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Vuoi provare una gioia permanente? Ammirati e sorprenditi.
Basta averla provata una volta. Una volta sola e quella non te la scordi più. Ti entra dentro e vibri come neanche pensavi possibile. È accaduto a tutti, certamente. Da sballo. Indimenticabile. Non c’è un uomo o una donna che non abbia conosciuto questa esperienza d’incanto.
Sto parlando della gioia. Della tua, della mia, di quella di ogni persona di questo mondo meraviglioso. Sto parlando dell’emozione per certi versi travolgente come una scarica elettrica. La potente energia del gaudio che ti sconquassa. La gioia può avere delle sfumature personali, ma nella sostanza è una sensazione uguale per tutti.
Sono persuaso che non esista nessuno che si consideri così sfortunato e depresso da non aver mai sentito, come dicevo, anche una volta soltanto l’abbraccio della gioia. E quando ti stringe senti la passione con cui ti comunica se stessa. Si dà tutta, come amante che vuole il tuo godimento. Perché vuole stare sempre con te. Come fosse il tuo destino.
E se tu glielo concederai, lo sarà.
La gioia è uno stato d’animo. O un movimento, se preferisci, secondo i punti di vista.
Ossia può essere tanto una condizione lunga, per qualcuno; un lampo più o meno rapido per altri.
Quel che è sicuro è che ti rallegra. Ti dà allegria dentro. Di più, arrivi persino a commuoverti per la gioia che provi. Quel che è curioso poi è che qualche volta non sai neanche la ragione di questo tuo stato di beatitudine. E dato che da millenni sappiamo che tutto ciò che accade ha una causa, anche quel momento di magia che stiamo provando una qualche ragione deve averla. Di sicuro. Ma precisamente cosa?
Qualche causa generale possiamo probabilmente individuarla:
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Un regalo inatteso. L’arrivo di qualcosa che desideravamo molto. Mi viene in mente, da ragazzo, il motorino. Ho ancora negli occhi quando mi è stato consegnato e l’ho subito impennato. Wow! La sento ancora adesso sulla pelle l’emozione gioiosa di quel pomeriggio.
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Una visita inaspettata. Di persona amata. Ti ricordi la sorpresa del tuo amore che ti aspetta fuori dalla porta? Tu lo pensi lontano. Sei ormai nella totale rassegnazione che passerai una serata triste. E invece il cuore che ti parte in tachicardia da infarto. Gli occhi sono lucidi. E gli ormoni?
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Il rovesciamento repentino di una situazione sfavorevole. In qualunque sport, o competizione, sei invaso dalla gioia quando succede che una sconfitta ormai certa della tua squadra, in pochi attimi si trasforma in una vittoria. È addirittura euforia: tanto più incontrollata quanto ormai insperata. E più era impegnativa la sfida, maggiore e più intensa è la gioia.
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Il raggiungimento di un risultato. Di qualunque tipo e a qualunque livello. In un esame, per esempio: la comunicazione dell’esito positivo ti scatena uno stato d’animo di gaudio indicibile, istantaneo e incontenibile. La gioia del successo! Dell’esserci riuscito.
Bastano questi fattori per avere un’idea di ciò che ci causa gioia. Dove l’elemento sorpresa è determinante. L’imprevedibile positivo entra nella nostra vita e l’accende portandola in una dimensione emozionale unica per la sua intensità e bellezza.
Nella logica del gioco. Sì, perché è possibile che gioia derivi proprio da gioco, ossia da tutto ciò che produce diletto, piacere, ebbrezza. Naturalmente, con estensione anche alla sensualità e alla passione, se si pensa al gioco amoroso.
Pensavo tra me che se la gioia è un’emozione che viene scatenata dalla sorpresa… essa è già dentro di noi. Per mantenerci in uno stato d’animo permanente gioioso, ci vorrebbe allora una sorpresa continua. Regali desiderati continui, visite gradite ripetute, cambiamenti mozza fiato senza fine, risultati impressionanti ininterrotti! Una prospettiva da accogliere a braccia aperte: di sicuro farebbe portenti e le nostre coronarie si troverebbero immerse in divina ebbrezza. Possibile? Giudica tu.
Personalmente ritengo che la sorpresa continua sia dentro di noi. Anzi, siamo noi. E la conclusione mi si offre semplice: se la gioia viene dalla sorpresa (positiva) allora essa diventa uno stato d’animo permanente in me quando vedo la meraviglia che sono. In fondo è tutto molto semplice: più mi conosco, più sono nella gioia.
E allora, brindisi alla Gioia.
Sì, vorrei che facessimo un brindisi alla gioia. E capisco bene chi ha voluto scrivere un’ode addirittura. Un inno, come quello alla fine della 9a sinfonia di Beethoven. Musica d’autore per parole da poeta. Esplosione di sentimento. Di impeto. Per la più intensa di tutte le umane emozioni. Ma di questo scriverò un’altra volta.
Ora alziamo i calici. La Gioia è dentro di noi. Ci abita.
Ha solo bisogno di sorpresa.
Le puoi trovare fuori, ma la più bella è dentro di te.
Sei tu.
Un abbraccio a te e alla meraviglia che sei.
Namaste
Mauro
Piacere, sono l’Essenziale! Piacere mio. Piacere immenso.
Vedere con il cuore!
Non c’è dubbio che è una prospettiva originale. Di quelle toste.
Di quelle che ti sanno proporre solo uomini e donne di grande spiritualità. Che l’essenziale lo vedono.
E più ancora, aveva detto la volpe al piccolo principe: solo con il cuore si vede bene.
Non c’è che dire, la volpe ci ha fatto uscire dai soliti schemi. E lo fa con la delicatezza che appartiene
all’amore. Quella che fa sfarfallare gli occhi dalla gioia, per intenderci.
Se poi aggiungiamo che l’essenziale è invisibile agli occhi, abbiamo qui un principio che
svela un fenomeno che possiamo chiamare di raffinata saggezza . Di quella che ti sorprende perché desta la tua attenzione in modo forte e delicato. E la premia anche nel tempo.
Deteneva davvero un gran segreto la volpe di Saint-Exupéry. E il piccolo principe lo ripeté
per non scordarlo. Tenerlo a mente aiuta proprio a formarsi una nuova abitudine. Sì, ad avere
la meravigliosa abitudine a cercare in ogni cosa l’essenziale. Meravigliosa perché fa star bene.
Non so quali emozioni ha trasmesso a te, ma sono sicuro che sono state piacevoli: io ho sentito in queste parole l’energia luminosa e avvolgente dell’autenticità. In sintonia con la Vita. L’emozione bella di quando impari qualcosa di veramente straordinario sulla comunicazione.
Cinque parole ci forniscono un percorso: sono vere scuole che ti danno voglia di vivere.
1. VEDERE. Un verbo di azione. Poderosa e sottile azione carica di fuoco. Solo apparentemente passiva: vedere è un percepire carico di voglie.
In realtà è il movimento dell’anima attraversata dal desiderio. Dalla curiosità per le cose. Dall’interesse per la propria espansione. Vedere è quello che facciamo in ogni momento: immagazziniamo immagini su immagini con voracità quasi incontrollata, da mendicanti direi. Sì, è chiaro: noi siamo il nostro sguardo. Nel nostro sguardo c’è il mistero del Tutto. Con quello comunichiamo chi siamo.
Il resto è coreografia.
2. CUORE. Capisci anche tu che qui non si parla del muscolo dentro il petto che pompa sangue. No, La volpe sa che il cuore è il centro della vita affettiva e spirituale dell’uomo. Di più, lo dice. E lo indica come organo della vista! Straordinaria metafora che fa dei sentimenti il linguaggio che più di tutto nutre ed esprime l’anima. Siamo nel luogo dove ogni conoscenza è in amplesso con l’emozione.
Nel godimento della loro armoniosa unità. Che bello sentirsi nel Centro!
3. ESSENZIALE. Credo che in soldoni, si voglia dire la sostanza. Cio che è e basta. Potremmo dire che l’essenziale è l’oggetto della comunicazione, cioè il succo di quel che si trasmette. O si è disposti a ricevere. E mentre parola e ascolto si avvicinano, il cammino verso l’unità sembra condurre giù. Giù, nel senso di dentro. Sempre più verso il Centro, al luogo e al momento in cui ogni parola si fonde nel silenzio.
L’essenziale è ciò che non si può esprimere con le parole. Perché è la Parola per eccellenza: Vita
L’Essenziale è l’Unità invisibile. Di te con me e di noi con tutti.
E di tutti con il Tutto. L’avvolgente mistero della Vita.
4. INVISIBILE. Mi viene istintivo domandarmi: “Ma dove lo trovo l’essenziale? Dova abita? Lo devo cercare?. All’inizio ho pensato che fosse la conquista di una ricerca. Anzi, il premio meritato dopo l’avventura nel mondo delle cose. Un risultato insomma, frutto di fatica e sudore. Mi ero sbagliato. La forza e la bellezza di questo segreto sono nella sua semplicità. Niente di enigmatico: tutto è così semplice, evidente. L’essenziale invisibile ti viene incontro. Lui, di persona. Come se ti venisse davanti e ti dicesse: “Piacere, sono l’Essenziale”.
Lui è la Vita Una che sempre è davanti e dentro di te. La vede bene però solo il cuore. Perché serve la stessa frequenza, quella dell’amore.
5. OCCHI. Nessun torto viene fatto loro. Sono sempre lo specchio dell’anima. Sono le splendide porte che accolgono le meraviglie. Quando si dice che non si vede bene che con il cuore, non significa che con gli occhi si vede male. Con gli occhi si vedono benissimo… le parti. Con il cuore si vede il Tutto. Si vede l’Essenziale. Si vede l’Uni-verso. Essi sanno di essere organi del visibile e al contempo la porta verso l’interiorità più spirituale. Hanno grande fiducia nel cuore. Si inchinano a lui.
Tutto è pronto per l’accoglienza. Il cuore è aperto.
L’Essenziale è già qui.
Piacere!
Namaste.
Ti svelo un segreto.
Mi piacciono i segreti. Mi piace quando me li svelano.
Ti è mai capitato di rimanere sopreso da qualcuno che ti dice di avere un segreto da svelarti?
Proprio a te, magari. Eccitante! Sento attraversarmi un senso di euforia. Sai quando avverti
crescere la curiosità di sapere qualcosa di nuovo? E’ una sensazione bella, vero?
E nel momento che ne ho poi appreso uno che mi ha entusiasmato, sento quanto è emozionante
condividerlo. Non si è mai veramente felici se non quando alla tua gioia inviti qualcuno. Ed essa si moltiplica, si espande, contagia. E tu ti senti spinto dall’amore che provi per gli altri a comunicare quel segreto che cambierà qualcosa nella loro percezione del mondo. Come è cambiata la tua. Come sei cambiato tu.
Cos’è un segreto? Qualcosa di tenuto appartato, separato. Qualcosa di diverso insomma, da
non confondere con ciò che è ordinario. Sì, è così. Il segreto è un argomento di natura
riservata, all’inizio conosciuto solo da qualcuno. E magari rigorosamente precluso ad altri. Per ragioni varie, non sempre nobili. Ci sono segreti di stato, segreti militari, segreti di Fatima e anche i segreti di Pulcinella. E poi ci sono anche agenti segreti, documenti top segret, amori segreti. Le segrete invece non sono le donne riservate bensì le prigioni sotterranee.
Per me il segreto è una verità che qualcuno che mi vuol bene mi confida affinché io possa
crescere. Una verità che mi fa passare subito al mio livello superiore di consapevolezza. E poi a quello Superiore, alto alto, dove la conoscoscenza di se stessi e della propria natura spirituale fa entrare nell’Olimpo degli dei.
Spesso i segreti si confidano prima di separasi. Prima di dirsi addio. Un ultimo regalo
all’amato, bello come un bacio, affinché anche lontani viva la stessa gioia di essersi
incontrati. Il segreto comunicato è un cammino nuovo che si apre. La comprensione della Vita
non sarà più la stessa. Il sole sarà più caldo. Il cielo più luminoso. Il sorriso
come un silenzioso accogliente abbraccio.
“Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore.
L’essenziale è invisibile agli occhi”.
“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo”.
Ho ringraziato tante volte la volpe di Antoine de Saint-Exupéry per quel suo commovente addio
al piccolo principe. Quel segreto mi ha reso felice. Anche adesso.
In questo segreto ho trovato ciò che me lo ha reso compagno fedele. Perché ha esteso e potenziato tre campi in cui la vita si dispiega.
1. Quello della conoscenza. Ho appreso una verità. Grande e spirituale. Adesso so che il cuore è un organo della vista.
Vede bene perché vede oltre. Ora benedico i miei occhi consapevole che essi non vedono tutto.
2. Quello dell’emozione. Mi sono arricchito del segreto che mi fa sentire parte dell’invisibile. Il cuore si addestra a vibrare con l’essenziale. Una bella abitudine! Si sta bene. Ci si sente a casa.
3. Quello dell’azione. A vedere con il cuore si impara ogni giorno. Scegliendolo come atteggiamento nelle relazioni con le persone che si incontrano. Esercitandosi a scorgere l’invisibile nel loro sguardo. A percepire che l’essenziale che è in loro è lo stesso che dimora in noi. L’Amore.
Svelalo anche tu a qualcuno questo segreto. Farà bene a te. Vi sentirete a Casa in due.
Un abbraccio.
Mauro
