazione di nuovi modi di essere. Il primo e più importante di questi mi pare l’amore. Sì, lui è la mia passione. Lui sia il percorso che ci innalza al Successo supremo, all’Amor che move il sol e l’altre stelle.
Dove tutto è limpido bene. Dove tutto è Abbondanza. Gioia e pienezza di sentirci uniti e felici nel Tutto. A prescindere.

Il mio motto lo conosci. Vivi Amando.

Un abbraccio. Grande.

Mauro

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sviluppo armonico 014

Aiuto psicologico: dalla depressione alla fiducia.

Uno dei momenti in cui sentiamo di essere tutti apparentati  sotto questo cielo nella stessa umanità è quando qualcuno ci chiede un aiuto. Un aiuto psicologico. Una telefonata, una lettera, una mail, una visita senza preavviso: qualcuno che ci cerca. Può essere un parente, un amico, un conoscente, qualcuno che conosciamo bene oppure solo occasionalmente. Puoi aver visto già il colore dei suoi occhi oppure conoscere solo il suo nome: non fa molta differenza. Qualcuno cerca te. Crede che tu possa fare qualcosa per lui. Che tu possa dagli un aiuto psicologico.

Soprattutto crede che tu possa fare qualcosa proprio quando il bisogno è più acuto. Quando il suo bisogno lo fa sentire in quella fragilità  che  tutti abbiamo sperimentato in momenti difficili della nostra vita. Anche noi abbiamo bussato alla porta di qualcuno per chiedere aiuto. Ricordiamo ancora con emozione l’accoglienza. È stato un giorno in cui ha vinto l’umanità.

La scorsa settimana ricevo una mail. A. è una signora iscritta come molti di voi al mio blog che non conosco personalmente, ma che già in precedenza mi aveva scritto con molta cortesia e calore alcune osservazioni ai miei articoli. Una persona con grande finezza d’animo. La mail è la seguente:

“Mauro, lo so che non ci conosciamo, ma tramite i tuoi messaggi mi sembri un caro amico. Sai non so con chi parlare ma mi sento disperata, non riesco a mettere in pratica niente di ciò che ho
imparato con la legge di attrazione, forse solo una cosa ad essere truffata e ritrovarmi solo con 5 euro di cui andare avanti fino al prossimo mese. Sono arrabbiata con dio con me, io sono una buona persona e anche la mia famiglia non è giusto che dobbiamo soffrire cosi…. Questa notte sono stata malissimo, ma ho sofferto nel silenzio pensando che prima o poi dio mi avrebbe aiutato, non voglio nulla da te solo un aiuto psicologico, ho paura ho tanta paura. Scusami……. un abbraccio. A”.

Parole come queste raggiungono il cuore e ti fanno sentire quanto sono spesso simili le esperienza di noi tutti. Subito mi sono ricordato dei miei momenti di tristezza  e di paura. Più che mai capisco che sono molte di più le cose che ci uniscono rispetto a ciò che ci divide. Darci una mano l’un l’alto è il gesto dei compagni di viaggio sulla strada della vita. Di un aiuto psicologico abbiamo bisogno tutti.

“Ciao, A.
Grazie per la tua mail e per la condivisione dei tuoi sentimenti con me. Capisco bene il tuo stato d’animo, sai, perché anche a me sono capitate giornate e notti di inquietudine. Ho passato anch’io giorni e notti a domandarmi il perché di quel che mi accadeva. Credo siano tappe che appartengono alla crescita: basta ripetersi che poi passa. Io mi dicevo: Anche questo passerà. E così mi ritrovavo più sereno. E una volta allontanata la disperazione e la paura potevo cercare più serenamente le soluzioni. A volte le trovavo, a volte no. Ma qualcosa dentro di me era cambiato.

La tua situazione è quella di molti riguardo alla legge di attrazione e anch’io trovo ancora difficoltà a mantenere aperti i circuiti per realizzare appieno i miei desideri. Soprattutto quando si tratta di ottenere cose materiali, quali i soldi per esempio.
Il fatto è che i condizionamenti che abbiamo ricevuto fin dall’infanzia incidono tantissimo ed è l’inconscio che fa funzionare la legge. Il quale è come un bambino che ha bisogno di serenità.
Ora, disperazione, paura, rabbia sono esattamente il contrario di ciò di cui ha bisogno il nostro inconscio.

L’unica cosa che veramente serve per l’attivazione dei canali dell’attrazione è la fiducia. Fiducia che non ci potrà mai accadere nulla di brutto se crediamo che l’Universo (Dio) provvede per noi.

Cara A., resta serena e fiduciosa. Esamina quali sono le tue credenze su di te, sul quel che pensi di meritare, sui soldi e ti accorgerai che c’è qualcosa che blocca il flusso.
Se pensi che i soldi ti mancano… continueranno a mancarti. Comincia a pensare all’Abbondanza. E fai come se avessi tutto ciò che ti serve.

Io ho una mappa che guida le mie giornate e vedo che funziona sempre meglio. Vorrei baciare chi l’ha scritta, ma non ho rintracciato il suo autore.
Quel che è certo è che mi mette di animo fiducioso. Mi facilita l’essere contento. Dice così:

Lavora come se non ti occorresse il denaro
Ama come se non ti avessero mai fatto del male
Balla come se nessuno ti stesse guardando
Canta come se nessuno ti sentisse
Vivi come se il paradiso fosse in terra.

Un abbraccio. Di tutto cuore, Mauro“.

Nel momento di inviare ho affidato la mia mail all’Universo affinché facesse lui quel che le mie parole non sarebbero riuscite da sole a fare. Abbiamo davvero un grande alleato.  Il giorno seguente, la risposta:

“Grazie grazie e ancora grazie avevo bisogno solo di sentirmi dire questo, e io ti auguro tutto il bene del mondo, mi rialzo sono caduta ma mi rialzo e quando sarò dritta in piedi guarderò le persone come te con la gratitudine di chi da comunque anche 5 minuti del proprio tempo per una parola di conforto, e chi mi ha fatto soffrire con il perdono di  Dio, come lui lo ha concesso a me molte volte…. A.”.

Con il suo bisogno di aiuto psicologico, A. ha fatto crescere me in umanità. Io non so cosa ho fatto di speciale per lei, ma ora sta meglio.  Il risultato vero però è che oggi siamo tutti e due grati e riconoscenti all’Universo provvidente che ci ha fatto capire che nessuno è mai solo. L’Universo trova sempre infatti qualcuno che ha 5 minuti per noi. Fidiamoci.

Namaste.

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