In attesa di un destino che dovremo sopportare per almeno due anni, ci possiamo porre tre domande.

     PRIMA: Perché incaricare un Banchiere di governare l’Italia?

    Questo nostro Paese ha numerose eccellenze in vari ambiti e non solo quelli culturale, scientifico e artistico: eppure la scelta è caduta su un professionista del denaro. Poteva essere altrimenti? In questo momento ci serve ancora l’umiliazione di soggiacere alla tirannide monetaria delle divinità finanziarie che ci tengono nella schiavitù del debito perpetuo. D’altro canto, l’ordine è venuto da chi solo poteva impartirlo, ossia dal creditore. Come si può avere qualcosa da eccepire se, dato l’indebitamento di cui siamo gravati, il creditore ha imposto alle fatue personalità istituzionali che ci rappresentano il suo uomo di punta? Con quale scopo? Andremo a scoprirlo presto, anche se quello vero sarà impercettibile ai più. Anzi, può essere che venga anche salutato come l’uomo della provvidenza!

    SECONDA: Perché il Governo del Banchiere avrà un largo e scontato consenso?

    Semplice: perché quasi nessuno di quanti attualmente si spacciano per leader politici hanno la statura culturale per opporsi ad un Presidente del consiglio dotato di un curriculum di tale spessore. Se si pensa a quanti ministri e parlamentari abbiano ricoperto cariche istituzionali solo per spinte massoniche e raccomandazioni di varia provenienza, non è difficile vedere come il calare le brache con tanta rapidità e ossequio sia l’effetto di malcelata inconsistenza politica. Abituati a fondarsi solo sulla loquacità da friggitori d’aria e qualche posa estetica ben riuscita, come non provare sudditanza davanti a chi esibisce pragmatica solidità? Probabilmente i profili che non temono confronto con nessun banchiere di questo mondo sono soltanto i Politici che sanno ragionare politicamente e i Filosofi che hanno della Natura umana una visione sapienziale oltre che scontatamente statistica.

    TERZA: Quale sarà il programma del Governo che governerà senza mandato popolare?

    Tempo perso fare i veggenti. Basterà ascoltare quanto il Banchiere dirà al Parlamento per ottenere la fiducia. Vedremo se si tratterà solo di linee guida generiche o di obiettivi concreti, pur miscelati formalmente in tante parole. Non è escluso che lo stile possa essere diverso sapendo che non si tratterà di convincere chicchessia: gli alza palette hanno già ricevuto dai loro padroni gli ordini a cui rigorosamente attenersi. Al momento del voto si capirà quanta prostituzione c’è stata. Una qualche concessione deve averla pur fatta anche il navigato banchiere, ma di questo sanno solo i pochi delle segreteria di partito. In ogni caso vedremo chi avrà l’audacia di votare apertamente contro. Potrebbe pagare poi un prezzo spietato. Usando ancora il condizionale, i codardi potrebbero scegliere la via dell’astensione, giusto per buttare fumo negli occhi al proprio elettorato che li ha portati a quelle poltrone e che non vogliono in nessun modo lasciare.

    Coraggio, concittadini, apparentemente ci attendono altri due anni terribili. Ma noi possiamo nel frattempo leggere un libro capace di darci speranza e infonderci forza e fiducia per far accadere qualcosa che nel 2023 stupisca il mondo! Spetta a noi scegliere dove vogliamo andare! Prepariamo la bussola.

Vai da https://www.amazon.it/ e chiedi di Mauro Turrini: Eu-Dàimon. La felicità nell’anno di grazia 2020.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *