Dove andrà l’Italia?
Dove andrà l’Italia?

Dove andrà l’Italia?

Dove andrà l’Italia?

Dipende dagli Italiani. Se lasceranno ancora fare alle persone che l’hanno portata a questo oggi nefasto, il destino è quello della disperazione angosciosa di infinite persone, famiglie e aziende. Con possibili derive incontrollabili. Con altre indicibili e prolungate sofferenze.

D’altro canto, è il raccolto di una semina sciagurata di cui noi cittadini siamo, seppur in misura diversa, responsabili. Il Paese è stato per anni rappresentato da numerosi parlamentari incompetenti, da tante personalità di governo politicamente insignificanti e inette, con settori della magistratura odoranti di sudiciume ideologico oltre che massonico. Con la complicità di ampi settori di giornalismo di regime.

È palpabile: c’è molta rabbia in circolo lungo tutto lo stivale, indignazione e frustrazione frammista a paura, insicurezza e disperazione per gli spettri di povertà che aleggiano sulla vita di milioni di vite. In verità, c’è anche del rassegnato avvilimento da impotenza che incombe come un ordigno che non ha ancora avuto l’impatto estremo per esplodere. Comunque la si veda, il livello di tossicità da melma emotiva borderline nel tessuto sociale è alto, incrementato dalla percezione sempre più sconcertante di essere stati birilli astutamente manipolati in un ologramma pandemico che sta mostrando i suoi risvolti di perversa, dolosa e criminale disumanità.

Una sceneggiata sfuggita di mano forse anche ai registi stessi che tuttavia continuano la pagliacciata delle mascherine, del distanziamento e dei discorsi lucidamente deliranti, incuranti del danno immenso e irreparabile che hanno arrecato a milioni di persone. Consci non stanno ottenendo ciò che si attenderebbero dal gregge, sferzano i giornalisti a martellare molti zombi dello schermo spargendo continuo allarme e paura. Anche se ormai qualcuno non abbocca più, investono in campagne televisive di infastidita aggressività perché hanno fretta di arrivare al compimento dei loro piani e al trionfo del loro affarismo. Davvero senza pudore questa invertebrata arroganza. E, oltretutto, più di un segnale sembra indicare che non abbiamo visto ancora tutto.

Lo si può anche gridare battendo bestemmiando i pugni della collera: Dove andrà l’Italia? Ripeto – non ci si scappa – dipende dagli Italiani. E, uscendo dalla logica delle colpe estrinseche, mi spingo a dire, solo da loro. Da quelli di oggi, che purtroppo hanno meno palle di quelli di ieri. Malgrado abbiano qualche titolo di studio in più e ostentate sensibilità ambientaliste e qualche snobismo zen, i cittadini italiani del terzo millennio sono per buona parte dei teledipendenti, sniffatori abituali di informazioni narcotiche. Ipnotizzati, spesso in sovrappeso e appesantiti da stanchezze nevrotiche da insoddisfazione quasi cronica: mezzo Paese ha bisogno di ansiolitici, sonniferi, integratori e tutto ciò che la naturale serotonina non sa più dare loro.

Un popolo, forse non più di molti altri, ammalato di infelicità. A parte i traumi (e non è detto) sono persuaso che molte patologie che vanno sotto nomi di sindromi strane sono riconducibili alla condizione di infelicità in cui tante anime versano. Tuttavia, al nutrito gruppo di gente ormai moscia e molliccia, ben sedata da anni di televisione, fa da pendant un altro consistente gruppo, minoritario certamente, ma di formidabili patrioti disposti a gesti coraggiosi. Le piazze d’Italia gridano Libertà! Fa strano: il Sovrano deve chiederla a qualcuno? Paradossale! Si vuole imporre un lasciapassare per vivere: non so perché viene usato il termine inglese. Per ingentilire una violenza? Stanno creando divisione espressamente: vecchio vizio, divide et impera!

Tra altre questioni spinose, si sta inoltre pagando ora più che in passato il prezzo altissimo dovuto ad una svista terribile, imputabile tanto all’ideologia che alla carenza di familiarità filosofica. Chi ha scritto la Costituzione ha fatto del suo meglio e ne è venuto un testo che ha grandi pregi per una neonata Repubblica, ma che ha una premessa che solo ora si capisce quanto sia dolorosamente devastante per la sua fragilità. Già negli anni cinquanta chi pensava filosoficamente poneva una domanda cruciale: Cosa succede a una società che fonda la sua convivenza sul Lavoro quando il lavoro non c’è (Hannah Arendt)? Eh, appunto, cosa succede?

Ho già scritto di cosa sia ragionevole attendersi nei prossimi mesi con i paventati scenari che gli analisti drammaticamente ipotizzano: disoccupazione dilagante, insolvenze fiscali a valanga, stretta creditizia esasperante e la mannaia di un indebitamento ingestibile. Senza contare la depressione dilagante, paure non superate, inquietudine e disagio multiforme a tutte le età. Non tutto va imputato all’innocente e strumentalizzato virus, occasione e non causa: molto di questa condizione di deriva sociale ed economica era stato anticipato, almeno da un decennio, dagli annuali Rapporti del Censis sulla situazione sociale del Paese. Quando (con Aristotele) parlo di (in)competenza del legislatore intendo far osservare che la qualità della vita di milioni di persone è stata (ed è più che mai) in mano a degli ignoranti. Ovvero persone che ignorano l’abc della Politica.

Chi mi conosce sa che non è nel mio stile portare nelle riflessioni che propongo antipatie per questa o quella personalità politica, ritenendo il rispetto un dovere e il procedere con logica impersonale un elemento cardine della civiltà dialogica. I personalismi sono sterili e di nessuna efficacia: mi piace inoltre distanziarmi nettamente da quel modus operandi così in voga nella dialettica politica che i media vomitano compiaciuti nella nostra quotidianità. Come ho scritto nel mio libro Eu-dàimon. La felicità nell’anno di grazia 2020, la virtù del Garbo permette all’uomo legge a se stesso di trattate le vicende umane dal punto di vista della pacata e serena impersonalità.

Ed ecco come posso provare a rispondere alla domanda che ormai sessanta milioni di italiani devono assolutamente porsi: Dove stiamo andando? Se la devono porre tutti coloro che sentono con la mente e con il cuore che si compie qui l’atto di grande responsabilità di ogni essere umano: prima ancora che come cittadino, è nei confronti della propria vita e a tutela del futuro di ogni bambino e di ogni anziano di questo Paese che si impone la necessità di osare una risposta. E forse potremo anche essere un esempio per altre Nazioni con minori risorse culturali delle nostre.

Un dolore sordo accompagna una delle ferite più sanguinose che si possono infliggere ad una persona: ossia, ingannarla spudoratamente nella sua buona fede, dileggiando la fiducia che si rimette in soggetti che boriosamente promettono e illudono, ma lo fanno sapendo di mentire. E di questo inganno sono piegate da anni le spalle di milioni di Italiani.

Si consideri che, da tempo ormai, al bisogno viscerale di sicurezza di innumerevoli cittadini si è risposto generando una traumatica incertezza che affossa menti e cuori in un presente asfissiante, dominato da ansia e inquietudine. Mantenuta ad arte da menti contorte.

Ci sono due premesse, quindi, che fungono da assi cartesiani entro i quali tracciare la traiettoria di una nuova era:

1. Per passare il prima possibile dal Caos al Cosmo sociale in cui regni il primato della Felicità di tutti i cittadini va coniato un concetto di Ripresa assolutamente inedito e radicalmente diverso da quello astutamente propugnato ai beoti. “Riprendere” va pensato come un verbo d’azione da declinare come nuovo inizio.

2. Servono interpreti della Politica del Sogno e del Fine capaci di scardinare l’angustia mentale degli ignoranti che neppure conoscono la nozione elementare della differenza tra mezzi e fini. Il lavoro è un mezzo, la felicità è un fine. Il denaro è un mezzo: non ha alcun valore eccetto quello di procurare condizioni di vita armoniosa alle persone. Questa è il fine a cui tendere.

Allora, tre considerazioni:

Prima. Non può far parte della soluzione chi ha fatto parte del problema e lo ho generato oltre che mal gestito. È intuitivo. Il sospetto di corruzione e connivenze sembra ormai difficile da eludere. Va abbandonato quell’atteggiamento mentale incallito e recidivo degli ignoranti incompetenti che nessun rispetto hanno portato nei confronti del Sovrano.

Seconda. Affetti da nanismo politico cronico ormai, questi usurpatori di seggi di cui si mostrano indegni non hanno idee originali; e quelle che propongono sono banalità intrisa di demagogia stantia. Strateghi del tener in vita i poveri e distrarli divertendoli con la televisione, questi inetti narcisisti non sanno essere efficaci perché confondono scelleratamente mezzi e con i fini. Diffusori di scelleratezze legislative terribilmente dannose.

Terza. Vanno portate in Parlamento e alle cariche istituzionali persone veramente nuove, dotate di intelligenza e competenza politica: vanno individuate tra le eccellenze culturali ed etiche del nostro Paese. Queste persone possono veramente diventare gli interpreti del sogno di un Paese. E cominciare a volare in quel Cielo di meravigliosa e serena sicurezza che sanno diffondere nelle menti e nei cuori dei cittadini quanti davvero hanno a cuore il bene comune.

Dove può andare l’Italia?

PRIMO. Innanzitutto fuori dalla gabbia di avvilimento e disperazione in cui è stata rinchiusa da Legislatori e Governati incapaci e probabilmente corrotti. Va alleggerita quanto possibile la paura che volontà criminali hanno subdolamente iniettato quotidianamente per mesi nel tessuto sociale. L’Italia andrà irrimediabilmente allo sfascio o alla guerra civile se non verranno cacciati i personaggi responsabili di questo degrado. Molti di loro hanno messo radici e creato clientele nel corso degli anni al punto da sentirsi al riparo da tutto. Un nutrito numero di esponenti di partiti di governo e di opposizione sono affiliati a logge massoniche o vassalli di potentati affaristici. Quelli che vengono chiamati leader fondano la loro preminenza poco più che su una discreta loquacità, sulla cura pubblicitaria della loro immagine e su gli yes men di cui si sono circondati nel tempo.

Se questi restano anche dopo il 2023 sarà la fine. Non si può sperare in nessun modo in una convivenza prospera e serena se si permette ancora all’inettitudine di troneggiare impunemente nelle Istituzioni dello Stato.

Vanno cacciati! Democraticamente. Senza più alcuna esitazione. Va loro impedito di fare altro danno perché sono persone senza competenza veramente politica. Forse qualcuno anche ottimo professionista nel suo settore, ma politicamente di una disarmante ignoranza e di una incapacità sconcertante nel promuovere l’unica cosa che veramente conta: la felicità dei cittadini.

SECONDO. Andare rapidamente verso il ripristino delle legalità costituzionali con tutte le liberà e l’invalidazione degli atti DPCM. Come si permettono Presidenti del Consiglio dei Ministri, politicamente ignoranti, neppure eletti dal Popolo sovrano di emanare Decreti, fondati su scienza non certa né condivisa, con i quali condizionano la vita di milioni di persone? Chi sono questi esseri che si arrogano il diritto di limitare libertà fondamentali e imporre comportamenti servili ai propri simili? Ricorrono persino ad una comunicazione offensiva per mantenere ancora in vita una narrazione moribonda che solo in stato di ipnosi televisiva non si palesa sudicia di falsità.

TERZO. Ho già scritto che questo Parlamento va sfiduciato dal Sovrano! Impresa apparentemente improba per la potenza che sembrano ostentare. Dobbiamo farcela, Italiani! Dobbiamo cacciarli. Sembrano invincibili ma valga sempre a conforto quel monito biblico: “Prima della rovina viene l’orgoglio e prima della caduta l’arroganza”. Via, scellerati che ci avete usato per i vostri sporchi interessi, spaventato e umiliato! Ecco in che condizione avete condotto l’Italia. Ci avete stuprato nella nostra buona fede. Che vigliaccheria! Congedati con disonore! Via per sempre dalla nostra presenza!

Il 2023 non è lontano ma non ancora abbastanza vicino. C’è tempo per aggregare tutti quegli spiriti nobili che vogliono un vero cambiamento, democratico e solido, fondato sui fini da perseguire e sul Sogno di un Paese libero finalmente dai tentacoli della perversione di istituzioni malate. Aggregarsi! Andando oltre gli ego ancora voluminosi che esprimono stili di leadership già visti nella loro inefficacia. Coraggio, va perseguita l’unità, cercata e voluta su un minimo comun denominatore che porti ad una vera rappresentanza parlamentare fatta da persone degne e devote al vero servizio della felicità dei cittadini. Si deve andare alla costruzione di un accordo anche minimo e, ad esempio, potrebbe essere di aiuto trovare consenso su almeno il 60% delle idee e delle proposte contenute nel mio libro “Eu-dàimon. La felicità nell’anno di grazia 2020”. Cosa succederebbe se anche solo 100.000 persone si riconoscessero almeno in parte in quelle 335 pagine?

Voglio sperarlo contro ogni speranza: nel 2023 un Parlamento finalmente autorevole investirà un Governo non più di comparse sbiadite con l’incarico di recitare un copione sotto dettatura ma avrà un compito arduo. Molto delicato e difficile perché gli Oligarchi non ci staranno ad uscire dal loro gioco. Perciò il primo passo veramente efficace sarà un programma immediato, essenziale, solido centrato su 5 punti fondamentali. Senza questo passo preliminare ritengo poco probabile l’avvio di un cambiamento veramente di sostanza. Ridurre la complessità sarà la prima sfida.

Mi piacerebbe che il Presidente del Consiglio si rivolgesse così ai Senatori e ai Deputati che veramente rappresentano il Sovrano.

“Onorato, di essere alla Vostra presenza in questo santuario della Democrazia del nostro Paese.

Presentare un Programma di governo è una responsabilità enorme. Anche quando esso è composto di solo Cinque punti fondamentali. Diffidenti come siamo diventati dopo tanta menzogna, voler essere sinceri, poi, è una sfida piena di perfide insidie. Dobbiamo fare delle scelte che decidono della vita di milioni di persone senza che nessuna di queste possa essere mai e nessun modo frustrata nel suo desiderio assoluto di felicità. In un momento, per altro, difficile oltre misura a causa di scelte che altri hanno operato rendendo il passato recente e ancora anche questo presente denso di terribili e inquietanti preoccupazioni per molte persone, tantissime famiglie, infinite attività produttive.

Con il danno che ci è stato arrecato, questo oggi è una benedizione. Come siamo arrivati a questo giorno? Non senza una immane sofferenza che milioni di concittadini hanno sperimentato cosa sia l’inganno. Conoscete la mia interpretazione del’ologramma pandemico e non è il caso che la riprenda qui. Vediamo invece cosa si può fare per consegnare definitivamente alla storia quello scempio che, quando la verità piena tornerà a sorridere al mondo, si svelerà di una disumanità senza precedenti.

Un Governo deve tuttavia governare. E dovrebbe farlo alla luce di alcuni principi che ne legittimino anche la limpidezza etica oltre che la liceità giuridica. Ritengo che la gravità di questo oggi avuto ad una eredità sciagurata richieda poche parole e altrettante essenziali azioni ispirate tanto dalla lucida razionalità quanto da una serena emotività: unite daranno nobile sentimento all’intelligenza pratica che tradurrà l’ispirazione e l’impegno in risultati degni di un’Italia e di un’umanità in cammino finalmente verso la felicità.

Questo nostro Paese ha bisogno di tornare a sognare un Oggi di sicurezza e serenità, fatto di giorni luminosi dai quali sia scomparso ogni affanno e ogni inquietudine. L’unica emergenza che conta è che ogni Italiano sia Sano, Ricco e Sicuro negli affetti più sacri. Nessuna assurda paura minacci mai più i bambini e gli anziani di questa nostra Patria. Mai più tornino i giorni terribili resi drammatici da governanti irresponsabili. Il principio supremo che motiverà ogni scelta politica ed economica di questo Governo è il Bene degli Italiani e la cura degli Interessi dell’Italia. Non che non sia importante uno sguardo aperto sul mondo, ma in questo preciso frangente la priorità è produrre il massimo sforzo per operare concretamente per il Bene degli Italiani. Si intende, di tutti i cittadini e delle persone che si trovano sul suolo nazionale.

Prima tuttavia di presentare i Cinque punti essenziali del Programma di Governo, voglio esprimere le più sincere e formali scuse ai concittadini che formano il Popolo Italiano per il danno immenso che è stato loro procurato dalla gestione di una situazione sanitaria, sociale ed economica operata con inconcepibile incompetenza da chi ha occupato queste poltrone. Nulla tuttavia sarebbe l’oltraggio ai principi costituzionali se essi non fossero corredati da lutti e lacrime per lo strazio portato nei cuori e nelle menti da un’umiliazione dai contorni tanto sconcertanti da renderne difficile la definizione. Molte e incalzanti sono le domande che molti pongono. Come si potrà mai riparare alla devastazione delle coscienze precipitate nei vortici mortiferi dell’ansia, della depressione e della rabbiosa apatia? Che ne sarà dei numerosi cittadini di ogni età attanagliati dalla paura e paralizzati dal timore angosciante disseminato senza scrupoli nelle loro vite? Si potrà arrestare la spaventosa deriva verso la miseria materiale e morale sempre più diffusa? Verso il disagio avvilente e diffuso per la perdita del controllo sulla propria vita? Verso l’assassinio del futuro di giovani e anziani imparentati dall’oblio della loro dignità? Verso il diffondersi dell’estremo drammatico gesto con quale porre fine ai giorni di una vita oscurata di ogni senso? Malgrado tutto, non smettiamo di avere fiducia illimitata in noi stessi e nella Perfezione della Natura Umana.

Ecco cosa ci troviamo a riparare: crimini che gridano vendetta al Cielo anche se è qui sulla Terra che la Verità, presto o tardi, chiamerà in giudizio i fautori di tale ignominia. Di reati che si sommano nell’Alto Tradimento si sono macchiati loschi figuri, signori delle ombre! Tutto a suo tempo, non subito. Ora c’è un’urgenza. Risposte immediate da dare.

Cosa si farà dunque? Si insedierà oggi un Governo che programmi altra infelicità? Dio ce ne scampi da questa responsabilità. Per quanto possa apparire difficile, proviamo a entrare in un circolo virtuoso con poche azioni, mirate, essenziali ma sommamente efficaci per dire a questo Paese che qualcosa di concreto ed efficace si può fare. E questo va fatto subito. Secondo il principio supremo del Bene di Tutti gli Italiani e non solo di Pochi di essi che curano i propri interessi in combutta con altri Pochi che hanno interesse a che gli Italiani non abbiano più interessi da curare.

Ecco quindi le Cinque priorità di un Governo a cui interessi veramente il Bene degli Italiani:

PRIMO: Affinché le scuse per i danni recati dalla dolosa incompetenza siano sincere, si ripristino immediatamente e incondizionatamente i pieni poteri della Costituzione. Sapere che la Carta Costituzionale è tornata a restituire le libertà fondamentali dei cittadini sarà il primo segnale rassicurante che il golpe oligarchico è terminato. Occorre, nel modo più assoluto, dare tranquillità a tutti i cittadini che nulla hanno più da temere perché il presunto pericolo era solo procurato per scopi estranei alla salute. Da una situazione di ricomposta serenità ci si potrà concentrare sulle prime fondamentali priorità. Andrà accettato che in questa fase le soluzioni abbiano bisogno di ulteriore sviluppo, ma cominciare con segnali chiari e pacificanti sarà un ottimo inizio. Il Governo sarà trasparente nel dire al Paese dove si vuole andare e perché. E quale può essere l’unica direzione politica accettabile se non la felicità di tutti? Con il Parlamento solido garante del Fine!

SECONDO: Va dichiarata definitivamente chiuso il capitolo “emergenza sanitaria” perché destituita di ogni evidenza scientifica. Con scelta unilaterale e sovrana, in Italia va conclusa la farsa delle misure prive di ogni valore provato e condiviso in quanto soluzioni insensatamente peggiori di ogni artefatto pericolo. Il Governo intenterà causa all’OMS per procurato allarme pandemico e nella sede del Tribunale Internazionale dell’Aia dimostrerà il reato reiterato di crimine contro l’umanità. Pur in una fase di delicata transizione e mentre si portano a dominio pubblico le evidenze scientifiche sul presunto virus, andrà bloccata la somministrazione dei vaccini e si mettano in atto tutte le scoperte terapeutiche risultate efficaci, prive di costi e esenti da spudorati sprechi connessi a miliardari interessi. Istituita una vera Commissione Medico Scientifica si considereranno i protocolli fondati sul plasma iperimmune, sulla lattoferrina, sull’adenosina. Verrà inoltre redatto un testo scientifico dai migliori virologi e immunologi italiani che chiarisca tutta la questione Covid-19 dal punto di vista sanitario. Il dovere della verità per vivi e defunti.

TERZO. Il Governo si impegna a istituire una rete televisiva nazionale per la pubblicazione e la divulgazione di dati oggettivi sulla presunta pandemia attinti a tutte le più accreditate e autorevoli fonti scientifiche disponibili in Italia e nel mondo. Gestita da giornalisti indipendenti, di provata professionalità, fuori dal monopolio del commercio dell’informazione, tale rete sarà qualificata da scienziati non macchiati da disonestà intellettuale e arricchita da una campagna di educazione alla felicità, destinata a far uscire il Paese dalla paura in cui il terrorismo mediatico ha fatto precipitare moltissime persone. Si mobiliteranno le migliori risorse umane del paese in una trasmissione ininterrotta ed interattiva di supporti volti alla promozione di stili di vita improntati al vero benessere psicofisico.

QUARTO: Quale misura, per quanto minima, di indennizzo al danno creato al paese, il Governo decreta l’esonero delle imposte dirette per gli anni 2020/2021/2022 a carico dei privati e delle Piccole e Medie Imprese. Si procederà immediatamente al conio della Lira della Repubblica Italiana quale moneta parallela per coprire l’erogazione interna gratuita delle utenze. Con il risparmio miliardario ottenuto dalla dissennata spesa destinata a tamponi, vaccini e truffe affini, si provvederà a stabilire un bonifico mensile di 750 euro ad ogni maggiorenne da spendere in azioni virtuose e acquisti nazionali. Il denaro deve tornare alla sua unica finalità di convenzione ed essere un mero strumento a servizio della felicità delle persone. Si piegheranno i piani economici a creare le condizioni perché gli Italiani ritrovino la loro irrinunciabile dignità di Esseri umani non più schiavizzati dalla speculazione dell’Alta finanza europea e mondiale.

QUINTO: Il Governo si attiverà con tutte le forme possibili per richiedere risarcimenti miliardari a causa delle numerose illegalità perpetrate. I migliori costituzionalisti dimostreranno l’inesigibilità del debito e si avvierà la procedura per il recupero delle proprietà dello Stato alienate a privati in modalità da accertare. Nella piena legalità si procederà a dare priorità agli interessi degli Italiani e non quelli delle Banche, ridisegnando completamente i programmi di digitalizzazione delle valute secondo scopi apertamente dichiarati. Andrà eliminata dal gergo economico la nozione stessa di “debito”.

Ecco cosa può fare da subito un Governo che abbia davvero a cuore le persone e la loro vita. Malgrado l’alta idealità con la quale irrorare ogni nuovo modus operandi, si proceda con il sano realismo di ciò che è possibile. Prima di rimettersi a correre si deve almeno sapersi reggere in piedi. Accelerazioni eccessive potrebbero essere inopportune. Fino a ieri siamo stati ostaggi ridicolizzati da un Parlamento dalla credibilità irrimediabilmente compromessa. Solo oggi, con un Potere legislativo fatto di persone competenti a produrre leggi saggiamente ispirate dalla Politica della felicità si potrà avviare il nuovo corso della storia del nostro amato Paese”.

Coraggio, amici! Con le elezioni del 2023 si potrà finalmente buttare la spazzatura politica che insozza da anni le nostre vite.

Cittadini, amici, crediamoci!

Un abbraccio

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