Io sono Italiano.
Sembra che da anni si faccia ogni cosa per umiliarmi. In modo ora diplomatico ora bassamente volgare, da decenni mi si parla delle miserie sociali, politiche, economiche e finanziarie dell’Italia e mi si è buttata in faccia senza ritegno una nazione governata da tanta gente con le mani sporche e dalle parole bugiarde. Fango e sterco gettato in viso senza pudore passando tra mafie e intrighi, scandali e omertà, corruzioni e debiti, illusioni e ipocrisie. E poi, ancora, spudorate demagogie elettorali, speranze frustrate senza vergogna, condite sovente dell’educato dileggio europeo e dall’ironia compiaciuta del perbenismo mondiale che conta. Umiliato, con le lacrime agli occhi, a veder che facevano il giro del mondo le immagini dei ponti che crollano. In Italia, nella patria, tra infiniti altri architetti eccellenti, di Leonardo, di Michelangelo, di Brunelleschi, di Bernini!

Ma io sono Italiano.
Nessuno spregio mi impedirà tuttavia di gridare la dignità di milioni di brave persone, con intelligenze eccellenti, cuori sinceri, spiriti generosi e creativi, amanti della vita, instancabili operatori di bene. Sì, mi inchino alla mia Terra. Io l’amo! Fiero di essere uno dei suoi figli. Orgoglioso di essere un nano imparentato ai tanti giganti che hanno emesso il loro primo vagito su questo suolo. So purtroppo di essere consanguineo anche di non pochi codardi e farabutti, ma la magnanimità dei migliori ha dissipato nella luce della pietà l’ombra fetida del loro passaggio. Fama di lor il mondo esser non lassa… Non ragioniam di lor…

Io sono Italiano.
Che conserva e nutre il ricordo solo del bene, figlio del Paese creatore di bellezze senza tempo, demiurgo delle meraviglie che nutrono il cuore di uomini e dei per l’eternità. Anche tra nefandezza e cattivi odori non smetto di vedere eleganza e poesia. Sono così, troppo ricco del sapere dei miei padri e della forza delle nostre madri perché si riesca a instupidirmi: la storia mi ha dato anticorpi di ogni genere. Sono sopravvissuto a Imperatori e saccheggi, vandali e feccia venuta da ogni dove. Non mi hanno vinto neanche le armate pontificie con le insegne di nostro Signore! Provate a piegarmi, insistete, mi dovrete abbattere. Non mi difenderò, perché mai? In una resistenza non violenta, la mia arma sarà sempre la gratitudine e la fiducia per questa mia Terra madre, perché lei è la Vestale amorosa, da tanti invidiata, che non deluderà i suoi figli: molti violenti hanno dissacrato e violato il bel corpo senza mai riuscire a insudiciare la sua anima divina. Questa mia terra è unica al mondo.

Io sono Italiano.
Che dimentica le cose brutte del passato, per pensare meglio al presente e al futuro. Un uomo in piedi, anche quando il dileggio dei vicini è sarcasmo che dà dolore. In silenzio, davanti alla protervia dei villani che nulla sanno della natura delle cose silenti. Tengo oggi la mano di uomini e donne amici che nei secoli non hanno perso il sorriso dolce dei loro mari e la pazienza indomita delle loro montagne anche quando lo squallore di potenti di turno, arroganti e fatui, lordava i sentimenti nobili dei loro fratelli e di tante sorelle. Oggi sorrido sereno alle bugie, perché il tempo della verità si compirà. Allenato nei cromosomi lungo il corso di infinite generazioni a sopportare l’alito pesante del menzognero in auge, nulla mi turba più. La secolare pioggia di bugie predicate da pulpiti sacri e profani sarà asciugata dal caldo sole che palpita nei cuori dei buoni.

Io sono Italiano.
Ora più che mai! Nella mia lingua si scriveranno pagine di una nuova storia da raccontare ai nipoti per tanto tempo. Sul pentagramma italiano si sta componendo una sinfonia che nel tempo avvolgerà uomini e donne di tutte le latitudini. Una musica mai cantata da alcun coro, mai danzata in alcun teatro si udrà spandersi ovunque e le sue note avvolgeranno di armonia tanti volti sorridenti. La patria dei poeti, dei navigatori e dei santi elargirà nuovi versi, traccerà nuove rotte, innalzerà nuove preghiere perché il nuovo linguaggio dell’Altruismo prenderà il posto della triste falsità che ancora rigurgita. Nessuno compiangerà la sua agonia, nessuna lacrima versata alle ingloriose esequie.

Io sono Italiano.
Uno di quelli che come me hanno un sogno che si chiama Mondo Migliore! Dove non ci sarà più povertà perché c’è Abbondanza per tutti. Perché nuove albe devono ancora sorgere e porteranno il chiarore paradisiaco della Libertà, della Serenità e della Prosperità. Una nuova era sta per aprirsi, con nuove consapevolezze disponibili, con la crescente convinzione che la nostra natura è spirituale e che siamo orami pronti a scegliere la Felicità.

Noi siamo Italiani.

 

One Reply to “Io sono Italiano”

  1. Grazie per aver risvegliato in me l’ardore dei miei avi.
    Si! Io sono Italiana e il mondo migliore è già qui

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