Da Te a Me e da Me a Te.
Mani, armonia del ponte che ci unisce.

       Movimento di avvicinamento fatto di pensieri e di parole. Dette e ascoltate.
Poi sono gli occhi i primi a stabilire il contatto.
Ma normalmente son quasi sempre le mani che segnano il primo contatto… fisico. Il momento dell’incontro.

       Ci si tocca. Ci si sente. Evento.
Da Me a Te e da Te a Me.

       Si dovrebbe tessere l’elogio delle mani, ben oltre le molte funzioni che ci permettono, i servizi che ci elargiscono. Sì, per esse si innalzi l’elogio spassionato alla loro qualità di organo relazionale donatore di eccellenti emozioni.
Mani, carezze. Mani, abbracci. Accoglienza e dono. Apertura. Preghiera.

       Ma come tacere anche altri significati, meno nobili certo, ma pur sempre parte della variegata costellazione umana? Mani cariche di disprezzo e insanguinate di follia. Mani affaticate dall’indifferenza, figlie irriconoscibili dell’Essere che tutto crea.

       Alzatevi, mani!
Unitevi ad altre e siate ponte di celebrazione della vita. Siate arco che avvolge di luce. Passaggio. Benedizione.
Sì, anche lavoro. In armonia con il cuore e la mente voi siete arte. Creatrici del bello che illumina il mondo. Luce divina che plasma l’argilla.

      E ancora, mani amplesso.
Diceva Gibran che quando la mano di un uomo tocca la mano di una donna, entrambi toccano il cuore dell’eternità.
Davvero è così.

       Da Noi a Voi e da Voi a Noi.
Emozione dell’Unità.