Ancora Nuovo Umanesimo Eticratico: 2 – Nuovo
Ancora Nuovo Umanesimo Eticratico: 2 – Nuovo

Ancora Nuovo Umanesimo Eticratico: 2 – Nuovo

     E adesso è venuto il momento di parlare di novità. Di novità … vera, s’intende, che non sia maquillage più o meno ben riuscito di visioni stantie senza più anima. Ogni tanto capita che qualcuno si aggrappi al Nuovo Umanesimo come uno slogan ad effetto pensando di far colpo sugli sprovveduti, ma la scia dura poco. Inevitabile, quando non si riempie di contenuti veramente originali un’espressione, sì di sicuro fascino, ma ormai troppo esposta al sospetto di manipolazioni di parte, compresa quella “cristiana”, come quando si scriveva, non tuttavia senza acume, di umanesimo integrale. Credo che si tratti di prendere una qualche distanza da approcci ormai culturalmente forzati e poco credibili. In verità, negli ultimi anni c’è chi ne ha fatto oggetto per articoli e libri, non privi di qualche stimolo interessante, anche se molti di essi gravitanti nell’orbita del paradigma cristiano, ispirato dal Papa. Si sono letti anche sprazzi di buona laicità, naturalmente, fino a colonne sui giornali facenti eco all’attualità politica, al seguito del Presidente del Consiglio in carica che ha fatto uso dell’espressione in alcune circostanze.

     Per quanto mi riguarda, le osservazioni più acute e profonde ho potuto sentirle nelle parole del grande storico francese Jacques Le Goff che ho avuto l’onore di incontrare personalmente più volte a Parigi. Medievalista tra i più insigni, egli ha affrontato anche i grandi temi del XXI secolo: la bioetica, la crisi del progresso, la questione morale. Lo storico Le Goff, spentosi nel 2014, sosteneva che ci troviamo ad un punto di svolta che porterà ad una nuova fase del progresso più consapevole ed ecologicamente sostenibile, guidato dall’etica e dalla ricerca dell’universale: un nuovo umanesimo dei poteri dell’uomo. Ho già scritto qualche riflessione sul concetto di Umanesimo:
http://www.mauroturrini.it/ancora-nuovo-umanesimo-eticratico-1-umanesimo/.

  Ora è il momento di parlare di novità. Perché l’Umanesimo proposto dal Progetto Mondo Migliore è e deve essere Nuovo? Provo a sviluppare la riposta in sette caratteristiche che, “a mio sommesso avviso” (espressione dalla mia docente di filosofia teoretica quando ero giovane e spaesata matricola universitaria) possono costituire un base di riflessione per ulteriori approfondimenti. Ci sono sette qualità che il Nuovo Umanesimo Eticratico ha da donare altruisticamente agli uomini e alle donne che stanno ponendo la loro fiducia nel New deal della storia moderna. Sette aspetti nuovi, tutte di pari valore, come le note musicali, i colori dell’iride, le fasi lunari, i giorni, in sintonia con una delle grandi leggi della Vita.

     PRIMA. Dovrà adottare il linguaggio della universalità come mai è accaduto prima. Non importa se tutti lo apprezzeranno, quel che conta è che tutti possano capirlo. E una condizione assoluta per la sua accessibilità è il superamento dell’uguaglianza fittizia tra gli Esseri Umani proclamata in molte delle precedenti dichiarazioni: fittizia perché mai applicava realmente, mero allucinogeno che non ha superato i confini di pochi salotti frequentati da rivoluzionari idealisti quasi sempre finiti male. Va ammesso che la quasi totale condizione di analfabetismo in cui l’Umanità è stata tenuta fino a pochi decenni fa, ha reso impossibile ed evanescente l’affermarsi di una consapevolezza di sé e della propria dignità per intere generazioni. E quando si è cercato di forzare la semplicità di intere popolazioni imponendo incomprensibili rivoluzioni sociali o culturali ne è disceso un grande scorrimento e bagno di sangue. Ora, sapere leggere e scrivere il proprio nome è stata un conquista di valore inestimabile per la dignità personale, ma solo un irrinunciabile punto di partenza per rileggere e riscrivere l’intera storia universale. Questa è la prima grande novità di un Umanesimo con il qualche iniziare a raccontare Verità nel linguaggio della vera Egalité dopo millenni di mistificazioni inconsapevoli quando di non ben programmate menzogne. Una nuova bandiera: Consapevolezza! Diceva Socrate che “una vita inconsapevole non merita di essere vissuta“. Questa è la novità. La fine dell’inganno. Una nuova alba è sorta, la coscienza che i secoli di scempio della dignità delle persone sono al capolinea. Si avvera la saggezza: “Si può ingannare tutti per un po’; si può ingannare qualcuno per sempre. Ma non si può ingannare tutti per sempre” (A. Lincoln).

     SECONDA. Si concorderà sul fatto che qualcosa non è nuovo se non per chi è in grado di riconoscerlo come tale. E una forma in qualche modo auto protettiva è restare ancorati al proprio mondo. Non sto parlando solo del proprio equilibrio psicofisico personale: intendo anche le coordinate spazio temporali in cui situiamo il nostro esistere qui e adesso. Con la teoria della Relatività generale del 1915 si è aperto un percorso scientifico che offre una visione del mondo del tutto inedita: non abbiamo ancora tutte le categorie per descrivere e raccontare cosa osserviamo dentro e “fuori” di noi. Non è qui il luogo per tracciare, neppure a grossolane pennellate, quel che la fisica quantistica ha apportato alla mappa del mondo in un secolo di equazioni, sempre tese alla Teoria del Tutto. Basterebbe essere consapevoli che “la distinzione tra passato, presente e futuro è solo un’illusione ostinata” (A. Einstein) per ammettere che un Umanesimo che oggi voglia godere di una qualche credibilità dovrà integrare nell’esperienza quotidiana il fascino della consapevolezza di essere in un Universo elegante dove, malgrado alcune certezze, si va scoprendo che “il segreto della vita non è stare dalla parte della conoscenza ma del mistero”.

     TERZA. Un nuovo capitolo della storia dell’Umanità non potrà ignorare che è risuonato da ben oltre un secolo il grido che Dio è morto! Solo con inspiegabile ingenuità un qualunque tentativo di celebrare il riscatto millenario dell’Uomo potrà far finta che Nietzsche non sia stato un profeta di Verità come nessun pensatore dell’era cristiana lo era stato. Innegabilmente un “certo Dio” è morto e resta morto. Ed è stato un progresso enorme per la psicologia umana la sua progressiva putrefazione. Intendiamoci, Dio è una parola pesante, il cui valore tuttavia che le persone sono ormai disposte a riconoscergli varia molto a seconda del significato che si attribuisce a quel suono. La crisi di rilevanza del Cristianesimo è evidente da decenni e le religioni storiche, poco inclini a rinunciare alle tradizioni, mantengono l’illusione di aver ancora qualcosa di veramente interessante da dire all’Umanità del terzo millennio. L’homo religiosus sta faticosamente uscendo dal bozzolo per diventare la farfalla felice della propria ritrovata divinità areligiosa. Si può indubbiamente approfondire questa appassionante questione, ma difficilmente si ammetterà che in un Nuovo Umanesimo possa ancora avere posto un qualche dio sacerdotale. Novità qui significa vivere una umanità con un concetto inedito di divinità, vicino probabilmente all’idea di una Mente Universale onnipotente, onnisciente e onnipresente, finalmente impersonale.

    QUARTA. Umanizzare la tecnologia è la grande sfida che attende di essere raccolta in un modo realistico e profetico allo stesso tempo. La demonizzazione del progresso scientifico e tecnologico parte da lontano: locomotive a vapore e luce elettrica furono motivo di turbamento per molte coscienze “conservatrici” ma a nulla è servita la loro crociata contro la storia dato che, oggettivamente, le applicazioni tecnologiche delle scoperte scientifiche hanno modificato tanti comportamenti della quotidianità. Facilitando i risultati in molti campi dell’attività umana, l’high tech ha permesso non solo conoscenze impensate ma forse, soprattutto, emozioni inattese e insperate. Non per questo siamo diventati tout court persone migliori! Pur essendo legittima ogni opinione , resta che l’elettromagnetismo che attraversa il nostro vissuto segnerà ancora a lungo le nostre scelte, semplificando sì operazioni prima complesse ma anche richiedendo sufficiente intelligenza emotiva per gestirle: per restare signori degli strumenti e renderli servitori di una migliore qualità della vita. Di tutti. Un Umanesimo infatti che vorrà essere una nuova esperienza di autentica crescita spirituale e sociale a livello planetario dovrà misurarsi con l’impegno a fare uso responsabile della tecnologia, facendone un’ancella fedele dedita ad un benessere valoriale che esalti la dignità umana.

    QUINTA. L’Umanità che conosciamo ai nostri giorni ha mostrato un fattore di vulnerabilità che non era pensabile in queste proporzioni anche solo mezzo secolo fa. Oggi si tratta di dare un senso a quel fenomeno che chiamiamo crudamente Demenza. Bisogna essere in grado di dare un senso non solo clinico a questo termine che tocca già milioni di persone. Mentre si cercano le terapie e si investe nella ricerca, un Umanesimo che si voglia radicalmente Nuovo porrà interrogativi che portino a evidenza consapevolezze fino ad ora assopite nei narcotici di un’informazione deviata. Cos’è realmente la malattia? Cosa altera la perfezione della Natura Umana così da indurre una sofferenza e una morte inconsapevole? Quanto la scienza medica è realmente indipendente dal business che lega la sanità alla farmacologia? Domande a cui provare a dare risposte oneste, destinate a loro volta a ristabilire la fiducia totale nella mente umana non compromessa dalle molteplici forme di violenza subdola cui è sottoposta con martellante insistenza. Novità vera sarà invertire la tendenza ad alimentare a dismisura il fenomeno dell’Assistenza come fatto ineludibile: ci vorrà il coraggio di smascherare il progetto di strutturare una società che fabbrica dipendenze di qualunque genere. Novità sarà una comprensione dell’Uomo dove abbiamo posto le aristoteliche parole di autosufficienza a perfezione, connesse con la Felicità.

    SESTA. Un Umanesimo Nuovo domanda una comprensione del Tempo che distanzi dalla depressione del passato e dall’ansia del futuro per esaltare la stagione del Presente. Ad avvalorare la prospettiva della Teoria della Relatività secondo la quale – come dicevamo –  “la distinzione tra passato, presente e futuro è un’illusione ostinata” c’è il bisogno impellente e strisciante di centrarci sul qui e ora della Vita. Intere generazioni, stoltamente troppe, sono state dopate con l’aldilà paradisiaco quale premio all’aldiquà infernale: è arrivato al capolinea il treno ideologico del sacrificio e dell’immolazione della felicità temporale a vantaggio della beatitudine eterna.
Qui la novità di un Umanesimo dotato di attributi sta nell’intaccare il paradigma granitico della divisione del mondo in ricchi e poveri e che tale status sia quasi di volere divino. La parola povertà deve scomparire dal lessico perché “La povertà non è naturale. È creata dall’uomo e può essere sradicata dalle azioni degli esseri umani” (N. Mandela).

    E la prima di queste azioni di sradicamento è la consapevolezza del Valore dell’Essere Umano non asservito a niente e a nessuno, sempre fine e mai mezzo. Va portato un terremoto nell’ideologia economica dominante affinché dalle sue macerie rinasca una visione inedita della Ricchezza, quale punto di partenza armonioso e condiviso e non risultato sudato ed egoistico. Se non è così, che Novità è? Educare dunque l’Economia a servire la Felicità di tutti nella realizzazione del Paradiso in Terra. Un Eden semplicemente e genuinamente fondato sulla spiritualità della Natura Umana, religiosamente laico, privo di ideologia, unificante. Chi ha come Progetto un Mondo Migliore agisce da un punto di vista originale dato che va affermando l’idea che le nebbie dell’ignoranza circa le ragioni della povertà si stanno diradando. Non accadrà a schiocco di dita e nemmeno senza qualche resistenza, ma si intravede l’alba di quel giorno atteso in cui ogni Essere Umano si ergerà dalla schiavitù della secolare sudditanza psicologica e finanziaria, vero Signore della propria vita: questa sarà espressa in comportamenti etici e altruistici a servizio del bene comune.

    SETTIMA. Ci si scordi un Nuovo Umanesimo se non si opererà una rivoluzione copernicana nel mondo dell’Informazione. Il potere manipolatorio cui si sta assistendo ha devastato le coscienze e grida vendetta al Cielo! I centri del potere hanno fatto ricorso a tutto o quasi l’armamentario della psicologia applicata per stordire miliardi di cittadini caduti nelle maglie della propaganda. Non c’è dubbio, dietro la gestione artefatta delle informazioni ci sono professionisti delle persuasione al soldo dei gruppi editoriali e dei loro enormi interessi. Quel che dispiace è il dato che sono ancora numerosissimi i teleutenti che seguono i notiziari “ufficiali” e ancora “prendono per buone le verità della televisione” : non sanno quanto siano esposti all’ottundimento della loro autonomia di giudizio. Il cartello della informazione mistificata conoscono (almeno un poco) il funzionamento del cervello umano e delle aree su cui far leva per preoccupare e intimorire nel giusto dosaggio emozionale per far passare i messaggi voluti. Con il fine di provocare dei comportamenti funzionali al controllo sociale.
Più o meno settant’anni fa Albert Einstein scriveva con lucidità sconcertante: “I mezzi di comunicazione di massa, la stampa, la radio hanno portato all’asservimento di corpi ed anime ad un’autorità strategica mondiale. E in ciò sta la principale fonte di pericolo per l’umanità. Le moderne democrazie mascherano regimi tirannici; utilizzano i mezzi di comunicazione di massa come strumenti di disinformazione e di stravolgimento delle coscienze degli uomini. Nelle condizioni attuali, i capitalisti privati controllano inevitabilmente, in modo diretto o indiretto, le principali fonti di informazioni. Per cui è estremamente difficile, e nella maggior parte dei casi impossibile, che il singolo cittadino possa arrivare a conclusioni oggettive e avvalersi in modo intelligente dei propri diritti politici. La minoranza, la classe dirigente attuale, possiede la scuola, la stampa e di solito anche la Chiesa. Questo consente loro di organizzare e influenzare le emozioni delle masse e di farle diventare un proprio strumento“. Cosa avrebbe mai scritto se avesse visto lo scempio in atto?

    Ecco, alcune semplici note su cui riflettere se si vuole parlare di un Nuovo Umanesimo che tale sia davvero. Dare contenuti ad una espressione meravigliosa diventa indispensabile affinché il Sistema non la sporchi con le sue mani sudice di banalità. Per mettere però il concetto di Nuovo Umanesimo al riparo dallo stupro del Regime, serve l’inedita categoria di Eticratico.

    Vedremo la portata di questo aggettivo nel prossimo articolo.

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