Articoli marcati con tag ‘abbondanza’

Preghiera? Come si può se non si stente un dio accanto?

Quando non c’erano le mail e gli sms, tra amici ci si scriveva. Carta, penna, francobollo… e giù nella buca. Se la distanza non era troppo di ostacolo ci si vedeva di tanto in tanto. Si parlava anche al telefono, ma i genitori ti dicevano di non stare molto perché era caro. Ma fino alla bolletta successiva qualche scappatoia la si trovava sempre. D’altro canto i piccioni viaggiatori non erano più in uso e i segnali di fumo in città erano diventati poco pratici. L’alfabeto morse era nel frattempo passato di moda anche nel far west.

Ma per gli amici comunicare è vitale sempre. È il bisogno della condivisione. Quella del cuore, quella che rende ognuno partecipe della vita dell’altro. Si cerca di essere un rifermento, un aiuto reciproco. Sì, anche essere una spalla su cui piangere qualche volta, un sorriso o una risata per rasserenarsi, un complice in una bevuta, in una spacconata. È amicizia anche passare insieme ore tristi su preoccupazioni e disagi. E sentire che dopo sono un po’ meno pesanti.

Senza essere Matusalemme, ho conosciuto il tempo di quando si aspettava il postino con una certa trepidazione. Era un’attesa che aveva il suo fascino, come oggi è bello vedere arrivare la mail dei tuoi amici, quelli che rispondono alla tua e quelli che ti raccontano qualcosa di loro, di quel che han fatto e di quel che pensano bello fare insieme a te. Mail che fanno anche crescere. Perché ti fanno riflettere. Perché sono un racconto. Una storia. E leggendola tu ne ritrovi un pezzo della tua.

Qualche giorno fa, trovo la mail di una cara amica. Le avevo fatto conoscere qualche pagina di Og Mandino, in particolare quel rotolo toccante che ha come  ritornello “Saluterò questo giorno con l’amore nel cuore”. Le erano piaciute, ma…

“Caro Mauro, belle parole…dolci come il miele e molto vicine al mio modo di concepire l’esistenza…però x quanto riguarda il far posto alla preghiera…come si può se non si sente un dio accanto??? Io non mi definisco atea completamente, ma non riesco a credere nemmeno ad un dio assoluto…credo alla forza del bene, credo nella perfezione fisica dell’universo e all’imperfezione umana che ci fa essere piccoli di fronte ad esso…. credo nella giustizia e nel potere dell’amore… Sì, come te credo fortemente nell’amore universale che unifica e ci eleva al di sopra della mediocrità…però caro Mauro non so credere in un dio, non so pregare…non sentendolo… illuminami se puoi.
La tua amica M.”.

È una responsabilità grossa illuminare qualcuno. Anche solo provarci. Soprattutto poi su aspetti in cui non si è certi di vederci bene. Per non dire di essere un poco orbi. Non sapevo bene cosa fare, cosa scrivere, cosa dire. Parlare di Dio, della fede, della preghiera! Temi più grandi di me. Però dentro sentivo di non dover rinunciare a far qualcosa. Ma – mi sono ammonito – se quello che stai per dire non è più bello del silenzio, ti conviene tacere.

Cercare di rispondere di testa, di cuore, d’istinto? Di buon senso?
Poi ho capito che le risposte migliori sono solo attesa condivisa. Insieme all’amico puoi solo condividere il momento, quel frammento di vita messo a nudo dalle sue parole. Dette a te. Le risposte alle sue domande non verranno da te. Non le hai tu. Ma possono passare attraverso il tuo sorriso. Puoi stare accanto a lui ad aspettarle.

“M. cara, grazie per la fiducia che riponi in me credendomi capace di “illuminarti”. Non farò nulla se non ricordarti che tu hai già ogni luce necessaria. Non manchi di nulla. Sei pienezza. Lo sei da sempre. Concediti l’accoglienza di te.
Mi inchino alla divinità che è in te e ti ringrazio per questo tuo dar forma di parole alla passione per l’amore. Quella unica, quella che porta il tuo nome. È molto bello tutto ciò in cui credi. Non ti manca alcun dio. Sei già preghiera nel tuo desiderio di essere amore. Sopra le cose che ti stanno attorno. Oltre.

Le ombre nei tuoi occhi sono talvolta ancora le mie. Quelle di tanti. Passano con l’emozione della Bellezza. Passano quando albeggia negli occhi la gioia dell’Oggi. Nessun rimpianto. Quel dio che ti senti mancare è solo l’ultima folata di colpa che ancora ti è rimasta addosso. Ma se ne sta andando. La fede che cerchi ha già trovato te. Quel che non senti è muto: e non avrebbe nulla da dirti. Nulla di importante. Quel che ti manca non è una perdita. La tua preghiera è ogni soffio di perdono sul mondo.

Concediti uno sguardo. Per te. Ammirati. In silenzio contempla la Presenza.
Lì c’è Dio, la fede, la preghiera.
Dentro.
Hai già tutto. In abbondanza”.

Un abbraccio. Grande.

Chi siamo? Figli amati dell’Abbondanza.

Sì, questa per me diventa ormai ogni giorno di più la molla di ogni crescita personale. Si cresce nell’Universo del Tutto. E scopri presto che c’è abbondanza per tutti!
Un uomo che la legge di attrazione la conosceva e la studiava già un secolo fa, Robert Collier, scrisse che “l’essenza di questa legge è che devi pensare all’abbondanza, vedere l’abbondanza, sentire l’abbondanza, credere nell’abbondanza’.
Che dirti? Ero rimasto molto colpito da quelle parole, ma restavo perplesso. La soluzione alla mia incertezza la trovai decidendomi a guardare. Finalmente ad aprire gli occhi.
Uno spettacolo mozzafiato!

Ho visto che siamo avvolti nell’abbondanza. Il mondo dentro e fuori di noi è straripante abbondanza. E ieri come oggi, ovunque guardi fuori di me passo di meraviglia in meraviglia per l’abbondanza di cui è intrisa la natura. Guardo un albero e resto impressionato da quante possano essere le sue foglie, addirittura milioni su una sola pianta.
E in un bosco, si contano forse le piante ? Accarezzi il tuo gatto e la mano scivola sull’infinità di peli che lo coprono. Sai contare le piume di un piccolo passero?

Pensa solo a quanti granelli di sabbia sulla spiaggia stanno nello spazio della tua ombra. E i sassi, qualcuno  saprebbe contare anche quelli di un solo fiume ?  Guarda  la pioggia che cade e prova a contare le gocce.  Vuoi pensare a quanta acqua c’è in un solo mare?  A quanti fili d’erba e fiori in un solo prato?
Alza gli occhi al sole: quante sono le sue fiamme ? E nelle altre stelle?  E quanti sono i corpi celesti ? E ancora più misteriosamente affascinante, quanto abbondante è il vuoto dell’universo? Vertigine, sì. Ma che bello sapere e sentirsi figli dell’abbondanza!
Meraviglia, infinita meraviglia per l’abbondanza di ogni cosa nella natura che mi circonda. E una produzione continua non cessa di alimentare un’abbondanza perfino sfacciata nella sua imponenza. Nessuna economia, nessun risparmio, nessun calcolo. Prodigalità offerta e donata senza misura.  C’è qualcosa che si può contare con esattezza in natura?  Ogni conteggio che si avvicina al vero è pur sempre ipotetico e deduttivo. Di ogni cosa c’è tanto, in quantità e qualità.

Se poi guardo dentro di me, la scienza mi dice che  sono 100 bilioni di cellule che si rinnovano continuamente. E se passo in rassegna tutti gli organi quale capolavoro di quantità essi sono. Solo l’occhio, quante immagini cattura in un giorno? Se penso al cervello con più di 10 miliardi di neuroni sento la sua potenza!
Una macchina che fabbrica abbondanza senza fine, che esamina 400 miliardi di informazioni al secondo.  Posso contare i processi biochimici che avvengono in me ad ogni istante? E i pensieri che attraversano ognuno di noi? E dentro e fuori di noi le onde e le loro frequenze, le molecole,  gli atomi  di cui è costituito il paradiso nel quale siamo? Vertigine, dicevo. Vertigine di abbondanza in un cosmo grande e in uno piccolo: se ingrandisco vedo molteplicità  smisurata, se rimpicciolisco non esaurisco
di trovare cose. E tutto ha una parola: materia. E questa materia è energia in perenne trasformazione.

Quando divenni consapevole di vivere in un universo che ha come unità di misura l’abbondanza,  mi sentivo imbarazzato all’idea di essermi a lungo preoccupato che mi mancasse qualcosa. Ero stato per anni  a pensare a quel che mi mancava, cieco a non vedere e sentire il palpitare dell’abbondanza dentro e fuori di me. Mi  domandavo per chi potesse essere tutta questa ricchezza se non per l’uomo, se non per noi, per ciascuno di noi, per tutti noi. Per chi la materia dalle infinite manifestazioni in illimitata quantità se non per chi la può apprezzare e godere in tutte le sue forme?

Questa abbondanza è per tutti: non manca niente a nessuno degli abitanti di questo universo di pienezza. E perché allora continuavo a dire che avevo pochi soldi, poco lavoro, pochi clienti, poco tempo, poca salute, poco spazio?
Se l’abbondanza è un’evidenza, il poco doveva dipendere da me.  E com’è che  io mi tenevo nel poco, pur essendo una creatura del tanto e del tutto?
Per abitudine. Semplicemente per abitudine.

Il bello delle abitudini è che si possono cambiare. Per fortuna.  Mi dissi allora che se cominciavo a vedere in ogni cosa l’abbondanza,  a pensare all’abbondanza, mi sarei  abituato alla grandezza, allontanandomi sempre di più dalla prigione del poco. Dipendeva tutto da me.  Fu illuminante poi colorare di abbondanza ogni cosa: e che gioia e conforto capire che quindi c’è profusione anche di opportunità, di soluzioni, di invenzioni. E che tutti possono attingere all’abbondanza perché ciascuno l’ha già dentro di sé.

C’è abbondanza per tutti, perché ognuno è figlio dell’abbondanza, perché è fatto a immagine e somiglianza dell’Abbondanza suprema, perché vive di abbondanza e perché può realizzarsi pienamente solo come creatore di abbondanza per sé e per gli altri. Il contrario dell’abbondanza è il limite. Nel limite stiamo male, perché siamo fatti per l’abbondanza.
In verità, non scoprivo niente di nuovo. L’abbondanza era sempre stata lì. E uomini e donne acuti e saggi ne avevano già scritto da tempo. Ma adesso era diventata anche una delle mie verità.

A volte mi raffiguravo un ruscello di montagna con acqua fresca che scende tra i sassi e una fila di persone, composta dall’intera umanità, che si avvicendavano a bere la sua acqua. Bevendo a sazietà, uno dopo l’altro, sette miliardi di assetati avrebbero trovato acqua in abbondanza e l’ultimo che avesse bevuto non avrebbe avuto meno di chi aveva iniziato per primo. Dopo sette miliardi di sorsi il ruscello sarebbe rimasto lo stesso.

Straordinario, non trovi? Mondo affascinante e meraviglioso di amata abbondanza. Per tutti. Incluso te!

Immagine anteprima YouTube

Crescita Personale? Tutto dipende da te.

Pensa, è la più semplice ed evidente di tutte le verità, eppure così poco conosciuta!
Tutto dipende da te: lo intuisci e lo senti come appello quotidiano alla tua coscienza.
Ti chiama alla tua crescita personale.

Come un lampo ti attraversa gli occhi lasciandoti il sorriso della serenità. Sei da subito nel gioco affascinante del tuo cambiamento.
La verità è un nutrimento prezioso per l’anima. La fa crescere. E ogni verità accolta porta ricchezza nella tua vita.
Ricchezza che fa della tua crescita personale null’altro che la spontanea armonia con il tuo sogno. Una ricchezza molto concreta ed efficace perché sapere che tutto dipende da te ha dei vantaggi notevoli.

Per te, come uomo o come donna in cammino verso la realizzazione piena della tua esistenza nel mondo. Mentre dai forma al tuo sogno.
Considera innanzitutto un fatto: questa verità ti riporta al centro della vita. Della tua innanzitutto. Tu hai valore al punto che non sei una conseguenza degli eventi che ti accadono, ma sei il loro artefice.
Hai pensato qualche volta di essere vittima delle circostanze? Non temere, è capitato a tutti. Oggi invece sai che di quel che ti accade sei il responsabile unico. Immagini quanto felice puoi essere? Immagini la libertà che prende dimora in te?

In secondo luogo, l’annuncio felice che tutto dipende da te è l’invito alla consapevolezza della tua grandezza, all’elevazione somma della tua dignità.
Si offre a te la vibrante emozione di sentirti il vero protagonista nella vita che vuoi per te. Che emozione sentire dentro che puoi essere ormai
tu stesso il tuo presente. Che bello percepire la voce della vita che ti chiama ad essere te stesso, nella quotidiana gioia di crescere ed espanderti.
Entra in te l’energia della passione e dell’entusiasmo.

E terzo, se questa verità la vedi nelle parole latine, ti piace ancora di più.
Tutto dipende da te in latino si diceva In te omnia sunt: letteralmente, tutte le cose sono dentro di te!
Lo vedi il miracolo di questa verità accolta? Essa ti dice che tu sei il punto di partenza di ogni cambiamento. Non cercare più fuori come un mendicante ciò che hai già dentro come un sovrano! La miseria è finita: in te c’è tutto. Tu sei il deposito vivente di ogni abbondanza.

Lo sei sempre stato, ma oggi ne divieni consapevole.
Oggi puoi cominciare ad attingere a questa abbondanza.
Puoi iniziare con il crederci.

Quando l’ho sentita dentro di me, davvero questa verità è stata un messaggio d’amore!
Ma di questo tratterò prossimamente.

Oggi ti auguro la semplice emozione dell’accoglienza. La prima, quella prioritaria.
Accogli te stesso.

Namaste.

Immagine anteprima YouTube
Vuoi saperne di più?
Inserisci il semplice nome e la tua mail e...

Nome:

Email:



... riceverai gratuitamente i miei articoli di formazione personale.