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Lettera al Presidente Obama.

Le voglio bene, Sig. Presidente.

E – mi creda –  non perché ha vinto nuovamente le elezioni o per quel che ha fatto di positivo nei quattro anni del suo primo mandato. E neppure  per la straordinaria capacità di convincere il suo Paese a rinnovarle la fiducia servendosi delle nuove strategie offerte da internet.

Le voglio bene, Sig. Presidente, non per il fatto che io apprezzi più il suo partito di quello dei suoi avversari e nemmeno a causa della sua politica estera condotta fino ad ora. No, nulla ha importanza di tutto questo per un sentimento come l’amore.

Le voglio bene, Sig. Presidente, non a causa della sua oratoria ipnotica che seduce le masse o delle nuove promesse sull’economia e sulle tasse fatte ai cittadini della più potente nazione della Terra. Cose tutto sommato irrilevanti per un affetto sincero.

Le voglio bene, Sig. Presidente, non perché lei abbia qualcosa in più di molti suoi predecessori oppure perché si distingua da essi per qualche speciale carisma nella leadership. Diceva il grande Abraham Lincoln che “potete ingannare tutti per un po’, potete ingannare qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre“.

Le voglio bene, Sig. Presidente non per il fatto che con la sua rielezione il mondo è rassicurato dal conoscere già il suo incoraggiante motto sulla fiducia del farcela insieme. Neppure per le parole contro ogni diseguaglianza o per la certezza che il meglio deve ancora venire. E nemmeno a causa delle emozioni toccanti che sa suscitare in chi l’ascolta quando parla della sua famiglia. Nulla di tutto questo motiva il mio affetto per lei.

Le voglio bene, Sig. Obama e non gliene vorrei di più neppure se avesse lo stesso coraggio e la forza del Presidente Andrew Jackson quando affrontò i banchieri a viso aperto: “Voi siete un covo di vipere – disse. Ho intenzione di distruggervi e, per il Padreterno, vi distruggerò. Se solo la gente sapesse la stoltezza del nostro sistema monetario e bancario ci sarebbe una rivoluzione prima di domattina“. Lo sa anche lei, vero, che è proprio così ancora oggi?

Sì, lei può evitare una rivoluzione. La gente comincia a sapere e Lincoln ne era sicuro: non si può ingannare tutti per sempre.

Le voglio bene, Sig. Presidente.

 

E qui di seguito il testo in Inglese:

I love you Mr. President,

Believe me, not because you won the elections for a second term or for all the positive things you have done during  your first four years of presidential  term of office. And not thanks to your extraordinary capacity of convincing your country to renew the trust in you by using  internet strategies.

I love you Mr. President, not only because I value your Party  more than your opponents and neither for the international politics you’ve led since now. No none  of this is more important than a feeling such as love.

I love you Mr. President, not thanks to your hypnotic  eloquence winning  over crowds or of your promises made on the economy and taxes to the citizens of the most powerful country in the world. All in all this is not important for such a sincere feeling.

I love you Mr. President, not because you have got something more than most of your predecessors or because of a special charisma in the leadership  that makes you different from them. The great Abraham Lincoln said: “You may fool all the people some of the time, you can even fool some of the people all of the time, but you cannot fool all of the people all the time.”

After your re-election and thanks to your encouraging motto, the world  now feels confident about making it all together. Not even for the words against all the disparities nor  for the certainty that the best has still to come. And not even because of the moving emotions you can arouse  in those who listen to you talking  about your family. Nothing of this gives reason to my feelings  for you.

I love you Mr. Obama and I wouldn’t love you more even if you would be as brave and strong as President Andrew Jackson when he faced the United bankers : “ You are a vipers’ nest – he said. I mean to destroy  you  and, by God, I will destroy you. If only the people knew the foolishness of our monetary and  banking system there will be a revolution within tomorrow morning”. You know that it is the same even today, don’t you?

Yes, you can do it. You can prevent a revolution. The crowds are now becoming aware and Lincoln was right when saying: you cannot fool all of the people all the time.”

I love you Mr. President.

Spendi l’Amore

Questo sito è nato da un’esortazione che avevo rivolto a me stesso: Vivi Amando!

Mi sembrava una buona strategia non solo per le grandi decisioni, ma per far fronte ad una quotidianità povera di vita autentica.

Continuo più che mai a ritenere che nulla meglio dell’Amore possa innalzarci alla consapevolezza che l’Essenziale è invisibile agli occhi.

Sì, il segreto è nella vista interiore, quella del cuore. E nell’Amore che sappiamo donare.

Ho trovato un testo, putroppo anonimo, che mi è piaciuto molto. Lo riproduco qui con la gratitudine all’anima meravigliosa che lo ha scritto:

 

“Spendi l’amore a piene mani!

L’amore è l’unico tesoro che si moltiplica per divisione:

è l’unico dono che aumenta quanto più ne sottrai.

È l’unica impresa nella quale più si spende più si guadagna:

regalalo, buttalo via, spargilo ai quattro venti,

vuotati le tasche,

scuoti il cesto,

capovolgi il bicchiere

e domani ne avrai più di prima”.

 

 

Una sfida. Per coraggiosi.

Sai come liberarti dalle zecche?

Sì, dalle zecche che al mattino cercano di succhiarti la bellezza del giorno.

Sai, a volte basta niente a farci compiere un passo importante nella nostra crescita. Magari liberandoci dalle zecche. Non so se ti è mai capitato di imparare qualcosa di nuovo nel posto e nel momento dove mai te lo saresti aspettato, ma è un esperienza che fa riflettere.

Fa riflettere sul fatto che ogni istante delle nostre giornate può portarci un messaggio. Direttamente dalla Vita che mai si arrende di chiamarci alla nostra espansione. Basta essere accoglienti e ricettivi a ciò che nutre la nostra anima, null’altro. Cosa in fondo molto semplice.

Stavo da un quarto d’ora vagando per casa, distratto e inconcludente, scioccamente pensieroso sulla zecca che avevo notato sulla testa di Ares (il mio terranova), quando la mia attenzione vien presa da un libro aperto sul tavolino vicino al frigorifero. Che strano! Cosa ci faceva lì? Mi chino e leggo.

“Nessuno di noi si è alzato con la sola forza del proprio polso.

Ce l’abbiamo fatta perché qualcuno si è chinato ad aiutarci”.

Poche semplici righe a margine di una fotografia molto simpatica raffigurante due mani sorridenti. Ma quanta verità!

Erano le parole di Thurgood Marshall e sentivo che mi stavano parlando al cuore. Mi stavano dicendo che quella mattina mi ero alzato e ancora non avevo compiuto l’azione più bella che potessi fare. Quella mattina mi ero alzato e mi ero scordato di ringraziare. Di esprimere gratitudine a tutti coloro che negli anni si erano chinati verso di me.

Allora ho mandato un pensiero riconoscente ad ogni volto sorridente che nel corso degli anni mi ha aiutato a farcela. Sai, soprattutto in quei periodi in cui piove forte e tu non hai tanta voglia di sorridere.

Poi ho guardato il mio polso e gli raccomandato di essere sempre ben disposto a chinarsi. Ad essere forte e generoso per aiutare qualcuno ogni volta che può.

Che bello che la Vita non permetta che ti preoccupi di una zecca!

Che bello ritrovarsi sereni semplicemente per aver ringraziato!

Sì, davvero la gratitudine è un grande antiparassitario. Efficace. Ecologico.

Namaste

 

 

La tua primavera. Sboccia!

Diceva Aristotele che una rondine non fa primavera.

Però se ti attraversa gli occhi senti l’emozione che sta nascendo qualcosa di nuovo dentro di te. Che sta arrivando. Che si apre una nuova stagione nella tua vita.

Allora è tempo di

POTARE

CONCIMARE.

e ASPETTARE

Ho scritto un nuovo articolo sulla tua, la mia, la nostra primavera.

Lo  trovi cliccando sul titolo:

Primavera! Come crearla dentro di te.

Propongo di fare la cosa più semplice.

La più originale e utile.

Fidarsi della Vita.

Clicca qui per leggerlo

Il successo dal punto di vista dell’Amore: Prima Parte.

Un saluto caro a te!

Un nuovo articolo, una nuova emozione.

Per te.

Leggi il nuovo articolo cliccando QUI.

Che bello che ci sei anche tu!

Ti  è mai capitato di sentirti contento semplicemente guardando le montagne innevate. Di essere attraversato per un attimo da un sussulto di inspiegabile entusiasmo per quel che vedi e senti? E di ritrovarti a sorridere pensando alla gioia di quella volta che ti sei  rotolato nella neve? Certamente sì, e pure più volte. Che bello provare ancora emozioni semplici e piacevoli davanti a qualcosa che ci stupisce!

Mentre in auto percorrevo la valle che dalla città porta al mio paese natale, richiamavo nella memoria le parole di una canzone famosa che lasciava in me sentimenti di piacevole voglia di vivere. Di vivere adesso.

Ero invitato ad una conferenza nella quale avrei parlato dei sogni. Non quelli notturni, spesso frammentari e intriganti, ma quelli pensati in piena lucidità. l sorridenti sogni che trasformano l’esistenza in arcobaleno. Avrei intrattenuto le persone invitandole a risvegliare il proprio sogno, quello per il quale viviamo, quello nel fondo degli occhi che illumina di vita i giorni. E quel mio pomeriggio era rischiarato dai bagliori di neve che giocavano tra le montagne, compiaciute testimoni dell’abbraccio che il cielo blu estendeva sulla valle.

Era da tempo che non provavo un sussulto di ammirazione così intenso per la neve che imbiancava alberi e rocce. Ho ringraziato l’inverno per questo dono.  Sì, una gran bella stagione! Una benedizione, come tante ne sono elargite in questo mondo meraviglioso.

Mentre non cessavo di guardare l’incanto che mi circondava, i luoghi amici mi richiamavano scene di gioco della mia infanzia vissuta nel rumore e nel traffico, quando la parola “crisi” era ignota e tutto scorreva. Ora pare si sia fermi. Si parla di momenti di cambiamento, fasi di passaggio, periodi di transizione: chi sa dice che ci sono sempre stati, chi analizza studia i molti settori investiti e prospetta . C’è anche chi semplicemente aspetta.

E a leggere, pare che nessun ambito sia stato risparmiato: non solo crisi finanziaria, si osserva, ma profondamente, e soprattutto, culturale. Crisi varie e molteplici a braccetto nella danza di scenari bui: la crisi dei valori e quella della famiglia, la crisi di fede e quella esistenziale. Una lista che sembrerebbe lunga.

Pensavo tra me che di sicuro ci sarà una soluzione per ogni cosa perché niente è salutare come pensare che anche questo passerà. E se anche nessun settore fosse stato risparmiato dal flagello, come è fantastico sapere e sentire che non c’è mai una crisi della meraviglia. Che bello sorprendersi a gioire per un pupazzo di neve che ha per naso una carota! Come ancora si capisce di essere vivi quando si sussulta per lo spettacolo fiabesco della galaverna sulle piante! Stupendo mondo della natura! Meravigliosa eco dell’animo umano che fa vibrare l’armonia cosmica!

Poi parcheggio l’auto, scendo e percorro con lo sguardo tutto intorno le case e le fabbriche. Di ieri e di oggi. Quelle che raccontano storia e quelle che annunciano pagine nuove di leggenda. Non c’è più il rumore di quando ero bambino, ma  sento l’eco dei palpiti dei cuori di chi mi passa accanto. Sono gli uomini e le donne che di questo mondo sono quanto ci sia di più meraviglioso. Mi soffermo a vederli passare: sento quanta ricchezza di pensieri ed emozioni percorre gli sguardi assorti. E vi scorgo i sorrisi sereni di chi trova sempre una ragione per un gesto di cordialità e per regalare una battuta di buon umore.

Mi aspettano a parlare del sogno. Di quello che dà luce agli occhi. Un’ultima boccata di neve che ha iniziato a scendere ancora nella valle e un sorridente pensiero agli uomini e alle donne che gioiranno a contare i fiocchi che si posano sulle mani.

Sì, penso tra me che sono in un mondo meraviglioso.

Con uomini e donne meravigliosi.

Che bello essere qui. Adesso.

E che bello che ci sei anche tu!

Un abbraccio.

Nati per amare… l’Amore.

Oh, sì. Deve essere proprio così.

Deve essere scritto nei nostri cromosomi l’anelito irrefrenabile verso l’Amore. Verso il desiderio di amare l’Amore più di ogni altra cosa al mondo. Possibile? Per me ormai è una certezza che vorrei fosse allegra e consolante compagna di tanti. Di tutti.

Quando ho sentito anni fa un giovane dire che lui amava l’Amore più di ogni altra cosa la mondo, ho capito che era così anche per me. Di più, con un poco di attenzione e di riflessione ho scoperto che vale lo stesso per tutti gli esseri di questo terra. Incluso te! Ed è una verità… matematica. Di quelle cioè in cui  1+1 fa 2.  Vorrei aiutarti affinché anche tu sia innamorato dell’Amore, quello che move il sol e l’altre stelle, come diceva Dante. E, aggiungo io, che muove ciascuno di noi verso se stesso.

Chi mi conosce e mi legge, sa che fin da ragazzo ho sempre avuto il pallino della filosofia. Ci scherzavo a volte dicendo che “la filosofia è quella cosa con la quale o senza la quale… tutto resta tale e quale”. E mi facevo delle belle risate quando da quel birbante di Voltaire leggevo quella sua trovata di gustosissima ironia: “Quando colui che ascolta non capisce colui che parla e colui che parla non sa cosa sta dicendo: questa è la filosofia”. In realtà, lui, filosofo, non ce l’aveva con la filosofia, solo prendeva in giro i ciarlatani del suo tempo e metteva in guardia dai discorsi complicati e dai paroloni sbrodolati senza sostanza. Oggi, diremmo, coloro che parlano senza che la bocca sia connessa al cervello.

Quante risate mi sono fatto leggendo il Candido di Voltaire: libretto sull’ottimismo che mette di buon umore fin dalle prime pagine e dispone l’animo a ridere di se stessi e delle vicende umana. Ironia intelligente che ci alleggerisce di ogni seriosità e ci fa crescere piacevolmente nel distacco sereno. Davvero ci sono parole e insegnamenti che vanno oltre i secoli e hanno qualcosa da insegnare ad ogni epoca.

Mi stava simpatico Voltaire e mi divertivano da matti i suoi paradossi, ma ho creduto ad Aristotele che parlando della filosofia dice che “tutte le altre scienze saranno più necessarie di questa, ma superiore a questa nessuna. Sì, ho scommesso sull’inutilità della filosofia scegliendo la sua eccellenza.
E la scommessa è diventata passione quando ho letto, sempre da Aristotele questo proclama: La attività di Dio, che per beatitudine eccelle, è l’attività contemplativa; quindi anche tra le attività umane quella che è più congeniale a questa sarà quella che è più capace di rendere felici… per quanto, dunque, si estende la speculazione, di tanto si estende anche la felicità.

Sì, davvero, leggendo, riflettendo e contemplando si impara molto a conoscere l’uomo, le sue domande, la sua ricerca del bene e della felicità. Questo mi ha aiutato a capire meglio anche me stesso, a comunicare agli altri le mie conoscenze e ha rafforzato il mio desiderio di aiutare tutti a vivere una vita migliore. Penso che ciascuno di noi abbia qualcosa con cui contribuire a migliorare la qualità della vita degli altri. E se ognuno di noi raccontasse la sua storia arricchirebbe il mondo di nuovi punti di vista e nuove emozioni. Tutti abbiamo contemplato qualcosa che farebbe bene a tutti conoscere. Anche tu. Credi a quel che senti di grande e meraviglioso che palpita nel tuo cuore di uomo o di donna. Credi al Filosofo che c’è in te. Accogli l’Amore che si offre a te per condurti a te.

L’amore per l’Amore spinge al desiderio di scrivere e comunicare a tutti quanto è bello amare. E quanto è utile! Ah, se tutti riuscissimo a fare dell’amore la carta vincente per risolvere ogni problema! Ho sognato per anni di raccontare come l’amore sia la soluzione più efficace a tutto ciò che accade ogni giorno. Una soluzione facile. E, wow!, una soluzione gratuita. Ma soprattutto divertente e che dipende solo da noi stessi. Da me, da te. Semplicemente e serenamente.
Ogni problema risolto con l’amore ti fa stare divinamente.

Ho sempre desiderato poter vedere come opera l’Amore. E so che ogni vero apprendimento avviene non insegnando nulla che non sia già dentro di noi.  Ci serve solo qualcuno che ci aiuti a ricordare.
Per diventare un filosofo divertito e allegro mi ci sono voluti, certo, anni di crescita personale per assimilare i contenuti di tanti pensatori. Centinaia di libri letti, ore e ore di meditazione, di riflessione, numerosi “errori” e fatiche quotidiane, esercizi e tanta tanta pazienza con me stesso. Ci è voluto tempo per capire che le soluzioni ai problemi sono già tutte dentro di noi. Ho cercato lontano per anni quel tesoro su cui sono sempre stato seduto sopra.

Abbiamo un grande beneficio se qualcuno ci indica in che modo possiamo evitare perdite di tempo, fatica e frustrazione e andare sul sentiero sicuri dell’Amore. Sono più che mai convinto che tutti meritiamo infatti di vivere la vita che vogliamo. E il prima possibile per giunta, evitando di buttar via soldi e tempo. E ci possiamo arrivare credendo a quanto sia facile vivere meglio. Semplicemente in un percorso di consapevolezza. Serena e fiduciosa.

Ciascuno ci arriva in tempi e modi diversi, ma questo poco importa. Che tu sia uomo o donna, giovane o adulto, felice o depresso,  ti serve solo la convinzione che amando l’Amore si dipana la matassa confusa in cui si è aggrovigliata nel tempo la tua vita. Ora puoi dare una boccata di ossigeno alla tua esistenza scoprendo come puoi star bene semplicemente amando. E quanto sia facile! Quanto economico! E quanto meravigliosamente bello!

Non so a punto tu sia del tuo cammino: mi auguro che tu sia quanto meno ben risoluto a camminare. Questa è la condizione di base perché l’immobilismo è l’agonia dell’anima che non crede più alla proprie risorse. So per esperienza quanto duri siano i momenti di bonaccia e ti capisco se senti addosso lo sconforto di essere fermo. Si arriva a preferire addirittura la tempesta. Almeno si sta andando da qualche parte. Potrà non essere né consolante né piacevole, ma da qualche parte si deve pur iniziare a muoversi: la saggezza dice che ogni grande viaggio comincia con un piccolo passo.  Poi c’è un percorso-scoperta per ciascuno, che passa attraverso fasi e momenti diversi: quando pulsa dentro il desiderio di non rassegnarsi alle pozzanghere e si pensa ad una sorgente vera, allora è sorta l’alba.

La mia è sorta quando  mi sono accorto che c’è abbondanza per tutti. Incluso me (e anche te). E ho aperto gli occhi sul  mondo con una riflessione che mi ha dato fiducia e ottimismo. È sta forse la prima verità che ha avvolto la mia vita di saggezza vera. Certamente di una nuova visione del mondo. Degli altri. Di me stesso.

Poi ho fatto un passo ulteriore e un nuovo dono ha arricchito la mia consapevolezza. Una verità liberatoria, potente e dolcissima al contempo mi ha dato nuova fiducia. Ho finalmente capito che Tutto Dipende da Me. Un sollievo. Sia benedetto il Cielo. Basta lamenti, basta colpe, basta rancori, rabbia e ogni lerciume emozionale. Ho visto la bella limpidezza della mia responsabilità. Sì, amico mia, amica cara, accogli questo balsamo dell’anima: Tutto dipende da te. Esulta! Inizia una pagina nuova della tua vita con questa suprema verità.
Per me questo è stato anche un messaggio d’amore che può servire alla crescita di ogni uomo e donna di questa terra, a vivere il meglio possibile in questo mondo meraviglioso. Ad amare questo mondo splendido riflesso dell’Amore universale.

E poi è arrivato un tuffo nell’Amore. Niente di più salutare! Niente di più avvincente! Qualcosa che ti avvolge nella melodia cosmica della gioia suprema. Quella di essere immortali figli dell’Amore.
Che bella quest’altra magnifica verità: Ama, e fai quello che vuoi! Una verità piena di carica emotiva e di travolgente dinamismo. Oltre che di esaltazione entusiastica per la Vita. Direi quasi un amplesso spirituale! Di quelli da wow a cinque stelle! Di quelli che invitano a lasciarsi andare con serenità ai propri pensieri ricordando le parole del grande Albert: “l’immaginazione è tutto: è l’anteprima delle delizie che la vita ci riserva”.

Ecco! Allora chiudi gli occhi e vediti mentre esci sorridente sul terrazzo e ammiri dall’alto lo splendido rosaio variopinto che fa da contorno alla fontana  vivace, all’ingresso della tua villa in collina. Sorridi felice agli zampilli e, mentre la cameriera ti serve la colazione nelle porcellane fucsia, contempli il cielo cristallino e ti lasci avvolgere dal sole già alto. Che bel giorno!
I leggeri rumori in basso ti ricordano che i tuoi carissimi domestici  stanno preparando il giardino per il ricevimento del pomeriggio. Godi già al pensiero che passerai la giornata serena a divertirti con la tua famiglia e con tante persone care. Che bella l’armonia dell’amore! Ci saranno musica, cibi e bevande per ogni gusto, allegria a sazietà. E poi la sera ricca di nuovi e piacevoli incontri, conversazioni, emozioni… Parlerai delle  iniziative della tua Fondazione per la crescita del mondo nell’amore. Attorno a te sorrisi e approvazione, garbo e belle maniere, armonia e serenità…

Stai pensando al paradiso? Quello è molto di più.

Questo invece, o altro ancora,  è qualcosa di accessibile già adesso. Possiamo già ora immaginarci la vita che vogliamo, come piace a noi.

Facciamolo.

Un abbraccio sempre grande.

Ama, e fai quello che vuoi. Sempre.

Dicevamo della sinfonia del successo. Capire, ascoltare. Sì, davvero due verbi fondamentali per l’eccellenza. Quella dello spirito, innanzitutto. Perché è da lì che viene ogni avere. E da lì la gioia di godere poi di ogni avere, secondo l’importanza che ciascuno gli  attribuisce.

E mentre questa sinfonia si compone, la vedo ampliarsi. La vedo espandersi in una melodia inaspettata. E inaspettatamente piacevole e utile a tanti lettori. Un amico mi ha consigliato di farne un e-book dove suonare a piacimento ogni nota che riguardi il successo: sarà un aiuto per le persone a comprenderne il più possibile la natura e il significato.

Farò così.  Sarà possibile in tal modo scrivere del successo con un’estensione e una ricchezza di dettagli che negli articoli non è possibile fare. Descriverò e approfondirò gli altri otto verbi di questa sinfonia. Pentagramma e penna, allora. E via ad esplorare suoni e ritmi. Lo scopo è che tutti possano cantare e ballare la propria storia con gli occhi umidi di emozione.

E a proposito di occhi che brillano, sai quella canzone che dice “Io non so parlar d’amore… L’emozione non ha voce…
Ecco, quella. Ti coinvolge, vero? Succede anche a te? Ti pervade di bellissime sensazioni difficili da comunicare a parole.
Mi piace da matti quella canzone e mi ha fatto nascere l’idea che invece tutti dobbiamo saper parlare d’amore. E dare voce alle nostre emozioni. Perché parlare d’amore è bello.

E pensa che mi avevano detto che l’amore è solo un bel sentimento e basta.

Mi avevano detto che sì certo l’amore è una gran cosa, ma la vita è lotta dura dove vincono solo i cattivi.

E sai, mi avevano detto anche che l’amore serve a poco perché non è pratico.

Sai cosa ti dico? Si sbagliavano.

Sì che si sbagliavano perché l’amore è una potenza. Tanto potente che il grande sant’Agostino poté dire niente meno che “Ama, e fai quello che vuoi”. Fin da ragazzo sono rimasto affascinato da questo paradosso. L’ho sempre sentito vero. Ho pensato che non sarei morto senza che avesse riguardato anche me.

Me e tutti coloro che non si accontentano dell’amore come di un sentimento un po’ sdolcinato, materno o adolescenziale, certo carino, ma fuori dalla realtà. No, l’amore di cui innamorarsi che spalanca le porte alla volontà di ogni cosa bella è qualcosa di più. Sì, perché stiamo parlando dell’Amor che move il sol e l’altre stelle! Per dirla con Dante, che aveva sì vagato per la selva oscura lontano dalla pienezza della vita, ma indicò pure una strada sulla quale brilla la luce eterna dell’Amore.

Com’è toccante questa possibilità di dare espansione alla felicità della volontà attraverso l’amore! C’è qualcosa che si desidera di più del poter dar corpo al proprio desiderio di vita? No, sicuro. Ma ci siamo sempre scontrati contro la porta chiusa della paura. Desiderio e frustrazione a rincorrersi negli anni, abbagliati dalla credenza che “l’erba voglio non cresce neppure nel giardino del re”. Già, non cresce, perché è già talmente altra, rigogliosa e bella che ce né per tutti. E per sempre. Perché nessuno ci aveva mai detto che c’è abbondanza per tutti. Inclusi anche te e me.

Più volte ho desiderato che  Ama, e fai quello che vuoi diventasse qualcosa di più di un motto affascinante e magnetico. Che diventasse una guida. Sì, proprio un libro-guida verso il compimento di sé nell’amore. E che l’amore facesse saltare il chiavistello alla porta della paura per lasciare entrare tutti quanti lo volessero nel giardino della libertà.

Per dirla con l’indimenticabile De André, sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso! E il mio sogno era di scrivere un guida che parlasse dell’amore.

Sì dell’amore come forza. Come Energia universale. Ma mi stava a cuore che si potesse parlare dell’Amore come soluzione. Come la Soluzione.

Da quando frequento il web vedo è ricchissimo di ogni informazione… Tante notizie sono davvero eccellenti. Internet ti dà tanto, sicuro. Ma gli mancava ancora qualcosa. Qualcosa di diverso. Qualcosa di unico. Originale.

Mi ci è voluto del tempo, ma poi ho visto che mancava nel web una guida sull’Amore!

C’era bisogno di qualcosa che alzasse la bandiera di “Ama, e fai quello che vuoi”. Il bisogno di leggere qualcosa che aprisse una porta fino ad ora insospettata. Qualcosa che  spiegasse come e perché seminando amore raccogli quel che desideri più di ogni altra cosa: fare quello che vuoi!

Una parola forte e autorevole come l’invito deciso Ama, e fai quello che vuoi doveva essere il nuovo ed originale grande percorso nel web. Una gran quantità di informazioni sull’Amore come mai si era visto in internet. E alla quantità doveva essere naturalmente abbinata qualità e praticità.

Vedevo riflettersi nei miei occhi un avvolgente abbraccio amoroso e finalmente sentire emozioni a cascata. E capire finalmente perché ogni strada che porta al vero successo parte dall’Amore. Capire finalmente in che modo l’amore per se stessi diventa la prima soluzione ai propri problemi (proprio tutti).

Volevo scorrere pagine che mi appagassero nel mio desiderio di vivere a lungo. Volevo conoscere il punto di vista dell’Amore a questo riguardo. Sì, avere una prospettiva su come fare dell’amore l’elisir di lunga vita e come plasmare oggi la tua eternità.

E poi ancora sapere come far entrare con l’amore il piacere nella propria vita. In fondo, comprendere come il tuffo nella propria felicità è facile: è questione di farlo e basta.

Quasi non credevo ai miei occhi! Il vessillo è alzato: “Ama, e fai quello che vuoi”  è una bandiera che sventola da oggi per tutti coloro che hanno un sogno e che vedono la libertà donata dall’amore. È iniziato il New Deal del web! Sì, un nuovo grande corso. Quello dell’Amore come Soluzione. Nessuno ci aveva pensato prima. È un giorno di grande festa.

“Ama, e fai quello che vuoi” adesso è un libro. Una guida. E per tanti è già una soluzione efficace. Fuochi d’artificio allora per la celebrazione dell’Amore. Avere una guida è sempre una risorsa sulla strada della propria vita. Si può credere o meno ai miracoli. Si può scegliere a cosa credere. Si può decidere di seminare amore… E fare poi quello che si vuole.

Si può fare, si può fare… si può amare e godere del nuovo corso della propria vita.

Si può fare, si può fare… si può amare e credere che cambiare è bello.

Si può fare, si può fare... si può amare e perdonare, si può crescere e volare.

Sì! Ama, e fai quello che vuoi.

Da oggi sai qualcosa di più sull’Amore.

Semplicemente.

Eccola qui. Per te.

Santi e defunti: oltre la commemorazione, noi.

Santi e Defunti! A braccetto nell’inaugurazione di un nuovo mese. Nel paesaggio autunnale di pioggia e di foglie a terra l’ombra della tristezza sembra cadere su questo mese dei crisantemi. Malinconie e nostalgie con i loro frutti amari. Ce lo portiamo dietro da tempo questo retaggio di cupezza, come un mantello che avvolge, scuro e avaro di infelicità.

Come invece non notare che novembre è un mese di colori unici, di tonalità infinite di verde, di sfumature inimitabili di giallo? Per non dire del rosso delle viti. Ne guardavo estasiato un filare e mi domandavo perché un mese dovesse essere… triste. Gli uomini possono essere tristi, i mesi sono solo proiezioni dei sentimenti di chi li vive. Un retaggio, come tanti. Un torto da perdonare tra i tanti altri inflitti alla gioia di vivere.

Ma un mese che inizia con la solennità di Ognissanti e prosegue con la visita ai cimiteri porta il peso della commemorazione. E, come dice la parola, della preghiera, della memoria, del passato. Non so se questo comporti una crescita nella consapevolezza della nostra presenza nel mondo. Forse sì, ma di cosa ci porta a coscienza? Che siamo polvere e in polvere ritorneremo? Che siamo nati per soffrire? Che in questa valle di lacrime siamo di passaggio verso un eden di felicità futura? Non si dimentichi di aggiungere però che si tratta di una beatitudine raggiungibile solo con la condizionale.

Capisco la storia com’è andata , comprendo meno la sopravvivenza di tradizioni che  non rendono allegri. Se il calendario liturgico avesse invitato a celebrare i Santi a maggio e a commemorare i defunti a fine luglio, novembre sarebbe stato probabilmente un mese radioso, tanto luminoso e festante che nessuna foglia a terra o nebbia invadente avrebbe finto di dettare legge agli umori degli umani.

Ma la regola degli occhi è nota e Anaïs Nin ce l’ha ricordata: Non vediamo le cose come sono, ma vediamo le cose come siamo”.

E noi siamo spesso commemorativi! Per educazione sociale e religiosa, naturalmente. Famigliare, anche. Più inclini alla commemorazione di sventure che di giorni belli, ci attardiamo con pensiero ed emozione più su fatti lontani che su momenti di magia attuali. E anche quando un evento è stata una vittoria militare, si piangono perlopiù e commemorano i morti, i caduti di una guerra conosciuta ormai solo nei libri di storia. E la sagra della tristezza novembrina potrebbe continuare.

Sono molto ignorante per dire se la moda recente di Halloween porti luce alla nostra coscienza di uomini sul mistero di chi se n’è andato e della condizione dell’oltretomba. Se si esorcizzi la paura con zucche e lumini o se con un dolcetto e uno scherzetto si renda solo  vivace la serata di bambini contenti di un abbigliamento stravagante, non so. Come tante altre cose del resto ignoro di questo nostro correre nei giorni.

Santi e Defunti! Qualcuno dice di aver conosciuto una lunga fila di questi ultimi. Nessuno invece dei primi. Si capisce: la morte è empirica, la santità è riconosciuta e proclamata con criterio diverso, religioso. Della morte viene rilasciato un regolare certificato. Per l’accertamento della santità ci vogliono decenni. E nell’élite di questi titolati si entra in pochi. Già molto arrivare ad essere un beato. Quando non è un privilegio immenso il solo fatto che la propria pratica sia presa in una qualche considerazione.

Io amo novembre. Amo la sua attualità. Lo amo come mese dalla gioia colorata ed essenziale.  Di quella che emoziona senza rumore. Nella libertà di scegliere chi  o cosa commemorare, ciascuno può fare dei mesi che passano il tempo della memoria o quello delle scelte. Tutti noi abbiamo volti che appartengono alla memoria. Abbiamo un passato.  Nelle nostre città e nei nostri paesi ci sono i cimiteri. I cipressi. I cippi. Sono attualità anche ad aprile e a settembre. L’attualità della vita è però solo dentro di noi. Emerge serena quando non si guarda più indietro.

Novembre porta  questo nome, perché un tempo era il nono mese del calendario romano. Novembre è nome che indica una semplice successione. Null’altro che l’orientamento neutro di questo gruppo di trenta giorni verso la fine di un anno.  A scuola ci dicevano che era il mese in cui gli alberi si spogliano completamente delle loro chiome e si preparavano al riposo invernale.  Lo respiravamo del resto che era il cuore dell’autunno.   Sentivamo dire dagli adulti  che le giornate erano corte. Piovose.  Pare evidente che continui ad essere così anche in questi giorni. Come se avesse ragione chi riteneva che non ci sia mai niente di nuovo sotto il sole.

E invece, sì. Sotto il sole ci sono novità infinite. Anche quando ostinatamente ci aggrappiamo alla ripetizione di cliché e stereotipi dei nostri giorni andati, noi siamo novità perenne. E inarrestabile. Vorrei quasi dire che siamo novità nostro malgrado. Lo siamo quale scia creativa che ci avvolge nella magia di un Universo danzante sul tempo e sulle stagioni. Eternamente giovane. Mi piace riflettere sulla bellezza del mondo a novembre. Sulla nostra bellezza, a novembre.

Come tutto nella vita, è questione di scegliere a cosa credere. A novembre mi piace credere a una bellissima possibilità.

Quella di passeggiare per un cimitero in un mattino di sole e vedere solo armonia e unità. Parlare di memoria e ricordi sorridendo al giorno nuovo, salutandolo con l’amore nel cuore. E vedere  ogni cosa parlarci di noi.

Parlarci della nostra santità.

Ora.

A prescindere.

Successo: una sinfonia in 10 verbi. 2°: Ascoltare.

Ascolta, amico mio! Ascolta, amica cara!

Ascolta quel che ti è successo. Quel che è successo proprio a te. E stupisci. Non smettere di meravigliarti per quanto ti è accaduto.

Ascolta dentro lo scorrere delle emozioni che vengono da lontano. Avanzano portandoti il sorriso. Immagina i loro passi sicuri come quelli degli araldi che ti portano un annuncio. E allora tendi bene l’orecchio per essere attento ad ogni parola, ad ogni suono. Nulla possa tu perderti della notizia festosa che giunge. Un gran giorno!

Ti viene comunicato l’evento. Viene proclamato quell’esito favorevole che ti riguarda più di ogni altro. Ecco, quasi con solennità, il momento. Trombe, silenzio, lettura: “Udite, Udite”.
Ascolta, dunque. Attentamente. Sta per esserti raccontata la storia del tuo successo. Una storia grandiosa. Quella del tuo nome.

Sì, perché l’evento è che il tuo nome è stato pronunciato. C’è sempre stato, naturalmente, ed era scritto nell’infinita lista di bellezze di cui è scrigno l’Universo. Ma quel nome, il Tuo, è stato pronunciato. Come il mio e quello di ogni altro è stato… detto. Chiamato. Tu sei per sempre.

Prenditi del tempo e ascolta quel che ti è successo. Sì, con portamento da signore, con sguardo fiero e sorridente, con cuore aperto e accogliente: ascolta il tuo successo.

1. Il tuo successo è che Tu sei qui. Sei qui presente, come raggio della Presenza eterna. E come lei eterno. Perché nulla può essere fatto a chi è attraversato dalla Vita. Il tuo nome, il tuo volto, i tuoi occhi sono il tuo successo. Il cuore che palpita, la mente che pensa, le mani che agiscono sono il tuo successo.

2. Il tuo successo è che Tu sei già completo. Non sei un prodotto che manca di qualcosa e niente devi mendicare nel mondo. Siamo parte del Tutto e il meraviglioso risultato del Pensiero felice.

3. Il tuo successo è che Tu sei amato. Sì, nientemeno che dall’Amore, prima di tutto. E da chi come te  è parte della sinfonia dove tutto è Bene.

4. Il tuo successo è che Tu sei in espansione. Dinamica energia che si manifesta nella sue più belle espressioni. Sei qui per celebrare il tuo compimento, per riconoscere chi sei, per accogliere ogni abbraccio che l’Universo ti dona.

5. Il tuo successo è che Tu sei. Semplicemente.

Ascolta dunque il successo che sei e abbandona ogni affanno. Non è forse stato detto: “Per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate forse voi più di loro?  E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?“.

Il nostro successo va solo creduto. Ecco quella che mi sembra oggi un’evidenza che illumina i miei occhi. Sì, mi sembra di capire che innanzitutto il successo va ascoltato. Ascoltato come un racconto, una storia. La storia di chi siamo. La storia della nostra dignità.
Di più direi. L’ascolto del nostro cuore ci rivelerà che siamo un leggenda. Di quelle che commuovono per la ricchezza di emozioni che comunicano. Per la gioia che procura viverla e sentirla.

E tutto arriva grazie all’ascolto interiore. Dove parla l’Universo sulla frequenza del Tutto. E grazie all’ascolto con i cinque sensi, per gioire con tutti gli altri nomi pronunciati. Con le loro storie di successo. Possiamo chiamarlo il reciproco ascolto, nel quale ogni nome risuona con la sua frequenza per unirsi nella musica cosmica che tutto eleva e avvolge.

Ascoltare. Grande qualità! E l’ascolto attento ti premia con la gioia della consapevolezza. Quella del tuo successo. Già successo, appunto.
E l’insegnamento dell’ascolto è in invito semplice ed essenziale a vivere fiduciosi il presente. Da persone che il Successo l’hanno già.

Come fu scritto,  non affanniamoci dunque per il domani.

Namaste,

Mauro

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