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Nati per amare… l’Amore.

Oh, sì. Deve essere proprio così.

Deve essere scritto nei nostri cromosomi l’anelito irrefrenabile verso l’Amore. Verso il desiderio di amare l’Amore più di ogni altra cosa al mondo. Possibile? Per me ormai è una certezza che vorrei fosse allegra e consolante compagna di tanti. Di tutti.

Quando ho sentito anni fa un giovane dire che lui amava l’Amore più di ogni altra cosa la mondo, ho capito che era così anche per me. Di più, con un poco di attenzione e di riflessione ho scoperto che vale lo stesso per tutti gli esseri di questo terra. Incluso te! Ed è una verità… matematica. Di quelle cioè in cui  1+1 fa 2.  Vorrei aiutarti affinché anche tu sia innamorato dell’Amore, quello che move il sol e l’altre stelle, come diceva Dante. E, aggiungo io, che muove ciascuno di noi verso se stesso.

Chi mi conosce e mi legge, sa che fin da ragazzo ho sempre avuto il pallino della filosofia. Ci scherzavo a volte dicendo che “la filosofia è quella cosa con la quale o senza la quale… tutto resta tale e quale”. E mi facevo delle belle risate quando da quel birbante di Voltaire leggevo quella sua trovata di gustosissima ironia: “Quando colui che ascolta non capisce colui che parla e colui che parla non sa cosa sta dicendo: questa è la filosofia”. In realtà, lui, filosofo, non ce l’aveva con la filosofia, solo prendeva in giro i ciarlatani del suo tempo e metteva in guardia dai discorsi complicati e dai paroloni sbrodolati senza sostanza. Oggi, diremmo, coloro che parlano senza che la bocca sia connessa al cervello.

Quante risate mi sono fatto leggendo il Candido di Voltaire: libretto sull’ottimismo che mette di buon umore fin dalle prime pagine e dispone l’animo a ridere di se stessi e delle vicende umana. Ironia intelligente che ci alleggerisce di ogni seriosità e ci fa crescere piacevolmente nel distacco sereno. Davvero ci sono parole e insegnamenti che vanno oltre i secoli e hanno qualcosa da insegnare ad ogni epoca.

Mi stava simpatico Voltaire e mi divertivano da matti i suoi paradossi, ma ho creduto ad Aristotele che parlando della filosofia dice che “tutte le altre scienze saranno più necessarie di questa, ma superiore a questa nessuna. Sì, ho scommesso sull’inutilità della filosofia scegliendo la sua eccellenza.
E la scommessa è diventata passione quando ho letto, sempre da Aristotele questo proclama: La attività di Dio, che per beatitudine eccelle, è l’attività contemplativa; quindi anche tra le attività umane quella che è più congeniale a questa sarà quella che è più capace di rendere felici… per quanto, dunque, si estende la speculazione, di tanto si estende anche la felicità.

Sì, davvero, leggendo, riflettendo e contemplando si impara molto a conoscere l’uomo, le sue domande, la sua ricerca del bene e della felicità. Questo mi ha aiutato a capire meglio anche me stesso, a comunicare agli altri le mie conoscenze e ha rafforzato il mio desiderio di aiutare tutti a vivere una vita migliore. Penso che ciascuno di noi abbia qualcosa con cui contribuire a migliorare la qualità della vita degli altri. E se ognuno di noi raccontasse la sua storia arricchirebbe il mondo di nuovi punti di vista e nuove emozioni. Tutti abbiamo contemplato qualcosa che farebbe bene a tutti conoscere. Anche tu. Credi a quel che senti di grande e meraviglioso che palpita nel tuo cuore di uomo o di donna. Credi al Filosofo che c’è in te. Accogli l’Amore che si offre a te per condurti a te.

L’amore per l’Amore spinge al desiderio di scrivere e comunicare a tutti quanto è bello amare. E quanto è utile! Ah, se tutti riuscissimo a fare dell’amore la carta vincente per risolvere ogni problema! Ho sognato per anni di raccontare come l’amore sia la soluzione più efficace a tutto ciò che accade ogni giorno. Una soluzione facile. E, wow!, una soluzione gratuita. Ma soprattutto divertente e che dipende solo da noi stessi. Da me, da te. Semplicemente e serenamente.
Ogni problema risolto con l’amore ti fa stare divinamente.

Ho sempre desiderato poter vedere come opera l’Amore. E so che ogni vero apprendimento avviene non insegnando nulla che non sia già dentro di noi.  Ci serve solo qualcuno che ci aiuti a ricordare.
Per diventare un filosofo divertito e allegro mi ci sono voluti, certo, anni di crescita personale per assimilare i contenuti di tanti pensatori. Centinaia di libri letti, ore e ore di meditazione, di riflessione, numerosi “errori” e fatiche quotidiane, esercizi e tanta tanta pazienza con me stesso. Ci è voluto tempo per capire che le soluzioni ai problemi sono già tutte dentro di noi. Ho cercato lontano per anni quel tesoro su cui sono sempre stato seduto sopra.

Abbiamo un grande beneficio se qualcuno ci indica in che modo possiamo evitare perdite di tempo, fatica e frustrazione e andare sul sentiero sicuri dell’Amore. Sono più che mai convinto che tutti meritiamo infatti di vivere la vita che vogliamo. E il prima possibile per giunta, evitando di buttar via soldi e tempo. E ci possiamo arrivare credendo a quanto sia facile vivere meglio. Semplicemente in un percorso di consapevolezza. Serena e fiduciosa.

Ciascuno ci arriva in tempi e modi diversi, ma questo poco importa. Che tu sia uomo o donna, giovane o adulto, felice o depresso,  ti serve solo la convinzione che amando l’Amore si dipana la matassa confusa in cui si è aggrovigliata nel tempo la tua vita. Ora puoi dare una boccata di ossigeno alla tua esistenza scoprendo come puoi star bene semplicemente amando. E quanto sia facile! Quanto economico! E quanto meravigliosamente bello!

Non so a punto tu sia del tuo cammino: mi auguro che tu sia quanto meno ben risoluto a camminare. Questa è la condizione di base perché l’immobilismo è l’agonia dell’anima che non crede più alla proprie risorse. So per esperienza quanto duri siano i momenti di bonaccia e ti capisco se senti addosso lo sconforto di essere fermo. Si arriva a preferire addirittura la tempesta. Almeno si sta andando da qualche parte. Potrà non essere né consolante né piacevole, ma da qualche parte si deve pur iniziare a muoversi: la saggezza dice che ogni grande viaggio comincia con un piccolo passo.  Poi c’è un percorso-scoperta per ciascuno, che passa attraverso fasi e momenti diversi: quando pulsa dentro il desiderio di non rassegnarsi alle pozzanghere e si pensa ad una sorgente vera, allora è sorta l’alba.

La mia è sorta quando  mi sono accorto che c’è abbondanza per tutti. Incluso me (e anche te). E ho aperto gli occhi sul  mondo con una riflessione che mi ha dato fiducia e ottimismo. È sta forse la prima verità che ha avvolto la mia vita di saggezza vera. Certamente di una nuova visione del mondo. Degli altri. Di me stesso.

Poi ho fatto un passo ulteriore e un nuovo dono ha arricchito la mia consapevolezza. Una verità liberatoria, potente e dolcissima al contempo mi ha dato nuova fiducia. Ho finalmente capito che Tutto Dipende da Me. Un sollievo. Sia benedetto il Cielo. Basta lamenti, basta colpe, basta rancori, rabbia e ogni lerciume emozionale. Ho visto la bella limpidezza della mia responsabilità. Sì, amico mia, amica cara, accogli questo balsamo dell’anima: Tutto dipende da te. Esulta! Inizia una pagina nuova della tua vita con questa suprema verità.
Per me questo è stato anche un messaggio d’amore che può servire alla crescita di ogni uomo e donna di questa terra, a vivere il meglio possibile in questo mondo meraviglioso. Ad amare questo mondo splendido riflesso dell’Amore universale.

E poi è arrivato un tuffo nell’Amore. Niente di più salutare! Niente di più avvincente! Qualcosa che ti avvolge nella melodia cosmica della gioia suprema. Quella di essere immortali figli dell’Amore.
Che bella quest’altra magnifica verità: Ama, e fai quello che vuoi! Una verità piena di carica emotiva e di travolgente dinamismo. Oltre che di esaltazione entusiastica per la Vita. Direi quasi un amplesso spirituale! Di quelli da wow a cinque stelle! Di quelli che invitano a lasciarsi andare con serenità ai propri pensieri ricordando le parole del grande Albert: “l’immaginazione è tutto: è l’anteprima delle delizie che la vita ci riserva”.

Ecco! Allora chiudi gli occhi e vediti mentre esci sorridente sul terrazzo e ammiri dall’alto lo splendido rosaio variopinto che fa da contorno alla fontana  vivace, all’ingresso della tua villa in collina. Sorridi felice agli zampilli e, mentre la cameriera ti serve la colazione nelle porcellane fucsia, contempli il cielo cristallino e ti lasci avvolgere dal sole già alto. Che bel giorno!
I leggeri rumori in basso ti ricordano che i tuoi carissimi domestici  stanno preparando il giardino per il ricevimento del pomeriggio. Godi già al pensiero che passerai la giornata serena a divertirti con la tua famiglia e con tante persone care. Che bella l’armonia dell’amore! Ci saranno musica, cibi e bevande per ogni gusto, allegria a sazietà. E poi la sera ricca di nuovi e piacevoli incontri, conversazioni, emozioni… Parlerai delle  iniziative della tua Fondazione per la crescita del mondo nell’amore. Attorno a te sorrisi e approvazione, garbo e belle maniere, armonia e serenità…

Stai pensando al paradiso? Quello è molto di più.

Questo invece, o altro ancora,  è qualcosa di accessibile già adesso. Possiamo già ora immaginarci la vita che vogliamo, come piace a noi.

Facciamolo.

Un abbraccio sempre grande.

Amore e cambiamento. Adesso

Sai una cosa? L’Amore ci dà il benvenuto sulla strada del cambiamento! Del mio, del tuo. Dell’intera umanità.

È il benvenuto nella cerchia di chi si distingue per le sue scelte. Scegliere l’Amore ci rende subito migliori. Dentro.
Immagina infatti come ti sentiresti se ogni tua parola, gesto, azione fosse il riflesso dell’amore che anima la tua vita. Splendidamente, vero? Saresti una persona affascinante! Magnetica! E in un permanente benessere con te stesso e con gli altri. L’Amore può fare questo perché esso è la nostra essenza! È la travolgente forza che attraversa ogni nostra cellula. Purtroppo lo abbiamo dimenticato.

Ti sei mai chiesto come cambierebbe la tua vita (se tu così vuoi, naturalmente) dopo un percorso di crescita che ti indicasse in che modo far diventare l’amore la splendida forza che ti innalza ad una vita piena di soddisfazioni? Suppongo di sì. Anch’io. E ho scommesso sull’Amore: tutto in maniera molto semplice, addirittura facile. Perché nell’amore non ci sono difficoltà, ma solo piaceri intensi e spirituali (e che per altro, fanno molto bene anche al corpo). Molteplici e sempre nuovi. Perché proveniamo dall’Amore, in esso ci espandiamo, con l’Amore universale ci fondiamo!

Per me aver voglia di cambiamento significa trovare davvero qualcosa di nuovo, magari la porta che non ti aspettavi. O meglio, che non ricordavi più che ci fosse. La porta che si offre a te come risposta alle tue domande, ma che ti lascia intatta la libertà di decidere  se entrare.

Quando parlo di cambiamento, penso a un movimento che avviene dentro di me, e che mi coinvolge interamente. Un movimento che innova i miei pensieri, mi rende appagato in emozioni creative e cristalline, mi diffonde benessere ad ogni cellula ed esultare nel sorriso accogliente e generoso. Sì, cambiamento è avere risposte. Risposte convincenti, ma sempre aperte a nuovi orizzonti. Io voglio quel cambiamento in cui la mia ricerca per trovare mi faccia trovare solo una nuova possibilità di cercare creativamente ancora. Serenamente.

Voglio un cambiamento che mi porti freschezza. Che mi faccia imparare cose profonde e vere. Che mi faccia imparare sempre perché, come diceva Henry Ford, “chiunque smetta di imparare è vecchio, che abbia venti o ottant’anni. Chiunque continua ad imparare resta giovane. La più grande cosa nella vita è mantenere la propria mente giovane”. Sì, questo voglio: giovinezza. La voglio attraverso un cammino quotidiano e sereno tra i perché che mi stanno a cuore. Quelli che interessano più la Vita nella sostanza che le piccole e ordinarie vicende quotidiane.

Non pensi che sia davvero bello aprire le braccia ad un cambiamento che ti parli di come puoi espanderti in una vita pienamente tua? Sì, vigorosamente tua. Dolcemente tua. Non piacerebbe anche a te una vita arricchita di un punto di vista originale e straordinario? Che ti aprisse gli occhi ad una nuova dimensione del tuo essere? Per me è davvero questo il cambiamento che va in profondità, oltre le chiacchiere, oltre provvisorie e precarie euforie di un giorno. Io voglio cambiare diventando me stesso nell’Amore. Sì, un cambiamento che mi espanda nell’Amore e mi racconti storie di vera novità. Che mi sveli la mia dignità. La mia grandezza.

E tu, amico mio, amica cara, cosa diresti se il tuo cambiamento iniziasse
1) spiegandoti perché ogni strada che porta al vero successo parte dall’Amore.

e continuasse
2) descrivendoti in che modo l’amore per te stesso diventa la prima soluzione ai tuoi problemi (proprio tutti).

e si prendesse il tempo
3) di mostrarti con dolcezza come è accaduto che hai perso il tuo swing aiutandoti a ritrovalo semplicemente amandoti da subito.

e ti guidasse
4) a dare un ultimo e definitivo sguardo indietro al tuo passato per poi farti immergere solo nell’Amore. Per sempre.

e ti sorprendesse
5) svelandoti il segreto di come fare dell’amore l’elisir di lunga vita e plasmare così già oggi la tua eternità.

e ti lasciasse stupefatto
6) dandoti le conoscenze e gli strumenti per aiutarti a far entrare il piacere nella tua vita e farti amare il divertimento.

e ti facesse esultare
7) insegnandoti a fare finalmente il tuffo nella tua felicità. Sì, a farlo e basta?

Non trovi che sarebbe meraviglioso?
Un cambiamento così non è un sogno. L’Amore lo rende possibile. Anzi, l’Amore è l’anima di ogni cambiamento.

E allora, una sola strada:  Ama, e fai quello che vuoi.

Un abbraccio. Grande.

Comincia ora il tuo cambiamento cliccando qui.

Successo: una sinfonia in 10 verbi. 1: Capire.

Mi sono accorto che usavo una parola senza saperne bene la sua origine. E neppure il suo significato. Non è la prima volta in verità che mi accade, ma non me la prendo più. Ho imparato l’indulgenza verso me stesso. Questo mi aiuta a mantenere viva la curiosità, che, a parer mio, è una porta spalancata sulle quotidiane opportunità della propria crescita personale.  Adesso so qualcosa in più sul successo.

So, per esempio, che successo non è nato come nome, o come si legge più elegantemente nel dizionario, come sostantivo maschile. No. Perché successo è il participio passato del verbo succedere! Il quale ha significati diversi e il primo è quello di venir dopo. Quindi succedere vuol dire prendere il posto lasciato vacante da altri, in una carica, in un titolo o in una proprietà di beni.

Ma succedere significa anche accadere, avvenire: può implicare una relazione di semplice posterità (se dico: non ricordo più ciò che successe poi) oppure indicare il puro e semplice verificarsi di un fatto (sono cose che succedono). Ho letto anche che anticamente era sinonimo di riuscire. Interessante.

Ora, successo preso come nome, così come di solito lo usiamo, significa un esito favorevole, una buona riuscita. Un’accoglienza favorevole da parte delle persone (come quando si dice… un film di successo). Insomma un avvenimento, un buon esito. E intrigante è però anche il fatto che il verbo succedere letteralmente voglia dire andar sotto.

Dopo aver cercato ed essermi premurato di aver capito bene, sono rimasto a guardare i risultati della mia piccola ricerca. Tutto certo molto interessante, ma più di tutto adesso so che successo è un participio… passato. Meraviglia delle meraviglie, il famigerato successo inseguito da uomini e donne come il mito da raggiungere nel futuro… è già avvenuto. Il successo è dietro di noi, non davanti. Fantastico, non trovi?

Quasi mi venivano le lacrime agli occhi dall’emozione. Da una parte per la sorpresa di così inattesa notizia e dall’altra per l’intuizione delle conseguenze che tutto questo può comportare. Sì, perché una cosa è inseguire ciò che si pensa debba avvenire; e altra cosa è accogliere ciò che è già avvenuto. Si sposta l’asse temporale della nostra focalizzazione. Dal futuro al presente.

Sì, al presente e non al passato come potrebbe apparire. Perché è nel presente che sei consapevole che l’esito favorevole per te c’è già stato. La tua buona riuscita è già accaduta.

A ben vedere se le cose stanno così veramente, questa è uno scoop di proporzioni notevoli. Una di quelle rivelazioni che possono davvero far girare la testa. Ma dalla gioia. Dalla inebriante gioia di vedere la propria vita in modo diverso. Probabilmente molto diverso. E sono felice di partecipare questa scoperta affinché possa essere utile ad altri.

Ricapitolando, l’essenziale – quello che come sappiamo è invisibile agli occhi -  è che si rivela davanti a noi un nuovo punto di vista. Come tanti, pensavo anch’io che il successo fosse qualcosa da raggiungere, davanti. Qualche volta, eternamente e infinitamente davanti. In realtà il tuo successo è già… successo.

Per dirla con l’etimologia alla mano, è già andato sotto. Dentro. È già in te da tempo immemorabile. Direi che il tuo successo è in te da quando esisti tu. Tu, il giorno della tua nascita sei stato un esito favorevole! Tu sei stato una buona riuscita. La migliore che si potesse immaginare.

Se così stanno le cose come le vedo, oggi si passa con decisione dal sistema Successo-centrico al sistema Tu-centrico. Ricordi quando ci veniva spiegato a scuola che prima l’umanità tutta credeva che il sole girasse attorno alla terra (sistema eliocentrico) e poi, contro la vecchia credenza si è affermata la verità che è la terra ad orbitare intorno al sole (sistema geocentrico). Oggi sai che Tu sei il Sole. Tu sei il Centro.

Tu sei già successo! Tu sei già accaduto. Tu sei l’avvenimento… già avvenuto.

Non hai da inseguire niente e nessuno. Nessun mito, chimera o miraggio di una condizione idilliaca che dovrà venire. Tu sei già idilliaco.

Di più, tu sei divino.

Il nostro successo è essere consapevoli di questa verità. Della nostra divinità.

Qui e adesso.

Nella gioia grande di un abbraccio,

Mauro

Vuoi provare una gioia permanente? Ammirati e sorprenditi.

Basta averla provata una volta. Una volta sola e quella non te la scordi più. Ti entra dentro e vibri come neanche pensavi possibile. È accaduto a tutti, certamente. Da sballo. Indimenticabile. Non c’è un uomo o una donna che non abbia conosciuto questa esperienza d’incanto.

Sto parlando della gioia. Della tua, della mia, di quella di ogni  persona di questo mondo meraviglioso. Sto parlando dell’emozione per certi versi travolgente come una scarica elettrica. La potente energia del gaudio che ti sconquassa. La gioia può avere delle sfumature personali, ma nella sostanza è una sensazione uguale per tutti.

Sono persuaso che non esista nessuno che si consideri così sfortunato e depresso da non aver mai sentito, come dicevo, anche una volta soltanto l’abbraccio della gioia. E quando ti stringe senti la passione con cui ti comunica se stessa. Si dà tutta, come amante che vuole il tuo godimento. Perché vuole stare sempre con te. Come fosse il tuo destino.

E se tu glielo concederai, lo sarà.

La gioia è uno stato d’animo. O un movimento,  se preferisci, secondo i punti di vista.
Ossia può essere tanto una condizione lunga, per qualcuno; un lampo più o meno rapido per altri.
Quel che è sicuro è che ti rallegra. Ti dà allegria dentro. Di più,  arrivi persino a commuoverti  per la gioia che provi. Quel che è curioso poi è che qualche volta non sai neanche la ragione di questo tuo stato di beatitudine. E dato che da millenni sappiamo che tutto ciò che accade ha una causa, anche quel momento di magia che stiamo provando una qualche ragione deve averla. Di sicuro. Ma precisamente cosa?

Qualche causa generale possiamo probabilmente individuarla:

  • Un regalo inatteso. L’arrivo di qualcosa che desideravamo molto. Mi viene in mente, da ragazzo, il motorino. Ho ancora negli occhi quando mi è stato consegnato e l’ho subito impennato. Wow! La sento ancora adesso sulla pelle l’emozione gioiosa di quel pomeriggio.

  • Una visita inaspettata. Di persona amata. Ti ricordi la sorpresa del tuo amore che ti aspetta fuori dalla porta?  Tu lo pensi lontano. Sei ormai nella totale rassegnazione che passerai una serata triste. E invece il cuore che ti parte in tachicardia da infarto. Gli occhi sono lucidi. E gli ormoni?

  • Il rovesciamento repentino di una situazione sfavorevole. In qualunque sport, o competizione, sei invaso dalla gioia quando succede che una sconfitta  ormai certa della tua squadra, in pochi attimi si trasforma in una vittoria. È addirittura euforia: tanto più incontrollata quanto ormai insperata. E più era impegnativa la sfida, maggiore e più intensa è la gioia.

  • Il raggiungimento di un risultato. Di qualunque tipo e a qualunque livello. In un esame, per esempio: la comunicazione dell’esito positivo ti scatena uno stato d’animo di gaudio indicibile, istantaneo e incontenibile. La gioia del successo! Dell’esserci riuscito.

Bastano questi fattori per avere un’idea di ciò che ci causa gioia. Dove l’elemento sorpresa è determinante. L’imprevedibile positivo entra nella nostra vita e l’accende portandola in una dimensione emozionale unica per la sua intensità e bellezza.
Nella logica del gioco. Sì, perché è possibile che gioia derivi proprio da gioco, ossia da tutto ciò che produce diletto, piacere, ebbrezza.   Naturalmente, con estensione anche alla sensualità e alla passione, se si pensa al gioco amoroso.

Pensavo tra me che se la gioia è un’emozione che viene scatenata dalla sorpresa… essa è già dentro di noi. Per mantenerci in uno stato d’animo permanente gioioso, ci vorrebbe allora una sorpresa continua. Regali desiderati continui, visite gradite ripetute, cambiamenti mozza fiato senza fine, risultati impressionanti ininterrotti! Una prospettiva da accogliere a braccia aperte: di sicuro farebbe portenti e le nostre coronarie si troverebbero immerse in divina ebbrezza. Possibile? Giudica tu.

Personalmente ritengo che la sorpresa continua  sia dentro di noi. Anzi, siamo noi. E la conclusione mi si offre semplice: se la gioia viene dalla sorpresa (positiva) allora essa diventa uno stato d’animo permanente in me quando vedo la meraviglia che sono. In fondo è tutto molto semplice: più mi conosco, più sono nella gioia.

E allora, brindisi alla Gioia.
Sì, vorrei che facessimo un brindisi alla gioia. E capisco bene chi ha voluto scrivere un’ode addirittura. Un inno, come quello alla fine della 9a sinfonia di Beethoven. Musica d’autore per parole da poeta. Esplosione di sentimento. Di impeto. Per la più intensa di tutte le umane emozioni. Ma di questo scriverò un’altra volta.

Ora alziamo i calici. La Gioia è dentro di noi. Ci abita.
Ha solo bisogno di sorpresa.
Le puoi trovare fuori, ma la più bella è dentro di te.
Sei tu.

Un abbraccio a te e alla meraviglia che sei.

Namaste

Mauro

Piacere, sono l’Essenziale! Piacere mio. Piacere immenso.

Vedere con il cuore!

Non c’è dubbio che è una prospettiva originale. Di quelle toste.
Di quelle che ti sanno proporre solo uomini e donne di grande spiritualità. Che l’essenziale lo vedono.
E più ancora, aveva detto la volpe al piccolo principe: solo con il cuore si vede bene.
Non c’è che dire, la volpe ci ha fatto uscire dai soliti schemi. E lo fa con la delicatezza che appartiene
all’amore. Quella che fa sfarfallare gli occhi dalla gioia, per intenderci.

Se poi aggiungiamo che l’essenziale è invisibile agli occhi, abbiamo qui un principio che
svela un fenomeno che possiamo chiamare di raffinata saggezza . Di quella che ti sorprende perché desta la tua attenzione  in modo forte e delicato. E la premia anche nel tempo.

Deteneva davvero un gran segreto la volpe di Saint-Exupéry. E il piccolo principe lo ripeté
per non scordarlo. Tenerlo a mente aiuta proprio a formarsi una nuova abitudine. Sì, ad avere
la meravigliosa abitudine a cercare in ogni cosa l’essenziale. Meravigliosa perché fa star bene.

Non so quali emozioni ha trasmesso a te, ma sono sicuro che sono state piacevoli: io ho sentito in queste parole l’energia luminosa e avvolgente dell’autenticità. In sintonia con la Vita. L’emozione bella di quando impari qualcosa di veramente straordinario sulla comunicazione.

Cinque parole ci forniscono un percorso: sono vere scuole che ti danno voglia di vivere.

1. VEDERE. Un verbo di azione. Poderosa e sottile azione carica di fuoco. Solo apparentemente passiva: vedere è un percepire carico di voglie.
In realtà è il movimento dell’anima attraversata dal desiderio. Dalla curiosità per le cose. Dall’interesse per la propria espansione. Vedere è quello che facciamo in ogni momento: immagazziniamo immagini su immagini con voracità quasi incontrollata, da mendicanti direi. Sì, è chiaro: noi siamo il nostro sguardo. Nel nostro sguardo c’è il mistero del Tutto. Con quello comunichiamo chi siamo.
Il resto è coreografia.

2. CUORE. Capisci anche tu che qui non si parla del muscolo dentro il petto che pompa sangue. No, La volpe sa che il cuore è il centro della vita affettiva e spirituale dell’uomo. Di più, lo dice. E lo indica come organo della vista! Straordinaria metafora che fa dei sentimenti il linguaggio che più di tutto nutre ed esprime l’anima. Siamo nel luogo dove ogni conoscenza è in amplesso con l’emozione.
Nel godimento della loro armoniosa unità. Che bello sentirsi nel Centro!

3. ESSENZIALE. Credo che in soldoni, si voglia dire la sostanza. Cio che è e basta. Potremmo dire che l’essenziale è l’oggetto della comunicazione, cioè il succo di quel che si trasmette. O si è disposti a ricevere. E mentre parola e ascolto si avvicinano, il cammino verso l’unità sembra condurre giù. Giù, nel senso di dentro. Sempre più verso il Centro, al luogo e al momento in cui ogni parola si fonde nel silenzio.
L’essenziale è ciò che non si può esprimere con le parole. Perché è la Parola per eccellenza: Vita

L’Essenziale è l’Unità invisibile. Di te con me e di noi con tutti.
E di tutti con il Tutto. L’avvolgente mistero della Vita.

4. INVISIBILE. Mi viene istintivo domandarmi: “Ma dove lo trovo l’essenziale? Dova abita? Lo devo cercare?. All’inizio ho pensato che fosse la conquista di una ricerca. Anzi, il premio meritato dopo l’avventura nel mondo delle cose. Un risultato insomma, frutto di fatica e sudore. Mi ero sbagliato. La forza e la bellezza di questo segreto sono nella sua semplicità. Niente di enigmatico: tutto è così semplice, evidente. L’essenziale invisibile ti viene incontro. Lui, di persona. Come se ti venisse davanti e ti dicesse: “Piacere, sono l’Essenziale”.
Lui è la Vita Una che sempre è davanti e dentro di te. La vede bene però solo il cuore. Perché serve la stessa frequenza, quella dell’amore.

5. OCCHI. Nessun torto viene fatto loro. Sono sempre lo specchio dell’anima. Sono le splendide porte che accolgono le meraviglie. Quando si dice che  non si vede bene che con il cuore, non significa che con gli occhi si vede male. Con gli occhi si vedono benissimo… le parti. Con il cuore si vede il Tutto. Si vede l’Essenziale. Si vede l’Uni-verso. Essi sanno di essere organi del visibile e al contempo la porta verso l’interiorità più spirituale. Hanno grande fiducia nel cuore. Si inchinano a lui.

Tutto è pronto per l’accoglienza. Il cuore è aperto.
L’Essenziale è già qui.
Piacere!

Namaste.

Se ti piaci, ti conosci.

Ci siamo lasciati nell’ultimo articolo con l’emozione di sentirci una cosa sola con l’Universo che canta in noi e con gli Dei che ci fanno corona con la loro danza. Un sensazione magnifica che porta il nostro sguardo sull’essenza della Vita. Sull’Amore, sul purissimo amore. E che questo sia realtà ha fondamento niente meno che nel motto antico: conosci te stesso. Principio di sapienza che ha attraversato la storia dell’umanità. E l’ha resa ricca.

Un mio ex vicino di casa è invece più preoccupato per la sua storia personale. Che in questo momento gli pare particolarmente povera. “Penosa” – come dice lui. Quella di un quarantenne da due anni separato dalla moglie, in rotte con suo padre, con una piccola azienda che arranca, alle strette con i soldi,  con la sigaretta sempre in bocca, con oasi di benessere quotidiano da solipsista. Una storia ancora disseminata di confusione su cosa fare da grande. Per dirla tutta, un momentaccio. Non mi sarei aspettato che conosci te stesso potesse farsi largo in una quotidianità apparentemente poco vogliosa di principi, di filosofia, di pensieri meditativi. Si era sempre definito un uomo… pratico.

Invece, sorpresa!  Alberto vuol sapere come si fa a conoscere se stessi. Che è poi quel alla fine, ammesso o no, interessa anche a ciascuno di noi. Prova ulteriore che la filosofia è cosa praticissima. Che trasforma la vita. Perché? Perché ti allarga gli orizzonti aprendoti la mente alla diversità. Perché è una ricerca. Continua. Affascinante.

Chiunque può essere un vero filosofo, innamorato della Sapienza e che sa al contenpo trovare con pazienza la soluzione anche per un rubinetto che perde, o un errore contabile. Senza ansia e tante chiacchiere. Perché la filosofia lo addestra a pensare alle soluzioni, alle alternative, alle infinite possibilità, alla novità… A mettere al primo posto la consapevolezza. A essere paziente.

“Non lo so – gli dico io, mentre mi scappa una risata. Magari avessi una ricetta pronta per conoscere se stessi. Non sono un tuttologo che ha risposte per ogni situazione; sono ignorante di tante cose. Se vuoi ti posso indicare qualche guru, qualcuno di quelli bravi.

Non ho una risposta da darti, però ho tante domande da porti. Quelle che io ho fatto a me stesso. Posso indicarti la strada che ho fatto io per avvicinarmi un po’ alla meta. Valuterai tu se va bene anche per te”.

La mia strada è un semplice sentiero con nove domande. Eccole in successione nella mail che gli ho mandato.

1. Ti vedi nello specchio quando al mattino ti radi?

2. Ti guardi negli occhi mentre ti stai pettinando?

3. Ti ascolti quando per un attimo si fa silenzio attorno a te?

4. Ti parli dentro, avendo considerazione per il tuo punto di vista?

5. Ti ami, desiderando il tuo bene?

6. Ti pensi felice con persone felici attorno a te?

7. Ti emozioni per ogni cosa bella che vedi?

8. Ti credi capace di cambiare la tua immagine?

9. Ti fidi di te?

Quattro giorni dopo, mail di risposta: “Della conoscenza dell’Universo  e degli Dei ancora nessun segno. Però ogni tanto mi intravedo negli occhi dei bagliori che tempo fa non coglievo. Sopratutto, mi piaccio”.

Era capitato così anche a me. Conosci te stesso non è un principio. È un movimento. Parte dal piacere.
Quando cominci a piacerti, inizi a conoscerti!

E a vedere il divino che c’è in te.

Namaste.

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Carpe diem! Inizia a danzare.

Che buffo! Da ragazzino quando ho sentito pronunciare per la prima volta carpe diem
credevo fosse una parolaccia. Come “porco cane”, “porca miseria”. Un’imprecazione
in latino insomma. E invece è un condensato della saggezza antica. Il poeta latino Orazio ci ha
lasciato il raggio di luce che forse cercavamo da tempo. Quello da cavalcare nelle praterie dell’Universo.
Interpreto il carpe diem come una danza. In cinque movimenti.

carpe-diem1. Letteralmente carpe diem significa prendi il giorno, nel senso di cogli l’attimo.
Forse vivi il presente rende meglio la sua forza. Personalmente, ritengo che
la traduzione migliore sia: cogli al volo la gioia dell’oggi. Sì, mi piace così, questo primo
passo della nostra danza nel presente. Nella gioia. I tuoi primi volteggi nel presente portano subito leggerezza alla vita. Dalla fatica alla poesia. Ci si sente già meglio.

2.Ormai la danza è in corso e il successivo movimento è l’azione: prendi! Cogli! Quanta plasticità in questo verbo! Non ti pare di vedere una mano che afferra? Si tratta di un invito chiaro. Perentorio. Mi par di ricordare che è nel modo imperativo! E la persona? Non c’è dubbio: seconda persona singolare! Sì, si sta parlando di te! Sei chiamato a fare una scelta. A farla adesso.

3. Che potenza questo messaggio! Che vertigine di bellezza in questo carpe diem!
Ma c’è molto di più. Pochi infatti sanno che queste due parole sono solo l’inizio della frase memorabile. Continua così: quam minimum credula postero.
Ossia, senza riporre alcuna speranza nel domani. Ecco il terzo movimento portarci nel
Centro. Nell’unico grande centro esistente,  quello dell’Oggi. Si tratta di sfiduciare il domani rendendolo inoffensivo. Inoffensivo dal punto di vista emozionale.

4. Perché cogliere il presente? Perché tanta foga a raccomandare di non pensare al domani?
Vedo una sola risposta illuminante: per il fatto che solo nell’oggi c’è la gioia. Essa è tutta racchiusa nel qui e adesso. Nel giorno che stai vivendo, metafora del Giorno senza tempo che pulsa di eternità. Gioisci adesso! Ridi adesso! Godi ora di ogni bellezza nell’attimo che ti avvolge festante. Solo Oggi c’è luce, solo nel giorno in cui i tuoi occhi sono vivi alla Vita.

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5. La tua danza è diventata ormai estasi nella consapevolezza di essere qui nell’oggi
che l’Universo ha preparato per te. Anzi, vuoi sapere qualcosa che ancora forse nessuno ti ha detto?

Tu sei il Qui fatto carne. Sei Tu quel “diem” da prendere.

Sì, spalanca gli occhi sull’evidenza inattesa.

Carpe diem significa nel suo più potente significato…

Cogli te stesso come Signore del tempo.

E adesso continuiamo a danzare!

Non smettiamo mai!

Un abbraccio.

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