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Sei danza. Sei volo. Sei Donna.
Perché l’8 marzo sia un abbraccio!
Quello tra Donne e Uomini che credono in un mondo divino.
Per celebrare questo giorno ho scritto un articolo che ho titolato
Donna, se’ tanto grande e tanto vali!
con una poesia della poetessa Mariastefania Facchinetti
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Vuoi provare una gioia permanente? Ammirati e sorprenditi.
Basta averla provata una volta. Una volta sola e quella non te la scordi più. Ti entra dentro e vibri come neanche pensavi possibile. È accaduto a tutti, certamente. Da sballo. Indimenticabile. Non c’è un uomo o una donna che non abbia conosciuto questa esperienza d’incanto.
Sto parlando della gioia. Della tua, della mia, di quella di ogni persona di questo mondo meraviglioso. Sto parlando dell’emozione per certi versi travolgente come una scarica elettrica. La potente energia del gaudio che ti sconquassa. La gioia può avere delle sfumature personali, ma nella sostanza è una sensazione uguale per tutti.
Sono persuaso che non esista nessuno che si consideri così sfortunato e depresso da non aver mai sentito, come dicevo, anche una volta soltanto l’abbraccio della gioia. E quando ti stringe senti la passione con cui ti comunica se stessa. Si dà tutta, come amante che vuole il tuo godimento. Perché vuole stare sempre con te. Come fosse il tuo destino.
E se tu glielo concederai, lo sarà.
La gioia è uno stato d’animo. O un movimento, se preferisci, secondo i punti di vista.
Ossia può essere tanto una condizione lunga, per qualcuno; un lampo più o meno rapido per altri.
Quel che è sicuro è che ti rallegra. Ti dà allegria dentro. Di più, arrivi persino a commuoverti per la gioia che provi. Quel che è curioso poi è che qualche volta non sai neanche la ragione di questo tuo stato di beatitudine. E dato che da millenni sappiamo che tutto ciò che accade ha una causa, anche quel momento di magia che stiamo provando una qualche ragione deve averla. Di sicuro. Ma precisamente cosa?
Qualche causa generale possiamo probabilmente individuarla:
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Un regalo inatteso. L’arrivo di qualcosa che desideravamo molto. Mi viene in mente, da ragazzo, il motorino. Ho ancora negli occhi quando mi è stato consegnato e l’ho subito impennato. Wow! La sento ancora adesso sulla pelle l’emozione gioiosa di quel pomeriggio.
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Una visita inaspettata. Di persona amata. Ti ricordi la sorpresa del tuo amore che ti aspetta fuori dalla porta? Tu lo pensi lontano. Sei ormai nella totale rassegnazione che passerai una serata triste. E invece il cuore che ti parte in tachicardia da infarto. Gli occhi sono lucidi. E gli ormoni?
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Il rovesciamento repentino di una situazione sfavorevole. In qualunque sport, o competizione, sei invaso dalla gioia quando succede che una sconfitta ormai certa della tua squadra, in pochi attimi si trasforma in una vittoria. È addirittura euforia: tanto più incontrollata quanto ormai insperata. E più era impegnativa la sfida, maggiore e più intensa è la gioia.
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Il raggiungimento di un risultato. Di qualunque tipo e a qualunque livello. In un esame, per esempio: la comunicazione dell’esito positivo ti scatena uno stato d’animo di gaudio indicibile, istantaneo e incontenibile. La gioia del successo! Dell’esserci riuscito.
Bastano questi fattori per avere un’idea di ciò che ci causa gioia. Dove l’elemento sorpresa è determinante. L’imprevedibile positivo entra nella nostra vita e l’accende portandola in una dimensione emozionale unica per la sua intensità e bellezza.
Nella logica del gioco. Sì, perché è possibile che gioia derivi proprio da gioco, ossia da tutto ciò che produce diletto, piacere, ebbrezza. Naturalmente, con estensione anche alla sensualità e alla passione, se si pensa al gioco amoroso.
Pensavo tra me che se la gioia è un’emozione che viene scatenata dalla sorpresa… essa è già dentro di noi. Per mantenerci in uno stato d’animo permanente gioioso, ci vorrebbe allora una sorpresa continua. Regali desiderati continui, visite gradite ripetute, cambiamenti mozza fiato senza fine, risultati impressionanti ininterrotti! Una prospettiva da accogliere a braccia aperte: di sicuro farebbe portenti e le nostre coronarie si troverebbero immerse in divina ebbrezza. Possibile? Giudica tu.
Personalmente ritengo che la sorpresa continua sia dentro di noi. Anzi, siamo noi. E la conclusione mi si offre semplice: se la gioia viene dalla sorpresa (positiva) allora essa diventa uno stato d’animo permanente in me quando vedo la meraviglia che sono. In fondo è tutto molto semplice: più mi conosco, più sono nella gioia.
E allora, brindisi alla Gioia.
Sì, vorrei che facessimo un brindisi alla gioia. E capisco bene chi ha voluto scrivere un’ode addirittura. Un inno, come quello alla fine della 9a sinfonia di Beethoven. Musica d’autore per parole da poeta. Esplosione di sentimento. Di impeto. Per la più intensa di tutte le umane emozioni. Ma di questo scriverò un’altra volta.
Ora alziamo i calici. La Gioia è dentro di noi. Ci abita.
Ha solo bisogno di sorpresa.
Le puoi trovare fuori, ma la più bella è dentro di te.
Sei tu.
Un abbraccio a te e alla meraviglia che sei.
Namaste
Mauro
Conosci te stesso! Ed è tutto.
Ti conosci, Mauro? Quanto? Sai chi sei veramente?
Conosci te stesso: me lo sono detto e ripetuto. Me lo sono scritto. Ne farò un testo per una canzone. Troppo grande e profondo il fascino della conoscenza di sé.
E tu ti conosci? Sai chi sei… realmente?
Conosci te stesso, in realtà non è una domanda bensì un invito. Meglio, un’esortazione chiara e precisa a volgere lo sguardo dentro di sé. Ad entrare nel mondo interiore, in quel meraviglioso universo dove tutto semplicemente è. Dove tu senti che sei tu e benedici il giorno in cui hai pianto emozioni per la gioia di essere qui!
Testo d’autore, sia ben chiaro. Forse di Socrate stesso, in ogni caso di uno che in fatto di crescita personale la sapeva lunga. E la sapeva giusta. Sapeva di sicuro l’essenziale. Sapeva il tasto giusto da toccare per dare avvio alla musica del proprio innalzamento!
Ricco di traboccante potenza, questo motto campeggiava all’ingresso di un tempio. Non un luogo qualunque: niente meno che il santuario di Delfi, in Grecia. Era considerato l’ombelico del mondo, sede dell’oracolo di Apollo, colui che fa da tramite tra il cielo e la terra, tra Zeus onnipotente e gli uomini. Lì si leggeva: Uomo, conosci te stesso, e conoscerai l’Universo e gli Dei.
Frase semplice, potenza cosmica. Di affascinante e travolgente bellezza! Quella che c’è in ciascuno di noi. Degli uomini di ieri e di quelli di oggi. Di sempre. Perché la conoscenza è il desiderio di espandersi nell’appagamento felice dell’armonia. Nella totale armonia con se stessi: quando con lacrime di gioia senti di essere il conoscente e il conosciuto. E la conoscenza stessa!
Tutto questo non ha né tempo né età. Ogni momento è sempre quello giusto. Adesso, proprio ora risuona l’appello millenario: Conosci te stesso! Lo senti dentro di te il tuo desiderio di conoscenza? Certamente! E allora lascialo esplodere affinché il tuo cuore e la tua mente possano dissetarsi a sazietà. Lascialo andare al suo corso benedetto. Non resistergli più: è un amico.
Nota il rapporto causa-effetto: conoscendo te stesso, conoscerai l’Universo e gli Dei! E sai perché? Perché sono la stessa cosa! Tu, Io, l’Universo, gli Dei siamo la stessa identica cosa. Siamo il Tutto. Siamo ciò che È.
Parola dell’Oracolo di Delfi! Parola carica di sapienza. Parola emozionante!
Il percorso è quindi obbligato: da Te all’Universo e agli Dei e non viceversa. Ma a ben vedere non si tratta di un itinerario, ma di simultaneità. Perché? Perché Tu sei l’Universo! Tu sei gli Dei! In questa luminosa danza della conoscenza è tutto concentrico, tutto come un’onda che si propaga dalla conoscenza di te stesso.
E allora conosciti! È facile come neppure immagini. Io ti conosco già. Non vedo il tuo viso, i tuoi occhi, non sento la tua voce. Non so la tua età, se sei uomo o donna e neppure dove vivi. Niente so del tuo carattere, della tua salute, del momento che stai vivendo, delle preoccupazioni che ti assillano. Ma ti conosco. So di te la sola cosa che veramente conta.
Tu sei amore. Purissimo amore!
Ascolta, tendi l’orecchio della tua attenzione interiore. Per un attimo solo. Lo senti l’Universo che canta dentro di te? Li senti gli Dei che danzano festosi per celebrare la tua grandezza? Perché tutto questo per te? Proprio per te?
Perché sei amore. Purissimo amore!
Namaste.
Mauro
Compi un miracolo! Con un bacio.
Ti sembrerà strano e forse lo è ma abbiamo a disposizione qualcosa in grado di compiere miracoli. Tanti e di ogni genere! Di quelli che veramente ti sorprendono. E lo puoi fare anche tu. Quando vuoi, per chi vuoi. E nel modo più facile… Con un semplice tocco o schiocco di labbra! Sì, con un bacio! E compi miracoli!
Il bacio è una potenza della natura. Una forza con tanta di quella energia da far esplodere un contatore Geiger e da far impallidire i fotoni ad alta energia. Il bacio è la travolgente potenza dell’emozione umana, è il gesto che trasforma il mondo in fascio di relazioni accoglienti. Nella magia del sorriso.
Pensa ai baci che dai. E a quelli che ricevi! Labbra che sfiorano la pelle, la accarezzano, la bagnano. Grandiosa metafora dell’unione, della vicinanza, dell’accoglienza. Espressione alta e intensa dell’incontro, del desiderio di comunicare. Tra uomini e donne. Con la vita tutta.

È di sicuro nato all’alba dei tempi ed è diventato parte delle manifestazioni simboliche più ricche di umanità, assumendo significati diversi e anche forme diverse nel corso del tempo e a secondo dei luoghi. Può essere singolo, doppio… triplo. Ma anche di più. Avevo una zia che da bambino mi baciava a raffica come un kalashnikov. Delle tante zie che ho avuto, mi viene in mente quasi solo lei: di lei ricordo i suoi innumerevoli baci! A volte mi bagnava le guance come un cane e mi dovevo poi asciugare, ma che bello essere baciati così!
Il bacio può essere una semplice forma di saluto tra parenti e amici, spesso solo sulle guance, in qualche luogo anche sulle labbra… tra uomini. Un tempo si baciavano le mani, sia per raffinata galanteria verso le signore, sia per sottomesso ossequio ai potenti. Ai vescovi si baciava l’anello, al papa addirittura la sacra pantofola. Tempi lontani, paesi diversi, abitudini diverse: ma questo contatto tra le labbra di una persona con una qualsiasi parte del corpo di un’altra è un’esperienza di forte impatto emozionale. Anche le cellule dei distratti non restano mai indifferenti. Pare accada qualcosa di molto intenso anche a livello biochimico.
Perfino degli scienziati, i filematologi, si sono messi a studiare il bacio e ne sono venute scoperte molto interessanti sulla produzione degli anticorpi. Si scatenano delle vere tempeste ormonali per uomini e donne di ogni età coinvolti totalmente a livello sia fisico che psichico.
D’altro canto, non lo vedi anche tu evidente? Un campione che bacia la sua bandiera, la bandiera del suo paese, non trasmette un’emozione indicibile? E chi bacia la fede nuziale quando ha fatto gol? Non ti senti toccato nel fondo da quel gesto di fatata euforia? Hai mai visto un credente che bacia il Cristo morto? O un’immagine della Madonna o di un Santo? Non c’è forse un patos intenso in un gesto che introduce quella persona nel mondo del
sacro e del suo misterioso fascino?
Certo, nel bacio puoi sentirti fratello di altri uomini e donne, accomunato dagli stessi valori e ideali, dalla stessa lotta, dalla condivisa vittoria. Ci fu però anche chi ne fece un gesto di tradimento, al prezzo di trenta denari. Non è mancato e non manca chi fa del contatto di labbra la via dell’inganno e del raggiro. Ma i baci bugiardi gridano vendetta al cospetto del Cielo! E se una supplica la posso fare… Se proprio non puoi fare a meno di ingannare, ti prego, fallo con le parole, con il silenzio, con le mani o con gli occhi. Nessuno ti giudica, è una tua scelta. Ma non ingannare con un bacio.
Sogno un mondo in cui ci sia la venazione suprema per il bacio. Per ogni bacio espressione dell’affetto dell’anima. Del limpido desiderio di comunicare la vita. Che sia il bacio semplice sulla guancia del primo conosciuto, che sia quello annuale tra parenti, quello triplo tra amici, quello dolce e sorridente ad un bambino, quello affettuoso al proprio gatto, quello originale al geranio sul davanzale, sia sempre il risuono del calore del cuore che ama. Che sia il bacio a tuo figlio, a tua madre, ai nonni, fanne un segno del tuo affetto vero per chi stringi a te. Fanne un simbolo di gratitudine per una presenza. Di riconoscimento della Presenza. Fallo a prescindere. Che le tue labbra si posino sulla fronte di tua figlia, sulla guancia di tuo padre o sulla bocca di chi ami, lascia che il tuo essere si trasmetta tutto in quel gesto.
E il bacio sul collo? Lì c’è della poesia. Dolcissimo, con la bellezza del suo delicato tocco erotico Se poi è il bacio degli amanti, allora quello ti porta all’estasi dell’abbandono! Con il bacio così detto alla francese l’intensità emotiva è al culmine. Perché è un’esperienza unica. Lo è per il significato che un uomo e una donna gli attribuiscono. Questo bacio è il capolavoro espressivo della comunicazione sintonizzata sull’amore. Il linguaggio della totalità e dell’infinito. I partner sentono compenetrate le loro vite. Esperienza di unità. Intimità unica! Avvolgente! Estatica.
Il bacio compie il miracolo per eccellenza. Quello di avvicinare, unire, convergere. Creare circolarità di vita. Comunicarla. Nell’emozione di donare e ricevere affetto e amore. Cosa dici? Non val la pena di baciare il più possibile? Persone, animali e piante. Baciare la vita! Un mio amico mi ha già detto che si è messo l’obbiettivo di almeno 20 baci al giorno. Idea originale, con quantità e qualità abbinate, naturalmente. Sono convinto che se si baciassero di più, le persone litigherebbero di meno. Sapevi che il bacio è capace di allentare fortemente lo stress? E probabilmente anche di toglierlo. Pensa, gratuitamente e piacevolmente, per giunta. Non bisogna nemmeno leggere il foglio illustrativo.
Non ci sono effetti indesiderati.
Non trovi anche tu che il bacio abbia davvero qualcosa di miracoloso?
Un bacio. Grande grande.
Mauro

