Crociera. Progetto. Per me sono straordinarie parole pontenzianti. Sì, Meraviglia uno! E meraviglia due.        

         Tra i miei sogni c’è una Crociera. E anche dar corpo ad un Progetto che nella mia testa ha già un nome bomba. Quando sarà il momento, tutte e due saranno una bella emozione.

         Tutti e due questi sogni sono stati e sono ancora l’occasione per me di nuove consapevolezze.

         Un giorno, passando da Livorno ho visto una nave da crociera che si imponeva ai miei occhi per la sua enormità. Mi sembrava grande quella che avevo visto anni prima a Genova, ma questa aveva le dimensioni di una portaerei. Fino ad allora i transatlantici li avevo visti solo sulle riviste, nelle immagini della pubblicità o nei film.

         Sapevo del Great Eastern, lungo 211 metri con le sue 20.000 tonnellate e delle sue disavventure alle metà del 1800. Ora so che da poco è in acqua la nave da crociera più grande del mondo. La Harmony of the Seas, questo il nome, è stata varata nel cantiere navale di Saint-Nazair, nella Francia occidentale, e l’allestimento sarà completato nei prossimi mesi. La nave avrà un peso 227.000 tonnellate e una lunghezza di 362 metri: potrà ospitare 6.360 passeggeri e 2.100 membri dell’equipaggio. Alla costruzione, cominciata nel settembre del 2013, lavorano 2.500 persone. Per il completamento saranno necessari 90.000 metri quadri di tappeti e 500.000 litri di vernice.

         Incantato davanti alle immagini di questo colosso dei mari, al cui confronto il Titanic era solo un grande vascello, ho lasciato andare la mia immaginazione. Ed ecco, d’un tratto, mi vedo lì. Mi sorprendo a osservare con stupore infantile quell’immenso e affascinante mostro marino galleggiare sulla superficie dell’acqua:  sembra non esserci vita da nessuna parte lì intorno; tutto è silenzio. Non occorre dirmi che gran parte della nave è anche sott’acqua, fuori dalla visuale.

        So e vedo che la nave è larga e pesante come un grattacielo di decine di piani.  Sono certo che ci sono migliaia di uomini e donne pronti a eseguire i loro precisi compiti istantaneamente.

        Vado dentro: sono sicuro che ogni compartimento è provvisto di responsabili capaci, addestrati e specializzati che si sono dimostrati competenti a farsi carico di questo meraviglioso meccanismo.

       Per un attimo percepisco che, malgrado sembri apparentemente ignaro di qualsiasi altra cosa, quel bellissimo cetaceo d’acciaio ha occhi che vedono ogni cosa lì intorno nel raggio di miglia e nulla sfugge alla sua attenta visione ottenuta con la più moderna ed efficace tecnologia.

      Non mi fermo, spingo la mia immaginazione dentro ogni comparto, passando dai ponti alle cabine, dalla sala macchina ai luoghi di incontro, dalle beauty farm al casinò, da prua a poppa… fino all’attimo in cui si fa luce una domanda prepotente: ma come c’è arrivata lì la Harmony of the Seas? Come è stata portata all’esistenza nel posto iniziale? Cosa ha reso possibile tanta creativa meraviglia?

        Volevo andare a fondo alla mia curiosità e ho intuito che potevo sapere tutto questo se fossi stato un osservatore attento. Sapete allora cosa ho fatto? Un’altra botta di galoppante immaginazione: ho iniziato a seguire le grandi lastre d’acciaio attraverso le fonderie, osservare le migliaia di uomini impiegati alla loro produzione.

        E poi andare ancora indietro e vedere il materiale che proviene dalle miniere, guardare il minerale caricato su grandi chiatte o sugli autocarri. L’ho visto fondere nella mia mente ed essere appropriatamente trattato e preparato all’uso che gli spettava passando tutti i controlli richiesti.

       Ho preso gusto al mio gioco e sono andato ancora indietro. Sapete chi ho visto?  Gli ingegneri e gli architetti che progettano la nave. E poi ho lasciato che il pensiero mi portasse ulteriormente indietro per capire perché hanno progettato la più grande imbarcazione di tutti i tempi.

       In quella sorta di risalita potei constatare che ero arrivato così indietro che quella mastodontica nave era diventata qualcosa di intangibile. Non esisteva più: era solo un pensiero nel cervello dell’ingegnere capo.

       Finito? No. Da dove è arrivato l’ordine di progettare la nave?

       Probabilmente dall’Armatore che ha eseguito la delibera di un Consiglio di Amministrazione. Non è escluso però che l’idea di realizzare questa nave enorme fosse presa in considerazione molto prima e la Compagnia armatrice abbia dovuto pensare al finanziamento necessario a pagare i costi di una simile impresa.

        La decisione sarà certamente avvenuta dopo molte discussioni e contrasti: tante idee e pareri a confronto tra più persone.

       Ciascuna intenta a pensare alla Harmony of the Seas.  

        Silenziosamente avevo visto che la mia linea di ragionamento iniziata con la nave da crociera  era finita con un’idea di uomini e donne che hanno dato vita a quella meraviglia. Il pensiero umano è in ultima analisi il responsabile di questa e molte altre cose, di cui raramente siamo consapevoli.

        Non c’era che un passo per un’ulteriore piccola riflessione che metteva in luce il fatto più importante in tutto ciò: se nessuno avesse scoperto la legge per la quale questo tremendo ammasso di ferro e acciaio può galleggiare sull’acqua, invece che andare sul fondo, la nave da crociera  non sarebbe proprio potuta esistere. Questa legge dice che “Il peso specifico di qualunque sostanza è il peso di qualunque volume di essa, confrontato con un’uguale volume d’acqua”. La scoperta di questa legge rivoluzionò ogni tipo di viaggio sull’oceano, commercio e guerra e rese possibile l’esistenza di navi da guerra, portaerei e navi da crociera. Tonnellate d’acciaio che galleggiano sull’acqua! Straordinaria legge!

      E così è di un Progetto che sommi in sé saggezza, originalità e ogni bene. Una legge la rende possibile. Il pensiero lavora alla costruzione della mia opera

      Nella mente lo disegno come un incontro tra Me e le Persone che saranno i soggetti che condivideranno il mio sogno. Una sola visione. Una missione chiara. Obiettivi scelti e amati.

       So che ci vorrà un Metodo a rendere uniti questi due Sistemi. Mi dicevo che un Progetto volto al miglioramento della qualità della vita di tanti bambini e ragazzi  è sempre espressione della relazione tra Te e gli Altri, tra Te pioniere e le Persone che, nelle varie forme di collaborazione da esse svolte, danno valore al Progetto.

       E perché questa relazione non sia affidata al caso, con il rischio che tanto impegno naufraghi, serve avvalersi di un metodo efficace al raggiungimento dello scopo.

       Mi sono posto davanti allo specchio magico della mia anima e ho sentenziato: Inside – out! Tu devi essere il polo positivo in relazione permanente con le persone che ti affiancheranno; hai anche la responsabilità di  trovare le dinamiche utili alla causa attraverso una strategia che porti a risultati misurabili. Tutto parte da Te: sii consapevole che la messa in opera del Progetto è affidata alle Azioni che attingono forza nella strategia scelta in vista degli obiettivi prefissati.

       Si può guardare un Progetto e fare lo stesso percorso a ritroso come quello compiuto per la nave da crociera. E passo dopo passo risalire al pensiero che l’ha generata abbinato alla legge che rende possibile la sua attuazione.

       Se non si conosce la legge le perso specifico, stanno a galla solo navi di legno. Come si fa a far galleggiare altrimenti tonnellate d’acciaio?

       Così, se non si conosce la legge che dice che “Due cose non possono esistere nello stesso posto allo stesso momento” il rischio è di limitarsi a fare Progetti di legno.

        Sono convinto che è stata la legge che guidato tutti i grandi uomini e donne di ieri e di oggi. Se hai un sogno non ci sarà posto per l’incubo; se hai un visione non potrà esserci accanto il buio; se è presente una missione, se ne andrà qualunque confusione.

        E si può andare avanti. Se hai in mente una chiara sequenza di step non ci sarà posto per l’improvvisazione; se hai una grande fiducia che ce la farai non troverà alloggio da te lo sconforto per qualche negatività. Disponendo di un atteggiamento mentale proattivo e di un carattere etico, i conflitti saranno risolti secondo nuovi paradigmi  ne andranno. E si può continuare così suo ogni aspetto. Prova, ti assicuro che è un gioco divertente oltre che utile.

       Sì, non ci pensiamo, ma tutto è regolato da leggi. Senza quelle non stanno a galla né le navi né i progetti. Ben inteso, sto parlando di Navi d’acciaio e di Progetti wonderful .

      Meraviglia, dicevo.