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Amore e cambiamento. Adesso

Sai una cosa? L’Amore ci dà il benvenuto sulla strada del cambiamento! Del mio, del tuo. Dell’intera umanità.

È il benvenuto nella cerchia di chi si distingue per le sue scelte. Scegliere l’Amore ci rende subito migliori. Dentro.
Immagina infatti come ti sentiresti se ogni tua parola, gesto, azione fosse il riflesso dell’amore che anima la tua vita. Splendidamente, vero? Saresti una persona affascinante! Magnetica! E in un permanente benessere con te stesso e con gli altri. L’Amore può fare questo perché esso è la nostra essenza! È la travolgente forza che attraversa ogni nostra cellula. Purtroppo lo abbiamo dimenticato.

Ti sei mai chiesto come cambierebbe la tua vita (se tu così vuoi, naturalmente) dopo un percorso di crescita che ti indicasse in che modo far diventare l’amore la splendida forza che ti innalza ad una vita piena di soddisfazioni? Suppongo di sì. Anch’io. E ho scommesso sull’Amore: tutto in maniera molto semplice, addirittura facile. Perché nell’amore non ci sono difficoltà, ma solo piaceri intensi e spirituali (e che per altro, fanno molto bene anche al corpo). Molteplici e sempre nuovi. Perché proveniamo dall’Amore, in esso ci espandiamo, con l’Amore universale ci fondiamo!

Per me aver voglia di cambiamento significa trovare davvero qualcosa di nuovo, magari la porta che non ti aspettavi. O meglio, che non ricordavi più che ci fosse. La porta che si offre a te come risposta alle tue domande, ma che ti lascia intatta la libertà di decidere  se entrare.

Quando parlo di cambiamento, penso a un movimento che avviene dentro di me, e che mi coinvolge interamente. Un movimento che innova i miei pensieri, mi rende appagato in emozioni creative e cristalline, mi diffonde benessere ad ogni cellula ed esultare nel sorriso accogliente e generoso. Sì, cambiamento è avere risposte. Risposte convincenti, ma sempre aperte a nuovi orizzonti. Io voglio quel cambiamento in cui la mia ricerca per trovare mi faccia trovare solo una nuova possibilità di cercare creativamente ancora. Serenamente.

Voglio un cambiamento che mi porti freschezza. Che mi faccia imparare cose profonde e vere. Che mi faccia imparare sempre perché, come diceva Henry Ford, “chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia venti o ottant’anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane”. Sì, questo voglio: giovinezza. La voglio attraverso un cammino quotidiano e sereno tra i perché che mi stanno a cuore. Quelli che interessano più la Vita nella sostanza che le piccole e ordinarie vicende quotidiane.

Non pensi che sia davvero bello aprire le braccia ad un cambiamento che ti parli di come puoi espanderti in una vita pienamente tua? Sì, vigorosamente tua. Dolcemente tua. Non piacerebbe anche a te una vita arricchita di un punto di vista originale e straordinario? Che ti aprisse gli occhi ad una nuova dimensione del tuo essere? Per me è davvero questo il cambiamento che va in profondità, oltre le chiacchiere, oltre provvisorie e precarie euforie di un giorno. Io voglio cambiare diventando me stesso nell’Amore. Sì, un cambiamento che mi espanda nell’Amore e mi racconti storie di vera novità. Che mi sveli la mia dignità. La mia grandezza.

E tu, amico mio, amica cara, cosa diresti se il tuo cambiamento iniziasse
1) spiegandoti perché ogni strada che porta al vero successo parte dall’Amore.

e continuasse
2) descrivendoti in che modo l’amore per te stesso diventa la prima soluzione ai tuoi problemi (proprio tutti).

e si prendesse il tempo
3) di mostrarti con dolcezza come è accaduto che hai perso il tuo swing aiutandoti a ritrovalo semplicemente amandoti da subito.

e ti guidasse
4) a dare un ultimo e definitivo sguardo indietro al tuo passato per poi farti immergere solo nell’Amore. Per sempre.

e ti sorprendesse
5) svelandoti il segreto di come fare dell’amore l’elisir di lunga vita e plasmare così già oggi la tua eternità.

e ti lasciasse stupefatto
6) dandoti le conoscenze e gli strumenti per aiutarti a far entrare il piacere nella tua vita e farti amare il divertimento.

e ti facesse esultare
7) insegnandoti a fare finalmente il tuffo nella tua felicità. Sì, a farlo e basta?

Non trovi che sarebbe meraviglioso?
Un cambiamento così non è un sogno. L’Amore lo rende possibile. Anzi, l’Amore è l’anima di ogni cambiamento.

E allora, una sola strada:  Ama, e fai quello che vuoi.

Un abbraccio. Grande.

Comincia ora il tuo cambiamento cliccando qui.

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Ama, e fai quello che vuoi. Sempre.

Dicevamo della sinfonia del successo. Capire, ascoltare. Sì, davvero due verbi fondamentali per l’eccellenza. Quella dello spirito, innanzitutto. Perché è da lì che viene ogni avere. E da lì la gioia di godere poi di ogni avere, secondo l’importanza che ciascuno gli  attribuisce.

E mentre questa sinfonia si compone, la vedo ampliarsi. La vedo espandersi in una melodia inaspettata. E inaspettatamente piacevole e utile a tanti lettori. Un amico mi ha consigliato di farne un e-book dove suonare a piacimento ogni nota che riguardi il successo: sarà un aiuto per le persone a comprenderne il più possibile la natura e il significato.

Farò così.  Sarà possibile in tal modo scrivere del successo con un’estensione e una ricchezza di dettagli che negli articoli non è possibile fare. Descriverò e approfondirò gli altri otto verbi di questa sinfonia. Pentagramma e penna, allora. E via ad esplorare suoni e ritmi. Lo scopo è che tutti possano cantare e ballare la propria storia con gli occhi umidi di emozione.

E a proposito di occhi che brillano, sai quella canzone che dice “Io non so parlar d’amore… L’emozione non ha voce…
Ecco, quella. Ti coinvolge, vero? Succede anche a te? Ti pervade di bellissime sensazioni difficili da comunicare a parole.
Mi piace da matti quella canzone e mi ha fatto nascere l’idea che invece tutti dobbiamo saper parlare d’amore. E dare voce alle nostre emozioni. Perché parlare d’amore è bello.

E pensa che mi avevano detto che l’amore è solo un bel sentimento e basta.

Mi avevano detto che sì certo l’amore è una gran cosa, ma la vita è lotta dura dove vincono solo i cattivi.

E sai, mi avevano detto anche che l’amore serve a poco perché non è pratico.

Sai cosa ti dico? Si sbagliavano.

Sì che si sbagliavano perché l’amore è una potenza. Tanto potente che il grande sant’Agostino poté dire niente meno che Ama, e fai quello che vuoi. Fin da ragazzo sono rimasto affascinato da questo paradosso. L’ho sempre sentito vero. Ho pensato che non sarei morto senza che avesse riguardato anche me.

Me e tutti coloro che non si accontentano dell’amore come di un sentimento un po’ sdolcinato, materno o adolescenziale, certo carino, ma fuori dalla realtà. No, l’amore di cui innamorarsi che spalanca le porte alla volontà di ogni cosa bella è qualcosa di più. Sì, perché stiamo parlando dell’Amor che move il sol e l’altre stelle! Per dirla con Dante, che aveva sì vagato per la selva oscura lontano dalla pienezza della vita, ma indicò pure una strada sulla quale brilla la luce eterna dell’Amore.

Com’è toccante questa possibilità di dare espansione alla felicità della volontà attraverso l’amore! C’è qualcosa che si desidera di più del poter dar corpo al proprio desiderio di vita? No, sicuro. Ma ci siamo sempre scontrati contro la porta chiusa della paura. Desiderio e frustrazione a rincorrersi negli anni, abbagliati dalla credenza che “l’erba voglio non cresce neppure nel giardino del re”. Già, non cresce, perché è già talmente altra, rigogliosa e bella che ce né per tutti. E per sempre. Perché nessuno ci aveva mai detto che c’è abbondanza per tutti. Inclusi anche te e me.

Più volte ho desiderato che  Ama, e fai quello che vuoi diventasse qualcosa di più di un motto affascinante e magnetico. Che diventasse una guida. Sì, proprio un libro-guida verso il compimento di sé nell’amore. E che l’amore facesse saltare il chiavistello alla porta della paura per lasciare entrare tutti quanti lo volessero nel giardino della libertà.

Per dirla con l’indimenticabile De André, sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso! E il mio sogno era di scrivere un guida che parlasse dell’amore.

Sì dell’amore come forza. Come Energia universale. Ma mi stava a cuore che si potesse parlare dell’Amore come soluzione. Come la Soluzione.

Da quando frequento il web vedo è ricchissimo di ogni informazione… Tante notizie sono davvero eccellenti. Internet ti dà tanto, sicuro. Ma gli mancava ancora qualcosa. Qualcosa di diverso. Qualcosa di unico. Originale.

Mi ci è voluto del tempo, ma poi ho visto che mancava nel web una guida sull’Amore!

C’era bisogno di qualcosa che alzasse la bandiera di Ama, e fai quello che vuoi. Il bisogno di leggere qualcosa che aprisse una porta fino ad ora insospettata. Qualcosa che  spiegasse come e perché seminando amore raccogli quel che desideri più di ogni altra cosa: fare quello che vuoi!

Una parola forte e autorevole come l’invito deciso Ama, e fai quello che vuoi doveva essere il nuovo ed originale grande percorso nel web. Una gran quantità di informazioni sull’Amore come mai si era visto in internet. E alla quantità doveva essere naturalmente abbinata qualità e praticità.

Vedevo riflettersi nei miei occhi un avvolgente abbraccio amoroso e finalmente sentire emozioni a cascata. E capire finalmente perché ogni strada che porta al vero successo parte dall’Amore. Capire finalmente in che modo l’amore per se stessi diventa la prima soluzione ai propri problemi (proprio tutti).

Volevo scorrere pagine che mi appagassero nel mio desiderio di vivere a lungo. Volevo conoscere il punto di vista dell’Amore a questo riguardo. Sì, avere una prospettiva su come fare dell’amore l’elisir di lunga vita e come plasmare oggi la tua eternità.

E poi ancora sapere come far entrare con l’amore il piacere nella propria vita. In fondo, comprendere come il tuffo nella propria felicità è facile: è questione di farlo e basta.

Quasi non credevo ai miei occhi! Il vessillo è alzato: “Ama, e fai quello che vuoi”  è una bandiera che sventola da oggi per tutti coloro che hanno un sogno e che vedono la libertà donata dall’amore. È iniziato il New Deal del web! Sì, un nuovo grande corso. Quello dell’Amore come Soluzione. Nessuno ci aveva pensato prima. È un giorno di grande festa.

“Ama, e fai quello che vuoi” adesso è un libro. Una guida. E per tanti è già una soluzione efficace. Fuochi d’artificio allora per la celebrazione dell’Amore. Avere una guida è sempre una risorsa sulla strada della propria vita. Si può credere o meno ai miracoli. Si può scegliere a cosa credere. Si può decidere di seminare amore… E fare poi quello che si vuole.

Si può fare, si può fare… si può amare e godere del nuovo corso della propria vita.

Si può fare, si può fare… si può amare e credere che cambiare è bello.

Si può fare, si può fare... si può amare e perdonare, si può crescere e volare.

Sì! Ama, e fai quello che vuoi.

Da oggi sai qualcosa di più sull’Amore.

Semplicemente.

Eccola qui. Per te.

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Santi e defunti: oltre la commemorazione, noi.

Santi e Defunti! A braccetto nell’inaugurazione di un nuovo mese. Nel paesaggio autunnale di pioggia e di foglie a terra l’ombra della tristezza sembra cadere su questo mese dei crisantemi. Malinconie e nostalgie con i loro frutti amari. Ce lo portiamo dietro da tempo questo retaggio di cupezza, come un mantello che avvolge, scuro e avaro di infelicità.

Come invece non notare che novembre è un mese di colori unici, di tonalità infinite di verde, di sfumature inimitabili di giallo? Per non dire del rosso delle viti. Ne guardavo estasiato un filare e mi domandavo perché un mese dovesse essere… triste. Gli uomini possono essere tristi, i mesi sono solo proiezioni dei sentimenti di chi li vive. Un retaggio, come tanti. Un torto da perdonare tra i tanti altri inflitti alla gioia di vivere.

Ma un mese che inizia con la solennità di Ognissanti e prosegue con la visita ai cimiteri porta il peso della commemorazione. E, come dice la parola, della preghiera, della memoria, del passato. Non so se questo comporti una crescita nella consapevolezza della nostra presenza nel mondo.Forse sì, ma di cosa ci porta a coscienza? Che siamo polvere e in polvere ritorneremo? Che siamo nati per soffrire? Che in questa valle di lacrime siamo di passaggio verso un eden di felicità futura? Non si dimentichi di aggiungere però che si tratta di una beatitudine raggiungibile solo con la condizionale.

Capisco la storia com’è andata , comprendo meno la sopravvivenza di tradizioni che  non rendono allegri. Se il calendario liturgico avesse invitato a celebrare i Santi a maggio e a commemorare i defunti a fine luglio, novembre sarebbe stato probabilmente un mese radioso, tanto luminoso e festante che nessuna foglia a terra o nebbia invadente avrebbe finto di dettare legge agli umori degli umani.

Ma la regola degli occhi è nota e Anaïs Nin ce l’ha ricordata: Non vediamo le cose come sono, ma vediamo le cose come siamo”.

E noi siamo spesso commemorativi! Per educazione sociale e religiosa, naturalmente. Famigliare, anche. Più inclini alla commemorazione di sventure che di giorni belli, ci attardiamo con pensiero ed emozione più su fatti lontani che su momenti di magia attuali. E anche quando un evento è stata una vittoria militare, si piangono perlopiù e commemorano i morti, i caduti di una guerra conosciuta ormai solo nei libri di storia. E la sagra della tristezza novembrina potrebbe continuare.

Sono molto ignorante per dire se la moda recente di Halloween porti luce alla nostra coscienza di uomini sul mistero di chi se n’è andato e della condizione dell’oltretomba. Se si esorcizzi la paura con zucche e lumini o se con un dolcetto e uno scherzetto si renda solo  vivace la serata di bambini contenti di un abbigliamento stravagante, non so. Come tante altre cose del resto ignoro di questo nostro correre nei giorni.

Santi e Defunti! Qualcuno dice di aver conosciuto una lunga fila di questi ultimi. Nessuno invece dei primi. Si capisce: la morte è empirica, la santità è riconosciuta e proclamata con criterio diverso, religioso. Della morte viene rilasciato un regolare certificato. Per l’accertamento della santità ci vogliono decenni. E nell’élite di questi titolati si entra in pochi. Già molto arrivare ad essere un beato. Quando non è un privilegio immenso il solo fatto che la propria pratica sia presa in una qualche considerazione.

Io amo novembre. Amo la sua attualità. Lo amo come mese dalla gioia colorata ed essenziale.  Di quella che emoziona senza rumore. Nella libertà di scegliere chi  o cosa commemorare, ciascuno può fare dei mesi che passano il tempo della memoria o quello delle scelte. Tutti noi abbiamo volti che appartengono alla memoria. Abbiamo un passato.  Nelle nostre città e nei nostri paesi ci sono i cimiteri. I cipressi. I cippi. Sono attualità anche ad aprile e a settembre. L’attualità della vita è però solo dentro di noi. Emerge serena quando non si guarda più indietro.

Novembre porta  questo nome, perché un tempo era il nono mese del calendario romano. Novembre è nome che indica una semplice successione. Null’altro che l’orientamento neutro di questo gruppo di trenta giorni verso la fine di un anno.  A scuola ci dicevano che era il mese in cui gli alberi si spogliano completamente delle loro chiome e si preparavano al riposo invernale.  Lo respiravamo del resto che era il cuore dell’autunno.   Sentivamo dire dagli adulti  che le giornate erano corte. Piovose.  Pare evidente che continui ad essere così anche in questi giorni. Come se avesse ragione chi riteneva che non ci sia mai niente di nuovo sotto il sole.

E invece, sì. Sotto il sole ci sono novità infinite. Anche quando ostinatamente ci aggrappiamo alla ripetizione di cliché e stereotipi dei nostri giorni andati, noi siamo novità perenne. E inarrestabile. Vorrei quasi dire che siamo novità nostro malgrado. Lo siamo quale scia creativa che ci avvolge nella magia di un Universo danzante sul tempo e sulle stagioni. Eternamente giovane. Mi piace riflettere sulla bellezza del mondo a novembre. Sulla nostra bellezza, a novembre.

Come tutto nella vita, è questione di scegliere a cosa credere. A novembre mi piace credere a una bellissima possibilità.

Quella di passeggiare per un cimitero in un mattino di sole e vedere solo armonia e unità. Parlare di memoria e ricordi sorridendo al giorno nuovo, salutandolo con l’amore nel cuore. E vedere  ogni cosa parlarci di noi.

Parlarci della nostra santità.

Ora.

A prescindere.

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